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	<title>Soft Strategy</title>
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		<title>Sistemi di Legacy moderni</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/sistemi-di-legacy-moderni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasformazione Digitale senza rallentare l&#8217;azienda: come modernizzare i sistemi Legacy mantenendo la continuità aziendale.   Quando possiamo definire moderni i sistemi di legacy? La modernizzazione dei sistemi legacy rappresenta una delle sfide più complesse per le aziende che vogliono intraprendere un percorso di trasformazione digitale. Le più recenti analisi di settore fotografano un quadro nel quale la maggior [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Trasformazione Digitale senza rallentare l&#8217;azienda: come modernizzare i sistemi Legacy mantenendo la continuità aziendale.  </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando possiamo definire moderni i sistemi di legacy? La modernizzazione dei <strong>sistemi legacy</strong> rappresenta una delle sfide più complesse per le aziende che vogliono intraprendere un percorso di trasformazione digitale. Le più recenti analisi di settore fotografano un quadro nel quale la maggior parte delle imprese identifica nei sistemi obsoleti il principale ostacolo all&#8217;innovazione, eppure questi stessi sistemi continuano a gestire processi cruciali che non possono subire interruzioni. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La scommessa della modernizzazione: innovare senza fermarsi</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese si trovano davanti a un paradosso: i sistemi legacy, pur essendo tecnologicamente superati, contengono anni di logica di business e dati che garantiscono la continuità operativa. Sostituirli con un approccio innovativo comporta rischi elevati, mentre mantenerli invariati significa rinunciare a competitività e agilità. Gli esperti concordano che la chiave sta nell&#8217;adottare strategie di <strong>modernizzazione incrementale </strong>che permettano di evolvere l&#8217;<a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">infrastruttura </a>IT senza compromettere le operazioni quotidiane. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Strategie vincenti per la modernizzazione graduale</strong> &nbsp;</h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>1. La reindirizzazione</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La prima strategia prevede di costruire gradualmente nuove funzionalità attorno al sistema attuale, reindirizzando progressivamente il traffico verso le nuove componenti. Questo approccio consente di: &nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ridurre drasticamente i rischi operativi attraverso rilasci incrementali &nbsp;</li>



<li>Testare le nuove funzionalità in produzione senza impattare il core business &nbsp;</li>



<li>Mantenere sempre attivo un sistema funzionante durante tutta la transizione &nbsp;</li>



<li>Effettuare annullamenti rapidi in caso di problematiche tornando allo stato precedente &nbsp;</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>2. Creare Ponti tra vecchio e nuovo &nbsp;</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;implementazione di un layer API consente di esporre le funzionalità del sistema legacy in modo moderno e standardizzato. Questa strategia di integrazione permette di costruire nuovi microservizi che possono coesistere con il sistema esistente, comunicando attraverso interfacce ben definite. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vantaggi di questo approccio includono la possibilità di sviluppare nuove funzionalità con tecnologie moderne mentre il sistema in essere continua a operare, oltre alla creazione di un&#8217;architettura flessibile che facilita future evoluzioni. &nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>3. Containerizzazione e Cloud Migration Ibrida</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La containerizzazione dei componenti legacy, ossia la pratica che rende le applicazioni portatili in modo che lo stesso codice possa essere eseguito su qualsiasi dispositivo, può rappresentare un primo passo verso la modernizzazione senza riscrivere completamente il codice. Utilizzando <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">soluzioni </a>presenti sul mercato, le aziende possono migliorare la portabilità e la scalabilità del sistema esistente, creare ambienti di sviluppo e test più agili e preparare il terreno per una futura migrazione cloud completa. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sistemi di Legacy moderni: Best Practice per garantire la Business Continuity &nbsp;</strong></h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Testare accuratamente ogni cambiamento</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si modernizza un sistema, è fondamentale verificare che tutto funzioni correttamente prima di andare in produzione. Questo significa controllare che le nuove funzionalità operino come previsto, che non creino problemi alle parti esistenti del sistema e che siano in grado di gestire il <strong>carico di lavoro reale </strong>dell&#8217;azienda. È importante anche prepararsi agli imprevisti, testando la <strong>capacità di ripristinare </strong>il sistema in caso di problemi. &nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Automatizzare i processi di aggiornamento</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Automatizzare il modo in cui vengono rilasciati gli aggiornamenti riduce il rischio di errori e velocizza l&#8217;intero processo. Quando i passaggi sono standardizzati e ripetibili, diventa più semplice introdurre modifiche frequenti senza interrompere le attività aziendali. Inoltre, tenere sotto controllo costantemente come funzionano entrambi i sistemi durante il cambiamento permette di intervenire rapidamente se qualcosa non va come previsto. &nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Gestione del cambiamento e la formazione</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone restano al centro di ogni trasformazione digitale. Non basta installare nuovi sistemi: è necessario che chi li utilizza ogni giorno li comprenda e li sappia maneggiare. Per questo è importante coinvolgere fin da subito tutti i reparti interessati, offrire percorsi di formazione adeguati sulle nuove tecnologie e creare documentazione chiara che aiuti tutti a orientarsi nel nuovo ambiente di lavoro. &nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sistemi di Legacy moderni Priorità di aggiornamento e Roadmap</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti i componenti del sistema legacy hanno la stessa <strong>priorità di modernizzazione. </strong>Una struttura di valutazione efficace considera il valore di business di ciascun componente, il rischio tecnico associato alla sua obsolescenza, la complessità di modernizzazione richiesta e le dipendenze con altri sistemi.  È consigliabile iniziare con componenti a basso rischio e alto valore, che permettono di ottenere risposte rapide e certe e costruire competenze nel team, per poi procedere gradualmente verso le componenti più complesse. &nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Metriche di successo: come misurare i progressi</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire se l’aggiornamento sta procedendo nella direzione giusta, è importante monitorare alcuni indicatori concreti. Dal punto di vista tecnico, bisogna verificare che il sistema funzioni correttamente e sia sempre disponibile quando serve, che gli aggiornamenti richiedano meno tempo rispetto al passato e che i problemi tecnici accumulati nel tempo si riducano progressivamente. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul versante aziendale, i risultati si vedono quando l&#8217;azienda riesce a lanciare <strong>nuove funzionalità più velocemente</strong>, quando i <strong>costi di gestione e manutenzione diminuiscono</strong> e quando dipendenti e clienti sono più soddisfatti nell&#8217;utilizzare i sistemi aggiornati. Questi segnali indicano che l&#8217;investimento nella modernizzazione sta portando benefici tangibili al business. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;architettura veramente al passo con i tempi deve essere progettata per evolversi nel tempo. I principi di design da seguire includono l’accoppiamento rallentato tra componenti per facilitare modifiche indipendenti e l&#8217;adozione di <strong>standard aperti</strong> per evitare blocchi.  &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Data Migration: Il cuore della transizione</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I dati rappresentano spesso l&#8217;asset più critico durante la modernizzazione. Una strategia efficace di migrazione dati prevede la <strong>sincronizzazione bidirezionale</strong> durante il periodo di transizione, la <strong>validazione continua</strong> della consistenza dei dati, la pianificazione di <strong>strategie di rollback</strong> (processo di annullamento delle modifiche apportate), riportandolo a uno stato precedente dei dati in caso di problemi e la gestione di più versioni dello schema durante la coesistenza dei sistemi. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Investire in una trasformazione digitale ben pianificata significa non solo ridurre il <strong>debito tecnico</strong>, ma anche costruire le fondamenta per l&#8217;agilità e la competitività future. La strategia sta nel procedere con metodo, misurare costantemente i risultati e mantenere sempre il focus sulla continuità delle attività.&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Phygital: fisica e digitale insieme.</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/phygital-fisica-e-digitale-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=4186</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come l&#8217;integrazione tra canali online e offline sta ridisegnando l&#8217;esperienza cliente nel retail e oltre, tra AI, realtà aumentata e nuovi modelli di consumo. Nell’attività di vendita al consumatore finale di oggi, il confine tra esperienza fisica e digitale sta scomparendo rapidamente. Del phygital come nuova frontiera dell&#8217;esperienza cliente si parla da tempo, ma ora si moltiplicano le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come l&#8217;integrazione tra canali online e offline sta ridisegnando l&#8217;esperienza cliente nel retail e oltre, tra AI, realtà aumentata e nuovi modelli di consumo.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’attività di vendita al consumatore finale di oggi, il confine tra esperienza fisica e digitale sta scomparendo rapidamente. Del <strong>phygital</strong> come nuova frontiera dell&#8217;esperienza cliente si parla da tempo, ma ora si moltiplicano le strategie che integrano i canali <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">online </a>e offline per creare interazioni coinvolgenti e personalizzate. E sono sempre di più i brand che dalla fase sperimentale si apprestano nel 2026 a lanciare intere linee di prodotto impostate su questa forma di commercio digitale.   </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le tre &#8220;I&#8221; del Phygital: I pilastri dell&#8217;esperienza integrata</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le strategie phygital di successo ruotano intorno ad alcuni punti fermi che sono stati studiati a lungo e a fondo: &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Immediatezza.</strong> La possibilità di avere &#8220;tutto e subito&#8221;, a portata di clic. I consumatori preferiscono non aspettare: dalla ricerca del prodotto al pagamento, ogni fase punta ad essere istantanea. Totem interattivi in store, QR code per informazioni immediate e app mobile sincronizzate con i punti vendita fisici sono solo alcune delle soluzioni che abilitano questa immediatezza. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Immersione.</strong> L&#8217;utilizzo di dispositivi digitali crea stati di forte concentrazione che amplificano l&#8217;engagement. Le tecnologie permettono ai clienti di immergersi completamente nell&#8217;esperienza di brand, trasformando la navigazione dei prodotti in un viaggio coinvolgente. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Interazione.</strong> L&#8217;elemento che manca ai canali puramente digitali. Il tocco, la prova fisica, il dialogo con esperti: queste componenti umane vengono potenziate dalla tecnologia per creare esperienze di qualità superiore. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I progetti più innovativi che fanno case history</strong> &nbsp;</h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il Retail Data-Driven</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Marchi di abbigliamento sport hanno iniziato a lanciare il “concept live store&#8221;, massimizzando velocità e convenienza combinando offerte digitali con punti vendita fisici. Il negozio utilizza dati estratti dal web per informatizzare lo stoccaggio: le informazioni provengono dai clienti che utilizzano il sito, permettendo di avere in store esattamente i prodotti preferiti dal bacino geografico di riferimento. E si può arrivare ad avere &#8220;running trial zone&#8221; con tapis roulant posizionati davanti a schermi giganti che proiettano scene di corsa, permettendo ai clienti di testare i prodotti in condizioni simulate realistiche. &nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;Omnicanalità del lusso</strong> &nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Sono nati centri omnicanale per il servizio clienti che uniscono data intelligence, CRM e interazioni digitali per rafforzare la relazione con i clienti globali. Un esempio è rappresentato da un servizio di personal shopping virtuale che consente acquisti da remoto comunicando con consulenti in videochiamata. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Realtà Aumentata per l&#8217;Home Design</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <a href="https://www.softstrategy.it/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/">applicazioni </a>dedicate, i clienti possono utilizzare la realtà aumentata per posizionare virtualmente mobili nella propria abitazione, verificando dimensioni, stile ed estetica prima dell&#8217;acquisto. Nei punti vendita fisici, touchpoint digitali e schermi aiutano a creare un flusso continuo tra mondo online e offline, riducendo i resi e aumentando la soddisfazione cliente.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Beauty Tech e Personalizzazione</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso parliamo di specchi interattivi per il makeup virtuale, esperienze personalizzate tramite app mobile e la possibilità di prenotare consulenze beauty in presenza con reminder digitali e follow-up automatizzati. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I trend Phygital per il 2026: Cosa ci aspetta</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Intelligenza Artificiale Personalizzata</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli studiosi del settore entro il 2026, la stragrande maggioranza degli strumenti retail integrerà algoritmi AI, con un’avanguardia che utilizzerà modelli AI modulari che permetteranno diverse soluzioni: &nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Raccomandazioni di prodotto in tempo reale basate su comportamenti omnicanale  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Assistenti virtuali che forniscono supporto personalizzato 24/7  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Pricing dinamico che si adatta alla domanda e alle preferenze individuali  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Previsioni di inventario precise che riducono gli sprechi  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Insight immediati al personale su preferenze dei clienti e cronologia acquisti.  </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Esperienza virtuale su larga scala</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I consumatori Gen Z cercano attivamente esperienze in modalità Realtà aumentata, e questo mercato nel retail mobile è dato in forte ascesa nel 2026, con la creazione di nuove linee che includono: &nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prova vestiti virtuali per fashion e beauty con accuratezza foto/video  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Visualizzazione in Realtà aumentata dei prodotti negli ambienti domestici  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Specchi intelligenti nei camerini per suggerimenti di stile automatici  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Integrazione nel social commerce.   </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Retail Media e Advertising In-Store</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il retail media diventerà un pilastro dell&#8217;industria, offrendo ai retailer opportunità significative di sbloccare nuovi flussi di entrate. I negozi fisici si trasformeranno in piattaforme pubblicitarie, con display digitali che mostrano contenuti personalizzati basati sui dati dei clienti. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Sostenibilità Digitale e Trasparenza</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sostenibilità si sta spostando al centro della scena, con ricevute digitali, etichettatura eco via QR code e app che tracciano riciclo o origine del prodotto. Il tutto per soddisfare i consumatori, specialmente i giovani, che chiedono trasparenza completa sulla supply chain e l&#8217;impatto ambientale. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. IoT e Smart Store</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Internet of Things e sensori smart sono tra le tendenze phygital più eco-friendly emerse, permettono di rispondere in tempo reale ottimizzando illuminazione, temperatura, sicurezza e utilizzo energetico. E i prossimi passaggi permettono di avere scaffali intelligenti che rilevano livelli di inventario in tempo reale, checkout senza cassa con pagamenti biometrici o mobile, carrelli smart che tracciano acquisti e offrono raccomandazioni, sistemi di gestione code dinamici basati su AI &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Phygital nel Settore Food &amp; Beverage</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel settore ristorazione, la maggior parte dei clienti apprezza l&#8217;ordinazione dai terminali touch screen nei fast food. I motivi: riducono l&#8217;interazione con personale magari troppo indaffarato, permettono di prendersi il proprio tempo e garantiscono privacy sulle scelte alimentari. I kiosk incoraggiano inoltre l&#8217;esplorazione del menu, con clienti che scoprono opzioni prima sconosciute. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Strategie di Implementazione per Investire in Infrastruttura Dati Unificata</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio di un approccio phygital è la possibilità di combinare dati utenti in-store con quelli raccolti online attraverso strumenti di marketing omnicanale. Questo fornisce una panoramica completa delle abitudini d&#8217;acquisto, permettendo customer journey veramente personalizzati. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Garantire Coerenza di Brand</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi esempi mostrano che per essere efficaci, le tecnologie phygital devono rispecchiare il purpose del brand. L&#8217;autenticità e l&#8217;innovazione devono viaggiare insieme. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Priorità a Privacy e Sicurezza Dati</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la raccolta massiva di dati da touchpoint fisici e digitali, la fiducia del cliente richiede: &nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Trasparenza nell&#8217;uso dei dati  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Compliance con GDPR e normative locali  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sistemi di sicurezza robusti  </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Comunicazione chiara sulle politiche privacy  </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le Sfide del Phygital</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione tecnologica tra canali fisici e digitali richiede investimenti significativi in hardware, software, formazione e change management. La raccomandazione è partire con progetti pilota per gestire molte complessità operative, facendo leva su Team IT specializzati in processi aggiornati, gestione del cambiamento organizzativo e manutenzione continua delle tecnologie. E con l’obiettivo di superare le barriere del digital divide è cruciale mantenere opzioni tradizionali disponibili, essere pronti a fornire supporto per l&#8217;adozione tecnologica e progettare interfacce intuitive.  &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come misurare il successo del Phygital</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un fattore chiave sarà determinato dal tempo medio di permanenza in-store, ma anche dal tasso di utilizzo app mobile in negozio, le interazioni con touchpoint digitali, il tasso di abbandono del carrello omnicanale, il redemption rate delle promozioni personalizzate. L’accoglienza e l’engagement dei programmi di fedeltà e il tasso di ritorno dei clienti si iscrivono invece alle metriche di loyalty, mentre per quelle operative vengono evidenziati la riduzione dei resi, l’efficienza dell’inventario con sistemi smart e l’ottimizzazione personale in base al traffico predetto, nonchè il ritorno sugli investimenti tecnologici.  &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro del Phygital</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se molto di quello che avete letto finora vi sembra già un tuffo nel futuro, sappiate che il movimento è tutt&#8217;altro che esaurito, le prossime stagioni saranno scandite da ulteriori evoluzioni che sono in cantiere, come le interfacce cervello-computer, i prototipi Neuralink promettono immersione controllata dal pensiero, mentre agenti AI auto-generano mondi VR personalizzati.<strong> </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed inoltre la pubblicità per ologrammi trasformerà sempre di più gli spazi pubblici in esperienze interattive, mentre i negozi fisici-digitali ibridi combineranno Realtà aumentata con feedback per engagement totale. Gli investimenti proseguiranno a macchia d’olio perché le esperienze phygital non sono più opzionali, sono essenziali per le aziende che vogliono rimanere competitive nel 2026.   </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Pierluigi Brienza</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/intervista-a-pierluigi-brienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=4190</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intervista al Presidente del Gruppo Soft Strategy. Un anno intenso e ricco di sfide per Soft Strategy Group. In questa intervista, Pierluigi Brienza, Presidente del Gruppo, condivide la sua esperienza e la sua visione per il futuro dell’azienda, affrontando temi centrali come l’evoluzione del mercato della consulenza, l’impatto dell’intelligenza artificiale, il work-life balance e le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;intervista al Presidente del Gruppo Soft Strategy.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Un anno intenso e ricco di sfide per Soft Strategy Group. In questa intervista, <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Pierluigi Brienza</a>, Presidente del Gruppo, condivide la sua esperienza e la sua visione per il futuro dell’azienda, affrontando temi centrali come l’evoluzione del mercato della consulenza, l’impatto dell’intelligenza artificiale, il work-life balance e le direttrici strategiche di crescita.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come descriverebbe il suo primo anno in Soft Strategy?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È stata un’esperienza molto positiva. Conoscevo già Soft Strategy e sapevo di entrare in un contesto solido, con valori chiari e una cultura aziendale ben radicata. Ho trovato un gruppo che sta evolvendo verso una fase di maggiore maturità: cresce la consapevolezza del proprio posizionamento e, di conseguenza, aumenta la responsabilità nelle scelte strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi non è più sufficiente cogliere opportunità di mercato in modo opportunistico: diventa essenziale definire una traiettoria di sviluppo chiara, selettiva e coerente, capace di valorizzare le competenze distintive e di generare impatti concreti per i clienti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la caratteristica di Soft Strategy che l’ha colpita maggiormente?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La professionalità, intesa non solo come competenza tecnica, ma come capacità di assumersi la responsabilità dei risultati. Soft Strategy si presenta ai clienti come un partner affidabile, orientato alla creazione di valore reale e misurabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa solidità si affianca un elemento altrettanto rilevante: la flessibilità. Rispetto a realtà più grandi e strutturate, abbiamo la capacità di adattarci rapidamente alle esigenze del mercato e dei clienti, con processi decisionali snelli e un forte allineamento interno. Questo ci consente di essere competitivi soprattutto nei contesti più dinamici e complessi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come sta evolvendo il mercato della consulenza e quale ruolo vuole giocare Soft Strategy?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato sta attraversando una fase di trasformazione profonda. Da un lato, cresce la pressione sui risultati: i clienti chiedono sempre più valore tangibile, tempi di esecuzione rapidi e modelli di collaborazione orientati agli outcome. Dall’altro, si assiste a una forte frammentazione, con nuovi operatori altamente specializzati che competono anche su progetti di alto profilo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, riteniamo che il posizionamento vincente non sia quello generalista, ma quello di un partner capace di combinare competenze specialistiche, visione strategica e capacità realizzativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy vuole rafforzarsi proprio in questa direzione: essere riconosciuta come un player credibile nelle trasformazioni più critiche dei propri clienti, con un approccio concreto, orientato ai risultati e sostenuto da competenze distintive.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale nella vostra strategia?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale rappresenta un elemento di discontinuità, non solo tecnologica ma anche economica. Cambierà profondamente il modo in cui eroghiamo servizi, il modello operativo e, in prospettiva, anche le dinamiche di pricing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi l’AI non è un tema “di tendenza”, ma una leva strategica su cui stiamo lavorando in modo strutturato, sia internamente — per aumentare produttività ed efficienza — sia verso i clienti, per supportarli nella trasformazione dei loro modelli di business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In prospettiva, vediamo un’evoluzione verso modelli sempre più orientati al risultato, in cui il valore generato — in termini di ricavi o di saving — diventa un elemento centrale anche nella definizione dei meccanismi di remunerazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il work-life balance è un tema sempre più dibattuto nel mondo della consulenza. Qual è la tua visione su questo aspetto?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema del work-life balance è centrale, ma va affrontato in modo realistico. La consulenza richiede intensità, responsabilità e capacità di gestire momenti di forte pressione: questo fa parte del mestiere e non può essere ignorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, è responsabilità dell’azienda creare le condizioni affinché questa intensità sia sostenibile nel tempo. Per noi significa agire su tre leve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima è la qualità del lavoro: progetti meglio organizzati, obiettivi chiari e maggiore pianificazione riducono inefficienze e picchi non necessari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda è la responsabilizzazione delle persone: autonomia e fiducia consentono una gestione più equilibrata del proprio tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terza è la cultura aziendale: il rispetto per il tempo delle persone deve essere concreto, non dichiarato. Non si tratta di lavorare meno, ma di lavorare meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’equilibrio non è un punto di partenza, ma un risultato che si costruisce nel tempo, attraverso scelte organizzative coerenti e una leadership attenta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy Group si caratterizza per la presenza di tre anime diverse: Consulting, Technology e Operate. Come si integrano queste competenze?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione tra <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/">Consulting</a>, <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/development/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/development/">Technology </a>e <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/digital-bpo/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/digital-bpo/">Operate </a>è uno degli elementi chiave del nostro modello e rappresenta un fattore distintivo nel mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tradizionalmente, queste tre dimensioni sono state gestite in modo separato: chi definisce la strategia, chi implementa le soluzioni e chi gestisce l’operatività. Questo approccio spesso genera discontinuità e perdita di valore lungo la catena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro obiettivo è superare questa frammentazione, offrendo un modello integrato che accompagni il cliente end-to-end: dalla definizione della strategia, alla realizzazione, fino alla gestione operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Nethex</a>, la nostra anima Operate, può essere un esempio di questa continuità che stiamo creando come Gruppo, gestendo ad esempio l&#8217;intero Customer Lifecycle — dal digital sales al customer care multicanale, fino al service desk IT — ponendosi con un atteggiamento da partner end to end nei confronti dei clienti, condividendone rischi e aspettative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo si traduce in vantaggi concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>maggiore coerenza tra disegno e implementazione</li>



<li>riduzione dei tempi di esecuzione</li>



<li>maggiore accountability sui risultati</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per funzionare davvero, però, l’integrazione deve essere anche culturale: le diverse competenze devono lavorare su obiettivi comuni, con logiche di collaborazione reale e non di semplice coordinamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una sfida non banale, ma è anche una delle leve principali su cui stiamo costruendo il nostro posizionamento futuro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le principali direttrici di crescita del Gruppo?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le direttrici sono tre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima è il rafforzamento delle competenze distintive, con particolare attenzione alle aree a maggiore crescita e marginalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda è lo sviluppo selettivo del portafoglio clienti, privilegiando contesti in cui possiamo esprimere pienamente il nostro valore, evitando logiche opportunistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terza riguarda eventuali operazioni straordinarie, che possano accelerare il percorso di crescita, sia in termini di competenze sia di posizionamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti i casi, l’obiettivo è costruire una crescita sostenibile, coerente e riconoscibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la sua visione per il futuro di Soft Strategy?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è consolidare il posizionamento di Soft Strategy come partner affidabile e distintivo nelle trasformazioni più rilevanti per i clienti, mantenendo al tempo stesso quell’agilità che oggi rappresenta un vantaggio competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo consapevoli che il mercato continuerà a evolvere rapidamente e che emergeranno nuovi operatori, spesso piccoli ma altamente specializzati e molto competitivi. Per questo sarà fondamentale continuare a investire sulle competenze, sul modello operativo e sulla capacità di generare valore concreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida è crescere senza perdere identità: mantenere qualità, serietà e responsabilità, ma con un approccio sempre più orientato all’innovazione, ai risultati e alla creazione di valore misurabile per i clienti.</p>
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		<title>5 ostacoli alla transizione digitale</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/5-ostacoli-alla-transizione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>5 ostacoli alla transizione digitale (e qualche idea su come superarli) La trasformazione digitale è ormai una priorità strategica per qualsiasi impresa che voglia restare competitiva. Eppure, secondo le ricerche più recenti, una gran parte dei progetti di digital transformation non raggiunge gli obiettivi prefissati. Perché? Spesso non è una questione di tecnologia: sono i processi e le strutture organizzative a fare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">5 ostacoli alla transizione digitale (e qualche idea su come superarli)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione digitale è ormai una priorità strategica per qualsiasi impresa che voglia restare competitiva. Eppure, secondo le ricerche più recenti, una gran parte dei progetti di digital transformation non raggiunge gli obiettivi prefissati. Perché? Spesso non è una questione di tecnologia: sono i <strong>processi </strong>e le <strong>strutture organizzative </strong>a fare la differenza tra un&#8217;evoluzione riuscita e un costoso insuccesso.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo individuato i 5 ostacoli più comuni che frenano la transizione digitale nelle aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Abbiamo anche identificato spunti concreti per provare ad affrontarli con efficacia.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. 5 ostacoli alla transizione digitale</strong>: <strong>Mancanza di una Strategia Digitale Chiara</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali errori che le aziende commettono nel percorso di trasformazione digitale è adottare tecnologie senza una visione strategica coerente. Acquistare un CRM, attivare un e-commerce, migrare sul cloud. Queste iniziative, se non sono parte di un <strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">piano integrato</a></strong>, rischiano di generare un modello tecnologico inefficiente, costoso e difficile da scalare.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">La digital transformation non è sinonimo di digitalizzazione. Non si tratta semplicemente di convertire processi analogici in digitali, ma di ripensare il modello di business alla luce delle nuove possibilità offerte dalla tecnologia. Senza questa visione d&#8217;insieme, ogni investimento diventa fine a sé stesso.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come affrontarla:</strong>  Prima di scegliere qualsiasi strumento, è necessario definire una roadmap digitale. La roadmap deve identificare gli <strong>obiettivi di business</strong>, le <strong>priorità di intervento</strong>, le <strong>metriche di successo </strong>e le <strong>risorse </strong>necessarie. Questa strategia deve essere condivisa dal vertice aziendale e comunicata chiaramente a tutta l&#8217;organizzazione. Un approccio per fasi, con obiettivi misurabili, aiuta a mantenere lo slancio e giustificare gli investimenti nel tempo.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. 5 ostacoli alla transizione digitale</strong>: <strong>Competenze digitali insufficienti</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La carenza di competenze digitali è uno degli ostacoli strutturali più seri che le imprese italiane ed europee continuano ad affrontare, nonostante gli indubbi progressi registrati negli anni. Non è utile solo saper usare un software: la transizione digitale richiede profili capaci di <strong>leggere i dati,</strong> gestire la <strong>cybersecurity,</strong> progettare <strong>esperienze utente,</strong> sviluppare <strong>automazioni </strong>e governare i processi di <strong>intelligenza artificiale</strong>. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo gap si manifesta su due livelli: il primo è la difficoltà a trovare sul mercato figure specializzate in ambiti come data science, cloud engineering o digital marketing avanzato. Il secondo riguarda la formazione delle risorse interne, che spesso non sono adeguatamente aggiornate per sfruttare le potenzialità degli strumenti già in uso. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come affrontarla:</strong> Le aziende più avanzate adottano una strategia ibrida: da un lato investono in upskilling e reskilling dei dipendenti esistenti, dall&#8217;altro collaborano con partner esterni, università e provider di formazione certificata. Creare una cultura dell&#8217;<strong>apprendimento continuo,</strong> sostenuta da piattaforme e-learning, community di pratica e incentivi, è oggi da considerare una leva competitiva fondamentale, non un costo. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Infrastrutture Legacy: il peso del passato</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molte aziende, soprattutto quelle con una storia consolidata, si trovano a operare su infrastrutture IT ereditate: sistemi informatici datati, database proprietari difficili da integrare, applicazioni sviluppate decenni fa che reggono ancora processi di core business. Questi sistemi sono spesso&nbsp;percepiti come intoccabili, per paura di interruzioni operative o per mancanza di competenze specifiche, ma rappresentano un freno significativo alla modernizzazione. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema non è solo tecnologico: i sistemi legacy generano costi di manutenzione crescenti, rallentano l&#8217;adozione di nuove soluzioni e creano silos informativi che impediscono una visione integrata del business. In un&#8217;epoca in cui la velocità di risposta al mercato è tutto, un&#8217;architettura IT rigida può essere fatale. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come affrontarla:</strong> La <strong>migrazione dai sistemi legacy </strong>richiede un approccio graduale e pianificato. Le strategie più efficaci prevedono un&#8217;analisi approfondita del parco applicativo esistente, seguita da una <strong>scala di priorità degli interventi </strong>in base all&#8217;impatto sul business. In molti casi, un <strong>approccio ibrido</strong>, mantenere il vecchio sistema mentre si costruiscono nuovi layer digitali attraverso API e microservizi, consente di <strong>modernizzare progressivamente </strong>senza rischiare gravi interruzioni. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Budget inadeguato e ROI difficile da misurare</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il quarto ostacolo che blocca la transizione digitale è di natura economica. La trasformazione digitale richiede investimenti significativi e spesso i dirigenti faticano a giustificarli internamente, sia perché i benefici sono distribuiti nel tempo, sia perché misurare il ritorno sull&#8217;investimento (ROI) di un progetto digitale non è sempre immediato. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo problema si aggrava in contesti di PMI, dove le risorse disponibili sono limitate e ogni euro investito deve generare un ritorno tangibile e misurabile nel breve periodo. Il risultato è spesso una digitalizzazione a macchia di leopardo: si investe solo quando strettamente necessario, senza una visione di lungo periodo. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come affrontarla:</strong> Il punto di partenza è definire <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">KPI </a>chiari e misurabili fin dalla fase di progettazione di ogni iniziativa digitale: riduzione dei costi operativi, aumento della produttività, miglioramento dei risultati nella customer satisfaction, time-to-market (il periodo di tempo che intercorre tra l&#8217;ideazione di un prodotto e la sua effettiva commercializzazione). Collegare ogni investimento tecnologico a un <strong>obiettivo di business specifico</strong> permette di costruire un business case solido e di monitorare i progressi nel tempo. Esistono inoltre incentivi fiscali e fondi europei, in Italia si è appena esaurito il fondo del Piano Transizione 5.0 del PNNR che con 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, ha offerto un credito d&#8217;imposta alle imprese che investono in digitalizzazione e riduzione dei consumi energetici.  &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Resistenza al cambiamento: il nemico invisibile</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo e più diffuso freno alla digitalizzazione aziendale, inoltre, non si trova solo nei server, nei software o nei budget. La resistenza al cambiamento è un fenomeno psicologico e culturale che attraversa tutti i livelli dell&#8217;organizzazione, dal management operativo fino alle figure apicali. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si introduce un nuovo gestionale, una piattaforma cloud o un sistema di automazione dei processi, i dipendenti possono percepire una minaccia alla propria posizione, alle proprie competenze o alle proprie abitudini consolidate. Il risultato è un&#8217;adozione lenta, un utilizzo parziale degli strumenti. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come affrontarla:</strong> La chiave è il <strong>change management strutturato</strong>. Prima ancora di implementare qualsiasi soluzione tecnologica, è fondamentale investire in <strong>comunicazione interna trasparente</strong>, coinvolgere i team nelle fasi di progettazione e pianificare percorsi di formazione adeguati. Le persone accettano il cambiamento quando ne comprendono il valore e si sentono parte del processo. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5 ostacoli alla transizione digitale</strong>: <strong>Il cambiamento come opportunità  </strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dei cinque ostacoli presi in considerazione nessuno di essi è esclusivamente tecnologico. La transizione digitale è prima di tutto una <strong>trasformazione culturale e organizzativa</strong>. Per attuarla occorre leadership, visione e la capacità di coinvolgere le persone in ogni fase del percorso. Le aziende che riescono a superare questi ostacoli non sono necessariamente quelle con i budget più grandi o le tecnologie più avanzate: sono quelle che hanno saputo costruire una cultura orientata all&#8217;innovazione, dove il cambiamento è visto come un&#8217;opportunità e non come una minaccia.  </p>
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		<title>Sviluppare software nel 2026</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/sviluppare-software-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=4170</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sviluppare software nel 2026: competenze e linguaggi chiave da tenere d&#8217;occhio Sviluppare software nel 2026 è un&#8217;attività estremamente mutevole e dinamica. Lo scenario continua ad imporre novità a ritmi sostenuti, spinto dall&#8217;innovazione tecnologica e dalle mutevoli esigenze del mercato. Per i professionisti IT e le aziende che cercano di rimanere competitive, comprendere quali competenze e linguaggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sviluppare software nel 2026: competenze e linguaggi chiave da tenere d&#8217;occhio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sviluppare software nel 2026 è un&#8217;attività estremamente mutevole e dinamica. Lo scenario continua ad imporre <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/development/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/capabilities/development/">novità </a>a ritmi sostenuti, spinto dall&#8217;innovazione tecnologica e dalle mutevoli esigenze del mercato. Per i professionisti IT e le aziende che cercano di rimanere competitive, comprendere quali competenze e linguaggi di programmazione sono emerse nel 2025 e si proiettano verso il 2026 è fondamentale per pianificare percorsi di crescita e strategie efficaci. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mercato delle competenze di sviluppo: uno scenario in trasformazione </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 è stato un anno di consolidamento per alcune tecnologie e di rapida ascesa per altre. L&#8217;intelligenza artificiale non sta solo cambiando cosa costruiamo, ma anche&nbsp;<em>come</em>&nbsp;costruiamo software, con coding&nbsp;assistant&nbsp;che stanno ridefinendo il lavoro quotidiano degli sviluppatori. Parallelamente, la domanda di applicazioni cloud-native, sicure e scalabili continua a crescere, richiedendo skill sempre più specializzate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende, identificare i giusti talenti significa guardare oltre la conoscenza di un singolo linguaggio: servono professionisti capaci di essere duttili, di apprendere rapidamente e integrare diverse tecnologie in soluzioni coerenti. Per gli sviluppatori, investire nelle competenze giuste può fare la differenza per non trovarsi superati dall&#8217;evoluzione tecnologica.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sviluppare software nel 2026: guida ai linguaggi di programmazione più richiesti oggi: </strong></h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Python: il versatile sempreverde</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Python mantiene saldamente la sua posizione tra i linguaggi più richiesti, grazie alla sua versatilità che spazia dal machine learning allo sviluppo web, dall&#8217;automazione all&#8217;analisi dati. La sua sintassi leggibile e l&#8217;ecosistema di librerie estremamente ricco lo rendono la scelta ideale sia per progetti&nbsp;enterprise&nbsp;che per prototipi rapidi. Nel 2025, la competenza in Python rimane essenziale specialmente per chi lavora con AI, data science e automazione di processi.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>JavaScript e&nbsp;TypeScript: il dominio del web moderno</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">JavaScript rimane il linguaggio cardine per lo sviluppo front end, mentre&nbsp;TypeScript&nbsp;ha conquistato una posizione dominante grazie al suo sistema che riduce errori e migliora la manutenibilità del codice. Framework come React,&nbsp;Vue&nbsp;e&nbsp;Angular&nbsp;continuano a essere richiestissimi, con una crescente attenzione verso soluzioni meta-framework come Next.js e&nbsp;Nuxt&nbsp;che semplificano lo sviluppo full-stack. Chi padroneggia l&#8217;ecosistema JavaScript/TypeScript&nbsp;può operare lungo l&#8217;intera gamma applicativa.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Go: performance e semplicità per il cloud</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il linguaggio sviluppato da Google sta guadagnando terreno costante, particolarmente apprezzato per microservizi, tool&nbsp;DevOps&nbsp;e applicazioni cloud-native. La sua sintassi essenziale, le eccellenti performance e il supporto nativo alla concorrenza lo rendono ideale per costruire sistemi distribuiti scalabili. Nel 2025, Go è una skill sempre più ricercata da aziende che operano in ambienti cloud complessi.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Rust: sicurezza e performance&nbsp;</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Rust continua la sua ascesa come linguaggio per applicazioni dove performance,&nbsp;sicurezza della memoria e affidabilità sono critiche. Blockchain, sistemi embedded, tool di sistema e componenti ad alte prestazioni sono ambiti dove Rust sta dimostrando il suo valore. Sebbene la curva di apprendimento sia ripida, la domanda di sviluppatori Rust è in crescita, specialmente in settori dove l&#8217;affidabilità non è negoziabile.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Kotlin&nbsp;e Swift: mobile&nbsp;development&nbsp;maturo</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per lo sviluppo mobile nativo,&nbsp;Kotlin&nbsp;su Android e Swift su iOS rimangono gli standard di fatto. Entrambi offrono&nbsp;sintassi moderne, sicurezza nel&nbsp;type&nbsp;system e ottime performance. Con l&#8217;ecosistema mobile che continua a generare valore economico significativo, le competenze in questi linguaggi restano solidamente richieste.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Competenze trasversali: oltre il linguaggio di programmazione</strong>&nbsp;</h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Cloud computing e architetture distribuite</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La competenza nelle piattaforme cloud (AWS, Azure, Google Cloud) è diventata quasi obbligatoria. Non basta più scrivere il codice: serve comprendere come scalarlo e mantenerlo in ambienti cloud complessi.&nbsp;Kubernetes, Docker e i modelli di microservizi sono skill fondamentali per costruire applicazioni moderne e resilienti.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>DevOps&nbsp;e CI/CD</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione tra sviluppo e operations continua a essere una competenza che fa la differenza. Conoscere la pipeline di CI/CD, le infrastrutture con strumenti come&nbsp;Terraform, e le pratiche di monitoraggio e osservazione permette di creare flussi produttivi efficienti e di ridurre il time-to-market. Nel 2025, chi comprende l&#8217;intero ciclo di vita dell&#8217;applicazione ha acquisito un vantaggio competitivo significativo.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sicurezza applicativa</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;aumento delle minacce informatiche, la sicurezza by-design non è più opzionale. Le competenze in secure coding, la conoscenza delle vulnerabilità comuni (OWASP Top 10), e la capacità di implementare autenticazione e autorizzazione robuste sono sempre più richieste.&nbsp;&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Integrazione tra AI e Machine Learning&nbsp;</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti gli sviluppatori devono diventare data scientist, ma comprendere come integrare i modelli di machine learning nelle applicazioni è diventato importante. Questo include l&#8217;uso di API di AI, la comprensione di come funzionano i Large Language Models, e la capacità di implementare funzioni intelligenti nelle applicazioni. L&#8217;era degli AI coding&nbsp;assistant&nbsp;sta inoltre cambiando il modo stesso di programmare, richiedendo capacità di prompt engineering e di validazione critica del codice generato.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La scelta tra Low-code e high-code:&nbsp;complementarietà, non competizione</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito tra approcci low-code/no-code e programmazione tradizionale continua, ma il 2025 ha mostrato una tendenza chiara: non si tratta di scegliere uno o l&#8217;altro, ma di comprendere quando ciascun approccio è più efficace.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme low-code permettono di velocizzare lo sviluppo di applicazioni business standard, riducendo il time-to-market e rendendo più accessibile la creazione di strumenti digitali. Tuttavia, per applicazioni complesse, altamente performanti o con requisiti specifici, la programmazione tradizionale rimane insostituibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli sviluppatori più efficaci sono quelli che sanno navigare in entrambi i mondi: usare low-code dove appropriato per accelerare lo sviluppo, e scrivere codice personalizzati quando serve l’ottimizzazione o le funzionalità uniche. Questa flessibilità nell&#8217;approccio diventa essa stessa una competenza strategica.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sviluppare software nel 2026: trend emergenti da monitorare</strong></h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Edge computing</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;elaborazione ai margini della rete sta guadagnando importanza con l&#8217;IoT e le applicazioni&nbsp;latency-sensitive. Competenze in questo ambito diventeranno progressivamente più richieste.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quantum computing</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora in fase nascente per applicazioni mainstream, ma vale la pena iniziare a familiarizzare con i concetti base per chi vuole posizionarsi su tecnologie davvero emergenti.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>WebAssembly</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo parlando del codice binario portatile per l&#8217;esecuzione ad alte prestazioni su piattaforme web, progettato per essere veloce, sicuro e integrato con il web. La possibilità di eseguire il codice ad alte performance nel browser sta aprendo nuovi scenari per applicazioni web complesse, gaming e tool che tradizionalmente richiedevano installazioni native.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Investire nelle competenze giuste</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 ha quindi offerto opportunità significative per sviluppatori e aziende che sanno identificare e investire nelle competenze chiave. Non esiste un <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">percorso </a>unico valido per tutti: la scelta dei linguaggi e delle tecnologie su cui concentrarsi dipende dagli obiettivi delle aziende, dal settore di interesse e dalle dinamiche di mercato locali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che rimane costante è la necessità di apprendimento continuo e di adattabilità. I linguaggi e i framework cambieranno, ma la capacità di imparare rapidamente, di pensare in modo sistemico e di tradurre requisiti business in soluzioni tecniche solide rimarrà sempre al centro del valore di uno sviluppatore. Per le aziende, investire nella formazione continua&nbsp;dei propri team&nbsp;e nel recruiting di talenti con&nbsp;mindset&nbsp;di crescita rappresenta un vantaggio competitivo che è destinato a rimanere una condizione indispensabile.&nbsp;</p>
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		<title>Consulenza IT 4.0</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/consulenza-it-4-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://softstrategy.test.nethex.com/?p=4159</guid>

					<description><![CDATA[<p>Consulenza IT 4.0: il ruolo del consulente tra AI e innovazione&#160; In cosa consiste la Consulenza IT 4.0? L’intelligenza artificiale sta ridisegnando profondamente il panorama della consulenza IT. Oggi, il ruolo del consulente digitale va ben oltre la semplice implementazione tecnica o la risoluzione di problemi informatici: è diventato un&#160;partner strategico&#160;per l’innovazione, capace di accompagnare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Consulenza IT 4.0: il ruolo del consulente tra AI e innovazione&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In cosa consiste la Consulenza IT 4.0? L’intelligenza artificiale sta ridisegnando profondamente il panorama della consulenza IT. Oggi, il ruolo del consulente digitale va ben oltre la semplice implementazione tecnica o la risoluzione di problemi informatici: è diventato un&nbsp;<strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">partner strategico</a>&nbsp;per l’innovazione</strong>, capace di accompagnare le aziende in trasformazioni complesse, dove tecnologia, dati e AI si integrano per generare un reale vantaggio competitivo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal problem solving tecnico alla facilitazione strategica</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo come il ruolo del consulente IT tradizionale si è evoluto radicalmente negli ultimi anni. Se un tempo bastava padroneggiare linguaggi di programmazione, architetture di sistema e best practice tecnologiche, oggi il consulente 4.0 è chiamato a possedere un&nbsp;<strong>bagaglio di competenze molto più articolato</strong>:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Comprendere i processi di business nel loro complesso, non solo gli aspetti IT </li>



<li>Interpretare i dati per estrarre insights strategici </li>



<li>Facilitare il cambiamento organizzativo e culturale </li>



<li>Valutare l’impatto dell’AI sui modelli operativi aziendali </li>



<li>Bilanciare innovazione tecnologica e sostenibilità economica </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, l’intelligenza artificiale non sostituisce il consulente, ma&nbsp;<strong><a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">amplifica&nbsp;</a>le sue capacità</strong>. Gli strumenti di AI generativa, machine learning e&nbsp;analytics&nbsp;avanzate diventano alleati preziosi per accelerare analisi, automatizzare task ripetitivi e liberare tempo per attività a maggior valore aggiunto.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’AI come leva di innovazione nella consulenza</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione dell’intelligenza artificiale nella consulenza IT sta generando opportunità senza precedenti. I consulenti digitali vedono ampliati i propri ambiti di competenza in campi ben definiti:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Analizzare volumi di dati inimmaginabili</strong>&nbsp;fino a pochi anni fa, identificando pattern e correlazioni che guidano decisioni strategiche più accurate. Gli algoritmi di machine learning permettono di prevedere&nbsp;trend, ottimizzare risorse e personalizzare soluzioni con precisione chirurgica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Testare soluzioni rapidamente a livello di prototipo</strong>, riducendo in tal modo i tempi di sviluppo e i rischi di implementazione. L’AI generativa consente di creare&nbsp;mockup, generare codici, simulare scenari in una frazione del tempo tradizionalmente necessario, soluzioni che in ogni caso vanno sottoposte a verifica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Automatizzare processi di consulenza standardizzabili</strong>, come audit di sicurezza preliminari, analisi di conformità o&nbsp;assesment&nbsp;infrastrutturali, concentrando l’intelligenza umana sugli aspetti più complessi e strategici del progetto.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Consulenza IT 4.0: Le competenze del consulente 4.0&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’innovazione digitale richiede di fatto la creazione di un&nbsp;<strong>profilo professionale ibrido</strong>, che unisce competenze tecniche, capacità strategiche e soft skill relazionali. L’identikit del consulente IT del futuro si arricchisce di connotati identitari forti che ne fanno:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un interprete di tecnologie emergenti</strong>: perché non basta conoscere l’AI o il cloud computing; occorre comprenderne le implicazioni pratiche per diversi settori e contesti aziendali, traducendo il potenziale tecnologico in valore di business concreto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un facilitatore del cambiamento</strong>: le trasformazioni digitali possono fallire anche per resistenze culturali, oltre che per limiti tecnologici. Il consulente 4.0 deve saper gestire la dimensione umana dell’innovazione, comunicando efficacemente con stakeholder diversi e accompagnando le persone attraverso il cambiamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un pensatore sistemico</strong>: nell’era dell’interconnessione, ogni intervento tecnologico ha ripercussioni su molteplici dimensioni aziendali. La capacità di vedere il quadro d’insieme, anticipare interdipendenze e progettare soluzioni olistiche diventa fondamentale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un apprendista permanente</strong>: in un settore che evolve alla velocità dell’innovazione tecnologica, la formazione continua non è un’opzione ma una necessità. Il consulente digitale non si può permettere di erigere muri alla conoscenza, ma coltivare curiosità intellettuale e capacità di adattamento rapido agli inevitabili cambiamenti in corso d’opera.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La costruzione della partnership strategica</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello di consulenza IT sta migrando da un approccio classico basato su progetti puntuali e deliverable specifici, verso&nbsp;<strong>partnership strategiche di lungo periodo</strong>. Le aziende non cercano più semplicemente chi implementi una soluzione tecnologica, ma partner che le accompagnino in un percorso continuo di innovazione e adattamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa evoluzione richiede ai consulenti di sviluppare una comprensione profonda del business dei clienti, costruire&nbsp;<strong>relazioni di fiducia durature&nbsp;</strong>e operare come estensioni naturali&nbsp;dei team interni. La&nbsp;<strong>consulenza 4.0 è proattiva</strong>: anticipa bisogni, propone soluzioni innovative, sfida lo status quo con suggerimenti che nascono da una conoscenza approfondita del settore e delle tecnologie disponibili.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’ecosistema della consulenza digitale</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’innovazione digitale raramente può essere affrontata da una singola organizzazione o competenza. Il consulente IT moderno opera sempre più frequentemente all’interno di&nbsp;<strong>ecosistemi collaborativi</strong>, dove&nbsp;vendor&nbsp;tecnologici, system integrator, startup innovative e istituti di ricerca convergono per creare insieme soluzioni complesse.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa dimensione estesa richiede competenze di&nbsp;<strong>orchestrazione e gestione di reti di relazioni</strong>. Il consulente diventa un connettore, capace di attivare le risorse giuste al momento giusto, facilitando collaborazioni che generano valore superiore alla somma delle parti. Obiettivi che si possono raggiungere con una serie di attività connesse:&nbsp;&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Conoscere l’ecosistema disponibile</strong>, identificare rapidamente chi possiede le competenze necessarie per ogni sfida specifica e attivare le connessioni appropriate. Questo richiede networking strategico continuo e una mentalità aperta alla collaborazione. </li>



<li><strong>Coordinare attori diversi </strong>con culture organizzative, linguaggi e obiettivi differenti è una sfida gestionale significativa. Il consulente diventa un facilitatore che allinea aspettative, media conflitti e mantiene focus sugli obiettivi comuni. </li>



<li>Il vero valore per il cliente emerge dall’integrazione efficace dei contributi dei vari partner. Il consulente va a garantire che le diverse componenti della soluzione si integrino armoniosamente, evitando ridondanze e conflitti. </li>



<li>Il consulente 4.0 investirà tempo significativo nel coltivare relazioni, partecipare a eventi di settore, contribuire a iniziative comuni e mantenere canali di comunicazione aperti con l’ecosistema. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In un’epoca caratterizzata da abbondanza tecnologica, il vero valore della consulenza IT risiede nella capacità di fare ordine, creare connessioni e orientare le scelte. Questa funzione di “ponte” tra tecnologia e valore richiederà un approccio consulenziale maturo, basato sull’ascolto, sulla comprensione profonda del contesto cliente e sulla&nbsp;<strong>capacità di personalizzare le soluzioni&nbsp;</strong>anziché applicare ricette preconfezionate. Senza trascurare il valore di un&nbsp;<strong>ecosistema diversificato</strong>&nbsp;che permetterà di adattarsi rapidamente agli inevitabili cambiamenti tecnologici e di mercato che caratterizzeranno i prossimi anni.&nbsp;</p>
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		<title>Soft Strategy: 20 anni di crescita guidata da innovazione e sostenibilità</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-20-anni-di-crescita-tra-innovazione-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 06:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://softstrategy.test.nethex.com/?p=3852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy celebra 20 anni di attività caratterizzati da una cultura aziendale solida e attenzione ai trend del mercato. La visione di Antonio Marchese, Owner del Gruppo. Soft Strategy celebra il ventesimo anno di attività. Come si raggiunge un simile traguardo nel mercato della consulenza IT? I pilastri su cui poggia la nostra permanenza sono [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Soft Strategy celebra 20 anni di attività caratterizzati da una cultura aziendale solida e attenzione ai trend del mercato. La visione di Antonio Marchese, Owner del Gruppo.</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy celebra il ventesimo anno di attività. Come si raggiunge un simile traguardo nel mercato della consulenza IT?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I pilastri su cui poggia la nostra permanenza sono molteplici e interconnessi. Una strategia d&#8217;impresa chiara, fin dall&#8217;inizio. Una <strong>cultura organizzativa solida</strong>, che permea ogni decisione. <strong>Investimenti </strong>costanti e convinti nelle <strong>persone </strong>che lavorano con noi. Un&#8217;offerta di mercato capace di <strong>adattarsi ai cambiamenti </strong>normativi e tecnologici. Una predisposizione permanente verso l&#8217;innovazione. E soprattutto, il <strong>cliente al centro</strong> come interlocutore strategico. Infine, una struttura decisionale snella, che ci permette di muoverci rapidamente senza perdere di vista i principi fondativi. Quando questi elementi lavorano in sinergia, emergono organizzazioni resilienti, capaci di crescita consapevole, sostenibile e duratura nel tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando hai percepito che Soft Strategy stava diventando un&#8217;entità matura e strutturata?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non penso ci sia una data specifica quanto magari un insieme di evidenze. Un segnale di <strong>maturità </strong>dell’azienda lo si ha quando riesce a <strong>trasformarsi</strong>, ad adattarsi alle pressioni esterne, senza perdere la propria <strong>identità</strong>. Quando si crea un forte senso di appartenenza nelle persone, i clienti storici continuano a confermarti la propria fiducia, e la macchina finanziaria, opportunamente strutturata, funziona. L’insieme di questi elementi ci ha consentito di crescere e consolidarci giorno dopo giorno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Negli ultimi vent&#8217;anni ci sono state prove significative per l&#8217;organizzazione?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente. Qualsiasi impresa che aspiri alla longevità affronta periodi di <strong>difficoltà</strong>. Quello che conta, è il modo in cui li si attraversa. Le nostre scelte nei momenti critici sono sempre state guidate da lucidità, senso di responsabilità, coerenza nei valori. Non abbiamo cercato soluzioni rapide; abbiamo costruito capacità di resilienza industriale, che è qualcosa di più e di diverso dalla mera crescita. Questa mentalità ci ha permesso non solo di sopravvivere ai cicli difficili, ma di uscirne più consapevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio stesso <strong>ruolo </strong>negli anni è <strong>cambiato</strong>, passando dal <strong>costruire </strong>l’azienda al <strong>custodirne il senso</strong>, continuando ad imparare che leadership oggi significa giudizio, coerenza e responsabilità più che controllo. Questo trova conferma anche nella definizione della Corporate <a href="https://www.softstrategy.it/governance/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/governance/">Governance </a>del Gruppo, con l’Amministratore Delegato <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Emanuele Candela</a>, il Presidente <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Pierluigi Brienza</a>, le Direzioni di Staff, i Direttori Generali e tutta la squadra manageriale che di fatto gestiscono in autonomia il Gruppo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quale decisione ha avuto impatto maggiore sulla traiettoria complessiva del Gruppo?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una scelta strategica decisiva è stata il disegno di un&#8217;architettura industriale integrata ma articolata. A un certo punto, ci è parso evidente che <strong>consulenza </strong>e <strong>digitale </strong>operavano secondo logiche differenti. Piuttosto che forzarli in un&#8217;unica struttura, abbiamo scelto di dare <strong>autonomia </strong>e identità distinte alle diverse linee di business. Contemporaneamente, abbiamo preservato una governance unitaria, una visione condivisa, sinergie forti a livello operativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio – autonomia accompagnata da interconnessione – ha permesso a ogni area di <strong>specializzarsi </strong>senza perdere il senso di appartenenza a un progetto più ampio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quale elemento tiene insieme le partnership con i vostri clienti nel corso degli anni?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non è mai stata una sola leva, ma un insieme coerente di <strong>comportamenti </strong>mantenuti nel tempo. Fin dalle origini, ci siamo definiti come <strong>partner industriali</strong>, non come fornitori di servizi puntuali. Questo significa: <strong>affidabilità</strong> senza compromessi; continuità nel team interno e nelle competenze; crescita <strong>insieme </strong>ai clienti, non indipendentemente da loro; <strong>trasparenza </strong>soprattutto nei momenti di crisi e incertezza; una visione temporale ampia dove la creazione di valore reciproco prevale sulla logica della commessa singola. Queste scelte costruiscono legami che resistono oltre i singoli progetti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>C&#8217;è un principio che ha guidato costantemente il percorso di Soft Strategy?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì. Possiamo sintetizzarlo in tre <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/" type="link" id="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/"><strong>affermazioni </strong></a>interconnesse: le <strong>persone </strong>vengono prima; il cliente è un<strong> partner</strong>, non un semplice committente; creare <strong>valore </strong>nel lungo periodo deve essere l’obiettivo. Questi non sono slogan; sono filtri che applichiamo alle decisioni quotidiane. Quando affrontiamo una scelta, ci chiediamo: creiamo valore per il <strong>cliente</strong>? Stiamo ragionando sul lungo periodo? Le persone hanno i giusti strumenti per affrontare questa decisione? Se la risposta non è affermativa su tutti i fronti, probabilmente stiamo sbagliando direzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La consulenza come disciplina è cambiata profondamente. Come avete navigato questa trasformazione?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vent&#8217;anni fa, il mercato era basato su un progetti di <strong>lunga durata</strong> con uno scope definito in fase iniziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, il cliente richiede &#8220;<strong>trasformazioni continue</strong>&#8220;: digitale, dati e AI, reingegnerizzazione end-to-end dei processi, change management integrato. Soft Strategy ha seguito questa evoluzione, non passivamente, ma attivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo passati da servizi di <strong>consulting IT</strong> puri ad una trasformazione end to end, combinando <strong>advisory </strong>e <strong>system Integration</strong>. Attraverso il nostro ecosistema – che include <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/" type="link" id="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Nethex</a>, azienda del nostro Gruppo specializzata nelle Operations – abbiamo aggiunto capacità di BPO completando l’offerta rivolta ai nostri clienti. Non abbiamo inseguito casualmente le tendenze, abbiamo cercato di anticipare dove il mercato si stesse dirigendo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è stata la metamorfosi più significativa per il vostro posizionamento di mercato?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio più rilevante è stato smettere di essere &#8220;<strong>fornitori </strong>di progetti di consulenza IT&#8221; per diventare &#8220;<strong>partner </strong>del cambiamento&#8221;. Non è solo una questione di marketing. Significa che la nostra responsabilità non finisce alla consegna del progetto; inizia da lì. Misuriamo il successo dall&#8217;<strong>impatto reale</strong> del progetto, dai risultati tangibili che il cliente genera dall&#8217;implementazione. Questa transizione richiede coraggio perché espone l&#8217;azienda a rischi maggiori. Però genera relazioni più profonde e sostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Competenze che oggi date per scontate nel 2006 semplicemente non esistevano. Come avete colmato questo gap?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molte delle competenze oggi critiche – intelligenza artificiale, advanced analytics, gestione della complessità digitale, leadership del cambiamento organizzativo – nel 2006 non erano nemmeno concepibili professionalmente. La nostra strategia non è stata <strong>inseguire </strong>a tutti i costi ogni <strong>novità</strong>, ma <strong>anticipare </strong>quali competenze sarebbero diventate <strong>strutturali</strong>. Una volta identificate, le abbiamo rese parte integrante del nostro DNA, modificando profondamente come creiamo valore. Non è stata solo formazione tecnica; è stata una <strong>rifondazione </strong>della proposta di mercato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>In un contesto sempre più saturo di competitor, cosa rende Soft Strategy distinguibile?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Cerchiamo di differenziarci attraverso una combinazione di fattori: <strong>visione </strong>strategica chiara, capacità esecutiva solida, e assunzione reale di <strong>responsabilità </strong>sui risultati. Operiamo in ambiti dove la complessità non è un ostacolo da superare, ma una competenza da coltivare. Questo richiede profondità nella comprensione delle esigenze, relazioni a lungo termine e assunzione di responsabilità. Non è un posizionamento facile da replicare perché poggia su culture aziendali, sulla coesione dei team, sulla capacità di dire no a opportunità che non sono allineate alla missione. Questi elementi si costruiscono negli anni, ma il tempo investito ripaga.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Abbiamo ripercorso brevemente gli ultimi venti anni del Gruppo. Per chiudere, vorremmo dare uno sguardo al futuro: come immagini Soft Strategy tra cinque anni? </strong><strong> Quale il posizionamento sul mercato, quali i progetti strategici?&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vista la velocità con cui cambiano gli scenari ed evolvono le tecnologie, definire una previsione realistica da qui a cinque anni per il <strong>Gruppo Soft Strategy</strong> non è certamente semplice. L’auspicio è che possa essere sempre di più considerato un Partner di riferimento dai clienti. Mi auguro anche che si possa consolidare il nostro posizionamento sulla <strong>PA </strong>e rafforzare quello sui mercati dei <strong>Trasporti</strong>, delle <strong>Utilities </strong>e <strong>dell’Energia</strong>.</p>
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		<title>Soft Strategy Campione della Crescita 2025</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-campione-della-crescita-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3458</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy Campione della Crescita 2025: un riconoscimento che celebra sostenibilità e innovazione, la conferma di una visione strategica realizzata.  Soft Strategy è Campione della Crescita 2025! Siamo entusiasti di condividere che Soft Strategy è stata riconosciuta tra le 800 migliori aziende italiane nel ranking &#8220;Campioni della Crescita 2025&#8220; — il prestigioso studio pubblicato da Repubblica in collaborazione con l&#8217;Istituto Tedesco Qualità e Finanza.  Ma cosa significa veramente questo traguardo? [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy Campione della Crescita 2025: un riconoscimento che celebra sostenibilità e innovazione, la conferma di una visione strategica realizzata.</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy è Campione della Crescita 2025! Siamo entusiasti di condividere che <strong>Soft Strategy</strong> è stata riconosciuta tra le <strong>800 migliori aziende italiane</strong> nel ranking <strong>&#8220;</strong><a href="https://www.repubblica.it/economia/rapporti/qualita-e-mercati/aziende/2025/11/04/news/c_e_un_italia_piu_forte_di_tutte_le_difficolta-424958000/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Campioni della Crescita 2025</strong></a><strong>&#8220;</strong> — il prestigioso studio pubblicato da <strong>Repubblica</strong> in collaborazione con l&#8217;<strong>Istituto Tedesco Qualità e Finanza</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa significa veramente questo traguardo? Non è solo una posizione in classifica. È la <strong>validazione esterna</strong> di una strategia costruita nel tempo: quella di offrire consulenza di valore, guidare la trasformazione digitale dei nostri clienti e crescere in modo <strong>consapevole e sostenibile</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy Campione della Crescita 2025</strong>: i<strong>l ranking</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il ranking &#8220;Campioni della Crescita 2025&#8221; analizza oltre <strong>8 milioni di imprese italiane</strong>, selezionandone sole 800 in base a criteri rigorosi e verificabili:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Crescita organica</strong> nel triennio 2021-2024 </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fatturato minimo</strong> di 100.000€ nel 2021 e 1,2 milioni nel 2024 </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sede legale in Italia</strong> e piena conformità alle normative fiscali </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Solidità economica</strong> documentata attraverso bilanci ufficiali </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa severità nella selezione garantisce che il riconoscimento sia affidabile e rappresenti una <strong>vera misura di successo</strong> aziendale — non una semplice auto-proclamazione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy Campione della Crescita 2025: chi siamo e cosa abbiamo realizzato</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Soft Strategy</strong> è cresciuta&nbsp;fino a diventare un <strong>gruppo integrato di servizi professionali</strong> con oltre <strong>300 professionisti distribuiti su tutto il territorio nazionale</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro modello si basa su tre pilastri:&nbsp;</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting"><strong>Consulenza Strategica</strong>:</a> aiutiamo le organizzazioni a pianificare, trasformare e ottimizzare le loro strutture e processi. </li>
</ol>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">Technology </a>Consulting</strong>: guidamo l&#8217;innovazione digitale attraverso servizi di trasformazione digitale, cybersecurity, data &amp; analytics e RPA. </li>
</ol>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li><strong>Servizi di Outsourcing Specializzato</strong> (tramite <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Nethex</a>): offriamo soluzioni BPO integrate con tecnologia proprietaria e consulenza strategica. </li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo si è prefissato di raggiungere i 78 milioni di fatturato a termine del 2025, con una crescita dell’11% sull’anno precedente. Questa è una traiettoria che riflette la fiducia dei nostri clienti e la solidità delle nostre strategie. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>People First: dalla teoria alla pratica </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azienda persegue un ambiente inclusivo, motivante e produttivo attraverso una visione a lungo termine, ritenendo che questo approccio sia essenziale sia per un&#8217;espansione rapida che per trattenere i talenti migliori.&nbsp;La filosofia &#8220;People First&#8221; si traduce in welfare aziendale, work-life balance, formazione continua e percorsi di crescita personalizzati.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Differenziale competitivo</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;offerta sinergica delle tre practices, difficilmente concentrata in un unico Gruppo, rappresenta un fattore decisivo. Altrettanto importante è la corporate governance costruita attorno a un management di qualità eccellente. L&#8217;approccio commerciale si basa sulla valorizzazione di case study e referenze concrete, piuttosto che su skills di presentation, permettendo ai clienti potenziali di prendere decisioni informate.  </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Antonio Marchese e il Gruppo Soft Strategy</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/antonio-marchese-e-il-gruppo-soft-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3443</guid>

					<description><![CDATA[<p>Crescita Sostenibile e Innovazione AI: La Visione Strategica di Antonio Marchese, Owner del Gruppo Soft Strategy Quest’anno il Gruppo Soft Strategy raggiungerà i 78 milioni di fatturato con una crescita prevista del 11% rispetto allo scorso anno. All’inizio delle attività del Gruppo avevi immaginato che le due aziende del Gruppo potessero crescere così tanto? Sono molto soddisfatto del run [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crescita Sostenibile e Innovazione AI: La Visione Strategica di Antonio Marchese, Owner del Gruppo Soft Strategy</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quest’anno il Gruppo Soft Strategy raggiungerà i 78 milioni di fatturato con una crescita prevista del 11% rispetto allo scorso anno. All’inizio delle attività del Gruppo avevi immaginato che le due aziende del Gruppo potessero crescere così tanto?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono molto soddisfatto del run rate di crescita dell’azienda. Cito ad esempio quella degli ultimi due anni: abbiamo chiuso il 2024 con un fatturato di oltre 70 milioni. Abbiamo un forecast di chiusura del 2025 di 78 milioni, +10% che avevamo pianificato con il top management. In questo contesto, la crescita organica del Gruppo è risultata coerente con le aspettative e con le prospettive di mercato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La filosofia &#8220;People First&#8221; è argomento centrale della comunicazione aziendale: come si traduce in pratiche concrete nella gestione quotidiana, soprattutto mentre l’azienda cresce tanto rapidamente?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una crescita &#8220;People First&#8221; significa scalare non solo in termini numerici. Vuol dire migliorare in termini di qualità dell’ambiente di lavoro, trasformando ogni fase di espansione in un&#8217;opportunità per rafforzare il capitale umano. Tutto ciò, si traduce in pratiche concrete mettendo le persone al centro dell’attenzione. Proponiamo il welfare aziendale, un corretto work-life balance, formazione continua e percorsi di crescita personalizzati. Questi sono elementi determinanti sia per un&#8217;espansione rapida che per trattenere talenti. Ci poniamo l&#8217;obiettivo di creare un ambiente inclusivo, motivante e produttivo, il tutto attraverso una visione a lungo termine. Trovo che sia un approccio più flessibile per scalare in modo sostenibile gli obiettivi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nel biennio 2023 e il 2024 sono state intraprese scelte strategiche di rilievo</strong>.<strong> </strong>I<strong>n che modo queste decisioni si inseriscono in una visione unitaria e coerente di lungo periodo?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le scelte strategiche del Gruppo nel biennio 2023-2024 si inseriscono in una visione più ampia. Questa visione si fonda su una crescita sostenibile e focalizzata sulle opportunità digitali per tutte e tre le practices (<a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">Advisory</a>, <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">Information Technology</a>, <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Digital Operations</a>). Il modello di business si basa su partnership, innovazione e valorizzazione del talento, per rispondere alle sfide del mercato. Vogliamo cogliere il potenziale dell&#8217;Intelligenza Artificiale come leva di crescita, mantenendo una solida gestione finanziaria, di concerto con l’azionista.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;Intelligenza Artificiale è presente in quasi tutte le recenti progettualità del Gruppo: Service Desk Evoluto, Lyra, Innovative Solution Hub. Come viene gestito il tema IA dal punto di vista strategico?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo Soft Strategy è da sempre impegnato nello sviluppo e nell’immissione sul mercato di processi innovativi e ad alto tasso tecnologico. Sul tema dell’intelligenza artificiale, in questo momento, miriamo ad integrare tutte le esperienze maturate in un unico framework basato, come noto, su tre asset specifici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un motore di computer Vision basato su AI per l’analisi 2D e 3D che mira ad ottimizzare i processi di Manutenzione Preventiva e Predittiva;</li>



<li>una piattaforma basata sull’AI basata generativa che consente di ottimizzare i processi di ricerca delle informazioni da fonti destrutturate;</li>



<li>un tool in grado di processare i Big Data e utilizzarli per lo sviluppo di modelli predittivi e decisionali molto precisi basati su apprendimento supervisionato o non supervisionato.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È evidente che quanto sopra è uno stato dell’arte. Dobbiamo sicuramente arricchirlo nelle competenze, dall’ingresso recentissimo nel Gruppo di un manager appositamente dedicato all’AI ed all’Innovazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa ti ispira ogni giorno nella guida da azionista del Gruppo?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo è ispirato ogni giorno dalla visione di un futuro digitale etico e sostenibile. Mettiamo la persona al centro del progresso tecnologico e guidiamo la trasformazione digitale di aziende e istituzioni. Vogliamo offrire soluzioni innovative e responsabili, con un forte impegno verso inclusività, sostenibilità ambientale e crescita costante.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come leggi l&#8217;evoluzione del settore pubblico italiano? Quali opportunità si possono cogliere?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La PA italiana, in un contesto di cronico sottodimensionamento dei propri organici, fenomeno accentuato negli ultimi 40 anni da ripetuti blocchi nelle assunzioni, ha fatto si, che il nostro Public Sector non sia messo bene per far fronte alla trasformazione organizzativa in atto, per effetto della rivoluzione digitale in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, le opportunità che si possono cogliere sono la digitalizzazione dei servizi, il lavoro agile e l’intero processo di integrazione dell’intelligenza artificiale che sta investendo anche il settore pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se immagini il Gruppo tra cinque anni, quali trasformazioni o traguardi vedi all’orizzonte?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee guida del Piano industriale che ci siamo dati, con il <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Management Team</a> nel 2022, quando sono diventato Owner unico del Gruppo, mirava ad una crescita sostenibile con target specifici per Ricavi, Ebitda, cash flow operativo, obiettivi che sono stati negli ultimi tre anni, peraltro pienamente traguardati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia, che non è cambiata, si concentra su sviluppo sostenibile (anche attraverso le ineludibili acquisizioni, da cui mi aspetto molto sia in termini di differenziazione dell’offerta che in termini di break down dei ricavi), attrazione e benessere delle persone, innovazione tecnologica, supportata da piani di welfare e investimenti in aree a valore aggiunto, confermando l&#8217;impegno <a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/2025/05/095-25-bilancio-soft-strategy-2024-sec.pdf">ESG </a>e l&#8217;espansione in mercati ad alta crescita. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Guardando ai nostri competitors – sia quelli italiani consolidati che i player internazionali – quale credi sia il nostro vero fattore differenziante?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente l’offerta sinergica&nbsp;delle nostre tre practices, difficilmente concentrate in un unico Gruppo, non è facile da individuare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro fattore decisivo è la corporate governance. Abbiamo formato una squadra di top e middle management assolutamente eccellente. Queste selezioni sono la conseguenza anche della circostanza che l’azionista ritiene che si possa crescere, solo ed esclusivamente attraverso il coinvolgimento di un Management esterno di qualità, in grado poi di guidare &#8211; a partire dal Capo azienda <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7391761276219047936">Emanuele Candela</a> &#8211; al meglio tutte le declinazioni del Gruppo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approccio commerciale teso a valorizzare non tanto competenze di management presentation, quanto i nostri case study, le nostre referenze, in modo tale che il potenziale cliente si possa fare un&#8217;idea del tipo di lavoro che facciamo e dei risultati che otteniamo, questo li aiuta a prendere una decisione informata e per noi è un fattore differenziante, rispetto ai nostri competitors, veramente significativo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il consiglio migliore che hai ricevuto e quello migliore che hai dato?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non credo di aver mai dato un buon consiglio ad alcuno e comunque, chi mi frequenta, eventualmente avrà avuto modo lui di ragionare a riguardo, per quanto attiene il consiglio migliore che ho ricevuto, tra i tanti buoni maestri che ho avuto la fortuna di incontrare, credo che la frase migliore sia sempre quella di prestare maggiore attenzione all’ascolto degli altri, piuttosto che alla propria esposizione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se dovessi assumere una persona domani, quali sarebbero le tre qualità non negoziabili?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Senza scomodare Goleman, le tre prime soft skill essenziali (tra le altre, che non sono poche ed altrettanto importanti) per un corretto processo di hiring sono a mio parere: intelligenza emotiva e lavoro di squadra, etica del lavoro e proattività. Insieme ad altre, costituiscono a mio parere l’attrezzatura minima necessaria per costruire rapporti positivi in azienda al fine di traguardarne gli obiettivi al meglio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quale è stata la decisione più difficile che hai preso come imprenditore?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono un imprenditore di prima generazione, però già alla terza esperienza dopo aver costituito, sviluppato e venduto le altre due che continuano a crescere e svilupparsi nei nuovi loro contesti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attuale Gruppo Soft Strategy è frutto di una startup Nethex (nel 2009) e di un’acquisizione Soft Strategy (nel 2015) quindi, come potete immaginare, nel corso degli ultimi anni, di decisioni difficili ne sono state già prese tante e quello che qui mi preme trasferire sono due cose, un concetto ed una prassi comportamentale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">la “solitudine” (in certi momenti) dell’imprenditore, quando deve prendere una decisione che non è solo frutto di letteratura ma di una costante (connessa con il suo ruolo e le sue responsabilità) che periodicamente si presenta; la necessità del “confronto”, mantenere spazi di dibattito autentico e franco, soprattutto con i colleghi con i quali ti confronti spesso, è essenziale e preziosa. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è, secondo te, la qualità più importante per essere un leader efficace oggi?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’”umiltà”, perché favorisce le relazioni in azienda e quindi le varie connessioni, riduce lo stress ed in buona sostanza crea le premesse per un percorso di successo, in un contesto di vera leadership.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se potessi cambiare una sola cosa nel mercato italiano della consulenza, quale sarebbe?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho la competenza giusta e quindi non ho la presunzione di poter dire cosa andrebbe cambiato nel mondo della consulenza, credo che sarebbe utile in generale un maggiore “ascolto” delle persone e quindi anche dei reali needs dei clienti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è l’aspetto del nostro Gruppo di cui sei più orgoglioso?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;”elegante competenza media”, un knowledge che si manifesta in modo garbato, anche attraverso i comportamenti, l’educazione, il rispetto, l’attenzione ai dettagli, sintomo di armonia e intelligenza emotiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Per che cosa vorresti che il Gruppo fosse ricordato?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per la cultura aziendale che trasmette.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è il rischio maggiore per chi fa impresa oggi?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’instabilità&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Gruppo Soft Strategy in una parola?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Orgoglio</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Le cinque sfide del futuro</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/le-cinque-sfide-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3432</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le cinque sfide che le aziende dovranno affrontare nei prossimi 3 anni. Le aziende hanno sempre affrontato tante sfide per la propria crescita e competitività. L’assetto odierno è attraversato da una fase di trasformazione senza precedenti e va a caratterizzarsi per un approccio strategico innovativo che unito ad una capacità di adattamento diventano requisiti vincenti.&#160;Ecco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Le cinque sfide che le aziende dovranno affrontare nei prossimi 3 anni.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende hanno sempre affrontato tante sfide per la propria crescita e competitività. L’assetto odierno è attraversato da una fase di trasformazione senza precedenti e va a caratterizzarsi per un <strong>approccio strategico innovativo</strong> che unito ad una <strong>capacità di adattamento</strong> diventano requisiti vincenti.&nbsp;Ecco le cinque sfide del futuro che le aziende dovranno affrontare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Le cinque sfide del futuro</strong>: t<strong>rasformazione digitale accelerata</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La prima e più pressante delle sfide riguarda l&#8217;accelerazione della trasformazione digitale. Le aziende si trovano sempre più di fronte alla necessità di investire massicciamente in <strong>tecnologie emergenti </strong>come l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, il <strong>machine learning</strong> e l&#8217;<strong>automazione dei processi. </strong>La trasformazione digitale non riguarda solo l&#8217;implementazione di nuove tecnologie, ma richiede un ripensamento completo dei modelli di business tradizionali. Le aziende dovranno sviluppare <strong>competenze digitali interne</strong>,<strong> formare il personale </strong>e creare una cultura aziendale orientata all&#8217;innovazione tecnologica.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a></strong> specializzata in soluzioni digitali innovative, ha già identificato questa tendenza come cruciale e ha sviluppato un <strong>approccio integrato</strong> che accompagna le aziende nella digitalizzazione completa dei loro processi, dalla gestione documentale all&#8217;ottimizzazione dei flussi di lavoro.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Le cinque sfide del futuro: sostenibilità e Responsabilità Sociale d&#8217;Impresa&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda sfida fondamentale sarà l&#8217;integrazione della sostenibilità ambientale e sociale nelle strategie aziendali. I consumatori, gli investitori e i regolatori stanno esercitando una pressione crescente affinché le aziende adottino pratiche sostenibili e trasparenti. L&#8217;innovazione strategica in questo ambito incoraggia lo sviluppo di <strong>prodotti e servizi eco-compatibili</strong>. L&#8217;<strong>ottimizzazione della catena di approvvigionamento </strong>mira a ridurre l&#8217;impatto ambientale e ad implementare politiche aziendali che promuovano la diversità e l&#8217;inclusione. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Le cinque sfide del futuro: gestione dei talenti nelle dinamiche aziendali&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La terza sfida critica riguarda l&#8217;attrazione, la formazione e la retention dei talenti in un mercato del lavoro profondamente trasformato. Il lavoro ibrido e remoto sono diventati più frequenti. La loro frequenza richiede alle aziende di ripensare completamente le loro strategie di gestione delle risorse umane. Le imprese sono chiamate ad investire in programmi di formazione continua. Devono sviluppare nuove competenze di leadership digitale e creare ambienti di lavoro flessibili che attraggano i migliori talenti del mercato. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Soft Strategy </strong>ha anticipato questa tendenza sviluppando <strong>piattaforme collaborative </strong>che permettono ai team distribuiti di lavorare efficacemente, mantenendo alti livelli di produttività e coinvolgimento. La loro esperienza dimostra come l&#8217;innovazione strategica nella gestione del capitale umano possa trasformare una sfida in un vantaggio competitivo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Le cinque sfide del futuro: cybersecurity e gestione dei rischi digitali&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;accelerazione della digitalizzazione, la quarta sfida riguarda la <strong>protezione dei dati e dei sistemi informatici aziendali. </strong>Gli attacchi informatici stanno diventando sempre più sofisticati e frequenti, mettendo a rischio non solo le informazioni sensibili ma anche la continuità operativa delle imprese. Il panorama delle minacce informatiche si è evoluto drasticamente negli ultimi anni. I ransomware hanno raggiunto livelli di sofisticazione preoccupanti, con gruppi criminali organizzati che operano come vere e proprie corporation del crimine. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, gli <strong>attacchi di phishing</strong> si sono raffinati, utilizzando tecniche di <strong>social engineering</strong> sempre più convincenti e sfruttando l&#8217;intelligenza artificiale per creare contenuti fraudolenti estremamente realistici. E in Italia secondo i dati più recenti, il settore manifatturiero e quello dei servizi finanziari risultano particolarmente esposti, con un incremento degli attacchi mirati alle <strong>infrastrutture critiche</strong> e alle <strong>catene di approvvigionamento digitali.</strong>&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Architettura di sicurezza zero trust</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle innovazioni strategiche più significative nel campo della cybersecurity è l&#8217;adozione del modello <strong>Zero Trust.</strong> Questo approccio ribalta il paradigma tradizionale di sicurezza, partendo dal presupposto che nessun utente o dispositivo, interno o esterno alla rete aziendale, debba essere considerato automaticamente affidabile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy ha implementato soluzioni di questo tipo per diversi clienti, sviluppando architetture che verificano continuamente l&#8217;identità e i privilegi di accesso. Questo approccio include l&#8217;autenticazione multi-fattore avanzata, la micro-segmentazione delle reti e il monitoraggio comportamentale in tempo reale degli utenti e dei dispositivi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gestione proattiva delle vulnerabilità</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfide aziendali moderne richiedono un approccio proattivo alla gestione delle vulnerabilità. Non è più sufficiente reagire agli incidenti, ma è necessario anticipare le minacce attraverso sistemi di threat intelligence avanzati. Questo include l&#8217;implementazione di piattaforme SIEM (Security Information and Event Management) e SOAR (Security Orchestration, Automation and Response) che permettono di identificare anomalie e rispondere automaticamente a potenziali minacce. La formazione del personale rappresenta un elemento decisivo, gli errori umani costituiscono ancora la principale causa di violazioni della sicurezza. Le aziende possono investire in programmi di security awareness continui, simulazioni di attacchi phishing e certificazioni specifiche per i ruoli chiave.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Compliance e Regolamentazione</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il framework regolamentare in materia di cybersecurity si sta intensificando rapidamente. Il GDPR ha stabilito standard elevati per la protezione dei dati personali, mentre la Direttiva NIS2 europea introduce nuovi obblighi per le aziende considerate &#8220;entità essenziali&#8221; o &#8220;importanti&#8221;. La cybersecurity moderna non può prescindere da una strategia robusta di <strong>business continuity</strong> e <strong>disaster recovery. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli attacchi informatici possono paralizzare completamente le operations aziendali, rendendo essenziale la capacità di ripristinare rapidamente i sistemi critici. Questo richiede <strong>backup sicuri e distribuiti, piani di comunicazione di crisi e procedure testate regolarmente.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy ha sviluppato protocolli di disaster recovery che integrano soluzioni cloud ibride, permettendo alle aziende di mantenere la continuità operativa anche in caso di compromissione dei sistemi primari.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Investimenti nella sicurezza</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La cybersecurity rappresenta una delle aree dove l&#8217;investimento preventivo genera il maggior ritorno. Il costo medio di un <strong>data breach</strong> per le aziende italiane supera i 3 milioni di euro, senza considerare i <strong>danni reputazionali e la perdita di fiducia dei clienti.</strong> Le aziende che investono proattivamente in cybersecurity non solo riducono questi rischi, ma possono anche trasformare la sicurezza in un elemento differenziante nell&#8217;acquisizione di nuovi clienti e partner commerciali. La sfida per i prossimi tre anni sarà bilanciare investimenti in tecnologie di sicurezza avanzate con la necessità di mantenere l&#8217;agilità operativa e l&#8217;innovazione.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Le cinque sfide del futuro: agilità Organizzativa e Resilienza&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima delle cinque sfide fondamentali è lo sviluppo dell&#8217;agilità organizzativa e della resilienza aziendale. Gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato l&#8217;importanza di avere <strong><a href="https://www.nethex.com/chi-siamo/leadership/">strutture organizzative flessibili</a>,</strong> capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle crisi impreviste. L&#8217;innovazione strategica in questo contesto richiede la creazione di processi decisionali snelli, lo sviluppo di capacità predittive attraverso l&#8217;<strong>analisi dei dati </strong>e l&#8217;implementazione di <strong>strategie di diversificazione</strong> che riducano i rischi operativi. In un arco temporale dei prossimi 3 anni il successo dipenderà dalla capacità di vedere oltre le difficoltà immediate e di investire nelle competenze, nelle tecnologie e nelle strategie che definiranno il futuro del business.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>RPA e iperautomazione</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/rpa-e-iperautomazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3423</guid>

					<description><![CDATA[<p>RPA e iperautomazione: come robot e AI rivoluzionano i processi aziendali  L&#8217;RPA (Robotic Process Automation) e l&#8217;iperautomazione emergono come protagonisti indiscussi dell’ultima rivoluzione digitale. Nel 2025, le organizzazioni che hanno adottato questi paradigmi stanno raccogliendo benefici straordinari in termini di efficienza operativa, riducendo i costi e liberando risorse umane per attività a maggior valore aggiunto.  [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>RPA e iperautomazione: come robot e AI rivoluzionano i processi aziendali </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/services/rpa/">L&#8217;<strong>RPA </strong></a><strong>(Robotic Process Automation)</strong> e l&#8217;<strong>iperautomazione</strong> emergono come protagonisti indiscussi dell’ultima rivoluzione digitale. Nel 2025, le organizzazioni che hanno adottato questi paradigmi stanno raccogliendo benefici straordinari in termini di efficienza operativa, riducendo i costi e liberando risorse umane per attività a maggior valore aggiunto. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che cos&#8217;è l&#8217;RPA e perché sta rivoluzionando il business</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>automazione robotica dei processi</strong> rappresenta una tecnologia che utilizza software &#8220;robot&#8221; per automatizzare attività ripetitive e basate su regole. Questi bot digitali possono interagire con applicazioni aziendali, elaborare transazioni, manipolare dati e comunicare con altri sistemi, mimando le azioni umane ma con velocità e precisione superiori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza dell&#8217;automazione tradizionale, l&#8217;RPA non richiede modifiche sostanziali all&#8217;infrastruttura IT esistente. I robot software operano a livello di interfaccia utente, rendendo l&#8217;implementazione più rapida e meno invasiva. Questo approccio ha permesso a migliaia di aziende di automatizzare processi critici in settori come finanza, risorse umane, customer service e supply chain management.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;iperautomazione: il passo successivo dell&#8217;evoluzione digitale</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Intesa come tendenza tecnologica strategica, l&#8217;iperautomazione va oltre la semplice RPA, combina tecnologie multiple avanzate per creare ecosistemi di automazione intelligente e interconnessa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iperautomazione integra:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Intelligenza Artificiale</strong> per decisioni complesse e apprendimento automatico </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Process Mining</strong> per identificare e ottimizzare i flussi di lavoro </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Machine Learning</strong> per migliorare continuamente le performance </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Natural Language Processing</strong> per gestire comunicazioni e documenti non strutturati </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Computer Vision</strong> per elaborare contenuti visivi e documenti scansionati </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>API e integrazioni</strong> per connettere sistemi eterogenei </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa convergenza tecnologica permette di automatizzare processi end-to-end che precedentemente richiedevano intervento umano per gestire eccezioni, prendere decisioni o interpretare dati complessi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come l&#8217;AI potenzia l&#8217;automazione robotica</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione tra <strong>AI e robotica</strong> nei processi aziendali sta creando una nuova generazione di soluzioni intelligenti. Mentre l&#8217;RPA tradizionale eccelle nell&#8217;automazione di task strutturati, l&#8217;AI permette di gestire scenari più sofisticati:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Automazione cognitiva</strong>: I bot possono ora comprendere documenti non strutturati, estrarre informazioni rilevanti da email, contratti e fatture, e prendere decisioni basate su pattern complessi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Apprendimento adattivo</strong>: Gli algoritmi di machine learning permettono ai sistemi di migliorare le proprie performance nel tempo, adattandosi a nuove situazioni e riducendo gli errori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gestione delle eccezioni</strong>: L&#8217;AI può identificare e gestire automaticamente situazioni anomale che precedentemente richiedevano escalation manuale.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Impatti sui processi aziendali digitali</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione dei <strong>processi aziendali digitali</strong> attraverso RPA e iperautomazione genera benefici tangibili e misurabili in efficienza operativa potenziata. Le realtà produttive che implementano queste soluzioni registrano miglioramenti dell<strong>&#8216;efficienza operativa fino al 300%. </strong>I processi che precedentemente richiedevano ore di lavoro manuale vengono completati in minuti, con <strong>precisione del 99,9%.</strong> L&#8217;automazione intelligente può <strong>ridurre i costi operativi del 25-50% </strong>nei processi target. Questa riduzione deriva non solo dalla minore necessità di intervento umano, ma anche dalla drastica diminuzione degli errori e dei relativi costi di correzione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;automazione dei <strong>processi pro customer </strong>permette tempi di risposta più rapidi, disponibilità 24/7 e coerenza nel servizio. I clienti beneficiano di interazioni più fluide e risoluzioni più veloci delle loro richieste. Automatizzando task ripetitivi e a basso valore aggiunto, le risorse umane vengono liberate per concentrarsi su<strong> <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/service-desk/">attività strategiche</a>, creative e relazionali </strong>che richiedono <strong>intelligenza emotiva e pensiero critico.</strong> </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Trend dell&#8217;hyperautomation nel 2025</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il panorama dell&#8217;automazione nel 2025 è caratterizzato da tendenze che stanno ridefinendo il modo in cui le aziende operano:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Democratizzazione dell&#8217;automazione</strong>: Piattaforme low-code/no-code rendono l&#8217;RPA accessibile anche a utenti business senza competenze tecniche avanzate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Automazione conversazionale</strong>: L&#8217;integrazione di chatbot e assistenti virtuali potenziati da AI permette automazione di processi che coinvolgono comunicazione naturale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hyperautomation as a Service</strong>: Modelli cloud che permettono implementazioni scalabili senza investimenti iniziali significativi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Automazione predittiva</strong>: Sistemi che non solo automatizzano processi esistenti ma prevedono necessità future e si auto-ottimizzano.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I settori che si modificheranno</strong>&nbsp;</h3>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Bancario e finanziario</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le istituzioni finanziarie utilizzano RPA e AI per automatizzare processi di onboarding clienti, gestione crediti, compliance normativa e fraud detection. Banche leader registrano riduzioni dei tempi di processing del 80% e miglioramenti nella customer satisfaction.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Sanità</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ospedali e strutture sanitarie automatizzano gestione appuntamenti, elaborazione sinistri assicurativi, aggiornamento cartelle cliniche e analisi diagnostiche, migliorando l&#8217;efficienza e riducendo errori critici.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Retail e e-commerce</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;automazione della supply chain, gestione inventario, customer service e pricing dinamico permette alle aziende retail di rispondere rapidamente alle fluttuazioni del mercato.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Manufacturing</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Industrie manifatturiere integrano RPA con IoT e AI per ottimizzare pianificazione produzione, quality control, manutenzione predittiva e gestione fornitori.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>RPA e iperautomazione: Sfide strategiche </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione richiede un ripensamento di ruoli di management, competenze e culture aziendali. Il ruolo dell’investimento nella formazione e nel coinvolgimento del personale resta centrale. Così come la <strong>governance e il controllo:</strong> Sistemi automatizzati complessi richiedono infatti framework robusti per assicurare compliance e sicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E lo stesso vale per l’<strong>integrazione tecnologica</strong>, dove l&#8217;orchestrazione di multiple tecnologie richiede competenze specializzate e approcci architetturali sofisticati. Non ultima c’è poi l’<strong>etica dell&#8217;automazione</strong>: le decisioni su cosa automatizzare devono bilanciare efficienza, impatto sociale e mantenimento del controllo umano su processi critici. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro dell&#8217;automazione intelligente</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evoluzione verso l&#8217;iperautomazione rappresenta solo l&#8217;inizio di una trasformazione più ampia. Le tendenze emergenti identificabili ad oggi includono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Automazione autonoma</strong>: Sistemi capaci di auto-configurarsi e auto-ottimizzarsi senza intervento umano </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Digital twins di processi</strong>: Simulazioni digitali che permettono testing e ottimizzazione continua </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Automazione quantistica</strong>: per risolvere problemi di ottimizzazione complessi.  </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>convergenza di RPA, AI e tecnologie emergenti </strong>sta creando opportunità senza precedenti che fanno dire agli esperti che l&#8217;iperautomazione non è più una visione futuristica, ma una realtà che sta ridefinendo standard di efficienza, qualità e competitività. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende che investono strategicamente in queste tecnologie, con approcci strutturati e visione a lungo termine, stanno costruendo vantaggi competitivi sostenibili. Tuttavia è parere diffuso che la tecnologia da sola non basta: serve una <strong>trasformazione culturale </strong>che includa l&#8217;innovazione, valorizzi le competenze umane uniche e mantenga focus su valore e impatto per clienti e stakeholder. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo dove l&#8217;automazione intelligente diventa commodity, il “differenziale competitivo” risiederà nella capacità di orchestrare tecnologia, processi e persone in <strong>ecosistemi sinergici</strong> in grado di amplificare il potenziale di ciascun elemento.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Dove i dati diventano strategia</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/dove-i-dati-diventano-strategia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3420</guid>

					<description><![CDATA[<p>Data Analytics, RPA e Project Management:&#160;l’intervista a Michele Gentile che condivide la sua esperienza&#160;in Soft Strategy&#160; Dove è che i dati diventano strategia? Come possiamo trasformare delle informazioni in un vantaggio competitivo? Qual è l’importanza del coinvolgimento del Team nelle dinamiche progettuali? Abbiamo chiesto tutto questo a Michele Gentile, Project Manager dell’Area Technology di Soft Strategy.   Parlaci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Data Analytics, RPA e Project Management:&nbsp;l’intervista a Michele Gentile che condivide la sua esperienza&nbsp;in Soft Strategy&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dove è che i dati diventano strategia? Come possiamo trasformare delle informazioni in un vantaggio competitivo? Qual è l’importanza del coinvolgimento del Team nelle dinamiche progettuali? Abbiamo chiesto tutto questo a Michele Gentile, Project Manager dell’Area Technology di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">Soft Strategy</a>.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Parlaci di come è iniziata la tua esperienza in Soft Strategy&nbsp;e come sta proseguendo.</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro in Soft Strategy da sei anni, dove ricopro un doppio incarico: Project Manager e Competence Center Manager per le aree di Data Analytics e&nbsp;Robotic&nbsp;Process&nbsp;Automation (RPA). Due mondi complementari che, insieme, ci permettono di dare un valore aggiunto reale ai nostri clienti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla raccolta alla modellazione, fino all’analisi avanzata con strumenti di business intelligence e machine learning. <a href="https://www.instagram.com/p/DOLELF0CCsY/">L’obiettivo</a>? Scovare informazioni che i metodi tradizionali non riescono nemmeno a immaginare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’ausilio di soluzioni basate sull’RPA andiamo a semplificare e velocizzare i processi aziendali. Automatizziamo attività complesse usando robot che interagiscono anche con software privi di interfacce di integrazione. Questo permette un notevole risparmio di tempo e risorse soprattutto per i processi ripetitivi. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>C’è un progetto che ti è rimasto particolarmente impresso?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei più affascinanti è legato al settore dei trasporti.&nbsp;&nbsp;<br>Abbiamo sviluppato un sistema proprietario basato su stereoscopia: un set di fotocamere disposte su più angolazioni che ci consente di ottenere una ricostruzione 3D precisa degli oggetti da monitorare. Grazie a questa tecnologia, possiamo rilevare in anticipo segni di usura o danni sulla rete ferroviaria e attivare interventi di manutenzione preventiva.&nbsp;È stato un progetto fortemente innovativo che ha avuto un impatto reale sulla manutenzione&nbsp;dei mezzi di trasporto. Ovviamente, questo ha un ritorno positivo anche sulla sicurezza dei mezzi e quindi, indirettamente, sulle persone.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Hai mai visto Data Analytics e RPA collaborare nello stesso progetto?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Assolutamente sì. In un caso recente&nbsp;abbiamo costruito&nbsp;un flusso integrato: il robot RPA recupera i documenti, un modello di machine learning li analizza e ne estrae le informazioni chiave, poi il robot le inserisce&nbsp;in altri sistemi&nbsp;aziendali.&nbsp;Così facendo&nbsp;abbiamo potuto unire in maniera efficiente queste due tecnologie&nbsp;creando una soluzione&nbsp;integrata.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Quando si parte da un’esigenza tecnica, quanto è importante integrare anche la visione di business?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale. Se ti limiti ad ascoltare il processo così com’è, rischi di replicarne le inefficienze. L’approccio business-oriented&nbsp;ti consente invece di ripensarlo da zero, proporre soluzioni migliorative, ridefinirlo in ottica di best practice. È lì che un progetto tecnico diventa una leva di trasformazione vera.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Quanto contano esperienza e intuizione quando i dati non bastano?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Succede spesso: parti con un obiettivo, ma i dati non ci sono, non sono accessibili o sono incompleti. Oppure li hai&nbsp;ma raccontano solo una parte della verità. In quei casi entra in gioco l’esperienza. Non è questione di intuito, ma di saper leggere tra le righe. Di saper dubitare del dato&nbsp;quando serve.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Guardando al futuro, come evolveranno AI e RPA secondo te?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I Large Language Model, come ChatGPT, continueranno a evolversi. Ma il vero salto sarà renderli più umani. Oggi le interfacce sono ancora troppo fredde filtrate da tastiere e schermi. Domani l’obiettivo sarà costruire un’interazione più naturale, empatica, in grado di comprendere emozioni e contesti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo dovremo vigilare: c’è il rischio di usare solo dati generati da AI. È fondamentale distinguere tra fonti umane e artificiali, per evitare distorsioni. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Qual è, oggi, la vera sfida nel project management?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tenere&nbsp;un’ottima relazione con il cliente e&nbsp;alta la motivazione&nbsp;del team. Se il gruppo è ingaggiato e coeso, il progetto andrà nella direzione giusta. I problemi iniziano quando manca comunicazione, quando non si dà ascolto ai feedback.&nbsp;Questo deve avvenire in modo bidirezionale&nbsp;dal team&nbsp;al cliente, dal cliente&nbsp;al team. Il&nbsp;PM in questo modo&nbsp;è un cardine fondamentale per la corretta esecuzione dei servizi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Qual è l’errore più sottovalutato in un progetto di data&nbsp;analytics?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pensare che i dati parlino da soli. Non è così. La parte più complessa è tutta prima: capire che dati hai, ripulirli, organizzarli. Senza questo lavoro iniziale, qualsiasi algoritmo&nbsp;produrrà&nbsp;solo rumore.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Hai un metodo per gestire più progetti contemporaneamente?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, e l’ho rubato a un collega: suddividere la giornata in blocchi di tempo dedicati. Ogni interruzione brucia energia e attenzione. Se invece dedichi due ore intere a un’attività, poi passi alla successiva, riesci a essere più produttivo e lucido.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Come si motiva&nbsp;un team&nbsp;nei momenti difficili?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con trasparenza e condivisione. Quando sono passato da gestire solo l’area Data Analytics alla RPA, è stato un salto importante. Tante cose nuove da imparare, tanti progetti da gestire. Ma pianificazione e supporto reciproco hanno fatto la differenza. I momenti complessi si affrontano meglio se si comunica e si capisce che ogni sfida porta con sé nuove competenze.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Descrivi Soft Strategy in una parola.</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Creativa.  <br></strong>Perché qui non ci si ferma mai: c’è sempre lo stimolo a cambiare, a rimettersi in gioco, a sperimentare. Ed è proprio questo che rende l’ambiente dinamico e competitivo, nel modo giusto. </p>
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		<title>Implementare l&#8217;AI in azienda</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/implementare-lai-in-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intelligenza Artificiale in azienda: best practice per un&#8217;implementazione di successo   Implementare l&#8217;AI in azienda è un processo che sta vivendo una fase di crescita decisa. Mentre molte aziende si interrogano ancora sulle possibili implicazioni dei progetti AI, le aziende più lungimiranti stanno già raccogliendo i frutti di implementazioni strategicamente pianificate. Approcci che marcano la differenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Intelligenza Artificiale in azienda: best practice per un&#8217;implementazione di successo  </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Implementare l&#8217;AI in azienda è un processo che sta vivendo una fase di crescita decisa. Mentre molte aziende si interrogano ancora sulle possibili implicazioni dei progetti AI, le aziende più lungimiranti stanno già raccogliendo i frutti di <strong>implementazioni strategicamente pianificate.</strong> Approcci che marcano la differenza tra successo e fallimento non nella tecnologia stessa, ma nell&#8217;approccio metodico all&#8217;innovazione aziendale.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La strategia prima della tecnologia</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le best practice AI più consolidate suggeriscono un modus operandi diverso: identificare prima i problemi aziendali concreti, poi valutare se e come l&#8217;intelligenza artificiale può risolverli. E per far questo non si può che iniziare con un audit approfondito dei <strong>processi esistenti</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende che immettono progetti AI di successo investono tempo significativo nell&#8217;<strong>analisi preliminare</strong>, mappando i flussi di lavoro attuali e identificando i punti deboli che potrebbero beneficiare dell&#8217;automazione intelligente. Questo approccio metodico permette di evitare l&#8217;implementazione di soluzioni in cerca di problemi da risolvere.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Costruire l&#8217;ecosistema digitale giusto</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale in azienda non opera in isolamento, ormai è chiaro a tutti. Le pratiche più efficaci si integrano armoniosamente nell&#8217;<strong>ecosistema digitale esistente</strong>, creando<strong> sinergie </strong>con i sistemi già in uso. Un ecosistema digitale robusto richiede<strong> infrastrutture dati solide.</strong> Le aziende che vanno meglio con l’uso dell’AI hanno investito preventivamente nella <strong>qualità e nell&#8217;accessibilità </strong>dei propri dati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza dati puliti, strutturati e facilmente accessibili, anche gli algoritmi più sofisticati faticano a produrre risultati significativi. La <strong>governance dei dati </strong>emerge come elemento critico. Le migliori pratiche dimostrano che le imprese di successo stabiliscono <strong>protocolli chiari per la <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/digital-sales/">raccolta</a>, l&#8217;elaborazione e l&#8217;utilizzo dei dati, </strong>garantendo al contempo il<strong> rispetto delle normative sulla privacy e della sicurezza informatica.</strong>  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il fattore umano nell&#8217;adozione AI</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;innovazione aziendale attraverso l&#8217;AI immette nei gruppi di lavoro un cambiamento culturale profondo. Le strategie AI imprese più efficaci non si limitano infatti agli aspetti tecnologici, ma investono pesantemente nella <strong>formazione</strong> e nel coinvolgimento del personale. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La resistenza al cambiamento rappresenta uno degli ostacoli più significativi. Le organizzazioni che ottengono progetti AI di successo comunicano chiaramente la visione dell&#8217;automazione come strumento di potenziamento delle capacità umane, <strong>non di sostituzione</strong>. Questa narrativa aiuta a trasformare l&#8217;ansia in curiosità e il timore in opportunità di crescita professionale. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un programma di formazione strutturato è essenziale. Non tutti i dipendenti devono diventare esperti di machine learning, ma tutti possono comprendere come l&#8217;AI impatterà il loro lavoro quotidiano e quali <strong>nuove competenze</strong> potrebbero sviluppare per rimanere rilevanti nell&#8217;ecosistema digitale in evoluzione.  &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Approccio incrementale e proof of concept</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I progetti migliori di AI suggeriscono di scalare gradualmente. I progetti pilota permettono di testare ipotesi, misurare risultati e apprendere lezioni preziose senza esporre l&#8217;organizzazione a rischi eccessivi. Un proof of concept ben progettato dovrebbe essere limitato nel tempo, misurabile negli obiettivi e facilmente reversibile se necessario. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende più sagge selezionano progetti pilota che possano dimostrare valore tangibile in tempi relativamente brevi. L&#8217;adozione incrementale della nuova tecnologia permette anche di sviluppare competenze interne progressivamente. Ogni progetto diventa un&#8217;opportunità di apprendimento che prepara il terreno per accelerazioni più complesse in futuro.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Implementare l&#8217;AI in azienda: metriche e misurazione del successo  </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale in azienda richiede sistemi di misurazione specifici. Le metriche tradizionali spesso non catturano il valore completo generato dalle nuove soluzioni, che può manifestarsi in forme diverse: <strong>riduzione dei tempi di processo, miglioramento della qualità decisionale, incremento della soddisfazione del cliente.</strong> &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le strategie AI imprese di successo stabiliscono KPI chiari fin dall&#8217;inizio, distinguendo tra <strong>metriche tecniche</strong> (precisione dell&#8217;algoritmo, tempo di risposta) e <strong>metriche di business </strong>(impatto sui ricavi, riduzione dei costi operativi). Questa duplice prospettiva garantisce che l&#8217;innovazione tecnologica si traduca in <strong>valore aziendale reale</strong>. Il monitoraggio continuo è altrettanto importante. Gli algoritmi di AI possono degradare nel tempo se non supervisionati adeguatamente.  &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Partnership strategiche e competenze esterne</strong> &nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Poche aziende possiedono internamente tutte le competenze necessarie per progetti di AI maturi. Le società più efficaci sviluppano partnership strategiche con <strong>fornitori di tecnologia, consulenti specializzati e istituzioni accademiche. </strong>La scelta dei partner giusti può accelerare significativamente l&#8217;adozione dell’AI. I migliori fornitori non si limitano a vendere tecnologia, ma offrono <strong>consulenza strategica,</strong> supporto nell&#8217;implementazione e formazione del personale. Questa collaborazione a 360 gradi riduce i rischi e aumenta le probabilità di successo.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Implementare l&#8217;AI in azienda: Governance e compliance </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>trasparenza algoritmica </strong>sta diventando sempre più importante, specialmente in settori regolamentati. Le aziende lungimiranti documentano le decisioni automatizzate, mantengono audit e sviluppano capacità di <strong>spiegare il ragionamento dell&#8217;AI quando necessario. </strong>La gestione dei bias algoritmici richiede attenzione costante. I progetti di successo includono <strong>protocolli di testing </strong>che verificano l&#8217;equità delle decisioni automatizzate e <strong>meccanismi di correzione</strong> quando emergono disparità indesiderate. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;apertura all’AI richiede un mindset di apprendimento continuo. Le tecnologie evolvono rapidamente e ciò che funziona oggi potrebbe essere obsoleto domani, per questo diventa decisiva la <strong>capacità di adattamento e la flessibilità </strong>strategica. E la condivisione delle conoscenze interne accelera l&#8217;apprendimento organizzativo. Se l&#8217;ecosistema digitale continuerà a evolversi, i principi fondamentali dell<strong>&#8216;innovazione aziendale responsabile</strong> <strong>e <a href="https://www.softstrategy.it/governance/">sostenibile </a></strong>rimarranno costanti: strategia prima della tecnologia, persone al centro del cambiamento, misurazione rigorosa dei risultati e apprendimento continuo.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy: il partner strategico per l&#8217;innovazione AI &nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, <strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a></strong> si è affermata come <strong>guida esperta</strong> per le aziende che vogliono trasformare l&#8217;intelligenza artificiale da opportunità teorica a vantaggio competitivo concreto. L’esperienza maturata nell&#8217;accompagnare clienti di diverse dimensioni e settori attraverso progetti AI di successo le ha permesso di sviluppare <strong>metodologie proprietarie</strong> che riducono i rischi e massimizzano il ritorno sugli investimenti.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un approccio che si basa su tre pilastri fondamentali: <strong>assessment strategico personalizzato, implementazione graduale con supporto continuo e sviluppo delle competenze interne.</strong> Non solo fornitura di tecnologia, ma collaborazione stretta con i clienti per costruire ecosistemi digitali sostenibili che evolvono insieme al business. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso partnership consolidate con i principali <strong>fornitori di tecnologie AI </strong>e una rete di <strong>specialisti multidisciplinari</strong>, Soft Strategy offre la profondità tecnica e la visione strategica necessarie per migliorare le performance. La mission è democratizzare l&#8217;accesso all&#8217;innovazione, rendendo queste tecnologie accessibili e vantaggiose per<strong> imprese di ogni dimensione.</strong> &nbsp;</p>
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		<title>I cinque trend tecnologici del 2026</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/i-cinque-trend-tecnologici-del-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 è alle porte, ma cosa dobbiamo aspettarci? Ecco cinque trend digitali che saranno centrali il prossimo anno. Il 2026 si preannuncia come un anno di trasformazione senza precedenti per il panorama tecnologico globale. Mentre ci avviciniamo a questa data cruciale, ecco i cinque trend tecnologici del 2026 che non solo ridisegneranno il mercato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il 2026 è alle porte, ma cosa dobbiamo aspettarci? Ecco cinque trend digitali che saranno centrali il prossimo anno.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2026 si preannuncia come un anno di trasformazione senza precedenti per il panorama tecnologico globale. Mentre ci avviciniamo a questa data cruciale, ecco i cinque trend tecnologici del 2026 che non solo ridisegneranno il mercato IT, ma rivoluzioneranno completamente il modo in cui le aziende operano, innovano e competono. Questa analisi approfondita esplora le opportunità, le sfide e le strategie per navigare con successo la prossima frontiera della digital transformation. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. I cinque trend tecnologici del 2026</strong>: <strong>AI Generativa e Automazione Intelligente</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale generativa ha superato la fase sperimentale: l&#8217;80% delle organizzazioni adotterà modelli AI generativi entro il 2026 (<a href="https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gartner</a>). Non si tratta più di una questione tecnologica, ma di una necessità competitiva che sta ridefinendo interi settori industriali.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il Nuovo Paradigma dell&#8217;Automazione Cognitiva</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende stanno scoprendo che l&#8217;AI generativa va ben oltre la semplice automazione dei task ripetitivi. I sistemi di nuova generazione integrano capacità di ragionamento, creatività e problem-solving che permettono di automatizzare processi cognitivi complessi. I modelli <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Retrieval-Augmented Generation (RAG)</a> stanno emergendo come standard per l&#8217;integrazione di knowledge base aziendali con capacità conversazionali avanzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato dell&#8217;AI generativa raggiungerà $<a href="https://www.bloomberg.com/professional/blog/generative-ai-market-size/">644 miliardi già nel 2025</a>, con proiezioni di crescita esponenziale per il 2026. Le applicazioni spaziano dalla generazione automatica di codice software alla personalizzazione di contenuti marketing, dalla sintesi di documenti legali alla progettazione di prodotti industriali.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Implementazione Strategica per le Aziende</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le organizzazioni più lungimiranti stanno già strutturando AI Centers of Excellence interni, combinando competenze tecniche e business per massimizzare il ROI degli investimenti AI. La chiave del successo risiede nella capacità di identificare use case ad alto impatto e basso rischio per i progetti pilota iniziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Settori verticali come financial services, healthcare e manufacturing mostrano i tassi di adozione più elevati, con implementazioni che spaziano dall&#8217;automated compliance reporting alla predictive maintenance.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. I cinque trend tecnologici del 2026: Hyperautomation, l&#8217;ecosistema Intelligente del Futuro</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di hyperautomation rappresenta l&#8217;evoluzione naturale dell&#8217;RPA verso un approccio sistemico all&#8217;automazione aziendale. Il mercato raggiungerà $1.04 <a href="https://www.marketsandmarkets.com/Market-Reports/hyperautomation-market-115061032.html">trilioni </a>entro il 2026, alimentato dalla convergenza di AI, machine learning, process mining e cognitive computing.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Oltre l&#8217;RPA: L&#8217;Intelligenza Distribuita</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.gartner.com/en">Gartner </a>prevede che il 30% delle aziende automatizzerà più della metà delle proprie attività operative entro il 2026</strong>. Questa trasformazione richiede un ripensamento completo dell&#8217;architettura aziendale, dove ogni processo diventa potenzialmente automatizzabile attraverso l&#8217;orchestrazione intelligente di multiple tecnologie.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;hyperautomation integra:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Process Mining</strong>: per identificare inefficienze nei flussi di lavoro esistenti&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>AI/ML</strong>: per decisioni cognitive complesse&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>RPA Avanzato</strong>: per l&#8217;esecuzione automatizzata di task&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>API Management</strong>: for la connettività tra sistemi eterogenei&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Low-Code/No-Code</strong>: per lo sviluppo accelerato di soluzioni&nbsp;</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Impact Settoriale e ROI Measurement</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le implementazioni di hyperautomation mostrano ROI medi del 200-300% entro il primo anno, con riduzioni di costo operativo fino al 40% in settori ad alta intensità di <a href="https://www.mckinsey.com/business-functions/mckinsey-digital/our-insights/the-case-for-digital-transformation">processi</a>. Il manufacturing e i servizi finanziari guidano l&#8217;adozione, seguiti da retail e healthcare.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. I cinque trend tecnologici del 2026</strong>: <strong>Customer Experience AI-Driven, la personalizzazione diventa standard</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato della customer experience potenziata dall&#8217;AI crescerà da $22.35 miliardi nel 2025 a $68.24 miliardi entro il 2032, guidato dalla domanda crescente di <a href="https://www.fortunebusinessinsights.com/industry-reports/artificial-intelligence-in-customer-experience-market-108978">hyper-personalization</a> e emotion-aware computing.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Oltre la Personalizzazione: L&#8217;Anticipazione Predittiva</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende leader stanno implementando sistemi di <strong>predictive customer experience</strong> che non si limitano a reagire alle esigenze dei clienti, ma le anticipano attraverso l&#8217;analisi comportamentale avanzata. I modelli di AI conversazionale multimodale del 2026 potranno analizzare tono, sentimento ed emozioni in tempo reale, adattando dinamicamente le interazioni.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologie Emergenti nel CX</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Sintesi vocali emotive e avatar digitali rappresentano la frontiera dell&#8217;engagement personalizzato. Le aziende potranno offrire esperienze immersive che replicano sfumature culturali e linguistiche specifiche, aprendo mercati globali con livelli di localizzazione prima impensabili.  <br><br>Il 69% delle organizzazioni considera l&#8217;integrazione di employee experience tools una priorità strategica. In sintesi riconoscono la correlazione diretta tra soddisfazione del personale e qualità dell&#8217;esperienza <a href="https://www2.deloitte.com/">cliente</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. I cinque trend tecnologici del 2026</strong>: <strong>Cybersecurity AI-Driven e Zero Trust, la sicurezza proattiva</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La cybersecurity del 2026 sarà completamente ridefinita dall&#8217;intelligenza artificiale. Con il 95% delle violazioni che continua a derivare da errore umano, l&#8217;automazione della security non è più opzionale ma <a href="https://www.ibm.com/reports/data-breach">vitale </a>per la sopravvivenza aziendale.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Autonomous Threat Detection e Response</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato della cybersecurity AI crescerà con un CAGR del 26.7%, spinto dalla necessità di sistemi di difesa che operano alla velocità delle minacce <a href="https://www.marketsandmarkets.com/Market-Reports/ai-in-cyber-security-market-220634996.html">moderne</a>. Le architetture Zero Trust diventeranno lo standard per il 90% delle aziende enterprise entro il <a href="https://www.gartner.com/en/information-technology">2026</a>.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>Security Operations Center (SOC) AI-driven</strong> rappresentano il futuro della cyber defense, con capacità di:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Threat hunting automatizzato</strong> attraverso behavioral analytics&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Incident response autonomo</strong> per minacce a bassa criticità&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Predictive vulnerability assessment</strong> basato su pattern analysis&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Continuous compliance monitoring</strong> per framework normativi complessi&nbsp;</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Architetture Zero Trust: Il Nuovo Paradigma</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio &#8220;never trust, always verify&#8221; sta guidando una completa riprogettazione delle infrastrutture IT aziendali. Tuttavia, l<strong>&#8216;implementazione di Zero Trust richiede una trasformazione culturale oltre che tecnologica</strong>. Vanno infatti coinvolti processi, persone e tecnologie in un approccio olistico alla sicurezza. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Sustainability e ESG Digitale, compliance come acceleratore di innovazione</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sostenibilità digitale diventerà obbligatoria per le PMI dal 2026 con l&#8217;estensione della Corporate Sustainability Reporting Directive (<a href="https://finance.ec.europa.eu/capital-markets-union-and-financial-markets/company-reporting-and-auditing/company-reporting/corporate-sustainability-reporting_en">CSRD</a>). Questo rappresenta un&#8217;opportunità di mercato da €3.7 trilioni di investimenti globali nella green <a href="https://www.pwc.com/">transformation</a>. </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>ESG-Driven Digital Transformation</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende stanno integrando ESG metrics nei propri processi decisionali core, utilizzando AI per carbon tracking, supply chain monitoring e sustainability reporting automatizzato; questo perché il 90% delle organizzazioni considera la sostenibilità una <a href="https://www.weforum.org/">priorità</a> strategica per il 2026.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologie Abilitanti per la Sostenibilità</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Edge computing e algoritmi di ottimizzazione energetica stanno emergendo come fattori chiave per ridurre <a href="https://www.idc.com/getdoc.jsp?containerId=US49076722">l&#8217;impronta </a>carbonica delle <a href="https://www.accenture.com/us-en/insights/technology/green-behind-cloud">infrastrutture </a>IT. Le aziende implementano sistemi di monitoraggio real-time che ottimizzano automaticamente il consumo energetico basandosi su <a href="https://www.mckinsey.com/capabilities/sustainability/our-insights/how-tech-can-cut-emissions">pattern </a>di utilizzo <a href="https://www.gartner.com/en/documents">predittivi</a>.  </p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Preparazione per la Rivoluzione del 2026</strong>&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La convergenza di questi cinque trend non rappresenta una possibilità <a href="https://www.gartner.com/en">futura</a>, ma una realtà presente che richiede azione <a href="https://www.weforum.org/">immediata</a>. Le aziende che inizieranno oggi a costruire le competenze, le infrastrutture e le partnership necessarie, saranno quelle che domineranno il <a href="https://www.pwc.com/">mercato </a>del 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione digitale del 2026 non sarà più una scelta strategica opzionale, ma una necessità esistenziale per rimanere competitivi in un mercato sempre più veloce, <a href="https://www.gartner.com/en">intelligente </a>e sostenibile. Chi saprà anticipare e abbracciare questi trend, non solo sopravviverà alla disruption in arrivo, ma la <a href="https://www.weforum.org/">guiderà</a>.</p>
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		<title>Lavorare in consulenza: tra sfide e crescita personale</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/lavorare-in-consulenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Veronica Pinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3369</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esperienze, approccio e competenze che definiscono il valore di lavorare in consulenza. Cosa significa lavorare in consulenza? Lo raccontiamo con le parole di Ludovica Funicella, Business Analyst in Soft Strategy, che in questa intervista condivide la sua esperienza fatta di dinamismo, apprendimento continuo e crescita sul campo. Un percorso che mette al centro la proattività, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Esperienze, approccio e competenze che definiscono il valore di lavorare in consulenza.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa significa lavorare in consulenza? Lo raccontiamo con le parole di Ludovica Funicella, Business Analyst in Soft Strategy, che in questa intervista condivide la sua esperienza fatta di dinamismo, apprendimento continuo e crescita sul campo. Un percorso che mette al centro la proattività, la qualità del lavoro e il valore delle relazioni professionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Raccontaci chi sei, di cosa ti occupi in Soft Strategy, il tuo ruolo e le funzioni che svolgi oggi.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono <strong>Ludovica Funicella</strong> e faccio parte di questa realtà da quasi un anno e mezzo, lavoro come Business Analyst nell’area Consulting. Fin dall’inizio ho trovato un ambiente stimolante e collaborativo, con colleghi sempre disponibili al confronto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio ruolo è dinamico e mi permette di affrontare <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">progetti</a> complessi e stimolanti in contesti sempre diversi. In questo tempo sono cresciuta molto, sia sul piano tecnico che personale, sviluppando autonomia, orientamento ai risultati e un approccio sempre più solido. Ho approfondito le metodologie utile per lavorare in consulenza, le tecniche di analisi e, più in generale, i <a href="https://www.softstrategy.it/services/governance-pmo/">processi aziendali</a>, imparando a prendere decisioni anche in contesti sfidanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa ti piace di più di questo lavoro?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che apprezzo di più è il rapporto con i colleghi: l’ambiente è collaborativo e stimolante fin dal primo giorno. Il mio ruolo è dinamico e mi consente di lavorare su <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">progetti</a> diversi, acquisendo <a href="https://www.nethexcare.ro/soft-skills-piu-richieste-e-piu-importanti/">competenze</a> sempre nuove. Rispetto al passato, qui ho trovato spazio per imparare davvero, ogni giorno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Hai rapporti diretti con i clienti? Come li gestisci?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì. Anche se il rapporto diretto con i clienti finali è in genere gestito dai colleghi più esperti, negli ultimi tempi ho acquisito più autonomia e ho instaurato anch’io un rapporto diretto con loro. Quando si lavora con qualità, il dialogo nasce in modo naturale. I clienti apprezzano la proattività e preferiscono un chiarimento in più piuttosto che un risultato fuori target.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tre aggettivi con cui spiegheresti cosa significa lavorare in consulenza?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dinamico. Proattivo. Attento.&nbsp; Lavorare in consulenza significa affrontare contesti sempre diversi, quindi è difficile dare regole valide per ogni situazione. Ma una cosa è certa: servono proattività, attenzione ai dettagli, attenzione, voglia di fare e la capacità di mettersi in gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale porsi domande. I dubbi, se affrontati nel modo giusto, aiutano a crescere. Nessuno nasce imparato, e per lavorare in consulenza è proprio la curiosità il punto di partenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Hai un progetto preferito?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che ogni progetto abbia qualcosa da insegnare. Alcuni sicuramente ti lasciano più strumenti, ma in generale “tutto fa brodo”, come si dice. Bisogna essere bravi a cogliere ogni occasione di apprendimento, anche dalle esperienze più semplici o brevi. Ogni progetto può insegnarti qualcosa, se sai guardare nella giusta direzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Per te, cosa significa davvero qualità nel lavorare in consulenza?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lavorare in consulenza con qualità significa essere meticolosi, curare ogni dettaglio e consegnare un prodotto completo, ben fatto, e — se possibile — anche innovativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera differenza sta nel fare un passo in più: aggiungere valore anche quando il cliente non lo chiede esplicitamente. È lì che si riconosce il valore aggiunto del lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa significa per te lavorare in Soft Strategy e quale contributo pensi di portare?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per me lavorare in Soft Strategy significa crescere in un ambiente collaborativo e dinamico. Cerco di trasmettere ciò che imparo anche agli altri, condividendo esperienza e metodo. Credo molto nel valore della condivisione: far crescere chi ti sta accanto è, a mio modo di vedere, una parte fondamentale del contributo che posso dare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quindi cerchi di dare l’esempio, trasmettendo ciò che hai imparato?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, credo molto nel valore della formazione, soprattutto nelle fasi iniziali. Condividere ciò che si impara permette di costruire basi solide e lavorare meglio, evitando che certi errori si ripetano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’azienda in cui ho lavorato in precedenza ho sentito la mancanza di questo tipo di supporto: spesso mancava il tempo o la volontà di spiegare. Per questo oggi, in Soft Strategy, mi impegno a offrire agli altri ciò che lì non ho ricevuto. Vedere una persona che ho affiancato diventare autonoma è una soddisfazione vera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">C&#8217;è un errore che hai fatto ma da cui hai imparato molto?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, durante la fase iniziale può capitare di sbagliare anche in cose apparentemente semplici. Ricordo, ad esempio, un’email troppo formale inviata a un cliente con cui avevamo già un rapporto consolidato: era fuori tono. Sono dettagli che fanno la differenza. Col tempo impari a modulare il linguaggio e ad <a href="https://www.softstrategy.it/lintelligenza-emotiva-nel-mondo-della-consulenza/">adattarti al contesto</a>. Anche da questi piccoli episodi si impara molto. Sono competenze di base, ma essenziali, che ti porti dietro ovunque e che impari ad adattare a ogni contesto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">C’è un mito sul lavorare in consulenza che vorresti sfatare? Una di quelle cose che si dicono da fuori?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà… quello che si dice non è completamente falso! Ma alla fine, posso dire che è un bel mondo. Io mi trovo molto bene, sicuramente perché è Soft Strategy a rendere tutto così positivo. Non so se ovunque sarebbe la stessa cosa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Se dovessi descrivere Soft Strategy con una sola parola?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal racconto di Ludovica emerge una visione autentica e concreta di cosa significhi lavorare in consulenza: non solo un percorso di crescita tecnica e professionale, ma anche un’esperienza fatta di relazioni, condivisione e responsabilità. La sua testimonianza conferma quanto contino la cura del dettaglio e la volontà di far crescere anche chi ci sta accanto. Valori che, in Soft Strategy, trovano spazio per trasformarsi in competenze e in cultura aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Soft Strategy e Nethex: sinergia ad alto valore aggiunto</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/fatturato-soft-strategy-2024-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 07:36:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3315</guid>

					<description><![CDATA[<p>Durante una recente intervista, Emanuele Candela, CEO del Gruppo Soft Strategy, ha condiviso riflessioni e prospettive sull’evoluzione e la strategia del Gruppo, esprimendo anche soddisfazione per i risultati sul Fatturato Soft Strategy del 2024 - attestato a 70 milioni - e dei primi mesi del 2025.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Roma, 01/08/2025 – Durante una recente intervista, Emanuele Candela, CEO del Gruppo Soft Strategy, ha condiviso riflessioni e prospettive sull’evoluzione e la strategia del Gruppo, esprimendo anche soddisfazione per i risultati sul Fatturato Soft Strategy del 2024 &#8211; attestato a 70 milioni &#8211; e dei primi mesi del 2025.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della conversazione, la combinazione delle competenze e delle “anime” di <a href="https://www.softstrategy.it/">Soft Strategy</a> e <a href="https://www.nethex.com/">Nethex</a>, un’integrazione che mira a offrire ai clienti soluzioni su misura e ad alto valore aggiunto. Un percorso che rafforza la posizione del Gruppo sul mercato italiano e internazionale. Si è parlato del Fatturato Soft Strategy, di hard e soft skills e degli scenari futuri legati ad automazione e AI.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">Consulenza</a>, <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">Tecnologia</a> e <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Operations</a> sono tre anime complementari del Gruppo. Quali sono, secondo te, i fattori critici di successo per garantire una reale contaminazione tra le tre aree?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Effettivamente la cosa che mi sta più a cuore è fare in modo che ci sia collaborazione tra le differenti aree di Soft Strategy e Nethex. Trascorro buona parte del mio tempo con il mio team con l’obiettivo di far circolare le informazioni nel modo giusto e di rendere ciascuno partecipe del raggiungimento di questo obiettivo. Un’azienda in crescita richiede grande collaborazione tra tutte le aree coinvolte. Credo fermamente nel lavoro di squadra.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Negli ultimi anni abbiamo lanciato nuove linee di business, sviluppato nuovi servizi e acquisito aziende, con una crescita importante anche del Fatturato Soft Strategy. Quali sono i traguardi di cui sei più orgoglioso in questo percorso di crescita?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Poniamo sempre una costante attenzione a quelli che sono i bisogni dei nostri clienti e lavoriamo per intercettarne i bisogni inespressi anticipando soluzioni. Ci piace anche misurarci con il mercato e con i competitor. &nbsp;<br>Ogni traguardo è per noi motivo di orgoglio: dall’aggiudicazione di una gara, al completamento di un progetto, all’ottenimento di un finanziamento, ai complimenti che arrivano dai clienti. Paradossalmente anche gli errori che facciamo sono importanti: ognuno è un tassello che ci consente di crescere e migliorare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se dovessi descrivere la tua giornata come la definiresti?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Cerco di adottare una regola: 40-30-30.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>40% del mio tempo lo dedico ai clienti</li>



<li>30% al team</li>



<li>30% all’amministrazione</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni settimana faccio un piccolo bilancio del mio tempo e di solito, tranne rare eccezioni, la regola è sempre confermata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Fatturato Soft Strategy insieme a quello di Nethex, sta crescendo anno dopo anno: quali sono i principali indicatori che raccontano la crescita e l’evoluzione che sta vivendo il Gruppo?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Io sono molto fiero della crescita che abbiamo raggiunto. Abbiamo chiuso un 2024 con un valore di ricavi, e relativo fatturato, superiore ai 70M€ e anche il primo semestre 2025 ci sta dando ottimi segnali, con una crescita del 20% circa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Crescono anche, anno su anno, i clienti che si affidano a noi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la tua filosofia di leadership e come cerchi di trasmetterla nel quotidiano ai dipendenti?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Due parole: focalizzazione sugli obiettivi e collaborazione. Da quando lavoro ho sempre sposato la causa della massima collaborazione e condivisione delle informazioni. È una filosofia che cerco di diffondere più che posso: solo insieme si riescono a raggiungere i risultati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono oggi le competenze più strategiche che cercheresti in un giovane professionista che vuole entrare nel nostro settore?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">La flessibilità. Quando ho cominciato a lavorare si viveva tutti insieme in ufficio o dai clienti, ora lo smart working ha cambiato molti paradigmi e dobbiamo tenerne conto, cercando però di non passare da un eccesso all’altro. Le competenze tecniche si creano, la flessibilità è una dote innata fondamentale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Con l’avvento di AI e automazione, quali nuovi scenari vedi per il futuro?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci crediamo tanto, come tutti. Noi abbiamo aperto un centro di competenza nella città di Bari, dove siamo già molto presenti, e stiamo sviluppando alcune <a href="https://www.softstrategy.it/innovative-solution-hub/">soluzioni basate su intelligenza artificiale</a> (soprattutto generativa) che ci consentano di essere più competitivi sui servizi che eroghiamo e più innovativi sulla nostra proposizione di valore. Abbiamo in piano di assumere oltre 50 talenti, sia senior che junior, da inserire nel nostro centro di competenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il percorso di internazionalizzazione del Gruppo proseguirà nei prossimi anni? Vedi all’orizzonte la possibilità di aprire nuove sedi in altri Paesi?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Assolutamente sì, dopo l’apertura in Romania di due anni fa, abbiamo deliberato l’apertura di una sede in Arabia Saudita. Sono stato personalmente a Riyad più volte negli ultimi mesi e c’è davvero un mondo di cose da fare. Confrontarsi con persone di altre culture è sempre molto stimolante.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il consiglio più utile che hai ricevuto nella tua carriera?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">È anche uno dei miei mantra: se Dio ci ha dato due orecchie e una sola bocca ci sarà un motivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una scelta coraggiosa che rifaresti senza esitazione?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Più che una scelta coraggiosa parlerei di una scelta che ripeterei: entrare in questo Gruppo. Ormai sono passati più di dieci anni ma guardandomi indietro è stato davvero un viaggio straordinario, fatto insieme a persone fantastiche e grandi professionisti che ringrazio tutti i giorni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali competenze diventeranno sempre più strategiche?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le competenze tecniche saranno fondamentali. L’avvento dell’AI sta cambiando il modo in cui lavoriamo e padroneggiarla sarà un fattore critico di successo. Oltre alla componente esclusivamente tecnica ritengo siano di grande valore anche la capacità di adattamento e le doti empatiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un consiglio che oggi daresti al “te stesso” che ha iniziato la carriera anni fa?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Cercare di avere tutta la pazienza che oggi sto chiedendo ai colleghi con cui lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy e Nethex: come le descriveresti in una sola parola</strong>?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ne uso due: collaborazione e rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Aziende e Darwinismo</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/aziende-e-darwinismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3208</guid>

					<description><![CDATA[<p>Strategie aziendali e darwinismo: perché sopravvive chi sa adattarsi, non il più forte  Aziende e Darwinismo, come sono correlati? Nel panorama economico globale contemporaneo i principi più antichi rimangono incredibilmente attuali. Basti pensare all&#8217;assunto per il quale non è il più forte a sopravvivere, ma chi meglio si adatta al cambiamento. Un principio del genere [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Strategie aziendali e darwinismo: perché sopravvive chi sa adattarsi, non il più forte </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Aziende e Darwinismo, come sono correlati? Nel panorama economico globale contemporaneo i principi più antichi rimangono incredibilmente attuali. Basti pensare all&#8217;assunto per il quale non è il più forte a sopravvivere, ma chi meglio si adatta al cambiamento. Un principio del genere trova nuova linfa e offre oggi una chiave di lettura valida per comprendere le dinamiche di successo aziendale nel mercato contemporaneo. La teoria dell’evoluzione riletta in chiave economica, rovescia l’equivoco sulla forza del business. Per decenni, il mondo degli affari ha glorificato la dimensione e la potenza economica come garanzie di successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la storia economica recente ha ripetutamente dimostrato che colossi apparentemente invincibili possono crollare di fronte a cambiamenti improvvisi. Si pensi a Blockbuster, Nokia o Kodak. Giganti nei rispettivi settori che non hanno saputo cogliere i segnali di trasformazione del mercato e sono affondati. Un esempio contrario, invece, è Netflix nata noleggiando online Dvd e si è rapidamente trasformata in gigante dello streaming tv e della produzione cinematografica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli economisti concordano nel notare come le aziende che sopravvivono alle crisi non sono necessariamente quelle con maggiori risorse. Le aziende che rimangono vive a lungo sono quelle che sanno<strong> reinventarsi rapidamente</strong>. Questo è un fenomeno che si verifica ciclicamente nei momenti di grande discontinuità economica.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;adattabilità come vantaggio competitivo</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Cinque anni fa la pandemia ha rappresentato un drammatico banco di prova per questa teoria. Le imprese che hanno saputo rapidamente rimodulare processi, offerte e canali di vendita hanno non solo resistito, ma spesso prosperato in condizioni avverse. Esempi virtuosi includono ristoranti trasformati che servono i clienti esclusivamente tramite consegna e ritiro in base agli ordini telefonici e online. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Stessa cosa fecero i produttori tessili riconvertiti alla produzione di dispositivi sanitari, e piccoli dettaglianti che hanno abbracciato l&#8217;e-commerce in tempi record. Secondo l&#8217;ultimo rapporto di McKinsey &#8220;Business Resilience 2025&#8221;, le <strong>aziende con elevata capacità di adattamento hanno registrato performance superiori del 37%</strong> rispetto ai concorrenti. Non si tratta solo di sopravvivenza, ma di prosperità attraverso agili modelli di business. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le incognite nella nuova era dei dazi commerciali&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 ha segnato un punto di svolta significativo nell&#8217;economia globale. Con l&#8217;intensificarsi delle <strong>politiche protezionistiche </strong>e l&#8217;introduzione di nuovi dazi commerciali è venuto a crearsi un nuovo scenario. C&#8217;è stata una <strong>frammentazione accelerata delle catene di approvvigionamento globali,</strong> imponendo alle aziende una rapida revisione delle proprie strategie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi sempre della necessità di adattarsi al nuovo quadro normativo e compiere scelte che di fatto hanno indotto un processo di <strong>regionalizzazione forzata dell&#8217;economia </strong>e le aziende che avevano costruito efficienti catene globali si sono trovate improvvisamente a dover ripensare l&#8217;intera logistica per evitare barriere tariffarie proibitive.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati del primo trimestre 2025 mostrano come le imprese italiane abbiano reagito in modo diversificato a questa nuova realtà:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il 42% ha avviato strategie di &#8220;<strong><a href="https://www.nethexcare.ro/">nearshoring</a></strong>&#8220;, riportando più vicino i fornitori chiave&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il 37% ha implementato <strong>modelli di produzione modulare </strong>che consentono rapide riconfigurazioni&nbsp;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il 28% ha investito in tecnologie avanzate di <strong>mappatura della supply chain</strong> per anticipare gli impatti dei dazi&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende più reattive hanno adottato un approccio &#8220;scenario-based planning&#8221;, sviluppando piani di contingenza per <strong>diverse configurazioni tariffarie e normative</strong>. Di fatto è stata messa in atto una modalità nella quale piuttosto che reagire al cambiamento si è lavorato per anticiparlo con l’impiego di risorse dedicate all&#8217;analisi degli scenari geopolitici e commerciali.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Leadership adattiva: la nuova frontiera</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro di questa capacità di trasformazione si colloca un nuovo modello di leadership. I <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">dirigenti </a>che sanno ascoltare i segnali deboli del mercato e trasformarli in opportunità si distinguono dagli altri per la capacità di orchestrare il cambiamento. Nel tracciare una sorta di identikit si afferma chi ha una <strong>sensibilità alle tendenze emergenti</strong>, chi ha una <strong>velocità decisionale</strong>, capace di ridurre il tempo tra osservazione e azione. Ma anche chi porta avanti una <strong>cultura dell&#8217;apprendimento</strong>, attraverso la valorizzazione dell&#8217;errore come fonte di conoscenza e chi predilige <strong>strutture organizzative flessibili</strong> con team multifunzionali e ridotte gerarchie.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aziende e Darwinismo: Il metodo “adattabilità in azione”&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono numerosi i casi di aziende che hanno saputo diversificare il proprio business sfruttando competenze e una potenziale crisi derivante dalla rivoluzione digitale in opportunità di crescita. Come è potuto accadere? Osservando le strategie imprenditoriali ciò è stato determinato dalla capacità di saper <strong>esplorare nuovi mercati </strong>e prodotti mantenendo <strong>coerenza con le proprie competenze distintive</strong>, ma anche con l’adozione di strumenti in grado di aumentare la velocità di risposta ai cambiamenti e <strong>promuovendo una cultura dell&#8217;innovazione</strong>, ovvero incentivare la sperimentazione a tutti i livelli organizzativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non ultimo la costruzione di <strong>reti collaborative</strong>, con le quali sviluppare ecosistemi di partner per ampliare la capacità di rilevare e rispondere ai cambiamenti. In buona sostanza per gli esperti di settore si tratta di un metodo per sopravvivere nell’<strong>era della discontinuità</strong> caratterizzata da shock sistemici sempre più frequenti &#8211; pandemie, crisi geopolitiche, guerre commerciali e interruzioni della supply chain. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scenario in continua evoluzione dei dazi nel 2025 rappresenta solo l&#8217;ultimo di una serie di test per la resilienza aziendale, di qui la dimostrazione che ad andare avanti saranno sempre di più le imprese che hanno sviluppato la capacità di riconfigurarsi rapidamente. Come nel mondo naturale studiato da Darwin, anche nell&#8217;ecosistema economico contemporaneo è dunque chiaro che non prevale necessariamente l&#8217;azienda con maggiori risorse o quote di mercato, ma quella che meglio sa evolvere in risposta ai mutamenti dell&#8217;ambiente.&nbsp;</p>
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		<title>Dentro Soft Strategy: tecnologia, persone, risultati </title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soluzioni-tecnologiche-su-misura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Veronica Pinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3213</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Soft Strategy, le soluzioni tecnologiche e l’innovazione non sono solo obiettivi: sono un metodo, un’attitudine, una cultura condivisa. L'intervista a Daniele Vadruccio. Ci parli di un progetto legato alle soluzioni tecnologiche che ti ha particolarmente coinvolto?<br />
Uno dei progetti più importanti a cui stiamo lavorando è attivo da quasi due anni e non siamo ancora a metà: si tratta della riscrittura completa di un sistema di gestione e pianificazione del traffico ferroviario su scala nazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">In Soft Strategy, le soluzioni tecnologiche e l’innovazione non sono solo obiettivi: sono un metodo, un’attitudine, una cultura condivisa. L&#8217;intervista a Daniele Vadruccio.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ogni progetto è un’opportunità per creare Soluzioni tecnologiche su misura, capaci di rispondere a sfide complesse e in continua evoluzione. In questa intervista, Daniele Vadruccio – Project Manager nell’<a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">area Technology</a> – racconta cosa significa lavorare in un contesto dinamico, dove il <strong>lavoro di squadra</strong>, <strong>la crescita delle persone e l’attenzione alla qualità fanno la differenza</strong>. Dal mondo dei trasporti alla gestione dei processi digitali, uno sguardo concreto su come Soft Strategy accompagna la trasformazione tecnologica dei suoi clienti. </em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Raccontaci di te e delle Soluzioni tecnologiche che segui in Soft Strategy</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono Daniele Vadruccio e in Soft Strategy ricopro il ruolo di Project Manager nell’area <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">Technology</a>. Mi occupo principalmente di sviluppi custom, di Soluzioni tecnologiche per il <a href="https://www.softstrategy.it/services/gis/">settore trasporti</a>. Il mio lavoro consiste soprattutto nell’<strong>intercettare i bisogni del cliente</strong> e proporre Soluzioni tecnologiche che possano migliorare i loro processi o creare strumenti utili, ad esempio, per l’esperienza di viaggio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Project Manager ha un’esposizione sia verso il cliente sia verso il team interno: coordino sviluppatori con competenze differenti, cercando di valorizzarle e armonizzarle. Una frase che ripeto spesso alla mia squadra è: “Se lavoriamo bene, lavoriamo meno, siamo più felici e otteniamo risultati migliori.” Cerchiamo di mettere qualcosa di nostro anche nel lavoro degli altri, per <strong>ridurre le distanze e lavorare in sinergia</strong>. In sintesi, il mio compito è risolvere problemi – sia lato cliente sia lato sviluppo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ci parli di un progetto legato alle soluzioni tecnologiche che ti ha particolarmente coinvolto?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei progetti più importanti a cui stiamo lavorando è attivo da quasi due anni e non siamo ancora a metà: si tratta della riscrittura completa di un sistema di gestione e pianificazione del <a href="https://www.softstrategy.it/services/gis/">traffico ferroviario</a> su scala nazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida maggiore è la gestione di <strong>un team numeroso e variegato</strong>: ci occupiamo di analisi, sviluppo back-end e front-end, database, interazione con clienti e fornitori. È un progetto complesso e impegnativo, ma anche molto gratificante. La cosa più bella? Vedere crescere il gruppo. Ragazzi entrati come stagisti ora insegnano agli altri: sono diventati esperti grazie alla possibilità di focalizzarsi su un prodotto concreto. In un settore ad alto turnover, vedere qualcuno decidere di restare è una grande soddisfazione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come sei arrivato a questo ruolo, considerando che hai una formazione in fisica nucleare?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È stato un percorso non semplice, ma molto formativo. Prima di entrare in Soft Strategy ho lavorato otto anni all’estero, di cui quattro proprio come fisico, in contesti internazionali con migliaia di collaboratori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo mi ha dato una visione ampia dei diversi modi di lavorare. <strong>In Soft Strategy ritrovo un ambiente internazionale</strong>, dove il rapporto tra colleghi è orizzontale: ci chiamiamo tutti per nome, e le decisioni si prendono insieme, anche se qualcuno ha l’ultima parola. Ho imparato che anche un neolaureato può avere un’intuizione che cambia il corso di un progetto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia formazione in matematica mi è tornata utile soprattutto per la parte di management e previsioni. E poi c’è il problem solving: nella ricerca non sai mai dove finisci, e spesso devi risolvere problemi causati da soluzioni precedenti. Questo bagaglio è ancora oggi molto utile.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Da dove nasce il tuo interesse per l’informatica?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ho sempre avuto passione per l’informatica, fin da piccolo. Durante il mio percorso accademico, mi sono trovato a lavorare su una materia priva di strumenti analitici disponibili: abbiamo dovuto creare il software da zero per fare le analisi. Questa esperienza mi ha fatto scoprire quanto sia stimolante creare soluzioni. <strong>A volte mi sento come un inventore</strong>: creiamo cose nuove, o reinventiamo Soluzioni tecnologiche già esistenti senza saperlo. È questo il bello della tecnologia – ti dà la possibilità di inventare ogni giorno qualcosa di nuovo. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che consiglio daresti a chi vuole diventare Project Manager?</strong>&nbsp;E a chi si trova in difficoltà in questo percorso?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto: non farlo, a meno che tu non sia davvero convinto! Scherzi a parte, è fondamentale trovare il proprio metodo. Io ho avuto la fortuna di imparare da molti colleghi esperti, tutti diversi tra loro, e ho cercato di osservare e capire quale approccio funzionasse meglio per me.&nbsp; Il <strong>Project Manager lavora con le persone</strong>: clienti, team, technical leader, architetti di soluzione. È importante non snaturarsi e trovare un modo autentico di relazionarsi, rimanendo se stessi in un contesto molto complesso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chi si trova in difficoltà direi «<strong>La tecnologia è come inventare</strong>»: sai dove vuoi arrivare, ma non sai come. A volte la strada è chiara, altre volte bisogna “gironzolare”. E va bene così. Perché mentre esplori, potresti trovare un’idea utile più avanti. Non mi sento perso quando non ho un obiettivo immediato, perché mantengo la mente aperta. E spesso da una deviazione nascono intuizioni preziose.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Soluzioni tecnologiche e <a href="https://www.nethexcare.ro/soft-skills-piu-richieste-e-piu-importanti/">soft skills</a>:<strong> quali competenze ti sono state più utili?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le soft skills. Le competenze tecniche si imparano: nella nostra business unit siamo in 150, con persone che lavorano nel settore da decenni. <strong>C’è una grande collaborazione interna</strong>, e qualcuno pronto a darti una mano non manca mai.&nbsp; Ma ciò che fa la differenza è la <strong>determinazione</strong>. Avere una visione chiara e la volontà di raggiungerla è ciò che ti salva nei momenti difficili. Che si tratti di dialogare o avere l’intuizione giusta, l’importante è non perdere il focus sul risultato.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Soluzioni tecnologiche e progetti: <strong>preferisci lavorare in modalità Agile o Waterfall?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dipende dal contesto. Ho lavorato in modalità Agile, Waterfall e ibride. La scelta dipende molto dalla chiarezza dei requisiti e dal tempo a disposizione. Se un cliente ha le idee chiare, puoi gestire il progetto in un certo modo. Ma nel 90% dei casi, le idee si evolvono. Serve flessibilità, capacità di anticipare i bisogni e guidare il cliente nella definizione della soluzione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è stata, in Soft Strategy, l’esperienza più gratificante per te e il miglior consiglio ricevuto?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo progetto che ho seguito da Project Manager, ed è andato bene. Il feedback positivo è arrivato dal cliente, dal fornitore, dal direttore, dall’ex project manager e dalla mia squadra. È stato ciò che mi ha spinto a continuare su questa strada. All’inizio impari seguendo, poi inizi a proporre qualcosa di tuo. E quando raggiungi un risultato condiviso da tutti, capisci che è la strada giusta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il migliore consiglio che ho ricevuto? <strong>Fare le domande giuste</strong>. Le risposte si trovano, ma senza la domanda giusta, rischi di andare nella direzione sbagliata. Una volta abbiamo assunto una stagista senza esperienza, che si è rivelata straordinaria nella progettazione delle UI. Nessuno se lo aspettava. È bastata una riunione per scoprirlo. <strong>Le domande aprono possibilità</strong>: è la lezione più preziosa che ho ricevuto e che trasmetto volentieri.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se dovessi descrivere il tuo lavoro con un hashtag, quale sarebbe?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>#MontagneRusse</strong>. Ogni giorno inizia con un piano e finisce in tutt’altra direzione. Seguo progetti a stadi diversi, alcuni appena partiti, altri quasi conclusi. È una corsa continua, ma anche molto divertente.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fai quando ti trovi davanti a un problema difficile da risolvere?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Faccio un passo indietro. È un approccio che ho imparato dalla fisica: <strong>cambia prospettiva</strong>, guarda il problema da lontano, prova a generalizzarlo. Spesso la soluzione arriva proprio da lì.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la skill più sottovalutata nel Project Management?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Saper fare i conti</strong>. È la base del nostro lavoro, ma proprio per questo spesso viene data per scontata. Se non pianifichi bene, rischi di finire il budget prima del progetto. La parte economica è cruciale: gestire bene le risorse vuol dire anche garantire la sostenibilità del lavoro.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché consigli di lavorare in Soft Strategy?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è un <strong>ambiente stimolante e gratificante</strong>. Lavoriamo su progetti diversi, con tecnologie diverse, e c’è una forte attenzione alla formazione e alla crescita personale. La consulenza può essere frenetica, ma per chi ama variare è l’ideale.&nbsp;Ogni persona si sente realizzata e valorizzata. Qui la squadra è tutto: lavoriamo insieme per un obiettivo comune, senza compartimenti stagni. È qualcosa che difficilmente ho trovato altrove.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se dovessi descrivere Soft Strategy con una parola?</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">«<strong>Squadra</strong>». Non ho mai trovato un senso di squadra così forte, né in Italia né all’estero. Ognuno ha il suo ruolo, ma lavoriamo tutti con lo stesso obiettivo. Questo fa davvero la differenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Da startup a colossi: le strategie delle aziende di successo</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/da-startup-a-colossi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3201</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da startup a colossi: le strategie delle aziende di successo. Nel panorama imprenditoriale globale, la trasformazione da piccole startup a colossi industriali resta un fenomeno concreto, frutto delle potenzialità dell'economia moderna. Da startup a colossi: Il modello della crescita sostenibile e la visione. La crescita delle startup di successo raramente segue una traiettoria lineare. Da startup a colossi: gli Esempi italiani. L'Italia vanta diverse realtà imprenditoriali che hanno saputo crescere grazie a culture aziendali distintive, trasformandosi da piccole startup a leader nei rispettivi settori. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Le strategie vincenti dietro le aziende che hanno cambiato il mondo&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama imprenditoriale globale, la trasformazione da piccole startup a colossi industriali resta un fenomeno concreto, frutto delle potenzialità dell&#8217;economia moderna. La storia, in alcuni casi leggendaria, di aziende che tutti conosciamo per le capitalizzazioni record, ma anche per essere brand che scandiscono la nostra quotidianità. Spesso ritorna la retorica della rivoluzione partita da garage e piccoli uffici prima di conquistare il mondo. Ma quali sono le strategie che hanno dato il via a storie straordinarie?&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese che hanno raggiunto il successo su larga scala hanno fatto dell<strong>&#8216;innovazione </strong>non un semplice slogan, ma il cuore pulsante della propria<strong> identità</strong>. Del genio visionario Steve Jobs non a caso si ricorda sempre la sua frase &#8220;L&#8217;innovazione distingue un leader da un seguace&#8221;. Questa filosofia è sempre valida. Le strategie aziendali vincenti spesso nascono dalla capacità di identificare fattori che altri non vedono.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Da startup a colossi: <strong>Il modello della crescita sostenibile e la visione</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita delle startup di successo raramente segue una <strong>traiettoria lineare</strong>. C&#8217;è anche il modello Spotify. Il colosso svedese ha implementato un modello di crescita che bilanciava l&#8217;espansione della base utenti gratuita con la conversione graduale in abbonamenti premium. Questa strategia ha permesso all&#8217;azienda svedese di raggiungere una posizione dominante nel settore dello streaming musicale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita a tutti i costi non è una strategia sostenibile dicono gli analisti di Business Strategy. Le aziende che hanno avuto successo nel lungo periodo sono quelle che hanno saputo <strong>bilanciare espansione e consolidamento</strong>. Queste compagnie sono riuscite ad acquisire nuovi mercati solo dopo aver stabilizzato quelli esistenti. I business case di successo rivelano che le <strong>aziende trasformative </strong>condividono una caratteristica fondamentale: pensano in decenni, non in trimestri.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Citando un altro esempio Elon Musk ha fondato <a href="https://www.tesla.com/it_it">Tesla </a>nel 2003. Il suo &#8220;Master Plan&#8221;  prevedeva una traiettoria di sviluppo che si estendeva per molti anni. Musk è partito da veicoli di lusso per finanziare tecnologie che avrebbero poi permesso la produzione di auto elettriche accessibili. Gli investitori cercano aziende con una <strong>visione chiara del futuro</strong>. I migliori CEO sono quelli che sanno comunicare dove vogliono portare l&#8217;azienda fra dieci anni, non solo nel prossimo trimestre.&nbsp;Sono coloro che sono in grado di far passare un&#8217;azienda da una startup a un colosso.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;adattabilità come vantaggio competitivo</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E se il percorso dalla startup al colosso industriale è raramente lineare, l&#8217;adattabilità rappresenta un elemento cruciale nel lungo periodo. Le aziende che hanno saputo<strong> reinventarsi</strong> hanno evitato di perdere di vista la missione fondamentale, pur modificando la traiettoria.&nbsp;Ad esempio alcune sono passate da un modello basato sulla <strong>vendita di software</strong> a uno incentrato sui <strong>servizi cloud</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La cultura aziendale come motore di crescita</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E perché le storie si tramutino in successi, la <strong>cultura aziendale</strong> rappresenta l&#8217;anima invisibile ma decisiva. Non stiamo parlando semplicemente di un insieme di valori generici, ma un ecosistema vivente di comportamenti e pratiche condivise. Le aziende che hanno fatto il salto dimensionale significativo hanno investito consapevolmente nella creazione di <strong><a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/">culture distintive</a>.</strong> A detta degli esperti, le aziende eccellenti creano sistemi dove le decisioni giuste vengono prese naturalmente, non per imposizione.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>inclusività </strong>è un vantaggio competitivo. Le imprese che hanno compreso che la diversità di prospettive rappresenta un vantaggio strategico inestimabile hanno fatto passi da gigante. Chi ha incoraggiato la curiosità continua e l&#8217;apprendimento dagli errori ne ha raccolto i frutti. Chi ha creato un ambiente di <strong>inclusione e appartenenza</strong> ha permesso all&#8217;azienda di attrarre e mantenere talenti eccezionali in settori altamente competitivi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>coerenza </strong>tra valori proclamati e comportamenti quotidiani e reali è di forte impatto. C’è chi, per esempio, ha costruito un impero nel settore dell&#8217;abbigliamento mantenendo fede al proprio impegno ambientale non solo nelle comunicazioni di marketing, ma nelle <strong>pratiche aziendali concrete</strong>, dalla selezione dei materiali ai <strong>processi produttivi.</strong>&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo della leadership</strong><strong>&nbsp;</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I leader non creano semplicemente la cultura aziendale: la incarnano quotidianamente. Sono diverse le imprese che mettono in pratica principi come &#8220;l&#8217;<strong><a href="https://www.nethex.com/come-conquistare-i-clienti-nellera-digitale/">ossessione per il cliente</a></strong>&#8221; e &#8220;il <strong>pensiero a lungo termine</strong>&#8221; attraverso decisioni concrete e visibili. Così come una struttura organizzativa che consente<strong> autonomia e agilità </strong>anche con migliaia di dipendenti, è molto importante per raggiungere traguardi.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi investe consapevolmente nella creazione e nel mantenimento di culture distintive raccoglie i frutti in termini di <strong><a href="https://www.softstrategy.it/innovative-solution-hub/">innovazione</a>, fidelizzazione dei talenti e risultati di business sostenibili. </strong>Di fatto i prodotti possono essere copiati, i modelli di business possono essere replicati, ma una cultura autentica e originale rimane inimitabile.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Da startup a colossi: gli Esempi italiani </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia vanta diverse realtà imprenditoriali che hanno saputo crescere grazie a culture aziendali distintive, trasformandosi da piccole startup a leader nei rispettivi settori. Si può prendere in considerazione la <strong>meccanica </strong>dove in diversi <strong>distretti nazionali </strong>si è assistito allo sviluppo di realtà nate come piccole officine e diventate aziende top nelle quali l&#8217;<strong>eccellenza tecnica</strong> è valore fondante, con un modello che incoraggia i dipendenti a proporre miglioramenti continui e dove l&#8217;<strong>investimento nella ricerca</strong> e per un sistema di gestione che valorizza sia l&#8217;<strong>expertise ingegneristica</strong> sia la <strong>creatività italiana</strong> è costante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’<strong>agroalimentare</strong> l’Italia vanta numerose case histories di crescita basata su valori culturali chiari e coerenti dove ogni decisione viene valutata in base all&#8217;impatto sulla <strong>qualità del prodotto finale. </strong>E dove l’<strong>approccio alla filiera </strong>è innovativo, basato su relazioni dirette con i coltivatori e formazione costante per garantire qualità eccellente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se di Amazon ce n&#8217;è solo una, è altresì vero che dall’Italia sono partite diverse startup che sono diventate colossi. L&#8217;<strong>e-commerce</strong> era ancora agli albori e hanno bilanciato visione tecnologica e sensibilità in settori come il<strong> lusso e la moda</strong>, attraendo talenti sia dal mondo tecnologico che dal fashion. Un caso unico nel panorama italiano è quello di Brunello Cucinelli. Lo stylist ha costruito un&#8217;azienda di successo globale nel settore del lusso basandosi su principi di &#8220;capitalismo umanistico&#8221;. La sua cultura aziendale pone al centro la dignità dei lavoratori, con orari che favoriscono l&#8217;equilibrio vita-lavoro e salari superiori alla media del settore.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elenco potrebbe proseguire citando tante aziende italiane che hanno saputo costruire identità culturali autentiche. Queste spesso radicano la propria cultura nella tradizione artigianale dell&#8217;Italia, ma si proiettano verso l&#8217;innovazione e i mercati di tutto il mondo.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Perché l’AI fallisce</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/perche-lai-fallisce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3180</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il vero motivo per cui l’intelligenza artificiale fallisce? La mancanza di un ecosistema umano pronto ad accoglierla Perché l&#8217;AI fallisce? L’intelligenza artificiale è spesso descritta come il motore dell’innovazione digitale, capace di rivoluzionare processi e modelli di business. Eppure, dietro l’entusiasmo e gli investimenti crescenti, si nasconde una realtà preoccupante: molti progetti di AI non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il vero motivo per cui l’intelligenza artificiale fallisce? La mancanza di un ecosistema umano pronto ad accoglierla</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché l&#8217;AI fallisce? L’intelligenza artificiale è spesso descritta come il motore dell’innovazione digitale, capace di rivoluzionare processi e modelli di business. Eppure, dietro l’entusiasmo e gli investimenti crescenti, si nasconde una realtà preoccupante: molti progetti di AI non raggiungono i risultati sperati. Secondo la Harvard Business Review, alcune stime indicano che <strong>fino all’80% dei progetti di AI fallisce</strong>. Si tratta di un tasso quasi doppio rispetto ai progetti IT tradizionali di <a href="https://www.hbs.edu/faculty/Pages/item.aspx?num=64883#:~:text=corporate%20boardrooms%2C%20leadership%20discussions%2C%20and,becoming%20a%20product%3A%20selection%2C%20development">dieci anni fa​</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questi insuccessi, viene naturale chiedersi: <em>perché l’AI fallisce veramente?</em> La risposta può sorprendere: <strong>il vero ostacolo non è tecnico, ma umano e strategico</strong>. In altre parole, <strong>sono le persone, le competenze e la cultura aziendale a determinare il successo o il fallimento</strong> di un’iniziativa. La tecnologia in sé rappresenta, quindi, un fattore relativo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’ostacolo non è tecnologico, ma culturale e umano</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un progetto di AI non decolla, la tentazione è di dare la colpa alla tecnologia immatura, ai dati imperfetti o agli algoritmi sbagliati. Certo, problemi tecnici e di data quality esistono, ma <strong>le ricerche mostrano che i fattori umani e organizzativi pesano molto di più</strong>. Un recente articolo del <em>MIT Sloan Management Review</em> sottolinea un trend interessante. La stragrande maggioranza delle aziende incontra ostacoli interni. Il <strong>91% dei leader di grandi imprese indica nelle sfide culturali e nel change management il principale freno a diventare “data-driven”</strong>. Solo il 9% cita problemi <a href="http://sloanreview.mit.edu">tecnologici</a>​. Allo stesso modo, <strong>McKinsey</strong> evidenzia che molte trasformazioni digitali falliscono proprio a causa di <strong>resistenze delle persone e difficoltà di adattamento culturale</strong>, non per limiti della <a href="http://mckinsey.com">tecnologia</a>​. In sostanza, <strong>la cultura aziendale può bloccare l’AI più di qualsiasi bug informatico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa resistenza culturale si manifesta in vari modi. Ad esempio, la fiducia verso l’AI è un fattore critico: <strong>quasi 2 organizzazioni su 5 dichiarano di non fidarsi dell’intelligenza <a href="http://ciodive.com">artificiale</a></strong>​. Spesso i dipendenti temono l’AI perché la vedono come una “scatola nera” imprevedibile o – peggio – come una minaccia al proprio ruolo. Un sondaggio citato dal <em><a href="http://weforum.org">World Economic Forum</a></em> ha rivelato che <strong>quasi il 50% dei lavoratori si sente in imbarazzo a utilizzare sistemi di AI sul lavoro</strong>. Ancora prevale la preoccupazione <em>“pigro, incompetente o persino imbroglione”</em> agli occhi degli altri​. Quando prevale questo mindset di diffidenza e paura, anche le migliori soluzioni di AI stentano ad essere adottate in modo efficace. Al contrario, nelle aziende dove regna una <strong>cultura aperta al cambiamento</strong> l’AI trova terreno fertile per esprimere tutto il suo potenziale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Competenze digitali: il gap da colmare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro freno cruciale è la <strong>mancanza di competenze digitali e di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">talenti specializzati</a></strong>. Implementare l’AI richiede non solo data scientist e sviluppatori di algoritmi. Occorrono figure in grado di tradurre le opportunità dell’AI in casi d’uso di valore per il business. Molte organizzazioni però faticano a trovare o formare queste competenze. <strong>Gartner</strong>, ad esempio, identifica la <strong>carenza di talenti qualificati come uno dei principali ostacoli all’adozione dell’AI</strong>, al pari di difficoltà tecniche e problemi di <a href="http://ciodive.com">dati</a>​. Già nel 2019, un sondaggio Gartner tra CIO riportava che il <strong>54% dei direttori IT vedeva nel “skills gap” il più grande ostacolo da </strong><a href="http://​leackstat.com"><strong>affrontare</strong>.</a> Questa preoccupazione negli anni successivi non ha fatto che aumentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, nonostante l’AI sia sulla bocca di tutti, poche aziende possono dirsi realmente pronte a sfruttarla su larga scala. <strong>Appena il <a href="http://weforum.org">2%</a> delle imprese si considera “AI-ready” in tutti i suoi aspetti (strategia, dati, competenze, governance e tecnologia)</strong>​. Questo dato, messo in luce dal <em>World Economic Forum</em>, evidenzia un enorme divario di preparazione. Le aziende possono avere gli algoritmi più avanzati, ma senza una strategia chiara, i progetti restano bloccati in fase pilota. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Upskilling e Reskilling </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo uno studio di <em>Slack</em> citato dal WEF, attualmente <strong>solo il 35% dei dipendenti ha ricevuto formazione sulle AI.</strong> Questo è il valore più alto riscontrato tra le varie dimensioni di “<a href="http://​weforum.org">prontezza</a>” organizzativa. Per colmare questo gap, gli esperti suggeriscono di puntare sull’<strong>alfabetizzazione diffusa in materia di AI</strong>. Serve che <em>tutto</em> il personale diventi “AI-aware” e una quota crescente possa evolvere in <strong>“AI builders” e “AI specialists”</strong> capaci di sviluppare e governare le soluzioni <a href="http://weforum.org">avanzate</a>​.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un’adeguata formazione digitale del personale è <a href="http://weforum.org">fondamentale </a>per costruire una cultura aziendale pronta ad adottare efficacemente l’AI.</em>​</p>



<p class="wp-block-paragraph">Investire nelle <strong>competenze digitali</strong> significa dunque formazione continua, programmi di <strong>upskilling e reskilling</strong> e collaborazione con università e partner tecnologici. Non si tratta solo di assumere data scientist, ma di elevare il livello di <strong>“AI literacy”</strong> in tutta l’organizzazione. Partendo dai manager, che devono capire come integrare l’AI nelle strategie di business, ai team operativi, che devono saper utilizzare nuovi tool basati sull’intelligenza artificiale. <strong>Formazione e change management vanno di pari passo</strong> – come vedremo più avanti – per trasformare gradualmente il mindset delle persone insieme alle loro skill tecniche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Mindset innovativo e cultura aperta al cambiamento</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mindset</strong> è una parola chiave quando si parla di trasformazione digitale. A parità di tecnologia, un’azienda con un mindset innovativo avrà molto più successo nell’adozione dell’AI rispetto a una organizzazione ancorata a vecchi paradigmi. Un <em>mindset innovativo</em> implica curiosità, propensione a sperimentare, tolleranza dell’errore e visione di lungo periodo. Purtroppo, molte imprese faticano in questo senso: processi burocratici, <em>silos</em> organizzativi e una leadership avversa al rischio possono soffocare sul nascere le iniziative basate sull’AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio di <em>McKinsey</em> del 2025 rileva un dato emblematico: <strong>quasi tutte le aziende ormai investono in AI, ma solo l’1% dei leader dichiara che la propria <a href="http://​mckinsey.com​mckinsey.com">organizzazione </a>ha raggiunto la maturità nell’uso dell’AI</strong> (cioè utilizza l’AI in modo integrato e con impatto significativo sul business). E qual è il motivo? La ricerca evidenzia che <strong>il maggiore ostacolo alla scalabilità dell’AI non sono i dipendenti – che anzi risultano pronti – ma i leader aziendali, che non stanno guidando il cambiamento abbastanza <a href="http://mckinsey.com">rapidamente</a></strong>​. In altre parole, se il top management non abbraccia per primo l’innovazione e non la promuove attivamente, l’AI rimane confinata a esperimenti isolati. Al contrario, <strong>quando il leadership team “respira” innovazione e la incoraggia</strong>, si crea un effetto cascata: i dipendenti si sentono autorizzati a provare nuove soluzioni, a proporre idee e ad adottare gli strumenti di AI senza timori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Comunicare bene la rivoluzione AI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire una <strong>cultura aziendale aperta al cambiamento</strong> richiede dunque di agire su più fronti. Innanzitutto, comunicare una <strong>vision chiara</strong>: perché l’azienda investe in AI, quali benefici attende e come l’AI si allinea ai valori e agli obiettivi aziendali. Il <em><a href="http://​weforum.org">World Economic Forum</a></em> consiglia ai leader di sviluppare e condividere una visione strategica dell’AI che <em>“non sia solo reazione a pressioni esterne, ma una mossa proattiva verso la crescita”</em>. Una comunicazione trasparente aiuta anche a <strong>ridurre le paure</strong>: i dipendenti devono capire che l’AI <em>non è lì per sostituirli, ma per amplificarne le capacità e liberarli da compiti ripetitivi</em>, come sottolineano gli esperti di <a href="http://weforum.org">trasformazione </a>digitale​.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, è importante <strong>premiare l’innovazione e l’apprendimento</strong>: ad esempio, riconoscere i team che sperimentano con successo nuove soluzioni AI, anche se inizialmente su piccola scala, invia il segnale che l’azienda valorizza il coraggio di innovare. Infine, un mindset innovativo si consolida se l’organizzazione adotta un approccio <strong>agile</strong> e flessibile, pronta a iterare rapidamente sui progetti AI in base ai feedback, invece di perseguire piani rigidi calati dall’alto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Leadership e change management come fattori chiave</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro ogni trasformazione culturale di successo c’è una <strong>leadership forte e lungimirante</strong>. I vertici aziendali giocano un ruolo determinante nel tradurre l’AI da concetto tecnologico a realtà operativa quotidiana. <strong>“AI e cambiamento vanno gestiti dall’alto”</strong>: questo è il messaggio che emerge chiaramente da numerose analisi. Gli autori del <em>MIT Sloan Management Review</em> parlano della necessità di nuovi leader, dei veri e propri <em>“architects of change”</em>, in grado di guidare i complessi cambiamenti organizzativi che l’AI <a href="http://​sloanreview.mit.edu​sloanreview.mit.edu">comporta</a>. Se il management considera l’implementazione dell’AI un semplice progetto IT e la delega interamente ai tecnici, senza occuparsi della parte di <strong>change management</strong>, le probabilità di fallimento aumentano esponenzialmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il change management applicato all’AI significa <strong>accompagnare le persone nell’evoluzione dei processi e delle competenze</strong>. Ad esempio, un’azienda che introduce una piattaforma di AI per il customer service deve prevedere un percorso di transizione per gli operatori: formazione sull’uso del nuovo sistema, ma anche supporto nel cambio di ruolo (il lavoro quotidiano inevitabilmente cambierà) e nell’acquisire fiducia verso gli output dell’AI. <strong>Coinvolgere attivamente i dipendenti</strong> fin dalle prime fasi dei progetti AI è fondamentale per ottenere il loro buy-in. </p>



<h3 class="wp-block-heading">AI e KPI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenzia <em>Gartner</em>, le imprese più mature cercano di <strong>dimostrare concretamente il valore</strong> dei progetti AI in termini di risultati di <a href="http://ciodive.com">business</a>​, così da convincere anche i più scettici. In effetti, la <strong>mancanza di allineamento con gli obiettivi di business</strong> è un altro motivo per cui l’AI fallisce: senza una chiara correlazione tra l’uso dell’AI e i KPI aziendali, i progetti perdono sponsor interni e vengono accantonati. I leader devono quindi farsi promotori sia della <em>visione strategica</em> sia del <em>monitoraggio dei benefici</em>, comunicando vittorie rapide (<em>quick wins</em>) e storie di successo per alimentare l’entusiasmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un efficace leadership nell’era dell’AI significa anche <strong>dare l’esempio</strong>. Se il CEO e il top management utilizzano essi stessi strumenti di AI nel lavoro quotidiano e ne parlano apertamente, trasmettono un messaggio potente: l’AI fa parte del nostro futuro e tutti, dall’alto in basso, ci stiamo impegnando per capirla e sfruttarla. Questo tipo di role modeling è spesso citato tra le <em>best practice</em> di change <a href="http://weforum.org​weforum.org">management</a>​. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, i leader devono assicurarsi che l’organizzazione disponga delle giuste <strong>strutture di governance</strong>: ad esempio, creare team multidisciplinari che uniscano esperti IT, responsabili di business e figure HR per guidare l’implementazione responsabile dell’AI. Così facendo, si affrontano non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli etici, legali e organizzativi (come la ridefinizione di processi e ruoli) in un’ottica integrata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni: persone e cultura al centro per sbloccare il potenziale dell’AI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In definitiva, <em>perché l’AI fallisce?</em> La tecnologia di per sé raramente è il fattore limitante. I veri ostacoli risiedono nella <strong>dimensione umana</strong>: senza competenze adeguate, senza un mindset aperto e senza una guida strategica decisa, anche l’algoritmo più potente rischia di restare inutilizzato. Al contrario, quando <strong>persone, cultura e strategia</strong> si allineano, l’AI può sprigionare tutta la sua efficacia, aumentando la produttività, migliorando le decisioni e liberando creatività in azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La buona notizia è che questi ostacoli <strong>possono essere superati</strong>. Investire nelle persone – in formazione, comunicazione e coinvolgimento – paga tanto quanto (se non di più) investire nella tecnologia. Creare una cultura dell’innovazione e della sperimentazione richiede tempo e perseveranza, ma i risultati si vedono: aziende lungimiranti che hanno puntato sul <strong>change management</strong> e sulla crescita delle competenze digitali stanno già raccogliendo i frutti in termini di adozione efficace dell’AI e vantaggio competitivo. Come suggerisce il <em>World Economic Forum</em>, servono <strong>strategie olistiche</strong> che integrino tecnologia e capitale umano, con partnership tra imprese, università e istituzioni per colmare i gap di competenze e favorire <a href="http://weforum.org​weforum.org">l’innovazione </a>sostenibile​.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In chiusura, ogni organizzazione dovrebbe chiedersi: <em>la nostra azienda è pronta per l’AI?</em> Se la risposta non è un convinto “sì”, il passo successivo non sarà acquistare l’ennesimo software, ma piuttosto lavorare su <strong>cultura, competenze e leadership</strong>. Solo mettendo le persone al centro della strategia digitale si potrà evitare che l’AI “fallisca” e, invece, farla prosperare. ​</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Illusione della Sicurezza Digitale</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/lillusione-della-sicurezza-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché nessuna azienda è al sicuro senza una strategia antifrode  L&#8217;illusione della sicurezza digitale colpisce moltissime aziende contemporanee. Nell&#8217;era della trasformazione digitale, molte aziende si ritengono al sicuro, convinte che i propri sistemi informatici siano sufficientemente protetti dalle minacce cyber. La realtà rivela invece uno scenario ben più complesso e preoccupante. Gli attacchi informatici sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché nessuna azienda è al sicuro senza una strategia antifrode </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;illusione della sicurezza digitale colpisce moltissime aziende contemporanee. Nell&#8217;era della trasformazione digitale, molte aziende si ritengono al sicuro, convinte che i propri sistemi informatici siano sufficientemente protetti dalle <strong><a href="https://www.softstrategy.it/services/antifrode/">minacce cyber.</a> </strong>La realtà rivela invece uno scenario ben più complesso e preoccupante. Gli <strong>attacchi informatici </strong>sono diventati sempre più sofisticati e frequenti. Nel 2024, le statistiche hanno mostrato un <strong>aumento esponenziale delle violazioni dei dati aziendali</strong>, con conseguenze devastanti sia in termini economici che reputazionali. E l’<strong>Italia risulta essere tra i paesi più colpiti,</strong> le tecniche di <strong>social engineering e phishing si evolvono costantemente</strong>, rendendo obsolete le tradizionali misure di sicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte aziende si affidano ancora a soluzioni di protezione basilari come <strong>antivirus e firewall</strong> ampliando l&#8217;illusione di una sicurezza digitale che invece non c&#8217;è. Si sottovaluta la complessità del cyber risk moderno. Questi strumenti, seppur necessari, rappresentano solo il primo livello di difesa in un ecosistema di minacce molto più articolato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco dunque diventare centrale la necessità di delineare una <strong>strategia antifrode integrata </strong>che sia costruita su quattro pilastri fondamentali, ciascuno dei quali contribuisce a creare un sistema di difesa robusto e resiliente:&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Proattività nella Prevenzione</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">La proattività richiede:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Implementazione di sistemi di early warning </li>



<li>Analisi predittiva basata su machine learning per identificare pattern sospetti </li>



<li>Monitoraggio continuo delle minacce emergenti nel panorama cyber </li>



<li>Sviluppo di scenari di rischio e relative contromisure </li>



<li>Aggiornamento costante delle politiche di sicurezza </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Approccio Multilivello</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La strategia multilivello deve includere:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Protezione perimetrale dell&#8217;infrastruttura IT </li>



<li>Sicurezza degli endpoint e dei dispositivi mobili </li>



<li>Protezione dei dati ‘in transit’ e ‘at rest’ </li>



<li>Controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC) </li>



<li>Segregazione delle reti e microsegmentazione </li>



<li>Backup e disaster recovery </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dinamicità e Adattabilità</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per mantenere una strategia dinamica, quindi, è necessario: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-plain is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li>Eseguire testing regolari </li>



<li>Implementare sistemi di threat intelligence </li>



<li>Modificare le politiche di sicurezza in base ai nuovi rischi </li>



<li>Adattare le strategie di difesa in base ai feedback ricevuti</li>
</ul>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Integrazione Organizzativa</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;integrazione richiede:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Coordinamento tra tutti i dipartimenti aziendali </li>



<li>Definizione chiara di ruoli e responsabilità </li>



<li>Procedure di escalation ben definite </li>



<li>Comunicazione efficace tra team tecnici e management </li>



<li>Coinvolgimento attivo del board nella governance della sicurezza </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E’ dunque il tempo di dotarsi di tecnologie avanzate di protezione da applicare a livello sistemico seguendo alcune importanti architetture ad oggi disponibili sul mercato:&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sistemi di Rilevamento e Prevenzione delle Intrusioni (IDS/IPS)</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I moderni sistemi IDS/IPS offrono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi comportamentale della rete in tempo reale </li>



<li>Rilevamento di anomalie basato sull’Intelligenza Artificiale </li>



<li>Capacità di risposta automatizzata agli incidenti </li>



<li>Integrazione con sistemi SIEM </li>



<li>Monitoraggio del traffico crittografato </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Soluzioni di Intelligenza Artificiale e Machine Learning</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;AI nella sicurezza informatica permette:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Identificazione di pattern di frode complessi </li>



<li>Analisi comportamentale degli utenti (UEBA) </li>



<li>Rilevamento di anomalie nelle transazioni </li>



<li>Automazione delle risposte agli incidenti </li>



<li>Previsione di potenziali minacce future </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sistemi Avanzati di Autenticazione</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le moderne soluzioni di autenticazione includono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Biometria multifattore (impronte digitali, riconoscimento facciale, vocale) </li>



<li>Token hardware e software </li>



<li>Single Sign-On (SSO) enterprise </li>



<li>Autenticazione contestuale basata sul rischio </li>



<li>Gestione delle identità privilegiate (PAM) </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Crittografia e Protezione dei Dati</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecnologie di crittografia moderne offrono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Crittografia omomorfica basata su tecniche che permettono la manipolazione di dati cifrati </li>



<li>Gestione delle chiavi basata su HSM </li>



<li>Tokenizzazione dei dati sensibili </li>



<li>Crittografia post-quantum </li>



<li>Secure data sharing </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Security Orchestration and Automated Response (SOAR)</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme SOAR permettono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Automazione dei processi di risposta agli incidenti </li>



<li>Orchestrazione delle soluzioni di sicurezza </li>



<li>Integrazione con sistemi di ticketing </li>



<li>Playbook automatizzati per scenari comuni </li>



<li>Reporting e analytics avanzati </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il<strong> fattore umano</strong>, in sintesi, rimane un punto focale nella sicurezza aziendale. Un programma di <strong>formazione continuo</strong> e completo per tutti i dipendenti è dunque fondamentale per creare una <strong>cultura della sicurezza.</strong> Ogni azienda acquisisce un vantaggio se dispone di un piano dettagliato di <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">risposta agli incidenti.</a>  che includa <strong>procedure di contenimento immediate, protocolli di comunicazione interna ed esterna, strategie di recupero dei dati e di analisi post-incidente per migliorare la sicurezza. </strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>governance delle imprese</strong> è raccomandabile che si senta coinvolta a tutti i livelli, la sicurezza digitale non può essere delegata esclusivamente al reparto IT. È dunque necessario un <strong>approccio top-down </strong>che coinvolga il management aziendale nella definizione e nell&#8217;implementazione della strategia antifrode. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;illusione della sicurezza digitale è un rischio che nessuna azienda oggi può permettersi di correre. Solo attraverso una strategia antifrode completa, aggiornata e integrata è possibile proteggere efficacemente gli asset aziendali dalle crescenti minacce cyber. Purtroppo le statistiche sono impietose: non si tratta più di &#8220;se&#8221; ma di &#8220;quando&#8221; un&#8217;azienda subirà un attacco; la vera differenza sta nella preparazione e nella capacità di risposta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende devono abbandonare un approccio solo reattivo agli attacchi e adottare una visione strategica che integri tecnologia, persone e processi in un framework di sicurezza completo e resiliente. Solo così potranno navigare con successo nel complesso panorama delle minacce digitali contemporanee.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Green IT</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/green-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3139</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come combinare sostenibilità e innovazione tecnologica Il binomio tra IT e sostenibilità La sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel settore IT. Le aziende sono chiamate a ridurre il loro impatto ambientale senza sacrificare l&#8217;innovazione. Il concetto di Green IT abbraccia tecnologie e pratiche che favoriscono l&#8217;efficienza energetica, l&#8217;ottimizzazione delle risorse e la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come combinare sostenibilità e innovazione tecnologica</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il binomio tra IT e sostenibilità</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel settore IT. Le aziende sono chiamate a ridurre il loro impatto ambientale senza sacrificare l&#8217;innovazione. Il concetto di Green IT abbraccia tecnologie e pratiche che favoriscono l&#8217;efficienza energetica, l&#8217;ottimizzazione delle risorse e la riduzione delle emissioni di carbonio. Soluzioni come il <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">cloud </a>sostenibile e le infrastrutture a basso impatto ambientale stanno guidando questa trasformazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa significa Green IT?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Green IT si riferisce all&#8217;adozione di tecnologie e strategie che riducono l&#8217;impatto ambientale delle attività informatiche. Tra gli approcci principali vi sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Data center ecologici: L&#8217;uso di fonti di energia rinnovabile e sistemi di raffreddamento avanzati per ridurre il consumo energetico.</li>



<li>Cloud sostenibile: Piattaforme come <a href="https://azure.microsoft.com">Microsoft Azure</a> e AWS implementano misure per migliorare l&#8217;efficienza energetica dei loro servizi, riducendo le emissioni di CO2 grazie a data center ottimizzati.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché è importante per le aziende?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <a href="https://www.accenture.com">Accenture</a>, il cloud sostenibile può ridurre le emissioni globali di carbonio di 59 milioni di tonnellate all&#8217;anno, pari all&#8217;eliminazione di 22 milioni di auto dalle strade. Questa transizione non solo contribuisce alla protezione dell&#8217;ambiente ma offre anche vantaggi tangibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Risparmio energetico: L&#8217;adozione di architetture più efficienti riduce i costi operativi.</li>



<li>Competitività: Le aziende che abbracciano pratiche sostenibili migliorano la loro reputazione e attraggono clienti sensibili alle tematiche ambientali.</li>



<li>Innovazione continua: Le tecnologie verdi spingono le imprese a esplorare nuove soluzioni che combinano efficienza e sostenibilità.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esempi di innovazione sostenibile</strong></h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Migrazione a microservizi: <a href="https://www.ibm.com">IBM</a> suggerisce di decomporre applicazioni monolitiche in microservizi, che consumano meno risorse e migliorano la scalabilità. Questo approccio permette di ridurre l&#8217;impronta carbonica ottimizzando l&#8217;utilizzo delle risorse.</li>



<li>Soluzioni di AI verde: <a href="https://www.greenbiz.com">L&#8217;integrazione</a> dell&#8217;intelligenza artificiale può automatizzare la gestione energetica, ottimizzando l&#8217;uso delle risorse nei data center.</li>



<li>Monitoraggio della carbon footprint: Strumenti come il &#8220;Green IT Analyzer&#8221; aiutano le aziende a misurare e ridurre le emissioni legate alle loro attività IT.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Green IT: Sfide e opportunità</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Implementare strategie di Green IT non è privo di ostacoli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Costi iniziali: La transizione verso tecnologie sostenibili può richiedere investimenti significativi.</li>



<li>Formazione e consapevolezza: È essenziale che le aziende promuovano una cultura sostenibile tra dipendenti e stakeholder.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le sfide, i benefici a lungo termine in termini di efficienza operativa e impatto ambientale rendono il Green IT una scelta strategica indispensabile per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Green IT rappresenta un&#8217;opportunità unica per combinare innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Abbracciando soluzioni come il cloud sostenibile, l’ottimizzazione energetica e le tecnologie basate su <a href="https://sdgs.un.org">microservizi</a>, le aziende possono ridurre il loro impatto ambientale e migliorare la loro resilienza. Investire in IT verde non è solo una scelta etica, ma una strategia vincente per competere in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Digitalizzazione della PA: l&#8217;esperienza di Soft Strategy</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/digitalizzazione-della-pa-lesperienza-di-soft-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3144</guid>

					<description><![CDATA[<p>Preparazione, equilibrio tra Intelligenza Artificiale ed Umana, training on the job per una crescita congiunta. Sharon Paredes racconta la sua esperienza professionale in Soft Strategy  Il gruppo Soft Strategy collabora da diversi anni con la Pubblica Amministrazione. In ambito Trasformazione digitale e innovazione dei processi, ha dimostrato di essere un partner affidabile contribuendo ad apportare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Preparazione, equilibrio tra Intelligenza Artificiale ed Umana, training on the job per una crescita congiunta. Sharon Paredes racconta la sua esperienza professionale in Soft Strategy </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo Soft Strategy collabora da diversi anni con la <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">Pubblica Amministrazione</a>. In ambito Trasformazione digitale e innovazione dei processi, ha dimostrato di essere un partner affidabile contribuendo ad apportare significativi mutamenti all’interno di enti pubblici di rilievo.   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una persona che ha vissuto direttamente questo tipo di attività è Sharon Paredes, Assistant Manager dell’area Management Consulting, che è da sei anni in azienda e ha focalizzato la sua esperienza proprio nel settore pubblico.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Parlaci della tua esperienza e, di conseguenza, del lavoro svolto da Soft Strategy con la Pubblica Amministrazione. </em> </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per quella che è stata la mia esperienza con penso che il punto forte di Soft Strategy sia la conoscenza approfondita dei processi adottati dall’ente. La relazione di partnership che si è venuta a si basa sulla <strong>comprensione puntuale delle esigenze del Cliente</strong>. Comprendere le esigenze vuol dire, per quanto mi riguarda, <strong>immedesimarsi con il cliente</strong>. Al presentarsi di una problematica, o di un’esigenza, mi chiedo:” Che tipo di soluzione posso portare? In questo settore, è la migliore possibile rispetto ai competitor? L’ente può applicarla facilmente e in tempistiche ragionevoli?”&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazioni di questo tipo, quando si parla di PA, non vanno fatte solamente in relazione alle esigenze della Committenza, ma anche dei cittadini, che utilizzano i servizi finali, direttamente o indirettamente. Bisogna immedesimarsi nei cittadini, su come si relazionano con l’amministrazione e su come vorrebbero usufruire del servizio. In fondo, siamo cittadini anche noi, cerchiamo quindi di immedesimarci nelle necessità quotidiane che un cittadino può avere nel confrontarsi con la pubblica amministrazione”.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Dato che sei da diverso tempo a contatto con la PA, come l’hai vista evolversi negli anni? </em> </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento più repentino è avvenuto durante la pandemia.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento pandemico ha cambiato molto il modo di vivere dei dipendenti dell’ente e dei cittadini che si interfacciavano con esso. Si era venuta a creare una distanza inevitabile a causa delle chiusure e delle restrizioni. Si è cercato, quindi, di sfruttare i dati per poter trovare soluzioni alternative. Ad esempio, gli ingressi in ufficio erano necessariamente contingentati.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo ideato e sviluppato un sistema completamente digitale per la prenotazione degli sportelli di sede da remoto. Questo tipo di soluzione non era necessaria prima della crisi pandemica. Un altro esempio è il miglioramento che abbiamo implementato nell’assistente vocale. Un lavoro simile comporta un utilizzo profondo dei dati e il loro sfruttamento sui modelli di Machine Learning su cui l’assistente vocale si basa.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">La pandemia ha costretto tutti ad adeguarsi ad una situazione radicalmente diversa. Questo ha portato ad un’accelerazione repentina nell’implementazione di tecnologie, quali machine learning e AI appunto, e quindi ad una trasformazione rapida dell’intero settore.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Ora con la diffusione sempre maggiore dell’intelligenza artificiale, come si sta comportando la PA? </em> </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi la Pubblica Amministrazione è più pronta rispetto al passato a recepire l&#8217;ulteriore step tecnologico e sta già compiendo importanti investimenti. Credo, però, si debbano introdurre maggiori strumenti per superare il <strong>digital divide.</strong> Esiste, infatti, un gap da colmare che è anche generazionale. La Pubblica Amministrazione va verso un utilizzo sempre maggiore dell’Intelligenza Artificiale e verso nuove tendenze analoghe.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti, però, sono abituati a questo tipo di tecnologie. Per questo motivo, è tutt’ora in corso un processo di “<strong>digitalizzazione degli utenti</strong>”, per abituare i cittadini ad utilizzare gli strumenti digitali.  credo sia uno degli obiettivi della PA aiutare i cittadini ad essere sempre più <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Digital Friendly</a>. Per agevolare questo passaggio, gli applicativi devono diventare di sempre più facile utilizzo, devono essere intuitivi e alla portata di tutti gli utenti.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Vista e considerata questa tendenza, pensi che i canali tradizionali siano destinati a sparire?  </em> </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli obiettivi è quello di rendere più agevole l’uso di questo tipo di servizi, fare in modo che e i cittadini siano autonomi nel loro utilizzo, senza la necessità del supporto di un operatore o di un funzionario. Nonostante questo, vedo la necessità di mantenere il contatto umano, tramite gli sportelli fisici e gli operatori telefonici.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto si voglia creare una soluzione completamente automatica, noi siamo animali sociali. È importante non tralasciare il contatto umano, almeno per gestioni più complesse o delicate. Ci sono dei settori dove questo fattore è imprescindibile.&nbsp; Per questo motivo offriamo sempre soluzioni che permettano un utilizzo misto tra Intelligenza artificiale ed intervento umano.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Il mondo della consulenza è estremamente competitivo. Quali pensi che siano i punti di forza di Soft Strategy? </em> </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come dicevo prima, mettersi nei panni dei clienti è di vitale importanza. <strong>Siamo bravi a leggere l’esigenza del cliente e a trasformarla in una soluzione che generi valore.</strong> Un valore misurabile e concreto nei tempi previsti dal progetto. Questo è quello che avviene verso l’esterno ed è reso possibile anche da quanto avviene all’interno dell’azienda nei confronti delle persone.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo una società basata sulle persone. C’è molta cura nei loro confronti, nella formazione, nell’arricchimento del bagaglio personale e professionale. La combinazione di questi due fattori rende l’azienda diversa da altre e penso che faccia la differenza anche verso i clienti finali.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Visto che sei alla gestione di un team, come trasmetti questo tipo di attitudine alle persone che lavorano con te?  </em> </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In generale l’approccio che perseguo è quello del “training of the job”. Accompagno i miei collaboratori nella crescita di competenze. LI seguo da vicino all’inizio, per poi renderli gradualmente autonomi nello svolgimento delle attività e nel conseguimento dei risultati.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una frase a cui penso spesso: “Sii il responsabile che avresti voluto avere”, quindi anche in questo caso cerco di immedesimarmi con la persona che mi trovo di fronte.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto umano è fondamentale e parte, secondo me, dall’ascolto. Buona parte del lavoro del consulente è insito nella capacità di ascoltare, intercettare e filtrare le informazioni che vengono date. Da queste bisogna saper valutare, il prima possibile, il supporto che possiamo offrire ai clienti per affrontare le esigenze emerse.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>In cosa ti senti di dare un valore aggiunto a Soft Strategy? </em> </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Posso parlare per i feedback ricevuti: penso di riuscire a creare un ambiente sereno e propositivo all’interno del mio team. Questo clima consente di creare un lavoro di valore per il cliente, che soddisfi al tempo stesso anche noi che lo abbiamo realizzato, osservando i risultati raggiunti e la soddisfazione del cliente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Low-Code e No-Code</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/low-code-e-no-code/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3132</guid>

					<description><![CDATA[<p>Accelerare la trasformazione digitale nel 2025 con piattaforme a basso costo e accessibili. Un cambio di paradigma Nel panorama digitale in rapida evoluzione, le piattaforme Low-Code e No-Code (LCNC) rappresentano un punto di svolta, consentendo anche ad utenti con competenze tecniche meno spiccate di creare applicazioni software avanzate. Grazie a strumenti intuitivi e interfacce grafiche, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Accelerare la trasformazione digitale nel 2025 con piattaforme a basso costo e accessibili.</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un cambio di paradigma</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama digitale in rapida evoluzione, le piattaforme Low-Code e No-Code (LCNC) rappresentano un punto di svolta, consentendo anche ad utenti con competenze tecniche meno spiccate di creare applicazioni <a href="https://www.softstrategy.it/services/development/">software </a>avanzate. Grazie a strumenti intuitivi e interfacce grafiche, queste tecnologie stanno democratizzando l’accesso allo sviluppo, riducendo tempi e costi di implementazione. Nel 2024, il loro impatto continua a crescere, spingendo aziende di ogni dimensione verso una trasformazione digitale più inclusiva e veloce.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>I vantaggi delle piattaforme Low-Code/No-Code</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>1. Velocità e time-to-market ridotto</em><br>   Secondo le stime di Gartner, entro l’anno il 70% delle nuove applicazioni aziendali sarà sviluppato con piattaforme LCNC. Questo approccio consente alle organizzazioni di passare rapidamente dall&#8217;idea alla realizzazione, rispondendo in tempi record alle esigenze del mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>2.&nbsp; Accessibilità e democratizzazione dell&#8217;IT</em> &nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp; Con il Low-Code e il No-Code, il processo di sviluppo non è più esclusiva dei reparti IT. Grazie a strumenti semplici e intuitivi, dipendenti senza competenze tecniche avanzate possono creare applicazioni personalizzate, promuovendo la collaborazione tra i vari reparti aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>3.&nbsp; Riduzione dei costi operativi</em><br>&nbsp;&nbsp; Le aziende possono risparmiare risorse significative riducendo la dipendenza da sviluppatori specializzati. Questo consente di reinvestire in altre aree strategiche, come il marketing o l’innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>4.&nbsp; Personalizzazione dell’esperienza utente</em> &nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp; Le piattaforme LCNC permettono di sviluppare applicazioni su misura per rispondere alle esigenze dei clienti, migliorando <a href="https://slashdev.io/blog/low-code-and-no-code-development-a-2024-overview">l&#8217;engagement</a> e la fidelizzazione grazie a soluzioni più vicine alle loro aspettative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Low</strong>&#8211;<strong>Code e No</strong>&#8211;<strong>Code: Le sfide da affrontare</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i vantaggi, le piattaforme LCNC presentano alcune <a href="https://realmdigital.com/insights/the-future-of-low-code-no-code-trends-challenges-and-strategic-integration/">limitazioni</a>:<br><br>&#8211;  <em>Personalizzazione limitata</em> : Le soluzioni create possono risultare meno flessibili rispetto alle applicazioni sviluppate con codice tradizionale, specialmente in contesti complessi.<br>&#8211;  <em>Rischi di vendor lock-in</em> : Dipendere da un fornitore specifico può complicare eventuali migrazioni future.<br>&#8211;  <em>Sicurezza e conformità</em> : Garantire che le applicazioni rispettino le normative di settore può essere difficile, soprattutto quando sono coinvolti utenti non esperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio strategico che combina LCNC e sviluppo tradizionale può aiutare a mitigare questi rischi, offrendo il meglio di entrambi i mondi.<br>&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Trend del 2025: Innovazioni e usi emergenti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">1.  <em>Integrazione con l’AI</em>   <br>   Le nuove <a href="https://quixy.com/blog/top-10-predictions-for-no-code-low-code/">piattaforme</a> stanno integrando l’intelligenza artificiale per automatizzare ulteriormente i processi, fornendo insight predittivi e adattando le funzionalità alle necessità dell’utente in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. &nbsp;<em>Espansione nei settori critici &nbsp;&nbsp;</em><br>&nbsp;&nbsp; Le applicazioni <a href="https://quixy.com/blog/top-10-predictions-for-no-code-low-code/">LCNC</a> stanno dimostrando il loro valore in settori come la sanità (gestione dei pazienti), il retail (e-commerce e marketing personalizzato) e la finanza (automazione dei processi di compliance).</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. &nbsp;<em>Connettività avanzata</em> &nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp; Le piattaforme più moderne offrono strumenti per integrarsi facilmente con sistemi legacy e dati esistenti, abbattendo le barriere tra vecchie e nuove tecnologie.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una strada da percorrere con attenzione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme Low-Code e No-Code sono destinate a <a href="https://slashdev.io/blog/low-code-and-no-code-development-a-2024-overview">trasformare</a> il modo in cui le aziende affrontano la digitalizzazione. Tuttavia, il loro utilizzo deve essere ponderato, tenendo conto delle limitazioni e delle esigenze specifiche dell’organizzazione. Con un mix equilibrato di queste tecnologie e di approcci tradizionali, le imprese possono ottenere un vantaggio competitivo significativo, rispondendo con rapidità e precisione alle sfide del mercato moderno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il Gruppo Soft Strategy-Nethex crea &#8216;Lyra&#8217;</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/il-gruppo-soft-strategy-nethex-crea-lyra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gestire la Customer Experience con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale Generativa Il Gruppo Soft Strategy-Nethex compie un ulteriore passo nel segno dell’innovazione tecnologica offrendo al mercato un nuovo strumento a supporto della Customer Experience, avvalendosi dell’Intelligenza Artificiale generativa e della tecnica Retrieval-Augmented Generation&#160;(RAG). Sviluppo e Integrazione di Lyra: Il Sistema di Knowledge Management Il team aziendale dedicato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Gestire la Customer Experience con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale Generativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo Soft Strategy-<a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Nethex</a> compie un ulteriore passo nel segno dell’innovazione tecnologica offrendo al mercato un nuovo strumento a supporto della Customer Experience, avvalendosi dell’Intelligenza Artificiale generativa e della tecnica <strong><em>Retrieval-Augmented Generation</em>&nbsp;(RAG</strong>).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sviluppo e Integrazione di Lyra: Il Sistema di Knowledge Management</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il team aziendale dedicato allo <a href="https://www.softstrategy.it/services/development/">sviluppo software</a> ha ideato e sviluppato Lyra, un sistema proprietario di Knowledge Management basato su modelli di Intelligenza Artificiale Generativa integrati con tecniche di ricerca e recupero di informazioni (<em>retrieval</em>).<br>Lyra è un sistema flessibile e versatile che si adatta alle diverse esigenze degli utenti, con l’obiettivo di ottimizzare la ricerca e la condivisione delle informazioni rilevanti per soddisfare le necessità di business.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tecnologia RAG: Risposte Precise e Aggiornate per Ogni Canale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lyra utilizza la tecnica RAG per combinare la ricerca in una base di conoscenza con la generazione di risposte. A differenza dei modelli generativi standard, che possono produrre risposte basate solo sui dati su cui sono stati addestrati, RAG consente di ottenere risposte precise e aggiornate grazie al recupero di documenti o dati pertinenti da fonti esterne al modello, come basi di dati o archivi di documenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo permette a Lyra di fornire risposte esaustive e contestualizzate al primo contatto, indipendentemente dal canale di ricezione, con una velocità e una precisione notevolmente migliorate rispetto alle soluzioni tradizionali, e in un contesto multilingua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lyra rappresenta un passo avanti per i processi di gestione delle interazioni con gli utenti, fungendo da interfaccia conversazionale intelligente che facilita l’accesso alla base documentale disponibile. Grazie alla combinazione di <em>retrieval</em>&nbsp;e generazione, migliora la velocità, la correttezza e la coerenza delle risposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una semplice interrogazione, il sistema esegue una ricerca mirata nelle fonti documentali e genera una risposta sintetica e pertinente, massimizzando la soddisfazione dell’utente e l’efficienza operativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pipeline Operativa di Lyra &nbsp;</h3>



<h4 class="wp-block-heading">Il processo di Lyra prevede una pipeline in quattro fasi chiave:</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>1) Review</em></strong><br>Inizialmente i documenti sono pre-elaborati e codificati.<br><br><strong><em>2) Ingest</em><br></strong>Successivamente, vengono resi accessibili al sistema di ricerca semantico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>3) Retrieve</em></strong><br>A questo punto, Lyra recupera i documenti pertinenti tramite il modulo di retrieval.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>4) Generate</em></strong><br>Infine, genera una risposta utilizzando l’output generativo del modello AI, che può essere arricchito con informazioni specifiche raccolte.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scalabilità e Integrazione per Anticipare i Bisogni dei Clienti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio consente di configurare modelli personalizzabili che offrono funzionalità avanzate, come l’interpretazione di report aziendali, e si adatta a diversi settori di applicazione. Il sistema è progettato per essere facilmente adattabile a use-case specifici, migliorando l&#8217;accuratezza delle risposte rispetto a soluzioni &#8216;out-of-the-box&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’interfaccia utente è intuitiva e user-friendly, rendendo l’interazione fluida e ottimizzando i tempi di gestione delle richieste, con un impatto positivo sulle performance complessive. Lyra non solo migliora l’esperienza lavorativa di chi la utilizza direttamente, come i dipendenti di un’azienda, ma anche quella di chi ne beneficia indirettamente, come i clienti che interagiscono con i contact center.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla sua natura scalabile e facilmente integrabile, Lyra è uno strumento allineato alla strategia del Gruppo Soft Strategy-Nethex, che mira a offrire soluzioni personalizzate e flessibili in grado di anticipare le esigenze dei clienti.</p>
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		<title>Verso il Bilancio di Sostenibilità</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/verso-il-bilancio-di-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2985</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Soft Strategy &#8211; Nethex compie passi importanti nel rendere la sua Governance sostenibile, trasparente ed inclusiva. L’intervista a Giovanni Lacasa, responsabile dei processi di Certificazione del Gruppo. Come si sta evolvendo l’approccio della Governance aziendale? Verso il Bilancio di Sostenibilità nel corso del 2024 il Gruppo Soft Strategy &#8211; Nethex ha accelerato il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Il Gruppo Soft Strategy &#8211; Nethex compie passi importanti nel rendere la sua Governance sostenibile, trasparente ed inclusiva. L’intervista a Giovanni Lacasa, responsabile dei processi di Certificazione del Gruppo.</em></strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Come si sta evolvendo l’approccio della Governance aziendale?</em></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Verso il Bilancio di Sostenibilità nel corso del 2024 il Gruppo Soft Strategy &#8211; Nethex ha accelerato il passo lungo il percorso legato alle certificazioni aziendali. In particolare, nei confronti di quegli attestati inseriti nell’ambito della sostenibilità sociale e aziendale. Questo scatto in avanti è necessario in questo periodo storico. Fondamentale per la crescita aziendale sarà redigere il primo bilancio di sostenibilità del gruppo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Da sempre il nostro Management si impegna a mantenere gli standard di Governance ai massimi livelli. Anche nell’erogazione dei servizi verso i clienti ci adeguiamo ai protocolli che garantiscono elevati standard qualitativi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Per quanto riguarda le policy legate alle persone cosa ci può dire?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il tipo di attività che svolgiamo si basa sull’insieme delle competenze e sull’attitudine di ognuna delle nostre risorse. Per questo motivo, è necessario da parte nostra applicare un modello gestionale a tutela e valorizzazione dei nostri collaboratori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio innestando questo tipo di politiche, migliorando la condizione dei lavoratori, promuovendo comportamenti etici e meritocratici, siamo riusciti ad ottenere la Certificazione SA 8000 per la Responsabilità Sociale d’Impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come azienda riteniamo doveroso ed opportuno investire sui nostri dipendenti in tutti i modi possibili.<br>Ad esempio, ci siamo concentrati su tutti quegli aspetti che rendono il posto di lavoro un luogo (fisico o virtuale) in cui stare bene. Poniamo dunque attenzione agli spazi comuni in azienda per rendere piacevole e sicura la permanenza all’interno dei nostri uffici. L’insieme di queste iniziative ci ha permesso di ottenere la Certificazione ISO 45001, un traguardo notevole se consideriamo il numero di sedi di cui disponiamo. Oltre alla vita in ufficio, puntiamo a garantire anche un corretto Work life balance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle misure adottate è lo Smart-Working. Mentre altre aziende su questa tematica fanno un passo indietro, noi manteniamo la medesima flessibilità volendo garantire ai nostri dipendenti la possibilità di trovare il corretto equilibrio tra vita lavorativa e privata.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre di vitale importanza rendere l’azienda eticamente affidabile inserendo politiche di anticorruzione efficaci e permettendo la segnalazione anonima e sicura da parte dei dipendenti in presenza di difformità.<br>Molto recente l’implementazione della procedura di <a href="https://www.nethex.com/whistleblowing-cose-e-perche-e-importante/">Whistleblowing</a> proprio per garantire l’anonimato nei confronti dei dipendenti nel fare questo tipo di segnalazioni. Altrettanto recente anche l’adesione volontaria al <a href="https://www.softstrategy.it/governance/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Modello 231</a>. L’efficacia del sistema di anticorruzione ci ha fatto ottenere la ISO 37001. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Come si sta comportando il Gruppo sulle tematiche di Parità di Genere ed inclusività?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto sulla parità di genere. Il Gruppo ha moltissime donne inserite in ruoli manageriali. Questo perché abbiamo strutturato percorsi meritocratici volti allo sviluppo equo delle professionalità femminili.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo molto orgogliosi di aver conseguito le certificazioni <a href="https://www.softstrategy.it/governance/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Uni PdR 125</a> sulla parità di genere e la ISO 30415 per la promozione dei principi di diversità e inclusione.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo ha deciso poi di aderire all’invito del Dipartimento per le politiche della famiglia e delle pari opportunità a sottoscrivere il “<em>Codice di autodisciplina di imprese responsabili a favore della maternità</em>”. Questo significa impegnarsi concretamente nella creazione di un ambiente lavorativo favorevole alla creazione di un nucleo familiare. Sostenere la natalità e la parità di genere è un obiettivo strategico per il Paese e per le imprese, e noi non vogliamo essere da meno.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono a disposizione dei dipendenti i nostri portali “<em>Inclusivity Connect”. </em>Si tratta di punti di contatto interamente dedicati alle tematiche relative alla disabilità in azienda. L’obiettivo primario è rendere gli spazi aziendali accessibili e fruibili per tutti attivandoci per rispondere alle vostre richieste. <br>Questi portali servono anche per mantenere le persone aggiornate sulla tematica e le sue evoluzioni normative.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale quali sono i vostri impegni?</em></strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La strada verso il primo bilancio di sostenibilità prevede diverse tappe. Il Management vorrebbe traguardare questo documento per il prossimo anno, ovvero in anticipo rispetto agli <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32022L2464" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obblighi di legge.</a> Il raggiungimento di questo obiettivo passa sicuramente per una maggiore attenzione verso le tematiche ambientali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni passi sono stati già fatti. Per diverse nostre sedi abbiamo anche adottato un <a href="https://www.nethex.com/wp-content/uploads/2024/10/Certificati_Fornitore_Green_Nethex_Digital_Sales_Nethex_Care.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fornitore di energia elettrica a zero emissioni</a><em>.</em> Abbiamo inoltre ottenuto la certificazione ISO 14001 per i sistemi di gestione ambientale. Siamo inoltre iscritti al portale ECOVADIS, che si sta rivelando un ottimo strumento per accrescere la cultura ESG nel gruppo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, ECOVADIS è la prima piattaforma collaborativa che permette alle aziende di monitorare la performance di Sostenibilità dei loro fornitori. Questo significa che le performance del nostro Gruppo sono a disposizione dei nostri Clienti in totale trasparenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le azioni che si sono intraprese, non sono meri esercizi, non sono avulse dalla quotidianità della vita aziendale, ma sono racchiuse in una strategia di crescita basata su valori e principi e di concretezza.&nbsp;</p>



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		<title>Perché scegliere il Cloud?</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/perche-scegliere-il-cloud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3107</guid>

					<description><![CDATA[<p>La chiave per una crescita aziendale flessibile e scalabile Perché scegliere il Cloud nel 2024?Quali modelli aiutano le aziende Il cloud computing non ha solo trasformato profondamente il modo in cui le aziende gestiscono le proprie infrastrutture IT, ma con il passare del tempo si sta rivelando una risorsa straordinaria in termini di flessibilità e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La chiave per una crescita aziendale flessibile e scalabile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché scegliere il Cloud nel 2024?<br>Quali modelli aiutano le aziende Il cloud computing non ha solo trasformato profondamente il modo in cui le aziende gestiscono le proprie infrastrutture IT, ma con il passare del tempo si sta rivelando una risorsa straordinaria in termini di flessibilità e scalabilità in sicurezza. Gli sviluppi tecnologici del Cloud permettono alle imprese di accedere a risorse informatiche illimitate e altamente performanti, senza dover investire in hardware e software on-premise. E come tutti gli sviluppi innovativi, le evoluzioni e le novità di impiego sono in continuo movimento, ecco quindi una panoramica su tutto quello che di nuovo si sta muovendo a beneficio di diversi modelli di business.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cloud Computing: i vari modelli disponibili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi esistono tre principali modelli di cloud computing:</p>



<p class="wp-block-paragraph">· <strong>SaaS </strong>(<strong>Software as a Service</strong>): In questo modello, il software è disponibile su Internet, senza che l&#8217;utente debba installarlo localmente. Esempi di SaaS sono Google Docs, <a href="https://azure.microsoft.com/it-it/resources/cloud-computing-dictionary/what-is-cloud-computing">Salesforce </a>e Microsoft 365.</p>



<p class="wp-block-paragraph">· <strong>PaaS </strong>(<strong>Platform as a Service</strong>): Il PaaS fornisce una piattaforma per lo sviluppo, il deployment e la gestione di applicazioni. Gli sviluppatori possono utilizzare strumenti e servizi preconfigurati per creare le proprie applicazioni senza preoccuparsi dell&#8217;infrastruttura sottostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">· <strong>IaaS </strong>(<strong>Infrastructure as a Service</strong>): L&#8217;IaaS offre risorse di calcolo, storage e networking virtuali su richiesta. Le aziende possono creare e gestire le proprie infrastrutture virtuali come se fossero fisiche, ma con maggiore flessibilità e scalabilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cloud Computing: i benefici per le aziende</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo messo in evidenza la flessibilità, ma cosa significa davvero? In pratica le risorse cloud possono essere scalate rapidamente in base alle esigenze del business, evitando sovradimensionamenti o carenze di capacità. Per scalabilità si intende invece la possibilità del cloud di aumentare o diminuire le risorse a seconda del carico di lavoro, ottimizzando i costi. Eliminando la necessità di investimenti iniziali in hardware e software, il cloud riduce significativamente i costi IT. L’accessibilità è un altro punto cruciale: è possibile accedere ai dati e alle applicazioni da qualsiasi dispositivo connesso a Internet. Infine, gli aggiornamenti automatici: I provider cloud si occupano di mantenere aggiornato l&#8217;hardware e il software, garantendo la massima sicurezza e affidabilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché scegliere il Provider è importante? </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché scegliere il Cloud senza il giusto provider è del tutto inefficace. La scelta del provider cloud dipende dalle specifiche esigenze delle aziende. Alcuni fattori da considerare sono prima di tutto il modello di servizio a cui affidarsi tra i modelli SaaS, PaaS o IaaS che meglio si adattano alle particolari esigenze. <br>Ma poi le caratteristiche tecniche rivestono un’importanza fondamentale. Bisogna valutare le prestazioni, la sicurezza, la disponibilità e le funzionalità offerte dai diversi provider. Per il capitolo costo confrontando i prezzi e i modelli di pagamento dei diversi provider si troverà la soluzione giusta. Da non trascurare il valore del supporto: E’ bene assicurarsi che il provider offra un buon supporto tecnico e una documentazione completa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Migrazione al Cloud</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La migrazione al cloud è un processo complesso, ma può essere semplificata seguendo con cura alcuni passaggi guida:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. <strong>Valutazione</strong>: La società analizza le sue applicazioni e i suoi dati per determinare quali sono i candidati ideali per la migrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. <strong>Pianificazione</strong>: Bisogna disporre di una strategia di migrazione dettagliata, tenendo conto dei tempi, dei costi e dei rischi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. <strong>Esecuzione</strong>: la migrazione deve avvenire in modo graduale o completo, a seconda delle esigenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">4. <strong>Ottimizzazione</strong>: È quel passaggio nel quale si continua a monitorare ed evolvere le proprie applicazioni cloud per massimizzare le prestazioni e ridurre i costi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché scegliere il Cloud dovrebbe essere immediato? Il cloud computing offre alle aziende una serie di vantaggi che possono contribuire alla <a href="https://www.softstrategy.it/services/technology-consulting/">crescita </a>e al successo del business. Scegliendo il provider cloud giusto e adottando una strategia di migrazione efficace, si possono sfruttare al meglio tutte le potenzialità del cloud, con un occhio alla sicurezza dei dati che rimane una preoccupazione generale. <br><br>I provider cloud investono ingenti risorse per garantire la protezione delle informazioni dei loro clienti, implementando una serie di misure di sicurezza all&#8217;avanguardia che vanno dalla Protezione dei dati sensibili, alla Conformità normativa, come il rispetto del GDPR che impone requisiti specifici per la protezione dei dati. I provider cloud si impegnano inoltre a garantire la conformità a questi standard e la Continuità operativa: Un&#8217;interruzione del servizio o una violazione dei dati possono infatti avere gravi conseguenze per un&#8217;azienda. La sicurezza del cloud è fondamentale per garantire la continuità operativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Misure di Sicurezza Adoperate dai Provider Cloud</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I provider cloud adottano poi una serie di misure di sicurezza per proteggere i dati dei clienti, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Crittografia</strong>: I dati sono crittografati sia a riposo che in transito, rendendoli illeggibili a chiunque non disponga della chiave di decrittazione.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Controllo degli accessi</strong>: I sistemi di autenticazione a più fattori basate sui ruoli devono limitare l&#8217;accesso ai dati solo agli utenti autorizzati.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Firewall e sistemi di prevenzione delle intrusioni</strong>: Questi sistemi monitorano costantemente il traffico di rete e bloccano gli attacchi informatici.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Backup e ripristino</strong>: I provider cloud effettuano regolarmente backup dei dati e dispongono di procedure di ripristino efficaci in caso di disastro.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Monitoraggio continuo</strong>: Gli strumenti di monitoraggio devono rilevare anomalie e minacce in tempo reale.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Conformità normativa</strong>: I provider cloud si conformano a standard di sicurezza riconosciuti a livello internazionale, come ISO 27001 e SOC 2.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza del cloud è in definitiva una responsabilità condivisa tra il provider e il cliente. Ecco perché scegliere il cloud senza una scelta accurata del provider è del tutto nocivo. Il provider è responsabile della sicurezza dell&#8217;infrastruttura cloud, mentre il cliente è responsabile della sicurezza dei dati che vi risiedono. Grazie alle misure implementate dai provider cloud e alle best practice adottate dai clienti, garantire la protezione dei dati e la continuità operativa sono obiettivi sicuramente raggiungibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Cybersecurity: i rischi per le aziende</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/cybersecurity-i-rischi-per-le-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3023</guid>

					<description><![CDATA[<p>La protezione del business nell’era digitale passa per un aggiornamento continuo dei sistemi e la creazione di piani di sicurezza personalizzati.&#160; La Cybersecurity è ormai diventata prioritaria per salvaguardare le aziende da numerosi rischi. Ma soprattutto i livelli di protezione vengono continuamente aggiornati per mettere al riparo la propria organizzazione da attacchi informatici. Questa continuo aggiornamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La protezione del business nell’era digitale passa per un aggiornamento continuo dei sistemi e la creazione di piani di sicurezza personalizzati.&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Cybersecurity </strong>è ormai diventata prioritaria per salvaguardare <strong>le aziende da numerosi rischi. </strong>Ma soprattutto i <strong>livelli di protezione</strong> vengono continuamente aggiornati per mettere al riparo la propria organizzazione da attacchi informatici. Questa continuo aggiornamento è connesso al livello sempre più esteso e sofisticato della pirateria. L’agenzia per la cyber sicurezza nazionale nell’ultimo <strong>Operational Summary del <a href="https://www.csirt.gov.it/">Csirt</a>,</strong> ha evidenziato alcune criticità. L’<strong>Italia sale al terzo posto tra i Paesi più colpiti da ransomware nel mondo</strong>. Il numero di incidenti ha visto particolarmente impattato il <strong>settore sanitario, <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#bit">quella della PA centrale e delle telecomunicazioni.</a></strong> Oltre alla centralità dei settori, in aumento anche il numero di incidenti e violazioni informatiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Csirt Italia si occupa principalmente delle attività di natura reattiva. Si tratta dell’interfaccia con i soggetti esterni ai quali, offre supporto in caso di <strong>incidente informatico</strong>, indirizza i prodotti di <strong>allertamento preventivo</strong> sulle minacce e delle relative attività di mitigazione. Oltre a questo, Csirt è anche l’hub nazionale per la <strong>ricezione delle notifiche di incidente,</strong> che possono essere segnalate online dai soggetti interessati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La consulenza Cybersecurity in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta dunque di un organismo di consulenza polifunzionale utile per tutti i soggetti attivi alle prese con queste criticità. I report mensili del Csirt contengono anche un approfondimento sulle <strong>vulnerabilità informatiche</strong>, indicando quelle più gravi da sanare e sfruttabili da remoto. L’obiettivo è quello di facilitare la comprensione dei fenomeni e del loro andamento nel tempo. Così facendo si può rafforzare i livelli di prevenzione sulla base della conoscenza degli eventi accaduti.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La consapevolezza dei rischi informatici in costante crescita, sta spingendo molte aziende a rivolgersi a <strong>consulenti specializzati in cybersecurity</strong>. Questi professionisti offrono una serie di servizi, tra cui la valutazione dell’esposizione agli attacchi, con una analisi approfondita dei sistemi informatici per identificare eventuali punti deboli. E poi lo <strong>sviluppo di piani di sicurezza </strong>elaborando <strong>strategie personalizzate</strong> per proteggere i dati e i sistemi aziendali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>formazione del personale </strong>con la sensibilizzazione dei dipendenti sui rischi informatici e sulle best practices per prevenirli è un plus.&nbsp;Massima importanza ha poi il cosiddetto <strong>Incident response</strong>. Si tratta dell’assistenza in caso di attacchi informatici per contenere i danni e ripristinare le operazioni quanto prima e nel miglior modo possibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella cultura aziendale si afferma sempre di più l’esigenza di dotarsi di un <strong>piano di sicurezza informatica</strong>. Il piano deve essere in grado di definire le misure tecniche e organizzative necessarie per proteggere i dati e i sistemi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cybersecurity: i rischi per le aziende e i piani di sicurezza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa è bene che includa un piano di sicurezza efficace?&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, un&#8217;accurata <strong>analisi dei rischi</strong> e l’identificazione delle minacce più probabili e delle loro potenziali conseguenze. Successivamente le misure di prevenzione, con un rafforzamento dei <strong>controlli tecnici e amministrativi</strong> per ridurre la probabilità di attacchi. Alla prevenzione va accompagnata la capacità di rilevamento e l’utilizzo di strumenti e <strong>procedure per identificare tempestivamente eventuali intrusioni</strong>. Solo nell’ultimo livello si arriva alle misure di risposta, con la definizione di procedure chiare per gestire gli incidenti informatici. E la sfida per la Cybersecurity responsabilizza le aziende anche all’esterno.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/Regolamento+UE+2016+679.+Arricchito+con+riferimenti+ai+Considerando+Aggiornato+alle+rettifiche+pubblicate+sulla+Gazzetta+Ufficiale++dell%27Unione+europea+127+del+23+maggio+2018">Regolamento Generale sulla<strong> Protezione dei Dati (GDPR)</strong></a> ha introdotto <strong>nuove e più stringenti norme </strong>sulla protezione dei dati personali. La cybersecurity riveste un ruolo fondamentale per garantire la <strong>conformità al GDPR</strong>, le violazioni dei dati possono comportare pesanti<strong> sanzioni economiche.</strong> Per essere conformi al GDPR, le aziende hanno il dovere di&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">proteggere i dati personali, implementare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire la sicurezza dei dati. Devono <strong>notificare le violazioni</strong>: In caso di data breach, le aziende sono tenute a comunicare all&#8217;autorità competente e agli interessati entro 72 ore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Devono inoltre garantire il diritto delle vittime di cancellare i propri dati personali, il cosiddetto <strong>diritto all’oblio.</strong>&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli accorgimenti che vengono consigliati dagli esperti di sicurezza informatica indicano come strada maestra un serio e approfondito <strong>aggiornamento software</strong>, installare regolarmente patch e aggiornamenti per correggere le vulnerabilità, lavorare molto con i <strong>backup </strong>e avvalersi di <strong>figure professionali </strong>per una valutazione completa della sicurezza, mentre lo sviluppo di un piano personalizzato resta il punto nodale, perchè nessuna azienda è uguale all’altra.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Il Service Desk Evoluto</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/il-service-desk-evoluto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3027</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il salto di qualità di Soft Strategy-Nethex che combina l’esperienza del Gruppo con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale Il Gruppo Soft Strategy-Nethex ha arricchito la propria offerta con un nuovo prodotto tecnologico a supporto dei propri clienti. Si tratta di un portale di Service Desk Evoluto in grado di sfruttare l’Intelligenza Artificiale per l’automazione dei servizi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il salto di qualità di Soft Strategy-Nethex che combina l’esperienza del Gruppo con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo Soft Strategy-<a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Nethex</a> ha arricchito la propria offerta con un nuovo prodotto tecnologico a supporto dei propri clienti. Si tratta di un portale di Service Desk Evoluto in grado di sfruttare l’Intelligenza Artificiale per l’automazione dei servizi di assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo strumento è pensato per efficientare le lavorazioni rendendo i processi più fluidi ed efficaci con l’obiettivo di migliorare la soddisfazione dell’utente finale. Si basa su un funzionamento in tre fasi:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Categorizzazione automatica delle richieste: questa è possibile grazie alla profonda conoscenza dei processi e alla lunga esperienza maturata nel settore dei Contact Center e dei servizi di assistenza IT di primo e di secondo livello, sia per clienti privati che per Enti Pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione automatica delle richieste: tale automazione è possibile grazie all’ausilio di motori di AI totalmente gestite dal bot o eventualmente trasferite su operatore umano qualora il caso lo richieda. Il sistema lavora sia su richieste di tipo informativo che di natura tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Indirizzamento automatico dei gruppi di lavoro: laddove previsto in base dalla categorizzazione delle richieste, il sistema è in grado di effettuare il dispatching automatico su gruppi dedicati alle specifiche lavorazioni. Questa funzionalità accelera il processo di gestione grazie all’indirizzamento diretto sui secondi livelli bypassando il tempo impiegato per indirizzamenti a gruppi di lavoro non corretti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Service Desk Evoluto nelle parole di Caterina Basile, Project Manager di Soft Strategy</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È interessante comprendere quale sia l’iter che ha portato all’elaborazione di questo strumento che ha, di fatto, ridisegnato l’operatività del Service Desk. Lo apprendiamo da Caterina Basile che ha guidato il Team di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo effettuato un’analisi sui numerosi dati storici a nostra disposizione. Parliamo dei ticket gestiti negli ultimi tre anni che hanno costituito la nostra base dati. Lo screening ha interessato oltre 290.000 ticket. Il prototipo sviluppato è stato testato accuratamente restituendo un 91% di copertura sul totale dei ticket aperti e oltre l’85% di categorizzazioni corrette.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’automazione offerta dal nostro Service Desk Evoluto efficienta i flussi di lavoro standard riservando l’apporto umano ai servizi che richiedono professionalità, capacità di analisi e problem solving, i task ripetitivi ed a basso valore vengono gestiti direttamente dal sistema. Lo snellimento delle operazioni comporta un ottimizzazione dei costi e un miglioramento della soddisfazione degli utenti riducendo sensibilmente i tempi di evasione delle richieste e quindi il rispetto di sfidanti livelli di servizio. “</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ultimo anno la nostra divisione <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Service Desk</a> ha registrato una crescita importante. Ci è sembrato doveroso far evolvere il servizio creando valore e offrendo un prodotto competitivo basato sulle più moderne tecnologie e coadiuvato da una profonda expertise verticale sul settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sente molto parlare di intelligenza artificiale, abbiamo deciso di cogliere le opportunità che offre abbracciando il cambiamento ed inventando il domani partendo dagli strumenti che abbiamo a nostra disposizione oggi. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Fraud Detection Solution</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/fraud-detection-solution/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3008</guid>

					<description><![CDATA[<p>La soluzione offerta dal Gruppo Soft Strategy nata dalla sinergia tra innovazione, esperienza e alta specializzazione delle risorse Abbiamo incontrato, Alessia Paladini, Project Manager di Soft Strategy per farci raccontare la soluzione di Fraud Detection che il gruppo Soft-Strategy è orgoglioso di mettere a disposizione dei propri clienti e del mercato. Come è nato questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La soluzione offerta dal Gruppo Soft Strategy nata dalla sinergia tra innovazione, esperienza e alta specializzazione delle risorse</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo incontrato, <strong>Alessia Paladini</strong>, Project Manager di<strong><a href="https://www.softstrategy.it/services/antifrode/"> Soft Strategy</a></strong> per farci raccontare la soluzione di Fraud Detection che il gruppo Soft-Strategy è orgoglioso di mettere a disposizione dei propri clienti e del mercato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come è nato questo progetto?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo raccolto l’esigenza di alcuni nostri clienti ed elaborato una soluzione finalizzata a proteggere le società dal <strong>rischio frodi e dal rischio di insolvenza. </strong>Per farlo ci siamo basati su soluzioni innovative abitualmente utilizzate nella nostra azienda, coniugandole con una lunga ed approfondita conoscenza dei processi di fraud detection. È grazie a questo che il Gruppo Soft Strategy ha introdotto un processo collaudato supportato da sistemi informatici proprietari, sviluppati internamente, grazie ai quali vengono automatizzati i controlli che rendono più sicuro il mondo dei finanziamenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Posso chiederle qualche dettaglio in più?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Si tratta di un processo coadiuvato da una componente tecnologica basata su parametri di ricerca analitica derivanti dall’esperienza e dal know how messe a servizio della fraud detection, ambito nel quale il gruppo vanta una competenza molto verticale. La nostra soluzione consente di velocizzare parte del processo, senza sacrificare la precisione dei dati. Consideri anche che la nostra soluzione presenta un buon livello di flessibilità; quindi, è customizzabile in base alle esigenze dei committenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali obiettivi si pone questo tipo di soluzione?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ridurre al minimo il <strong>rischio di insolvenza</strong> è da sempre la top priority delle aziende che operano nel <strong>settore del credito al consumo e dei pagamenti dilazionati o differiti,</strong> la soluzione del Gruppo Soft Strategy parte, dunque, dall’<strong>analisi documentale </strong>e reddituale per scendere poi a scandagliare ulteriori parametri in base al contesto di operatività. Alla fine del processo siamo in grado di restituire un’analisi puntuale dal punto di vista fraud nonchéun credit scoring circa l’affidabilità creditizia. Consideri anche che le procedure di gestione sono in continua evoluzione ed aggiornamento in base all’osservazione e al verificarsi di nuovi fenomeni o metodologie anche solo potenzialmente fraudolente. Proprio per questo il servizio è accompagnato da un processo di monitoraggio costante del contesto in cui si va ad operare. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Immagino che il livello di dettaglio e la proattività di analisi descritta richiedano i giusti tempi di lavorazione e incubazione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro plus consiste nell’essere riusciti ad automatizzare parte dei controlli e passaggi cruciali grazie all’impiego di RPA e Intelligenza Artificiale. Siamo infatti in grado di automatizzare il controllo documentale grazie all’impiego di queste tecnologie innovative.<br><br>L’apporto di <strong>risorse umane esperte </strong>fa si che i dati restituiti vengano valutati ed integrati con le informazioni creditizie derivanti dalle più importanti piattaforme di verifica. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>team specializzato </strong>in Fraud detection è in grado di operare sia sui <strong>sistemi gestionali dei clienti </strong>che attraverso la creazione di <strong>strumenti dedicati, o in formula ibrida </strong>e può inquadrare le richieste in base al potenziale livello di rischio associato, impostando gli <strong>indici di rischio</strong> su un software gestionale creato ad hoc. Il servizio che offriamo è corredato anche da reportistiche che restituiscono dettagli circa l’accoglimento o il rifiuto delle richieste di finanziamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Secondo lei quali settori industriali possono trarre maggior beneficio dalla vostra soluzione?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ne stanno già beneficiando alcuni mercati di riferimento nei quali già oggi il nostro Gruppo opera con successo, anche attraverso Nethex società del Gruppo che &nbsp;offre soluzioni in ambito CRM. D<strong>al Finance (prestiti e finanziamenti), alle utilities sino al fleet management e leasing&nbsp; </strong>&nbsp;&nbsp;differenti settori che, grazie alla nostra soluzione, hanno registrato una significativa diminuzione dei fenomeni fraudolenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Erogate questo servizio da specifiche sedi?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio viene erogato in territorio italiano o anche presso il Multi-lingual Hub di <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Nethex</a>, situato in Unione Europea, iRomania, che eroga il servizio con il supporto di risorse con conoscenzacertificata delle lingue, elevata scolarità e un rapporto qualità prezzo molto competitivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come definirebbe la vostra soluzione?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Posso dire che il Gruppo Soft Strategy &nbsp;offre al mercato una soluzione con una chiara mission “proteggere il business del cliente”, agendo sul rischio insoluti in modo affidabile, completo, evoluto e customizzato in base ai requisiti resi necessari dal contesto e preventivamente condivisi con il cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Innovative Solution Hub</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/innovative-solution-hub/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=3002</guid>

					<description><![CDATA[<p>I progetti più all&#8217;avanguardia del Gruppo nati dalla collaborazione e dalla sinergia tra Soft Strategy e Nethex. Il Gruppo Soft Strategy, da sempre impegnato nello sviluppo e nell’immissione sul mercato di processi innovativi e ad alto tasso tecnologico, lancia l’Innovative Solution Hub. A spiegarci come prenderà forma questo centro di elaborazione è Emanuele Candela, CEO [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">I progetti più all&#8217;avanguardia del Gruppo nati dalla collaborazione e dalla sinergia tra Soft Strategy e Nethex.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo Soft Strategy, da sempre impegnato nello sviluppo e nell’immissione sul mercato di processi innovativi e ad alto tasso tecnologico, lancia l’<strong>Innovative Solution Hub.</strong> A spiegarci come prenderà forma questo centro di elaborazione è <strong>Emanuele Candela, CEO del Gruppo:</strong> “Il principio da cui prendiamo le mosse nasce dalla volontà di inserire in un <strong>ambiente comune menti diverse con competenze diverse</strong>”. L’hub ha l’obiettivo di armonizzare il lavoro di chi ha competenze tecnologiche, basate principalmente su Intelligenza Artificiale e Automazione, e di dominio su attività di <strong>Service Desk, <a href="https://www.softstrategy.it/services/antifrode/">Fraud detection</a></strong>, <strong><a href="https://www.softstrategy.it/services/development/">Sviluppo Software</a> e Test Automation.</strong> “Dalla sinergia, dal fervore di questi team sono nate iniziative progettuali che stiamo già proponendo ai nostri clienti e che ci consentiranno di ottenere il vantaggio competitivo di cui abbiamo bisogno per continuare il nostro percorso di crescita”</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Innovative Solution Hub &#8211; continua Candela – si affianca al programma già avviato dal Gruppo sull’Intelligenza Artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale programma mira ad integrare tutte le esperienze maturate in un unico framework basato su 3 asset specifici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>un motore di Computer Vision basato su AI per l’analisi 2D e 3D,</strong> che mira ad ottimizzare i processi di Manutenzione Preventiva e Predittiva;</li>



<li>una piattaforma ba<strong>sata sull’AI generativa </strong>che consente di ottimizzare i processi di ricerca delle informazioni da fonti destrutturate;</li>



<li>un tool in grado di processare i Big Data e utilizzarli per lo sviluppo <strong>di modelli predittivi e decisionali estremamente precisi</strong> basati su apprendimento supervisionato o non supervisionato.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per Candela “Questo incrocio di progetti porta il Gruppo a presentarsi in modo sempre più innovativo sia su mercati su cui siamo presenti come <strong>Industria, Infrastruttura, Telco e Pubblica Amministrazione</strong>, sia su mercati attualmente non presidiati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ambiti di applicazione sono enormi: dall’<strong>ottimizzazione della produzione</strong> alla<strong> Supply Chain</strong>, passando per la <strong>Sicurezza e conformità normativa</strong> fino all’assistenza <strong>alla clientela </strong>su ordini e richieste di assistenza tecnica<strong> che con il supporto umano di <a href="https://www.nethex.com/">Nethex</a>, </strong>società del Gruppo,<strong> vede una chiusura del cerchio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Noi però non intendiamo stravolgere quello che abbiamo fatto sinora &#8211; sottolinea Emanuele Candela &#8211; semplicemente lo evolviamo unendo i puntini, con la consapevolezza che oggi vince chi ha più dati e ha più capacità di elaborarli ed analizzarli”.</p>
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		<title>La trasformazione digitale per le aziende </title>
		<link>https://www.softstrategy.it/la-trasformazione-digitale-per-le-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sfide e opportunità in un orizzonte in costante mutamento La trasformazione digitale per le aziende prosegue e vive di diverse fasi di mutamento. Sicuramente appare irrinunciabile per le imprese di tutte le dimensioni che vogliono rimanere competitive. Il Gruppo Soft Strategy in quasi tutti i suoi settori può vantare di essere nativa digitale e di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sfide e opportunità in un orizzonte in costante mutamento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>trasformazione digitale</strong> per le aziende prosegue e vive di diverse fasi di mutamento. Sicuramente appare irrinunciabile per le imprese di tutte le dimensioni che vogliono rimanere competitive. Il <strong><a href="https://www.nethex.com/">Gruppo</a> <a href="https://www.softstrategy.it/">Soft Strategy</a></strong> in quasi tutti i suoi settori può vantare di essere <strong>nativa digitale</strong> e di aver compiuto alcuni percorsi a livello pionieristico. Con il passare del tempo appare sempre più chiaro, a livello generale, che la trasformazione digitale non riguarda solo l&#8217;adozione di nuove tecnologie. Si tratta piuttosto un <strong>cambiamento culturale e organizzativo</strong> per migliorare processi, prodotti e servizi. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa intendiamo quando parliamo di trasformazione digitale per le aziende?</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">In buona sostanza di un uso delle tecnologie più avanzate per creare da zero o migliorare i <strong>modelli di business esistenti. </strong>Ciò include l&#8217;adozione di tecnologie come <strong>Intelligenza Artificiale </strong>(AI), <strong>cloud computing</strong>, <strong>Internet of Things</strong> (IoT), <strong><a href="https://www.softstrategy.it/services/data-analytics/">big data e analytics</a>, social media e mobile computing.</strong> Parole che vanno riempite di sostanza scegliendo architetture completamente diverse. Prima di tutto è necessario <strong>reimpostar</strong>e<strong> i processi</strong>. Per questo motivo chi ha cominciato la propria attività in modo nuovo oggi si trova avvantaggiato rispetto a chi deve rivedere la propria operatività. Comparando la propria operatività al mondo pre digitale, il panorama è radicalmente diverso. La differenza la fanno i <strong>clienti.</strong> Gli acquirenti ormai si aspettano piena operatività in modalità digitale. Soddisfare queste aspettative è ormai la sfida non più del futuro, ma del presente.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come fare la trasformazione digitale in azienda</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un approccio unico per la trasformazione digitale. Ogni azienda ha esigenze e sfide uniche. Un passaggio chiave comune a molte è l’<strong>automatizzazione dei processi </strong>di business. Per questo la definizione di una strategia coerente rappresenta il primo step per definire <strong>obiettivi chiari </strong>e identificare le tecnologie che aiuteranno a raggiungerli. Segue la valutazione delle tecnologie e i processi esistenti per identificare le aree di miglioramento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi studi americani ed europei concordano ormai sull’importanza del <strong>coinvolgimento dei dipendenti a tutti i livelli</strong>. Durante la trasformazione aziendale, è fondamentale scegliere le tecnologie che si allineano con la strategia. Questo aiuta a gestire il cambiamento efficacemente e a facilitare l&#8217;adattamento del personale alle nuove tecnologie e processi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così si potrà misurare il progresso e apportare modifiche alla strategia. Ove necessario creando un’<strong>infrastruttura moderna </strong>in grado di interagire con le applicazioni più innovative. Farà la differenza chi saprà poi promuovere nel miglior modo possibile una <strong>formazione continua </strong>per restare al passo dei continui cambiamenti in atto.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La trasformazione digitale per le aziende: Vantaggi ed esempi </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione digitale consente alle imprese di adottare la più ampia gamma possibile di servizi allo scopo di aumentare l’efficienza e la produttività. Parliamo di tecnologie digitali che possono automatizzare molte <strong>attività manuali,</strong> liberando i dipendenti per concentrarsi su lavori più strategici. Ma anche di miglioramento del<strong> processo decisionale</strong>: I dati e le analisi digitali possono fornire alle aziende informazioni preziose per prendere decisioni migliori. Tra gli esempi essenziale appare lo sviluppo del <strong>cloud ibrido</strong>. Parliamo di un&#8217;infrastruttura di cloud computing che connette risorse on-premise, IT, su cloud pubblico e su cloud privato. Il tutto con l&#8217;orchestrazione, la gestione e la portabilità delle applicazioni. Al cloud computing sono associati i <strong>microservizi: </strong>architetture applicative native del cloud che consentono alle organizzazioni di implementare nuovi software o nuove funzioni dei prodotti. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le prospettive di medio-lungo termine</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Intelligenza Artificiale</strong> combinata con l’automazione è il livello dalle potenzialità più evolutive nel corso dei prossimi tempi. Il perfezionamento del <strong>machine learning su più strati cognitivi </strong>porta a nuove prospettive e azioni su processi decisionali e <strong>flussi di lavoro.</strong> Può trasformare diversi aspetti cruciali: dallo sviluppo di prodotti intelligenti alla creazione di esperienze coinvolgenti per clienti e utenti. Inoltre, ottimizza i flussi di lavoro delle supply chain, fondamentali per il successo delle aziende nel mondo moderno. Chi saprà interpretare meglio la trasformazione digitale avrà i vantaggi maggiori. Tra tutti un aumento dell&#8217;efficienza, un miglioramento del processo decisionale, una migliore esperienza del cliente. Nuovi modelli di business e una maggiore agilità vuol dire anche capacità di adattarsi a esigenze sempre in movimento.  </p>
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		<title>L&#8217;importanza del Whistleblowing</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/importanza-del-whistleblowing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il nostro responsabile societario Roberta Marchese abbiamo voluto approfondire l&#8217;importanza della tematica Whistleblowing.&#160;&#160; Cos&#8217;è il Whistleblowing? Qual è l&#8217;importanza del Whistleblowing? La rilevanza della tematica è chiara al Gruppo Soft Strategy &#8211; Nethex che ha implementato un processo ben definito. Grazie alla disponibilità di Roberta Marchese, Responsabile Societario e Compliance Manager dell’azienda, cerchiamo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><em>Con il nostro responsabile societario Roberta Marchese abbiamo voluto approfondire l&#8217;importanza della tematica Whistleblowing.&nbsp;</em>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Cos&#8217;è il Whistleblowing? Qual è l&#8217;importanza del Whistleblowing? La rilevanza della tematica è chiara al Gruppo Soft Strategy &#8211; Nethex che ha implementato un processo ben definito. Grazie alla disponibilità di <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Roberta Marchese</strong></a>, Responsabile Societario e Compliance Manager dell’azienda, cerchiamo di approfondire l&#8217;argomento. Facendo tesoro della sua esperienza, vogliamo capire cos&#8217;è il Whistleblowing e quanto sia importante per le aziende.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Cos’è e qual è l&#8217;importanza del Whistleblowing?</em>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Whistleblowing </strong>è un processo fondamentale all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione. Attraverso questo i dipendenti, i fornitori o altre parti interessate possono segnalare attività illegali, immorali o non etiche che si verificano all&#8217;interno dell&#8217;azienda. Queste segnalazioni possono riguardare una vasta gamma di comportamenti, quali ad esempio, le frodi finanziarie, la corruzione, la discriminazione, le violazioni della sicurezza sul lavoro, le violazioni ambientali e altre pratiche non corrette.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Qual è l&#8217;importanza del Whistleblowing per il nostro Gruppo?</em>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;importanza del Whistleblowing sta nel fatto che fornisce un <strong>meccanismo efficace</strong> per identificare e affrontare comportamenti illegali o non etici. I vantaggi all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione sono molteplici. Aiuta a prevenire frodi o altre attività illegali, riducendo il rischio di danni finanziari e reputazionali per l’azienda. Le segnalazioni tempestive consentono, infatti, di individuare e affrontare prontamente le violazioni, limitando potenziali impatti negativi sui profitti, sulla fiducia degli investitori e sulla reputazione aziendale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La procedura Whistleblowing promuove una cultura aziendale basata su <strong>integrità </strong>ed <strong>etica</strong>. Creare un ambiente in cui i dipendenti si sentono sicuri nel segnalare comportamenti non conformi contribuisce a costruire fiducia e rispetto all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione. Migliora il morale dei dipendenti e riduce il rischio di comportamenti fraudolenti o non corretti. Il Whistleblowing aiuta anche le aziende a mantenere la conformità normativa, identificando e affrontando le violazioni legali o regolamentari in modo tempestivo. Questo evita <strong>sanzioni legali </strong>e danni reputazionali.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Quali sono state le motivazioni dietro l’implementazione della piattaforma Open Blow?</em>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro Gruppo opera in settori dove la <strong>reputazione </strong>e la <strong>credibilità </strong>sono fondamentali. Non solo per attirare e mantenere i <strong>clienti</strong>, ma anche per ingaggiare i <strong>migliori talenti</strong> sul mercato. Implementare la piattaforma Open Blow ci permette di preservare la nostra reputazione e credibilità, identificando e affrontando prontamente comportamenti non conformi. Come azienda gestiamo inoltre una grande quantità di dati sensibili dei nostri clienti, offrire un meccanismo solido per identificare e mitigare rischi operativi è essenziale. La piattaforma consente alla nostra azienda di adottare misure preventive per proteggere sia i propri interessi che quelli dei propri clienti. Le segnalazioni possono fornire preziose informazioni su possibili inefficienze, lacune nei processi o aree in cui i servizi possono essere migliorati. &nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Come funziona la procedura di Whistleblowing tramite la nuova piattaforma?</em>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La piattaforma <a href="https://www.openblow.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Open Blow</a> è gestita in maniera autonoma e indipendente dall’Organismo di Vigilanza nominato ex D.lgs. 231/2001, <strong>senza possibilità di controllo</strong> da parte delle funzioni aziendali. Questo permette di garantire un alto livello di confidenzialità e protezione dell&#8217;identità del segnalante. &nbsp;<br>&nbsp;<br>La procedura prevede i seguenti principali step:&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>1. Canali di segnalazione interna:</em>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il segnalante può inviare la segnalazione tramite la piattaforma software dedicata. In alternativa, può redigere una segnalazione scritta e farla pervenire in busta chiusa alla sede principale dell’azienda, oppure contattare oralmente l’Organismo di Vigilanza.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>2. Contenuto della segnalazione:</em>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Generalità del soggetto che effettua la segnalazione, anche se sono <strong>sempre possibili segnalazioni anonime</strong>. Descrizione completa delle condotte oggetto di segnalazione, con indicazione di chi le ha commesse. La piattaforma consente di rimanere in contatto con l’Organismo di Vigilanza per fornire chiarimenti o integrare documentazione tramite un sistema di messaggistica.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>3. Analisi della segnalazione:</em>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’Organismo di Vigilanza rilascia al whistleblower un avviso di ricevimento entro sette giorni dalla ricezione della segnalazione. Tutte le segnalazioni sono analizzate preliminarmente per verificare la presenza di tutte le informazioni utili a valutare la fondatezza della segnalazione stessa. Se emergono elementi utili, si avviano specifici approfondimenti con le strutture aziendali preposte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se necessario, si sottopongono gli esiti al Consiglio d’Amministrazione per gli opportuni interventi. In caso di assenza di elementi utili o se la segnalazione non rientra nelle casistiche di whistleblowing, la stessa viene archiviata o inoltrata alle funzioni competenti. &nbsp;<br>In ogni caso, l’Organismo di Vigilanza deve dare riscontro alla segnalazione entro tre mesi dall’avviso di ricevimento.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa procedura ci consente di centralizzare e tracciare le segnalazioni in modo accurato, garantendo trasparenza e protezione per tutti i soggetti coinvolti.&nbsp;</p>
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		<title>Il Modello di Comunicazione del Gruppo Soft Strategy-Nethex</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/il-modello-di-comunicazione-del-gruppo-soft-strategy-nethex/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Modello di comunicazione del Gruppo Soft Strategy-Nethex è un progetto in evoluzione e si sviluppa parallelamente alla crescita economico-commerciale delle attività principali. Mirko Giannetti, General Manager di Nethex, Amministratore Delegato di Nethex Care Romania e Responsabile della comunicazione del Gruppo, descrive il piano comunicativo e il lavoro del suo team, che opera su molteplici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Modello di comunicazione del Gruppo Soft Strategy-Nethex è un progetto in evoluzione e si sviluppa parallelamente alla crescita economico-commerciale delle attività principali. <br><a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Mirko Giannetti</a>, General Manager di Nethex, Amministratore Delegato di Nethex Care Romania e Responsabile della comunicazione del Gruppo, descrive il piano comunicativo e il lavoro del suo team, che opera su molteplici fronti.</p>



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		<title>Il Gruppo Soft Strategy su “La Repubblica”</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/il-gruppo-soft-strategy-su-la-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 15:11:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2899</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il racconto del Gruppo da parte di Emanuele Candela su le pagine di “Affari &#38; Finanza”. L&#8217;attenzione di &#8220;Affari e Finanza&#8221; del quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221; è stata richiamata dalle attività del nostro Gruppo. Questo riconoscimento attesta il nostro impegno continuo e ci spinge a perseguire con determinazione obiettivi sempre più ambiziosi.&#160;Ringraziamo il nostro Amministratore Delegato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il racconto del Gruppo da parte di Emanuele Candela su le pagine di <em>“Affari &amp; Finanza”</em></strong>.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attenzione di &#8220;<strong>Affari e Finanza</strong>&#8221; del quotidiano &#8220;<strong>La Repubblica</strong>&#8221; è stata richiamata dalle <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attività </a>del nostro Gruppo. Questo riconoscimento attesta il nostro impegno continuo e ci spinge a perseguire con determinazione obiettivi sempre più ambiziosi.&nbsp;<br>Ringraziamo il nostro Amministratore Delegato <a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Emanuele Candela</a> per essersi reso disponibile a raccontare il trend di crescita costante e la proposta commerciale sempre più ricca ed innovativa delle nostre aziende.</p>



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<h6 class="wp-block-heading"><a href="https://www.softstrategy.it/antonio-marchese-e-il-gruppo-soft-strategy/">Leggi anche l&#8217;intervista ad Antonio Marchese sul Fatturato Soft Strategy 2025</a></h6>
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		<item>
		<title>L’Euro festeggia il suo primo quarto di secolo</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/leuro-festeggia-il-suo-primo-quarto-di-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2834</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al suo venticinquesimo anniversario, rimane il segno più forte di identità europea e resta una moneta stabile e competitiva per le imprese e i cittadini. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Al suo venticinquesimo anniversario, rimane il segno più forte di identità europea e resta una moneta stabile e competitiva per le imprese e i cittadini.&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">25 anni fa, alla vigilia della diffusione dell<strong>’euro </strong>ci si sentiva alle porte di un cambiamento epocale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ad enfatizzarne la portata</strong>, c’era anche chi aveva rispolverato in chiave europea la celebre frase risorgimentale di Massimo D’Azeglio. L&#8217;ex primo ministro citava, a proposito dell’agognata unità d’Italia disse: “ora che l’Italia è fatta, bisogna fare gli italiani”. La scommessa della valuta unica nell’euro-zona era quella di renderci tutti davvero europei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad un quarto di secolo di distanza, con ormai un paio di generazioni che non hanno mai conosciuto la Lira, il Franco, il Marco ecc. la scommessa può dirsi vinta? L’economia del Vecchio Continente ne ha tratto i giusti benefici dal <strong>mondo delle imprese </strong>sino ai <strong>cittadini</strong>? L’Europa è diventata più competitiva nel confronto con i <strong>mercati globali</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schiere di economisti, quando non con celati obiettivi politici, in tutti questi anni ne hanno tracciato vari bilanci con diverse sfumature. L’utopia dell’<strong>unione economica</strong> dell’area euro può dirsi realizzata senza i temuti sconquassi dei pessimisti della prima ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono stati tempi in cui il &#8220;No Euro&#8221; è andato di moda. C’è stato chi come il Regno Unito, che pur non avendo mai aderito all’Euro è proprio uscito dall’Ue. Chi ancora oggi valutando costi e benefici rimpiange le valute nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nel complesso dal punto di vista tecnico l’operazione euro viene considerata un successo dalla maggioranza degli europei. Ciò di cui ci si lamenta riguarda politiche ancora troppo poco omogenee tra i paesi aderenti all’euro-zona come il<strong> Fisco.</strong>&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cammino che ha fatto l’Italia per allinearsi ai parametri viene ancora ricordato come lungo e accidentato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziò nel 1996 con la stagione del risanamento del deficit per rientrare nei <strong>parametri di Maastricht.</strong> Ci vollero diverse manovre economiche e tasse di cui il grande regista fu <strong>Carlo Azeglio Ciampi </strong>alla guida dei dicasteri economici, del governo e poi dello Stato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia senza il risanamento dei suoi <strong>conti pubblici </strong>rischiava di non farcela ad essere parte del gruppo di testa favorevole all’adozione della moneta unica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fianco di Ciampi che poi diventò anche Presidente della Repubblica c’era <strong>Mario Draghi, </strong>al tempo direttore generale del Ministero del Tesoro. Il 31 dicembre 1998 fu fissato il tasso di cambio tra l&#8217;euro e la lira italiana: <strong>un euro corrispondeva a 1.936,27 lire.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 1° gennaio e per i tre anni successivi, l&#8217;euro sarebbe stato utilizzato per le modalità di pagamento non fisiche come le operazioni contabili e finanziarie. Le valute degli Stati che aderiscono alla moneta unica sono state bloccate a un <strong>tasso di cambio stabilito</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo dal <strong>1° gennaio 2002 l’euro entra in circolazione per tutti.</strong> “Un euro sono 2.000 lire” si sentiva dire dai mercati rionali alle banche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i successivi 2 anni ogni cosa aveva un prezzo indicato sia in lire che in euro, mentre c’era la corsa agli sportelli per riconvertire il denaro. Il cambio fisso evitò <strong>fenomeni speculativi</strong>, anche se la sensazione generale dei primi tempi fu “la spesa è raddoppiata, ma gli stipendi sono sempre gli stessi”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti, l&#8217;introduzione dell&#8217;euro ha ridotto i rischi legati alle variazioni dei tassi di cambio. Ha garantito una maggiore stabilità economica per i cittadini e le aziende dell&#8217;euro-zona, che in passato erano soggette a costose fluttuazioni valutarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aumento dei prezzi in effetti di verificò, ma è sempre stato tenuto sotto controllo. La prova è che dagli anni ’70 agli anni ’90 l’Italia registrava in media tassi di <strong>inflazione </strong>dell’11,5% all’anno, con punte superiori al 20%.&nbsp;&nbsp;Con l&#8217;introduzione dell&#8217;euro, l&#8217;inflazione è diminuita, anche se alcuni settori hanno aumentato i prezzi durante il passaggio dalla lira all&#8217;euro. Fino al <strong>2020 </strong>l&#8217;inflazione sembrava essere scomparsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi due anni l’inflazione in realtà è tornata a crescere in presenza di alcuni fattori come la <strong>pandemia </strong>e poi con l’<strong>invasione russa dell’Ucraina.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inflazione italiana non è mai più tornata su quei livelli. Nonostante ciò, è parere diffuso che la politica delle <strong>banche centrali </strong>per controllare i prezzi non si è sempre rivelata efficace. Oggi l’euro è la moneta di 20 stati membri dell’Unione europea. L’ultima ad aderire è stata la <strong>Croazia </strong>che ha introdotto la moneta comune il primo gennaio 2023.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Bruxelles</strong>, i responsabili delle politiche elencano tra i benefici la semplicità con cui i prezzi possono essere paragonati tra nazioni. Questo promuove la <strong>competizione tra le aziende </strong>a favore dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo, la <strong>costanza dei prezzi</strong> e il fatto che la valuta unica facilita, rendendi più sicuro per le aziende comprare e vendere nell&#8217;area dell&#8217;euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi una maggiore stabilità e crescita economica, la maggiore<strong> integrazione dei mercati finanziari</strong> e dunque una maggiore influenza dell’area euro sull’economia globale. Tutto ciò rende l’euro la seconda <strong>valuta di riserva</strong> più popolare al mondo dopo il dollaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segno tangibile dell’<strong>identità europea </strong>attraverso la sua valuta unica può essere oggetto di diversi punti di vista. Molti di questi riemergono ora nella campagna elettorale per le <strong>elezioni europee di giugno. </strong>Tuttavia,<strong> </strong>ma questi 25 anni sono stati all’insegna di una <strong>gestione prudente dell’euro-zona.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua solidità lo rende costantemente appetibile per le aziende globali che intrattengono rapporti commerciali con l&#8217;Europa, accettando prezzi espressi in tale moneta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo permette alle compagnie europee di risparmiare sui costi legati alle fluttuazioni dei tassi di cambio e ai costi di conversione dell&#8217;euro in altre monete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;euro è la moneta preferita per quasi il <strong>40% dei pagamenti transnazionali</strong> a livello globale e per quasi metà delle <strong>esportazioni</strong> dell&#8217;UE a livello globale. Tutti elementi che si sono rafforzati nel corso degli anni e che hanno garantito una certa stabilità. Nella storia documentata fino ad ora, ha realmente protetto gli europei dagli &#8220;shock&#8221; economici globali e ha saputo favorire lo sviluppo dell&#8217;impresa libera made in Eu.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Industria 4.0 e Smart Factory</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/industria-4-0-e-il-modello-di-business-della-smart-factory-messi-ai-raggi-x/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 10:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;industria 4.0 e il modello della Smart Factory messi ai raggi X. Sono due modelli che stanno funzionando? Cosa stiamo imparando a riguardo? Di Industria 4.0 e Smart Factory si parla ormai da anni. Sono tanti gli aggiornamenti per rendere effettiva la trasformazione nella sostenibilità con cui le aziende producono e gestiscono i loro processi. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;industria 4.0 e il modello della Smart Factory messi ai raggi X. Sono due modelli che stanno funzionando? Cosa stiamo imparando a riguardo?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di Industria 4.0 e Smart Factory si parla ormai da anni. Sono tanti gli aggiornamenti per rendere effettiva la trasformazione nella sostenibilità con cui le aziende producono e gestiscono i loro processi. Questo concetto fu coniato in <a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/05/24/14276/">Germania</a> nel contesto della strategia di automazione industriale. Anche in Italia nel 2016 questa era la denominazione di un ambizioso piano varato dal governo. Si aveva l&#8217;obiettivo di dare vita a una nuova era di innovazione tecnologica e cambiamenti radicali nel panorama industriale. E oggi quali effettivi progressi possiamo registrare? Di certo, al cuore di questa evoluzione, si è unita la nozione di Smart Factory. Un modello di business all&#8217;avanguardia che sfrutta le tecnologie avanzate per ottimizzare la produzione e la gestione aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto generale di Industria 4.0 si basa su una serie di tecnologie chiave che convergono per trasformare l&#8217;ambiente produttivo. Queste tecnologie includono l&#8217;Internet delle Cose (IoT), l&#8217;intelligenza artificiale (IA), la robotica avanzata, la stampa 3D e l&#8217;analisi dei dati. L&#8217;obiettivo è creare un ecosistema in cui le macchine, i dispositivi e i sistemi possono comunicare tra loro in tempo reale. Così facendo aumenta l&#8217;efficienza, la flessibilità e la personalizzazione dei processi produttivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La connettività è un elemento chiave di questa trasformazione. Dispositivi e macchine sono interconnessi attraverso reti intelligenti, consentendo una raccolta continua di dati in tempo reale. Questi dati vengono poi analizzati per ottenere informazioni utili, ottimizzare le prestazioni e prevedere guasti potenziali. In questo contesto, l&#8217;IoT gioca un ruolo di primo piano. Consente la raccolta di dati da sensori posti su macchinari, prodotti e risorse umane. Va ad alimentare un flusso costante di informazioni utili per la presa di decisioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria 4.0 e Smart Factory che impatto hanno sulle aziende? </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come già accennato, al centro dell&#8217;Industria 4.0 si trova la Smart Factory. Questa incorpora l&#8217;uso intelligente delle tecnologie emergenti per migliorare ogni aspetto della produzione e della gestione aziendale. Nella Smart Factory, i processi di produzione sono altamente automatizzati e flessibili, adattandosi rapidamente alle variazioni della domanda e alle esigenze dei clienti. La digitalizzazione poi è un fattore abilitante della Smart Factory. I dati generati dalle diverse fasi della produzione vengono raccolti, elaborati e utilizzati per ottimizzare le operazioni. Le <a href="https://www.softstrategy.it/services/rpa/">macchine </a>sono dotate di sensori avanzati che monitorano le prestazioni in tempo reale, consentendo interventi rapidi in caso di problemi o inefficienze. La produzione diventa più razionale e sostenibile, con una riduzione degli sprechi e un utilizzo ottimizzato delle risorse di ogni tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione verso l&#8217;Industria 4.0 e la Smart Factory porta dunque un impatto significativo sulla catena del valore e sul modello di business delle aziende? Gli studi, ma anche le best practices monitorate rispondono sì, senza dubbi.  La produzione diventa più personalizzata, consentendo alle aziende di rispondere in modo più flessibile alle esigenze dei clienti. La riduzione dei tempi di produzione e l&#8217;ottimizzazione dei processi portano a una maggiore efficienza operativa e a una migliore competitività sul mercato. Il modello di business della Smart Factory si basa infatti sulla creazione di ecosistemi digitali che collegano l&#8217;intera catena del valore. Le aziende collaborano in modo più stretto con fornitori, partner e clienti. Crea una rete interconnessa in cui le informazioni circolano in armonia senza soluzione di continuità. La condivisione di dati in tempo reale consente una pianificazione più accurata, una produzione più efficiente e una gestione della supply chain più ottimizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali problematiche sono emerse? </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i numerosi vantaggi offerti dall&#8217;Industria 4.0 e dalla Smart Factory, ci sono anche problematiche da affrontare. La sicurezza informatica diventa una priorità, la crescente connettività aumenta il rischio di attacchi informatici. Inoltre, la transizione verso un modello di business più digitale richiede investimenti significativi in formazione e infrastruttura tecnologica. Gli studi di fattibilità convergono nel sostenere che le aziende che si convertono ad Industria 4.0 possono guadagnare un vantaggio competitivo significativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La creazione di prodotti altamente personalizzati e la risposta rapida alle mutevoli esigenze del mercato diventano a portata di mano. Le imprese rimangono agili in un ambiente commerciale in continua evoluzione. Ed ormai è diventato crescente il numero di aziende native digitalmente che con le loro performance sono il vero termometro del cambiamento. Realtà dove la convergenza delle tecnologie emergenti sta trasformando radicalmente la produzione e la gestione aziendale, creando nuove opportunità e sfide. Le aziende che abbracciano questa trasformazione appaiono in grado di posizionarsi in modo competitivo nel panorama economico globale. Questo posizionamento ridefinisce il concetto stesso di produzione e aprendo la strada a un futuro più innovativo e sostenibile.</p>
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		<title>Le tecnologie digitali per un futuro sostenibile</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/le-tecnologie-digitali-per-un-futuro-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostenibilità e digitale definiscono un nuovo modello economico pronto per la sfida della competitività  Le tecnologie digitali sono importanti per diffondere la sostenibilità e contribuire a un futuro più attento all&#8217;ambiente e alle persone. Un incrocio che sta mostrando diverse possibilità già presenti oggi in progetti che possono fare la differenza e segnare un cambiamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sostenibilità e digitale definiscono un nuovo modello economico pronto per la sfida della competitività </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>tecnologie digitali </strong>sono importanti per diffondere la <strong>sostenibilità </strong>e contribuire a un futuro più attento all&#8217;ambiente e alle persone. Un incrocio che sta mostrando diverse possibilità già presenti oggi in progetti che possono fare la differenza e segnare un cambiamento reale tra il passato e il futuro. Vediamo dunque in quali settori produttivi tecnologia e sostenibilità stanno mettendo in moto nuovi scenari. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Efficienza Energetica e Riduzione degli Impatti Ambientali</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"> Un aspetto fondamentale della sostenibilità digitale è l&#8217;adozione di tecnologie che riducono l<strong>&#8216;impatto ambientale</strong>. Se si osservano le soluzioni di <strong><a href="https://www.softstrategy.it/services/governance-pmo/">cloud computing</a></strong>, si può già apprezzare in pieno come le aziende condividono risorse informatiche, riducendo la necessità di infrastrutture hardware fisiche. Progetti come il &#8220;<strong>Green Cloud</strong>&#8220;, per esempio, usano <strong>energia rinnovabile</strong> per i data center, riducendo l&#8217;impatto ambientale della domanda di risorse informatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I provider cloud, infatti, sono più ecologici ed efficienti dei server aziendali o dei data center locali. Ciò grazie alla capacità finanziaria per investire in tecnologie d&#8217;alimentazione e raffreddamento nuove, progettate per consumare meno, che rendono l’elevato numero di server gestionali meno impattanti. Inoltre, l’utilizzo di servizi in cloud si basa su risorse condivise, come reti, macchine di calcolo e strutture fisiche, pensate per essere sfruttate con meno sprechi possibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Economia Circolare e Digitalizzazione dei Processi Produttivi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"> La digitalizzazione dei <strong>processi produttivi </strong>è un altro ambito chiave in cui le tecnologie possono favorire la sostenibilità. L&#8217;implementazione di soluzioni<strong> IoT (Internet of Things) </strong>e sistemi di tracciamento digitale possono ottimizzare la gestione delle risorse e favorire l&#8217;economia circolare. Progetti pilota, come la<strong> tracciabilità digitale </strong>dei prodotti lungo l&#8217;intera catena di produzione, stanno emergendo come modelli utili per ridurre gli sprechi e migliorare l&#8217;efficienza delle risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando la crescita esponenziale di dispositivi e sistemi connessi, l&#8217;elaborazione e l&#8217;analisi dei dati sta diventando il motore per la digitalizzazione della nostra economia, società e ambiente. Con i dispositivi sempre più intelligenti, l&#8217;IoT è al centro della trasformazione digitale, integrando dispositivi, dati, calcolo e connettività.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;<strong>Mobilità Sostenibile e Tecnologie Intelligenti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"> Il settore della mobilità è un altro campo in cui le tecnologie digitali stanno rivoluzionando il modo in cui ci spostiamo, contribuendo significativamente alla sostenibilità ambientale. Progetti di mobilità condivisa, basati su app, sistemi di guida intelligente e veicoli elettrici alimentati da <strong>energie rinnovabili, </strong>stanno cambiando la mobilità urbana in modo più sostenibile. La tecnologia cerca sempre soluzioni innovative per ridurre gli effetti della transizione ecologica sulla vita quotidiana. </p>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;<strong>Smart Cities per una Vita Urbana Sostenibile</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"> Le smart cities rappresentano un modello in cui le strategie digitali vengono integrate per migliorare la qualità della vita urbana riducendo al contempo l&#8217;impatto ambientale. Sensori intelligenti possono monitorare il consumo energetico, ottimizzare la gestione dei rifiuti e migliorare il traffico, contribuendo a città più efficienti e sostenibili. Copenaghen ha l&#8217;obiettivo di diventare la prima città al mondo completamente neutra dal punto di vista climatico entro il 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le smart cities sono anche italiane, come Firenze, Bologna e Milano che hanno <strong>dotazioni tecnologiche abilitanti </strong>come reti TLC, trasporti, energia, territorio e ambiente (infrastrutture di base); piattaforme di delivery in grado di elaborare e valorizzare i big data del territorio, migliorare i servizi esistenti e crearne di nuovi (service delivery platform); applicazioni e servizi mobile e web, ecosistemi innovativi locali basati sul digitale (smart economy).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Inclusione Digitale per Tutti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"> La sostenibilità digitale non riguarda solo l&#8217;ambiente, ma anche le persone. Progetti che promuovono l&#8217;inclusione digitale sono fondamentali per garantire che tutti possano beneficiare delle opportunità offerte dalle tecnologie moderne. Iniziative come la fornitura di <strong>connettività a comunità remote</strong> o programmi di alfabetizzazione digitale sono esempi di come la tecnologia può essere utilizzata per ridurre le disparità e migliorare la vita delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Unione europea ha creato la <strong><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-skills-coalition">European Digital Skills and Jobs Coalition</a> </strong>per affrontare la carenza di competenze digitali in Europa. L&#8217;obiettivo è di rafforzare la collaborazione tra settore pubblico e privato, promuovere l&#8217;alfabetizzazione digitale e ridurre il divario di competenze digitali. Esiste poi la <strong>Digital Opportunity Traineeships</strong>, iniziativa mirata a fornire esperienze pratiche nell&#8217;ambito digitale ai giovani, inclusi stage e tirocini. L&#8217;obiettivo è di fornire loro le competenze necessarie per affrontare le sfide del mercato del lavoro digitale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La competitività delle soluzioni sostenibili</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecnologie digitali in buona sostanza hanno un potenziale in costante crescita, sono da considerare a pieno titolo un catalizzatore fondamentale per la sostenibilità ambientale e sociale. I progetti avviati in tutto il mondo stanno dimostrando che è possibile coniugare l&#8217;innovazione digitale con la <strong>social responsability</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera sfida sarà la <strong>competitività </strong>di queste soluzioni, quanto sostegno sarà dato alle ulteriori, necessarie ricerche e iniziative, e gli esiti di una estesa collaborazione globale che faccia risultare semplicemente più conveniente il nuovo paradigma applicato agli stili di vita.&nbsp;</p>
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		<title>La Sanità digitale e l&#8217;AI</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/la-sanita-digitale-e-lai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2024 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'intelligenza artificiale applicata al settore sanitario è in piena espansione e si immagina che a breve cambierà il volto dell'assistenza medica in tutto il mondo.<br />
Si aprono nuove opportunità, impensabili sino a poco tempo fa, e nel contempo si affacciano sullo sfondo rischi da gestire.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Decollano i progetti di intelligenza artificiale nel settore sanitario</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Sanità Digitale e l&#8217;AI applicata al <strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">settore sanitario</a></strong> sono in piena espansione e si immagina che a breve cambierà il volto dell&#8217;assistenza medica in tutto il mondo. Si aprono nuove opportunità, impensabili sino a poco tempo fa, e nel contempo si affacciano sullo sfondo rischi da gestire. <br>La pandemia alle nostre spalle ha accelerato ulteriormente l&#8217;adozione di soluzioni basate sull&#8217;IA per gestire il <strong>carico di lavoro</strong>, migliorare la <strong>diagnosi </strong>e supportare la <strong>ricerca scientifica.</strong> Il suo utilizzo in sanità è infatti realtà in diverse aree, tra cui la diagnosi, il trattamento, la gestione dei dati sanitari e la ricerca. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’OMS fissa le regole per una Digital Health etica e sicura&nbsp;</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, l&#8217;<strong><a href="https://www.salute.gov.it/portale/rapportiInternazionali/menuContenutoRapportiInternazionali.jsp?lingua=italiano&amp;area=rapporti&amp;menu=mondiale">Organizzazione Mondiale della Sanità</a></strong> (OMS) ha pubblicato le <strong>linee guida</strong> per l&#8217;implementazione sicura e etica dell&#8217;intelligenza artificiale in ambito sanitario. E l&#8217;Italia, coinvolta in vari progetti all&#8217;avanguardia per sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;IA nella sanità, ne deve tener conto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee guida dell’OMS, sviluppate in collaborazione con esperti mondiali, mirano a garantire che la digital health sia utilizzata in modo <strong>etico, sicuro ed efficace</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, l&#8217;OMS sottolinea l&#8217;importanza di:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>garantire l&#8217;<strong>equità nell&#8217;accesso e nell&#8217;uso della tecnologia in sanità</strong>. L&#8217;IA potrebbe contribuire a creare disparità se non viene sviluppata in modo appropriato. Ad esempio, se i dati usati per addestrare gli algoritmi di diagnosi non rappresentano tutte le persone, l&#8217;uso di questi algoritmi potrebbe dare risultati sbagliati. Bisogna, invece, garantire la diversità e la rappresentatività dei dati utilizzati nell&#8217;addestramento degli algoritmi, nonché monitorare costantemente l&#8217;equità nell&#8217;accesso ai servizi.&nbsp;&nbsp;</li>



<li>mantenere il tema della <strong>responsabilità </strong>e della<strong> trasparenza </strong>sotto il controllo dei governi nazionali<strong>. </strong>Gli operatori sanitari e i fornitori di servizi basati sull&#8217;IA devono essere chiari riguardo alle limitazioni e agli obiettivi delle tecnologie utilizzate. In caso di errore o danno, è essenziale stabilire chi è responsabile. Questa chiarezza viene ritenuta fondamentale per la<strong> fiducia dei pazienti</strong> e la responsabilità legale.&nbsp;</li>



<li>adottare <strong>standard di sicurezza e privacy</strong> rigorosi per proteggere i dati dei pazienti. L&#8217;IA richiede un accesso a dati sensibili, e pertanto è necessario dare certezza che tali dati siano protetti in modo adeguato da accessi non autorizzati. La sicurezza dei sistemi artificiali in sanità è essenziale per evitare il rischio di violazioni dei dati e di accessi indesiderati.&nbsp;&nbsp;</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sanità Digitale e AI: I progetti &#8220;AI4Health&#8221; e &#8220;Sanità 4.0&#8221; </strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>AI4Health</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Italia la Sanità Digitale e l&#8217;AI hanno fatto fare al digital health importanti progressi. Una delle iniziative più significative è il progetto &#8220;<strong>AI4Health,&#8221;</strong> che mira a promuovere la ricerca, l&#8217;<strong>innovazione e la formazione.</strong> Un progetto che coinvolge numerosi partner, tra cui istituti di ricerca, ospedali e aziende del settore tecnologico.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">AI4Health mira a migliorare le diagnosi mediche con algoritmi di apprendimento automatico, creando strumenti per gestire i dati sanitari e ottimizzando la gestione delle risorse ospedaliere. L&#8217;obiettivo è migliorare il servizio sanitario per i cittadini italiani che affrontano crisi nella<strong> sanità pubblica,</strong> come <strong>liste d</strong>&#8216;<strong>attesa </strong>lunghe e mancanza di medici.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sanità 4.0</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro progetto italiano degno di nota è &#8220;<strong>Sanità 4.0</strong>,&#8221; che si concentra sull&#8217;adozione delle tecnologie digitali proprio nel <strong>sistema sanitario nazionale</strong>. Questo progetto mira a migliorare l&#8217;accesso ai servizi sanitari, la qualità delle cure e l&#8217;efficienza del sistema. L&#8217;obiettivo è utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale per velocizzare le<strong> decision</strong>i mediche. Inoltre, si mira a migliorare la <strong>previsione delle malattie</strong> e ottimizzare la <strong>gestione delle risorse sanitarie, </strong>grazie anche ad una stretta collaborazione tra<strong> pubblico e privato</strong>. Le <strong>aziende</strong>, insieme agli <strong>enti governativi </strong>e agli <strong>ospedali</strong>, lavorano insieme per sviluppare soluzioni innovative. Una sinergia tesa a far funzionare meglio, in modo innovativo tutti gli ambiti interessati. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sanità Digitale e AI nella diagnosi delle malattie</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio concreto, di come l&#8217;IA stia rivoluzionando la sanità italiana, è l&#8217;uso di algoritmi di apprendimento automatico nella <strong>diagnosi </strong>delle malattie. Questi strumenti analizzano un&#8217;alta quantità di dati medici e storici. Lo scopo è trovare segnali e pattern che le persone potrebbero non notare. Ad esempio, possono aiutare nella diagnosi precoce di malattie o migliorare le possibilità di guarigione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, le banche dati sono fondamentali per predire l&#8217;<strong>andamento di epidemie e pandemie</strong>, come dimostrato dalla gestione e contenimento della diffusione del COVID-19. La Sanità Digitale e l&#8217;AI permettono di avere modelli predittivi basati sull&#8217;IA si sono rivelati utili a identificare zone a rischio e a pianificare le risorse in modo più efficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il supporto ai professionisti della sanità appare dunque evidente attraverso l’accesso a <strong>procedure più semplificate</strong> e a <strong>costi contenuti. </strong>Basti pensare agli <strong>screening</strong> utilizzando sistemi di valutazione automatizzata delle immagini nel percorso diagnostico. Anche lo <strong>studio delle infezioni </strong>può essere semplificato con software che collegano i dati globalmente e usano l&#8217;intelligenza artificiale per prevedere il futuro e sviluppare strategie sanitarie efficaci.<strong> </strong> </p>
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		<title>Consolidare, deconsolidando. Il 2023 del Gruppo Soft Strategy nelle parole di Antonio Marchese</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/consolidare-deconsolidando-il-2023-del-gruppo-soft-strategy-nelle-parole-di-antonio-marchese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 11:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2186</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una “People First Company” sostenibile e responsabile, ossessionata dai bisogni del cliente, in continuo e necessario mutamento per ambire ad essere “best of breed” nel mercato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Una “People First Company” sostenibile e responsabile, ossessionata dai bisogni del cliente,</em> <em>in continuo e necessario mutamento per ambire ad essere “best of breed” nel mercato.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiusura dell’anno è un momento decisivo all’interno di ogni realtà aziendale. È l’occasione per tirare le somme sul lavoro svolto, valutare i propri punti di forza e gli aspetti su cui lavorare, in vista di una ripartenza ancora più strutturata e vincente nell’anno che sta per iniziare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una “People First Company”: le persone e la loro competenza sono i veicoli del nostro brand</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fine di questo 2023 ha offerto la gradita occasione di poter raccogliere il punto di vista di Antonio Marchese, Executive Chairman del Gruppo Soft Strategy-Nethex. L’azionista del Gruppo si sofferma a sottolineare la connessione tra gli ottimi risultati raggiunti e la strategia adottata dal Gruppo che vede&nbsp;&nbsp; le persone al centro di un laborioso ecosistema. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una “People First Company” dove le persone sono il motore trainante, il cuore pulsante di ogni genere di attività, in cui la componente umana diventa un veicolo di brand identity grazie alla cultura aziendale, al knowledge verticale, alla competenza delle nostre persone”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Customer Obsession: un’attenzione maniacale nel comprendere le esigenze del cliente</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Se la cultura e la conoscenza sono ciò che fa la differenza con il cliente, un’attenzione meticolosa è ciò che permette al gruppo di garantire soluzioni di valore. Non si tratta di essere banalmente accondiscendenti, ma di comprendere a fondo le esigenze dei clienti e di poter fornire soluzioni innovative ed adeguate. Un ascolto profondo, un’ossessione appunto, che porta però a dare un reale e tangibile valore aggiunto al cliente finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Esportare la nostra brand awareness vuol dire questo, diffondere il nostro atteggiamento e la nostra cultura del lavoro all’interno e all’esterno dell’organizzazione, nella relazione con i clienti e con tutti gli stakeholders”, afferma Antonio Marchese. La gestione quasi “ossessiva” del cliente porta ad impiegare un’attenzione particolare alla cura delle relazioni di partnership, alla coerenza e qualità dei progetti avviati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dove stiamo andando: la direzione assunta dal Gruppo Soft Strategy negli ultimi anni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">“I risultati straordinari che abbiamo raggiunto finora, e nel 2023 in particolare, non sono frutto del caso, ma di una strategia ben consolidata ed estremamente chiara.”&nbsp; Il Gruppo ha implementato una strategia di consolidamento dopo la cessione della start up InnovateApp ed un Ramo d’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Come è possibile consolidare, deconsolidando? Semplice, consolidando meglio. Abbiamo ceduto un ramo aziendale che svolgeva un’attività dove non ci sentivamo confidenti, investendo in un’unità di Management Consulting verticale sul CRM che è un’area di business attigua a quanto Nethex fa da anni.” Avvicinare le attività delle due aziende per renderle compenetrabili e sinergiche, per favorire il cross selling e per combinare due lati della stessa competenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio della riuscita di questa strategia è il caso di successo della nostra divisione Service Desk: “Facendo convergere le competenze di Soft Strategy BIT nell’IT e di Nethex Care nella gestione del cliente, abbiamo acquisito importanti quote di mercato in un settore in forte espansione.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Combinando esperienze e competenze differenti si è riusciti a dare uno slancio importante alle attività in ambito CRM, un settore complesso e che vive una forte contrazione negli ultimi tempi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sostenibilità ed evoluzione societaria</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema della sostenibilità, oltre che sul versante sociale e ambientale su cui Soft Strategy si impegna quotidianamente, Marchese punta i riflettori sulla sostenibilità dell’azienda. “Sostenibilità vuol dire anche responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo tutto quello che Soft Strategy ha prodotto è stato reinvestito per intero, per garantire sostenibilità all’azienda e trasmettere senso di responsabilità nei confronti di tutti gli stakeholders”. Il Gruppo Soft Strategy cammina sulle proprie gambe, con modalità solide e stabili puntando a garantire un futuro sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggi l&#8217;intervista di Antonio Marchese sul <a href="https://www.softstrategy.it/antonio-marchese-e-il-gruppo-soft-strategy/">Fatturato Soft Strategy 2025</a></p>
<p>The post <a href="https://www.softstrategy.it/consolidare-deconsolidando-il-2023-del-gruppo-soft-strategy-nelle-parole-di-antonio-marchese/">Consolidare, deconsolidando. Il 2023 del Gruppo Soft Strategy nelle parole di Antonio Marchese</a> appeared first on <a href="https://www.softstrategy.it">Soft Strategy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Report dell’Annual Company Event 2023 del Gruppo Soft Strategy-Nethex</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/report-dellannual-company-event-2023-del-gruppo-soft-strategy-nethex/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 10:19:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un selfie finale con fotocamera frontale puntata sulla platea per fotografare un 2023 di svolta nella storia del gruppo Soft Strategy-Nethex. </p>
<p>L’anno dei 50 milioni di valore della produzione, un numero che sancisce l’ingresso tra le grandi aziende italiane, è stato ripercorso nella calda atmosfera di un evento molto partecipato alle Officine Farneto di Roma, lo scorso 5 dicembre.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/Corpo-2.jpg" alt="" class="wp-image-2184" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un selfie finale con fotocamera frontale puntata sulla platea per fotografare un 2023 di svolta nella storia del gruppo Soft Strategy-Nethex.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/selfie-evento-annuale-2023_edit-1.png" alt="" class="wp-image-2162" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno dei<strong> 50 milioni di valore della produzione</strong>, un numero che sancisce l’ingresso tra le<strong> grandi aziende italiane</strong>, è stato ripercorso nella calda atmosfera di un evento molto partecipato alle Officine Farneto di Roma, lo scorso 5 dicembre. E, a proposito di quella simbolica foto di gruppo, il filo conduttore è stato proprio quello dell’<strong>unità d’intenti</strong>: tutti, con il proprio lavoro, hanno reso possibile il raggiungimento di risultati che lanciano il gruppo verso una nuova frontiera di sviluppo, all’insegna dell’integrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I servizi Operate guideranno l’evoluzione della nostra offerta</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/MG_8647-1-1200x800.jpg" alt="" class="wp-image-2154" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ad una crescita “sana e sostenibile”ha fatto richiamo anche <strong>Emanuele Candela, Amministratore Delegato </strong>del Gruppo, “senza perdere di vista la dimensione umana”<strong>,</strong> come evidenziato anche nel theme che ha introdotto il suo intervento. Candela ha proseguito mostrando il panel di aziende leader che hanno scelto Soft Strategy Group nel 2023 in aggiunta a quelle storiche: “Abbiamo risposto a più di 50 gare, di cui più di 20 pubbliche. Abbiamo verticalizzato su nuove competenze (DevOps, Salesforce, Service Desk, per fare alcuni esempi) che si sono affiancate a quelle tradizionali e che hanno contribuito al valore della produzione attualmente raggiunto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo una menzione alla startup Nethex Care con sede in<strong> Romania</strong>, Candela si è concentrato sul piano industriale: “Ci stiamo posizionando sui ‘servizi Operate’. L’integrazione delle nostre competenze di business e tecnologiche quest’anno avverrà avviando 4 tavoli di sperimentazione: <strong>esternalizzazione delle vendite, gestione delle frodi, service desk evoluto, code &amp; test automation</strong>”. Queste sono le direttrici che guideranno l’evoluzione della nostra offerta”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spazio anche al <strong>sociale.</strong> L’AD del Gruppo ha ricordato l’investimento fatto con la <strong>onlus Interlife,</strong> in un progetto sostenuto anche dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per il reinserimento lavorativo di famiglie in India, che ha portato ad aiutare migliaia di persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conclusione è dedicata alle<strong> risorse umane</strong>: “Quest’anno abbiamo oltre il +20% di nuovi colleghi, abbiamo erogato più di 11.000 ore di formazione, abbiamo il 60% di donne in organico, la nostra età media è di 39 anni.In totale<strong> 1.500 persone lavorano per noi e, a tutte loro, va il mio grazie</strong>”.<strong>&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cercare di portare, in quello che facciamo, sempre qualcosa di nuovo</strong><strong></strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/MG_8684-1200x800.jpg" alt="" class="wp-image-2153" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Annual Company Event</strong>, al quale hanno partecipato anche i clienti, ha visto poi avvicendarsi sul palco i tre direttori generali del Gruppo, che sono entrati nel dettaglio delle loro rispettive attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo a salire sul palco è stato <strong>Matteo Barbieri, General Manager di Soft Strategy, </strong>ha da subito messo in evidenza il progresso significativo delle operazioni nel settore <strong>Transportation &amp; Logistics</strong>. “Siamo cresciuti in termini di volumi, di competenze di ambito, di relazioni con il cliente e di qualità del servizio erogato, con progetti chiave che partono dall’introduzione delle metodologie Agile e DevOps all’avvio di una Test Factory, giusto per fare alcuni esempi.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo di <strong>ingegneria dell’offerta</strong>, invece, “ha lavorato trasversalmente alle BU integrando le competenze già solide in ambito CRM con tecnologia e consulenza, facendoci apprezzare ad esempio per la consulenza sulla customer experience”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pensiero va poi al 2024: “Abbiamo ragionato su nuove iniziative per mettere insieme le varie anime dell’azienda, offrire soluzioni innovative di valore per il cliente, creare un’offerta distintiva per il mercato. Un esempio di questo piano strategico può essere rappresentato dall’<strong>automazione del test</strong>, da veicolare in risposta alle gare cui parteciperemo il prossimo anno.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando di numeri, “le <strong>risorse umane </strong>sono cresciute più del 70%; le <strong>certificazioni </strong>ottenute sono state più di 20; siamo stati premiati come “<strong>Campioni della Crescita</strong>” dal quotidiano La Repubblica, posizionandoci tra le prime 20 aziende in Italia per via di un fatturato cresciuto del 149.49% nel triennio 2020-2022”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non è finita qui. Per il nuovo anno Barbieri si pone l’obiettivo di un ulteriore tasso di crescita del 40%, non dimenticando mai cosa anima davvero il team di Management Consulting nel suo operato, ovvero “il cercare di portare, in quello che facciamo, sempre qualcosa di nuovo”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il 2023 è stato l’anno della maturità</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/MG_8714-1200x800.jpg" alt="" class="wp-image-2156" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Michele Mastrella, General Manager di Soft Strategy BIT, </strong>oltre ai numeri della crescita, ha raccontato lo sviluppo di nuove competenze e la quantità di sfide tecnologicheaffrontate nel 2023: “Lo abbiamo fatto nel mondo <strong>GIS</strong>, in ambito<strong> Data e Intelligenza Artificiale, </strong>nell’<strong>RPA </strong>e riguardo gli <strong>sviluppi nel mondo cloud</strong>. E, mi sento di dire, che questo è stato l’<strong>anno della maturità</strong>, consapevoli e interpreti della trasformazione nella quale stiamo crescendo, anche nella responsabilità individuale nelle sfide che ci attendono”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I progetti in cui BIT è coinvolta sono variegati e affascinanti, come quello inerente alla <strong>diagnostica dei pantografi dei treni</strong>: “Se prendete un treno, probabilmente vi capiterà di passare sotto un sistema di monitoraggio che gira grazie ad un software realizzato da Soft Strategy BIT”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O come quello che ha riguardato un <strong>sistema di bigliettazione in ambito Beni Culturali</strong>: “Una sfida ad elevato grado di difficoltà, conclusa in un mese di intenso lavoro in cui tutti hanno dato il massimo, affrontando un notevole stress, ma portando a casa il risultato”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una realtà che si proietta oltre il presente con prospettive di miglioramento considerevoli: aumentare la produzione del 2023 del 12%, aumentare del 68% l’organico attualmente a disposizione, andare oltre il doppio delle certificazioni conseguite nel 2023. Come sintetizzato nella citazione che Michele Mastrella ha preso in prestito dal guru dell’informatica Nicholas Negroponte: “<em>Computing is not about computers anymore. It&#8217;s about living</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per essere i migliori bisogna sapersi adattare al cambiamento</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/5-dicembre-1200x801.jpg" alt="" class="wp-image-2157" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mirko Giannetti, General Manager di Nethex e CEO di Nethex Care Romania</strong>, anche attraverso video emozionali realizzati da lui stesso e dal team comunicazione da lui coordinato, ha ripercorso i momenti più significativi del 2023. A partire dalla nascita di <strong>Nethex Care Romania</strong>, con oltre 100 nuove assunzioni, la quale è stata premiata in qualità di <strong>migliore startup in Romania</strong> (premio Sky CRM). Come lo sviluppo di una nuova applicazione per il monitoraggio dei dati interni. Senza dimenticare i <strong>12 nuovi clienti </strong>di primaria importanza nei principali verticali di mercato portati in seno all’azienda e la costituzione di <strong>Nethex Finance</strong> per gestire e vendere servizi in ambito finanziario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Importante, poi, la sottolineatura sul lavoro svolto in merito alla comunicazione interna ed esterna: “In questi 12 mesi abbiamo sviluppato un <strong>portale interno</strong>, Nethex Go!, per i nostri operatori. La comunicazione sui <strong>social </strong>è esplosa per quel che riguarda le interazioni sui 9 profili aziendali presidiati. Abbiamo poi partecipato ad <strong>eventi solidali</strong> di particolare valore come la “Race For the Cure” e abbiamo organizzato eventi di team building, sia sportivi sia di svago, con il nuovo logo <strong>“beyond the desk”</strong> a fare da trait d’union. Tutto questo è avvenuto ovviamente non trascurando il business: nel difficile momento vissuto dal mercato CRM, la società ha portato il <strong>valore della produzione ad un +45%.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Giannetti ha lasciato poi la parola ai componenti del suo team, per analizzare con maggiori dettagli gli obiettivi sfidanti con cui ogni giorno la sua squadra si è dovuta confrontare: Pierpaolo Benedetti, per quel che concerne la nuova linea di business del Service Desk; Danilo Eugani, in merito ai risultati conseguiti dall’area Digital Sales, Giovanni Palmieri, per un focus sulla nascita e la rapida evoluzione di Nethex Care Romania; Lorena Marzolo, relativamente ai numeri e ai traguardi raggiunti dalla business unit Care.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché ci definiamo una “People First Company”?</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/MG_8919-1200x800.jpg" alt="" class="wp-image-2158" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Antonio Marchese</strong>, <strong>Executive Chairman</strong>,ha preso la parola considerando come “impressionanti” i risultati ottenuti nel 2023. Ha poi ringraziato tutti gli staff che hanno dato il loro contributo al progetto industriale: “Per questo ci definiamo una ‘<strong>People First Company’</strong> che mette a disposizione l’azione, le competenze, la cultura, il knowledge delle sue risorse per la <strong>cura maniacale delle</strong> <strong>esigenze dei clienti</strong>. E lo stesso vale per le relazioni, uno dei fattori chiave dei nostri successi è anche nel network che abbiamo creato e curiamo costantemente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marchese ha ricordato anche le <strong>gare</strong> cui il Gruppo ha partecipato.Numerose quelle vinte. Ma anche quelle non andate a buon fine sono state un insegnamento e soprattutto sono volutamente servite in un’ottica di <strong>posizionamento</strong> accanto a giganti che fatturano centinaia di miliardi: “Anche dove non abbiamo vinto ci siamo fatti conoscere, e questo tornerà utile nel domani, tenendo a mente il celebre ‘<em>yes we can</em>’ di obamiana memoria. Il tutto rientra in una strategia e una visione che sono quelle che stanno portando ai successi di oggi e che ci sospingeranno verso ambiziosi traguardi di crescita, da raggiungere in modo sostenibile attraverso una continua evoluzione che ci consenta di stare sempre al passo con i tempi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’evento migliore sarà il prossimo</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/MG_8631-1200x800.jpg" alt="" class="wp-image-2159" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sguardo rivolto al domani ha caratterizzato sia lo speech diAntonio Marchese – che, non a caso, ha iniziato il suo intervento con il motto “<strong>L’evento migliore sarà il prossimo</strong>” – sia le conclusioni di tutti coloro che sono intervenuti sul palco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo chiave del gruppo è continuare ad avere un “<strong><em>growth boost</em></strong>” costante frutto di una solida visione strategica a lungo termine. Saranno necessarie una formazione mirata, un arricchimento continuo delle competenze interne, una sostenibilità etico-finanziaria e una capacità di continuare a fare network tanto coi clienti quanto con le istituzioni pubbliche, finanziarie, educative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saranno questi ingredienti, unitamente al saper individuare nuove opportunità, favorire una mentalità vincente e adattarsi ai cambiamenti richiesti dal mercato, alla base di una formula vincente che ambisce a garantire al Gruppo Soft Strategy-Nethex un successo duraturo.</p>
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		<title>Eudi l&#8217;identità digitale europea</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/eudi-lidentita-digitale-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 10:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2133</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'identità digitale è sempre più diffusa in Italia. Grazie all'alto numero di iscritti a Spid e Cie, siamo in cima alla classifica in Europa. E ben presto avremo anche Eudi, il progetto EU Digital Identity Wallet, che fornirà un sistema unificato a cittadini e imprese.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché un sistema unificato di identità digitali?</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Eudi l&#8217;identità digitale europea è in arrivo in tutto il continente Europeo. L&#8217;<strong>identità digitale</strong> è sempre più diffusa in Italia. Grazie all&#8217;alto numero di iscritti a Spid e Cie, siamo in cima alla classifica in Europa. E ben presto avremo anche <strong>Eudi</strong>, il progetto <strong><a href="https://ec.europa.eu/digital-building-blocks/sites/display/EUDIGITALIDENTITYWALLET/EU+Digital+Identity+Wallet+Home">EU Digital Identity Wallet</a></strong>, che fornirà un sistema unificato a cittadini e imprese. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti finora era mancata un&#8217;integrazione completa tra i sistemi adottati dai 27 paesi dell&#8217;Unione per creare un <strong>portafoglio digitale multifunzione e transfrontaliero.</strong> Eudi consentirà di raccogliere, gestire e condividere le informazioni di identità in modo sicuro e rispettoso della <strong><a href="https://www.softstrategy.it/governance/">privacy</a>. </strong>Un sistema progettato per essere<strong> </strong>interoperabile<strong> </strong>e consentire di utilizzare la propria identità digitale per accedere a servizi pubblici, finanziari e commerciali online.  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Super app dell&#8217;EU Digital Identity</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;EU Digital Identity Wallet permette ai cittadini di conservare in modo sicuro i propri dati personali, come nome, foto e documenti riconosciuti dallo Stato. Il portafoglio è ancora in fase di sviluppo, ma è già noto che utilizza una tecnologia avanzata per garantire la protezione dei dati sensibili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo avverrà tramite un&#8217;<strong>applicazione mobile </strong>o un dispositivo fisico sicuro che qualcuno chiama già <strong>Super app.</strong> Tali informazioni sono protette da <strong>tecniche di crittografia avanzate</strong>, garantendo che solo il titolare dell&#8217;identità possa accedervi. L&#8217;applicazione genererà un token di autenticazione sicuro che potrà essere utilizzato per accedere ai servizi online senza dover inserire manualmente le informazioni di identità.   </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro di Eudi l&#8217;identità digitale europea</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quali saranno i futuri utilizzi di Eudi? La piattaforma ha il potenziale per rivoluzionare molti aspetti della vita digitale in Europa e rendere più accessibili diversi servizi, vediamo quali:&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Accesso a Servizi Pubblici Digitali</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli europei potranno usare Eudi l&#8217;identità digitale europea per accedere a servizi pubblici online, come ottenere documenti governativi, fare la dichiarazione dei redditi, accedere ai servizi sanitari e altro. Ciò semplificherà notevolmente le operazioni burocratiche sinora lunghe e laboriose migliorando l&#8217;efficienza.  </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Autenticazione Online Sicura</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Eudi consentirà una forma di autenticazione molto più sicura rispetto alle tradizionali password. Ciò contribuirà a prevenire frodi online e accessi non autorizzati ad account personali.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E-commerce</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese punteranno ad integrare l&#8217;EU Digital Identity Wallet nei propri siti web e applicazioni per semplificare il processo di registrazione e pagamento. I clienti potranno così effettuare acquisti online in modo più rapido e sicuro.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Viaggiare Senza Documenti Fisici</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Eudi ha anche i requisiti per essere utilizzato come identità digitale durante i viaggi. I cittadini europei potranno viaggiare senza documenti come carta d&#8217;identità, patente o passaporto, semplificando i controlli alle frontiere.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Accesso ai Servizi Finanziari</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le banche e altre istituzioni finanziarie potranno usare l&#8217;EU Digital Identity Wallet per semplificare l&#8217;autenticazione online e garantire la sicurezza delle transazioni finanziarie.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Firma Digitale</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;identità digitale europea ad assetto completato potrà essere utilizzata per firmare documenti digitali in modo sicuro e legalmente valido. Ciò sarà utile per accelerare i processi di firma e semplificare la gestione dei documenti digitali.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rispetto della Privacy</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;EU Digital Identity Wallet è progettato per rispettare rigorosamente la privacy dei cittadini. Le informazioni personali sono sotto il controllo completo del titolare dell&#8217;identità e vengono condivise solo quando è necessario e con il consenso dell&#8217;utente. L&#8217;Italia, anche se leader nello sviluppo dell&#8217;identità digitale, deve affrontare la sfida della protezione dei dati personali e della cybersecurity, come gli altri paesi dell&#8217;Unione Europea.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Interoperabilità</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto chiave di Eudi è l&#8217;interoperabilità. Gli utenti potranno usare la loro identità digitale europea su molti servizi <strong>online</strong> in tutta Europa, più di quanto si possa fare ora.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">&nbsp;<strong>Nuove prospettive nei servizi pubblici</strong>&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In futuro, l’obiettivo sarà estendersi nel settore della<strong> sanità, </strong>già in pieno impulso di digitalizzazione, e affacciarsi sul mondo dei <strong>servizi finanziari, dell’istruzione e dei trasporti.</strong>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il deficit dei servizi privati&nbsp;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’ambito pubblico vede i suoi numeri in crescita costante, il <strong>mondo privato</strong> stenta a decollare, preferendo sistemi di identificazione interni<strong> </strong>che non comunicano con le identità digitali Cie e Spid. L’accoglienza ricevuta sul riconoscimento delle <strong>nuove SIM </strong>è solo l’ultimo esempio. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’arrivo dell’Eudi Wallet sarà un ulteriore acceleratore?</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sua <strong>adozione </strong>sarà <strong>completa </strong>nel<strong> 2026</strong>, ma i primi test avverranno entro la fine di quest&#8217;anno. La versione beta sarà rilasciata entro metà 2024, con l&#8217;obiettivo di raggiungere<strong> l&#8217;80% dei cittadini europei entro il 2030</strong>, secondo la Commissione europea.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Lee And Me: il Gruppo Soft Strategy contro la violenza sulle donne</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/lee-and-me-il-gruppo-soft-strategy-contro-la-violenza-sulle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 15:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2121</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Soft Strategy è impegnato, in misura sempre crescente, nel portare avanti politiche di responsabilità sociale nei business plan delle proprie aziende. Anche la nostra anima più creativa, la Angelika Vision, società di produzione cinematografica del Gruppo, continua il suo cammino in questo significativo e doveroso percorso. La casa di produzione, nata dall’incontro tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/articololinkedin-sitonethex.png" alt="" class="wp-image-2128" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo Soft Strategy è impegnato, in misura sempre crescente, nel portare avanti politiche di <strong>responsabilità sociale</strong> nei business plan delle proprie aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la nostra anima più creativa, la Angelika Vision, società di produzione cinematografica del Gruppo, continua il suo cammino in questo significativo e doveroso percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La casa di produzione, nata dall’incontro tra lo spirito pragmatico organizzativo dell’imprenditore Antonio Marchese e la sensibilità artistica del direttore della fotografia Claudio Zamarion, ha recentemente prodotto <strong>Lee And Me</strong>, un documentario scritto e diretto da Alessandro Garilli, in uscita su <strong>Amazon Prime Video e Google Play, </strong>&nbsp;il prossimo <strong>25 novembre</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Documentario sarà inoltre proiettato, <strong>sabato 25 novembre</strong>, all’interno della casa circondariale di Velletri, creando un’ occasione unica di riflessione tanto per gli operatori della Giustizia quanto per gli stessi sex offender.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La data non è casuale: il 25 novembre, come noto, è la <strong>Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne</strong>. Il Gruppo Soft Strategy si unisce a questa importante giornata di sensibilizzazione per divenire portavoce di una tematica che merita assoluta e prioritaria attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancor di più alla luce dell’ultimo, efferato, femminicidio che ha sconvolto l’intero Paese. Abbiamo seguito con il fiato sospeso l’evoluzione di questa atroce vicenda, coralmente uniti alla famiglia di Giulia. Sperando l’insperabile, abbiamo appreso con sgomento lo svelamento di una verità, purtroppo, annunciata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare della violenza di genere, condividere cosa accade, parlarne da diversi punti di vista: vittima, carnefice, contesti educativi, retaggi culturali e consigli degli esperti, può essere l’unica arma utile a comprendere e quindi ad agire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambiare il paradigma, lasciare che sia l’uomo a prendere coscienza dei comportamenti da cui può scaturire la violenza di genere è forse l’unico modo per dire davvero: BASTA!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lee And Me: Un’insolita storia di violenza e pentimento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lee And Me è un dialogo fra carnefice e vittima, un confronto tra uomo e donna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Racconta la storia di Elisabeth Miller, modella e fotografa e di Sami, un ragazzo kosovaro che si è macchiato del reato di violenza sessuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’orrore subito a quello commesso, ciò che lega Lee e Sami, a distanza di quasi un secolo l’una dall’altro, culmina in un racconto fotografico che immortala alcune istantanee della vita di Sami, oggi pentito e conscio degli orrori commessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lee And Me: Innovare per scardinare la cultura dello stupro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il documentario nasce dall’esigenza di <strong>scardinare la</strong> “<strong>cultura dello stupro e della violenza di genere</strong>”. Per farlo adotta una nuova prospettiva: mostra uomini in grado di ammettere la propria violenza e, tramite un percorso di catartica consapevolezza, cercare di purificarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di vista mai indagato è sempre stato quello dell’uomo. Per anni, il compito di raccontare le violenze subite è stato demandato alle donne. Lee And Me propone un cambio di paradigma nella narrazione di questa tematica. Il punto di vista dell’uomo si lega a doppio filo con un percorso di consapevolezza e pentimento. Lee And Me parla all’uomo e, in questi giorni di terrificante cronaca, c’è bisogno di una presa di coscienza e di senso di responsabilità da parte del genere maschile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come viene detto anche dal protagonista del docufilm:” Per poter chiedere perdono, devi essere prima consapevole di quello che hai fatto.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Lee and Me”, vuole far luce sulla brutalità della violenza e sulla sua esistenza quotidiana. Qualcosa che non va coperto da un velo di trucco e ipocrisia, ma gridato al cielo e denunciato in ogni sua forma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il legame tra Lee And Me, Angelika Vision e Soft Strategy</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Angelika Vision, fin dal suo ingresso nel Gruppo Soft Strategy nel 2016, ha sempre avuto un obiettivo chiaro: utilizzare forme di espressioni originali per raccontare i grandi temi di attualità del nuovo millennio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne sono un esempio il cortometraggio documentaristico <em>Io Sono Rosa Parks </em>(2018) di Alessandro Garilli sul fenomeno del razzismo nell’America degli anni’50 (vincitore del premio G2 sezione MigrArti alla 75 Mostra D’Arte Cinematografica di Venezia) e la prima smart serie <em>Plurals </em>(2020) incubata nei progetti alternanza scuola-lavoro e diretta dall’esordiente F. Iezzi. <br><br>Sviluppata in sette episodi e prodotta insieme al Dipartimento Delle Pari Opportunità, il Ministero della Cultura, la Regione Lazio con il contributo del Tax Credit, <em>Plurals </em>racconta nell’originale formato 9:16 – quello degli smartphone, griffe della generazione da cui prende il nome il teen-drama – le conseguenze di un atto di <em>cyber bullismo</em>, che genera in una piccola comunità un contraccolpo che cambierà per sempre la vita di ogni membro della collettività; il progetto è stato vincitore dell’Avviso Pubblico per la Prevenzione e il Contrasto della violenza di genere ed è stata premiata come migliore serie web al Capri Hollywood 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in occasione di Lee And Me (opera realizzata con il contributo del Mic con il sostegno della Regione Lazio Fondo Regionale per il Cinema e L’ Audiovisivo, in collaborazione con Tutto per Amore Ugo Giorgio Bademer Onlus e Fondazione Conad Ets &nbsp;Associazione Culturale L’ Agone Nuovo e ICTA), Angelika Vision non tradisce il suo <strong>spirito originario</strong>, indissolubilmente legato ai valori di Soft Strategy, nella consapevolezza che la lotta contro la violenza sulle donne non può essere la battaglia di solo un giorno: parlare e raccontare per scardinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Link al Trailer</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ratio ratio-16x9"><iframe title="Lee And Me | Documentario | HD | Trailer Ufficiale in Italiano" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/cPgR1Y8O_xE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
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		<title>Importante risultato per il gruppo Soft Strategy: Nethex Spa Campione della Crescita 2024!</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/importante-risultato-per-il-gruppo-soft-strategy-nethex-spa-campione-della-crescita-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 16:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2114</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nethex S.p.a. ha ottenuto da “La Repubblica  - Affari &#38; Finanza” e dall’istituto tedesco di qualità ITQF il riconoscimento di azienda Campione della Crescita 2024. </p>
<p>L’ambito riconoscimento è stato attribuito alla Business Unit Advisory che si è aggiudicata il 19° posto nel ranking delle 800 aziende italiane che hanno registrato il maggior tasso di crescita negli ultimi tre anni, in termini di fatturato e di risorse impiegate.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/campioni_della_crescita_2024_corpo_nethex-1200x675.png" alt="Nethex Spa Campione della Crescita 2024 | Soft Strategy" class="wp-image-2117"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nethex S.p.a.</strong> ha ottenuto da “La Repubblica &#8211; Affari &amp; Finanza” e dall’istituto tedesco di qualità ITQF il riconoscimento di azienda <strong>Campione della Crescita 2024</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ambito riconoscimento è stato attribuito alla Business Unit Advisory che si è aggiudicata il <strong>19° posto nel ranking delle 800 aziende italiane </strong>che hanno registrato il maggior tasso di crescita negli ultimi tre anni, in termini di fatturato e di risorse impiegate. Questo ci rende orgogliosi e gratifica l’impegno di tutte le aziende del Gruppo Soft Strategy, di cui la divisione Advisory è parte, nel perseguire obiettivi di sviluppo e crescita costanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nethex Spa al 2° posto nel settore “Vendita &amp; Marketing”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Entrando nei dettagli del riconoscimento, il trend di crescita registrato nell’ultimo triennio da Nethex Spa, certificato dall’annuale classifica nazionale condotta dal <strong>quotidiano La Repubblica</strong>, colloca l’azienda tra quelle realtà che trainano il comparto economico nazionale e che, grazie alla loro dinamicità, hanno dato impulso al sistema Italia nella sua totalità in un periodo non propriamente facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita di fatturato e di dipendenti nell’ambito della Business Unit Advisory fa il paio con gli obiettivi di crescita sostenibili e realistici dell’intero Gruppo. Infatti, i risultati che hanno condotto Nethex Spa nella “Top 20” delle imprese nazionali rispecchiano il <strong>trend di crescita registrato dal Gruppo</strong>, con un outlook di ricavi complessivi in forecast nel 2023 superiore ai<strong> 50 milioni di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figurare tra le aziende che, per <strong>dinamismo</strong> e <strong>capacità di innovare</strong> (e sapersi innovare), hanno contribuito a trainare il sistema produttivo del Paese, come emerge dall’articolo del quotidiano, è per noi motivo di orgoglio. Riuscire a farlo con le modalità che ci contraddistinguono, coniugando cioè l’innovazione tecnologica con un’<strong>attenzione maniacale alla soddisfazione dei clienti</strong> ed al <strong>benessere dei nostri dipendenti</strong>, è un must imprescindibile il cui riscontro non emerge dalla classifica de La Repubblica, ma di cui riceviamo testimonianze dirette e frequenti dai diretti interessati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il traguardo raggiunto non rappresenta per noi una medaglia di cui fare bella mostra, ma uno stimolo per nuovi, importanti traguardi, dimostrando la sostanza del modello di crescita cui tutto il Gruppo Soft Strategy s’ispira. I dati incoraggianti dell’ultimo triennio prospettano <strong>crescite importanti per gli anni a venire</strong>, e nuove aree di business da esplorare e presidiare, su tutto il territorio nazionale ed internazionale. L’azienda nel 2023 ha infatti aperto la branch rumena del gruppo, che mira ad essere un hub da cui erogare servizi sia per il mercato italiano che per quello internazionale come hub multilingua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona l’indagine ITQF</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Giunta alla sesta edizione, quella di <strong>Campioni della Crescita</strong> è un’indagine dell’<strong>istituto ITQF</strong> che da anni riscuote un enorme successo. Questa analisi si basa sulla crescita media annuale, il cosiddetto tasso annuo di crescita composto, più comunemente noto come CAGR (acronimo derivante dall’anglosassone <em>Compounded Average Growth Rate</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i dati riportati dalle aziende vengono elaborati e controllati dall’ITQF e, in caso di divergenze, l’Istituto tedesco si avvale dei dati ufficiali pubblicamente disponibili sul Registro delle Imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il periodo che lo studio ha preso in considerazione per la nostra valutazione è quello compreso tra il 2019 ed il 2022, un periodo segnato dalla pandemia e particolarmente complicato per l’intero sistema economico, ma che ha visto alcune aziende eccellere, registrando aumenti medi di fatturato annuali superiori al 200%. Il fatto che <strong>Nethex Spa figuri tra queste eccellenze</strong>, in una posizione di assoluto rilievo, ci fortifica e ci sprona.</p>
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		<title>Intelligenza emotiva e consulenza</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/lintelligenza-emotiva-nel-mondo-della-consulenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 16:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2089</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel mondo della consulenza aziendale l'abilità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni, sia proprie che degli altri, si dimostra una competenza indispensabile per un management di successo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza emotiva nel mondo della <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">consulenza </a>è un asset fondamentale? Quando parliamo di<strong> intelligenza emotiva </strong>non stiamo facendo riferimento ad un nuovo applicativo tecnologico. Si tratta di una semplice e antica tecnica che ha molto a che fare con le pubbliche relazioni, il buon senso e l&#8217;empatia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo della consulenza aziendale l&#8217;abilità di <strong>riconoscere, comprendere e gestire le emozioni</strong>, sia proprie che degli altri, si dimostra una competenza indispensabile per un management di successo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Definiamo l&#8217;intelligenza emotiva</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Provando a dare una definizione, l’intelligenza emotiva rappresenta la capacità di riconoscere, capire e saper gestire non solo le proprie emozioni, ma anche quelle degli altri individui.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo psicologo <a href="https://www.danielgoleman.info/">Daniel Goleman</a>, negli anni ‘90, sviluppò il concetto di intelligenza emotiva a tal punto da sdoganarlo a livelli mainstream di dibattito. Secondo lui si tratta della capacità di saper motivare se stessi, di saper gestire in maniera positiva le emozioni sia nell&#8217;intimo, sia nelle proprie relazioni sociali e lavorative. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è dunque un semplice sapersi controllare, o saper autoregolare le proprie emozioni. Saper padroneggiare questa soft skill è un processo estremamente articolato.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le caratteristiche dell&#8217;intelligenza emotiva</strong>&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre facendo riferimento agli studi di Goleman, possiamo individuare <strong>5 elementi costitutivi</strong> dell&#8217;intelligenza emotiva:&nbsp;&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tra gli aspetti fondanti dell&#8217;intelligenza emotiva c&#8217;è l&#8217;<strong>autoconsapevolezza</strong>. Il che significa iniziare con la comprensione delle proprie emozioni, dei propri punti di forza e delle proprie mancanze. Anche con l’ausilio dei colleghi con i quali si condivide un progetto, a cui rivolgere domande aperte e di cui ascoltare con attenzione i feedback. Un manager non può far prevalere le emozioni sulla razionalità, né ignorare i problemi. <br></li>



<li>C’è poi l&#8217;<strong>autocontrollo</strong>, necessario per gestire lo stress e le emozioni negative. Esistono strategie in psicologia per mantenere la calma sotto pressione e per risolvere i conflitti in modo costruttivo. Ciò potrebbe includere tecniche di rilassamento, mindfulness o la ricerca di modi sani per esprimere le emozioni anche fuori dalla sfera professionale, come l&#8217;esercizio fisico o l&#8217;arte.   <br></li>



<li>La <strong>motivazione </strong>è un terzo punto necessario da affrontare in questo discorso. La capacità di sapersi automotivare a perseguire un obiettivo nonostante le difficoltà, procrastinando la gratificazione. <br></li>



<li>Mettersi nei panni dei clienti e dei collaboratori è decisivo. Qui entra in ballo l&#8217;<strong>empatia</strong>, il cercare di comprendere le prospettive e i sentimenti altrui superando la dura legge dei numeri. Serve fare domande aperte e ascoltare attentamente per cogliere le sfumature delle loro esigenze. L&#8217;empatia richiede una vera curiosità per gli altri e una volontà di vedere il mondo da una prospettiva differente: la loro. <br></li>



<li>Con l’acquisizione di una certa serenità di fondo sarà più facile comunicare in modo chiaro ed empatico. Saper gestire il linguaggio del corpo, il tono della voce e l&#8217;ascolto attivo: tutto questo rientra tra le cosiddette <strong>abilità sociali</strong>. Riuscire a calarsi nelle varie situazioni sociali. Instaurare un rapporto di fiducia con le altre persone. Abbattere le barriere che eventualmente ci separano da loro. Lasciare che l&#8217;acquirente si senta a proprio agio. Sono tutte peculiarità che fanno differenza, anche in una trattativa.&nbsp;</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;intelligenza emotiva nella consulenza: a cosa serve ?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Inquadrata a grandi linee una definizione di questa capability, e approfonditi i suoi pilastri, ora non resta che focalizzarsi sui frangenti in cui l&#8217;intelligenza emotiva nel mondo della consulenza fa davvero la differenza.  </p>



<h3 class="wp-block-heading">Migliorare la comunicazione&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I consulenti devono comunicare in modo chiaro e persuasivo con i clienti. La capacità di <strong>leggere le emozioni dei clienti </strong>e rispondere adeguatamente consente di stabilire <strong>rapporti di fiducia con loro </strong>e comprendere meglio le loro esigenze. La comunicazione efficace non riguarda solo quello che dici, ma anche come lo dici e come ascolti le risposte. Influisce sulla negoziazione, sulla collaborazione, sulle proprie capacità di persuasione.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gestire i conflitti&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle situazioni in cui emergono criticità o tensioni, l&#8217;intelligenza emotiva aiuta i consulenti a gestire tali sfide in modo costruttivo. Si riduce il rischio di conflitti dannosi o di scissioni con i clienti.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La capacità di riconoscere quando le emozioni stanno influenzando in modo negativo una discussione, di adottare strategie per affrontare il conflitto in modo positivo, è cruciale.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Saper anticipare le decisioni&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se è vero che l&#8217;intelligenza emotiva aiuta a comprendere i bisogni propri e altrui, è vero anche che agevola nell&#8217;intuizione di reazioni future al verificarsi di alcuni eventi. Grazie a questa skill si riescono così a valutare strade alternative.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Motivare e rendere resilienti&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La consulenza può essere un campo stressante. I consulenti lavorano spesso su progetti complessi con scadenze serrate e clienti esigenti. L&#8217;intelligenza emotiva aiuta i manager a mantenere la motivazione e la resilienza durante periodi difficili, agevolando con relativa tranquillità il <em>decision making</em>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La capacità di gestire lo stress e rimanere concentrati sugli obiettivi a lungo termine è un tratto chiave di un project manager e di un&#8217;impresa 4.0 di successo.</p>
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		<title>“Il 2023? Già un anno di risultati straordinari”</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/il-2023-gia-un-anno-di-risultati-straordinari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2073</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il racconto del Gruppo Soft Strategy è il racconto di una realtà che si espande senza perdere di vista la “dimensione umana dell’innovazione”.<br />
Un concetto, questo, sottolineato da Emanuele Candela, Amministratore Delegato del Gruppo. Oggi Candela è impegnato in una delicata fase di consolidamento e di crescita societari, dopo le importanti operazioni interne che hanno caratterizzato lo scorso anno. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il racconto del Gruppo Soft Strategy è il racconto di una realtà che si espande senza perdere di vista la “dimensione umana dell’innovazione”. L&#8217;intervista a Emanuele Candela, Amministratore Delegato del Gruppo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un concetto, questo, sottolineato da <strong><a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Emanuele Candela</a></strong>,<strong> Amministratore Delegato del Gruppo.</strong> Oggi Candela è impegnato in una delicata fase di consolidamento<strong> </strong>e di crescita societari, dopo le importanti operazioni interne che hanno caratterizzato lo scorso anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Cosa intendiamo quando si parla di dimensione umana dell’innovazione?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di una realtà dove <strong>le persone sono importanti, non sono dei numeri</strong>. La nostra crescita non ci fa abbandonare quell’idea originaria, quell&#8217;imprinting nel quale prendersi cura di ogni singola persona resta un fattore chiave. La nostra sfida sarà proprio mantenere questo approccio, un saldo rapporto personale con tutti, nonostante prospettive di crescita importanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Il programma per l’emersione dei talenti interno al Gruppo s&#8217;innesta in questa filosofia di fondo?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, è necessario mantenere una cultura aziendale che stimoli l’innovazione, la crescita, ma che punti anche sulla valorizzazione del personale in termini di<strong> formazione, di raggiungimento degli obiettivi</strong>, nonché in termini organizzativi, secondo un principio che vede andare avanti i più bravi. Proprio per questo motivo abbiamo implementato <strong>percorsi di carriera differenziati per i talenti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguendo in questo discorso, vorrei sottolineare in particolare la partecipazione al progetto <strong>Distretto Italia di Elis</strong>. Abbiamo deciso di fare rete tutti quanti nella ricerca e formazione di nuovi profili in questo che è il network delle più importanti aziende italiane, volto a orientare, formare e inserire nel mondo del lavoro oltre 10.000 giovani.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Nel Gruppo, oltre all&#8217;attenzione alle risorse umane, la sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa stanno conquistando una nuova centralità?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Decisamente. Abbiamo infatti intrapreso un percorso comune con gli amici della onlus <strong>Interlife</strong>, partecipando al finanziamento di un progetto (insieme al Ministero dell’Interno) per la sicurezza alimentare per bambini e famiglie vulnerabili nella regione indiana del Tamil Nadu.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Di cosa si tratta?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto offre alle comunità vulnerabili, residenti nei villaggi nelle zone di intervento, un contributo per contenere gli effetti della crescente povertà estrema, insicurezza alimentare e malnutrizione. Si tratta dunque di <strong>assistenza alimentare, medica e di scolarizzazione.</strong> Oltre a ciò, si vogliono avviare <strong>attività che generino reddito sostenibile </strong>per le famiglie in situazione di particolare fragilità.<strong> </strong>Con il modello “Toolkit Interlife”, l’obiettivo è far nascere 200 microimprese negli ambiti di sviluppo di quel territorio. Per noi vuol dire impegnarci in qualcosa di veramente concreto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Passando dai valori ai numeri, dopo la prima metà del 2023 che bilancio si può tracciare per il Gruppo Soft Strategy?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, la prima parte dell’anno può essere sintetizzata in una parola: <strong>consolidamento</strong>. E per noi era necessario, dopo un 2022 che ci ha visti impegnati in tutte le operazioni straordinarie di riposizionamento del Gruppo. Abbiamo così completato con successo il processo di integrazione di <a href="https://www.nethex.com/cosa-facciamo/">Nethex </a>all’interno del Gruppo Soft Strategy. Abbiamo riposizionato l’offerta e, dal punto di vista commerciale, sono state fatte operazioni di grande importanza, intrattenendo un rapporto molto stretto con il mondo della<strong> Pubblica Amministrazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, dal 1° luglio, si è dovuto fronteggiare un importante cambiamento. L’avvento del nuovo <strong>Codice degli Appalti </strong>ha accelerato moltissimo la pubblicazione delle gare pubbliche, grazie anche al volano dei <strong>fondi del PNNR e, più in generale, ai fondi legati all’innovazione.</strong> Alla struttura commerciale, all’ingegneria dell’offerta e all&#8217;ufficio gare, va un plauso per aver avuto la capacità di intercettare, anche in partnership con altre aziende, la gran mole di gare che si sono manifestate a ridosso dell’estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Possiamo fare un focus sui risultati conseguiti?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La prima metà del 2023 ha generato un +25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. </strong>Peraltro il Gruppo è cresciuto in tutte le sue linee in modo organico: il settore Technology, la Consulenza, Nethex, hanno generato nel complesso <strong>oltre 4 milioni e mezzo di euro di produzione in più. </strong>Lo definisco un risultato straordinario, soprattutto se lo combiniamo con l’investimento commerciale della seconda parte dell’anno e la grande mole di gare in attesa di aggiudicazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>A questo punto, quali sono gli obiettivi da traguardare nell’ultimo trimestre dell’anno?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La parola chiave è <strong>continuità</strong>. Dobbiamo proseguire la strada sul trend di crescita appena illustrato. Anche perché partiranno nuovi progetti, tanto sul mercato pubblico quanto su quello privato. A tal proposito, stiamo potenziando la nostra presenza su <strong>Milano.</strong> Ad oggi abbiamo molti nuovi clienti nel capoluogo lombardo che si aggiungono a quelli tradizionali e questo si configura come un obiettivo di portata strategica per noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>E quali sono le prospettive per i primi mesi del 2024?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Piano industriale di Gruppo</strong> “battezzato” a luglio ci porta ora a posizionarci sempre di più sui servizi che combinano i tre pilastri di offerta che abbiamo sempre avuto: <strong>Consulenza, Information Technology e Operations</strong>, anche per sviluppare nuove competenze in ambito di Intelligenza Artificiale e Robotica. In buona sostanza, dobbiamo mettere insieme tutti i pezzi del Gruppo per costruire <strong>pacchetti di offerta personalizzati sulle esigenze dei clienti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Parlando di innovazione e creatività, quali scelte verranno fatte nei prossimi mesi?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Digital Marketing</strong> resta un ambito fondamentale su cui investire. Stiamo poi facendo delle operazioni importanti su <strong>dati e intelligenza artificiale</strong>: abbiamo avviato un bel cantiere di ricerca in particolare sull<strong>’IA cognitiva </strong>e le sue applicazioni. L’<strong>automazione</strong> è un altro verticale su cui andremo a rafforzare la nostra presenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Confidiamo così di avere un’offerta competitiva rispetto alle priorità dei clienti rivolte verso la trasformazione attraverso la tecnologia, l’efficienza operativa e la produttività: in altre parole, una gamma di servizi aderente alle necessità. Nel 2024 inoltre abbiamo l’obiettivo di creare una offerta dedicata al contesto della <strong>sostenibilità</strong>, un tema sempre più richiesto da clienti e altri stakeholder.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Le politiche commerciali del Gruppo Soft Strategy su quali asset si muoveranno?</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prevalentemente in <strong>quattro macroaree</strong>. Il <strong>mondo pubblico</strong>, che ha tante risorse e per noi è un mercato storico. Oltre agli eccellenti risultati raggiunti sinora, cerchiamo ulteriori potenziamenti. Nel settore <strong>finance </strong>abbiamo costituito una società, vogliamo ora valorizzarla e sviluppare l&#8217;offerta nel modo migliore. Lo sviluppo del <strong>settore privato</strong> nell’area milanese diventa un nostro obiettivo primario. Il quarto punto rientra, invece, in una<strong> </strong>logica interna di<strong> cross selling tra le nostre differenti Business Unit, </strong>affinché tutte le attività delle società siano intrecciate tra loro in una forte sinergia. Un processo già iniziato, ma che vogliamo sia sempre più condiviso. Ogni volta che ci imbattiamo in un&#8217;opportunità commerciale, ci faremo trovar pronti per portare tutto il nostro portafoglio di offerta. Sono sicuro che ognuno, se sarà coinvolto a dovere, potrà dare il suo con</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Soft Strategy Technology</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-technology/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 13:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2048</guid>

					<description><![CDATA[<p>La BU Technology di Soft Strategy è impegnata in un numero sempre crescente di progetti ad alto contenuto tecnologico, molti dei quali attivi in nodi nevralgici del sistema Italia Soft Strategy Technology è impegnata in un numero sempre crescente di progetti ad alto contenuto tecnologico, molti dei quali attivi in nodi nevralgici del sistema Italia.   [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La BU Technology di Soft Strategy è impegnata in un numero sempre crescente di progetti ad alto contenuto tecnologico, molti dei quali attivi in nodi nevralgici del sistema Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Soft Strategy Technology </strong>è impegnata in un numero sempre crescente di progetti ad alto contenuto tecnologico, molti dei quali attivi in nodi nevralgici del sistema Italia.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso un nutrito team di specialisti certificati produce soluzioni tecnologiche e software in ambiti cruciali come il <strong>trasporto ferroviario e stradale</strong>, l’<strong>infrastruttura del mondo energy e utilities</strong>, sino ai <strong>servizi digitali per i Beni Culturali</strong>. Un range di attività che si amplia in continuazione nei processi di modernizzazione del Paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Soft Strategy BIT sviluppa tecnologia<strong> </strong>al servizio dei processi di aziende leader del territorio italiano” ci racconta <strong>Michele Mastrella</strong>, Direttore Generale di Soft Strategy BIT<em>. </em>Mastrella punta alla crescita di questa realtà grazie al suo team e alle sue precedenti esperienze. Da oltre venti anni ad alti livelli nel mondo IT, ha lavorato come manager all’interno della filiale italiana di Bull e, tra le altre esperienze, ha affrontato successivamente una carriera imprenditoriale. Michele Mastrella è General Manager di Soft Strategy dal 2017, quando è stata costituita la struttura “Digital”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Michele ci guida attraverso l’esplorazione di progetti con architetture complesse per servizi che tutti noi usiamo nella vita di tutti i giorni. Nella <strong>divisione Data &amp; Analytics</strong> (nella quale sono attivi anche i progetti di intelligenza artificiale) ad esempio si è assistito al collaudo di un progetto estremamente interessante per il <strong>mondo ferroviario</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale soluzione è in grado di monitorare lo stato di salute dei <strong>pantografi dei treni</strong>, i dispositivi che traggono corrente elettrica dalla via aerea e alimentano il convoglio. Con un sofisticato sistema di fotocamere e con l’intelligenza artificiale, viene identificato il modello, viene eseguita l’analisi e la ricostruzione tridimensionale di tutte le componenti del pantografo e il suo stato di salute. Tali dati vengono poi analizzati per decidere se quel dispositivo va mandato in manutenzione o bloccato in caso di problemi gravi al treno o alla linea ferroviaria.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“In questo progetto, con il team guidato da Michele Gentile, abbiamo amalgamato competenze interdisciplinari – ci racconta Mastrella – non solo dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>, ma anche di <strong>diagnostica d’immagini e smart maintenance </strong>al fine di fornire uno strumento utile alla sicurezza e alla regolarità del trasporto ferroviario”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I servizi per questo settore non si fermano qui. Soft Strategy BIT, in partnership con altre aziende leader, si occupa anche dell’analisi sullo <strong>stato dell’infrastruttura ferroviaria</strong>. E lo fa attraverso un <strong>database cartografico centrale</strong>, tramite il quale vengono mappati asset della rete ferroviaria come i binari, i pali dell’elettrificazione della linea, degli scambi e di tutte le infrastrutture nelle immediate vicinanze della linea<strong>.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro progetto relativo al tema della gestione degli asset è stato realizzato per un primario cliente del <strong>mondo energy e utilities</strong>.<strong> </strong>Mastrella ci spiega: “Abbiamo rappresentato nello stesso modello le <strong>informazioni topografiche e le informazioni di network</strong>, ovvero il modello di connessione degli asset stessi. Attraverso queste informazioni, siamo in grado di efficientare a livello avanzato la <strong>manutenzione ordinaria o straordinaria</strong> <strong>della rete</strong>”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle raccontate sopra sono solo una parte delle numerose attività svolte dalla divisione diretta da Mastrella, impegnata anche nella gestione di un altro settore di assoluta rilevanza, ossia quello che si basa sull’utilizzo delle<strong> </strong>tecnologie afferenti al<strong> settore RPA (Robotic Process Automation)</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Parliamo di soluzioni con le quali possono essere processate in modo automatico pratiche di backoffice, integrati sistemi eterogenei, configurati massivamente apparati e molto altro” afferma il DG di Soft Strategy BIT.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Attraverso l’RPA – continua Mastrella – si efficienta la forza lavoro, si migliorano le prestazioni e, di conseguenza, si riducono i costi. Le nostre soluzioni sono in grado di integrare da front end anche di applicazione in SaS. L’orchestrazione delle attività di automazione è inoltre arricchita da strumenti che utilizzano l’Intelligenza artificiale. La tecnologia che portiamo sul mercato spesso è ‘testata’ all’interno di tutto il gruppo Soft Strategy &#8211; Nethex al fine di sgravare gli operatori da compiti ripetitivi e a scarso apporto intellettuale”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco un altro punto essenziale sul quale si è soffermato il dirigente: “Abbiamo avviato significativi investimenti di risorse nel mondo del<strong>l’intelligenza artificiale</strong>. Il nostro obiettivo primario è quello di identificare gli ambiti di applicazione pratica dell’IA nei processi e nei sistemi dei nostri Clienti”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facendo un esempio in tal senso, “una soluzione su cui si sta lavorando è l’applicazione dell’IA al tema ‘<strong>Language Understanding</strong>’, ed in particolare sull’interpretazione di un contenuto testuale in termini evoluti. Ci stiamo particolarmente focalizzando nella comprensione del linguaggio naturale con particolare attenzione alla lingua italiana”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si deve aggiungere anche, come sopra evidenziato, l’applicazione dell’IA a quella che viene chiamata <strong>Computer Vision</strong>. Michele Mastrella ci tiene a sottolineare come in Soft Strategy “siamo in grado di analizzare immagini, anche tridimensionali, al fine di <strong>automatizzare i processi di</strong> <strong>diagnostica con particolare riguardo alla meccanica</strong>”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed aggiunge: “Stiamo evolvendo le importanti e storiche competenze che abbiamo nel mondo dello sviluppo delle soluzioni custom. <strong>Soft Strategy BIT</strong> sviluppa soluzioni nel mondo del ESM (<strong>Enterprise Service Management</strong>) e del’ITSM. Uno dei progetti in atto, per una rilevante ente di trasporti nazionale, si pone l’obiettivo di automatizzare i processi di gestione dei <strong>CED sia per la gestione ordinaria, straordinaria che per il provisioning integrando in ambienti Hybrid cloud e Multi cloud”.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro è adesso e Soft Strategy BIT intende essere attiva da protagonista nei progetti di trasformazione digitale che il nostro paese e i nostri imprenditori hanno avviato. “In estrema sintesi – conclude Mastrella – forniamo soluzioni innovative di alta qualità al fine di rappresentare un alto valore aggiunto per i nostri Clienti”.</p>
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		<title>Soft Strategy Management Consulting</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-management-consulting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 13:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=2045</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come far crescere nuovi talenti per lanciarsi verso nuovi obiettivi: l’intervista al DG Matteo Barbieri “Concentrarsi sui valori e sui percorsi di crescita del team è il miglior driver per affrontare le sfide del mercato, quando si vuole diffondere qualità e fiducia presso i clienti”. Ne è profondamente convinto Matteo Barbieri, Direttore Generale della struttura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come far crescere nuovi talenti per lanciarsi verso nuovi obiettivi: l’intervista al DG Matteo Barbieri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Concentrarsi sui valori e sui percorsi di crescita del team è il miglior driver per affrontare le sfide del mercato, quando si vuole diffondere qualità e fiducia presso i clienti”. Ne è profondamente convinto <strong><a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Matteo Barbieri</a></strong>, <strong>Direttore Generale</strong> della struttura di <strong>Management Consulting di Soft Strategy Spa</strong>, giovane manager con una già lunga esperienza alle spalle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni all’Università di Firenze, ha lavorato per Accenture su Telco e PA ed è entrato a far parte del gruppo Soft Strategy nel 2014 come responsabile dei progetti di consulenza in ambito CRM. <strong>Da dicembre 2022 guida la struttura di consulenza di Soft Strategy SPA</strong>. Lo abbiamo incontrato per tracciare un “bilancio informale” di metà anno e per fare il punto su una fase di grande sviluppo del gruppo, iniziata a gennaio 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’organico in sei mesi è cresciuto di oltre il 50%</strong>, grazie a nuovi ingressi e ad un bassissimo turnover. Un numero che parla da solo. Barbieri ci racconta che “si tratta di un massiccio hiring, ma in un mercato molto competitivo occorre avere dei presupposti che fanno la differenza. E per noi <strong>il primo punto di valore è la crescita delle competenze del gruppo di lavoro</strong>, che generano valore al cliente e ci permettono di sviluppare la nostra offerta di mercato rispetto a metodologie, processi e tecnologie di riferimento”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza trascurare che, come sottolinea sempre Barbieri, “la trasversalità delle competenze maturate ci permette di fare <strong>sinergia tra tutte le componenti del gruppo</strong>. C’è un&#8217;unione di intenti sui diversi ambiti: il dialogo, la condivisione di obiettivi, di competenze e il confronto continuo ci consentono di proporre al mercato un&#8217;offerta end-to-end completa”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sono questi gli ingredienti per lo sviluppo del piano industriale del prossimo triennio?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Non è solo la notevole crescita organica a caratterizzarci. Contiamo oggi su <strong>un gruppo di oltre 200 professionisti,</strong> di cui 50 in ambito consulting e 150 esperti di tecnologia. Puntiamo a uno sviluppo fatto di giovani talenti: oggi abbiamo <strong>un’età media del gruppo inferiore ai 30 anni</strong> e una squadra di management capace di organizzare e fornire gli stimoli giusti per crescere e sviluppare competenze. Lavoriamo ad un giusto mix di esperienza e struttura, unito a entusiasmo e voglia di crescere in un ambiente sano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per valorizzare al meglio i talenti abbiamo avviato il <strong><em>&#8216;talent acceleration program&#8217;</em></strong>, programma specifico per far crescere i ‘manager di domani’ e rendere strutturale tale crescita. Abbiamo anche avviato <strong>il programma di scuola lavoro con la <a href="https://www.luiss.it/">Luiss</a></strong>, nell’ambito di una più ampia collaborazione con le università, che comprende la presenza ai Career Day, oltre alla <strong>partecipazione al Master Cesma con l’Università di Tor Vergata</strong>, con 2 borse di studio e l’attivazione di stage”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si può riassumere questo primo semestre del 2023?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“In termini di offering, coerentemente con la crescita delle risorse dal punto di vista progettuale, abbiamo ampliato il portafoglio clienti, con <strong>nuove iniziative sui mercati Trasporti, Welfare e Energy</strong> e consolidato la nostra storica <strong>presenza sulla Pubblica Amministrazione</strong>. Dal punto di vista tecnologico, è stata avviata<strong> una partnership con Salesforce</strong>, leader di mercato delle soluzioni di CRM, con l’obiettivo di consolidare le nostre competenze in ambito CX e offrire un servizio sempre più end-to-end. Abbiamo fatto upskilling delle nostre risorse che già avevano forti competenze di processo in ambito CRM: completato il processo di certificazione e partnership, al tempo stesso abbiamo avviato il piano commerciale per offrire i nostri servizi ai clienti”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la strategia del gruppo nell’ingegneria dell’offerta commerciale? In cosa si differenzia dagli altri player?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo deciso di <strong>creare un team trasversale di ingegneria di gruppo</strong> che si occupa dell’offerta, per permettere di capitalizzare e portare a valore tutte le competenze disponibili in azienda in un’ottica di sempre maggiore collaborazione sinergica. Siamo un’azienda che, grazie alle sue differenti capability, <strong>copre consulenza, tecnologia e BPO</strong>. Siamo dunque in grado di garantire un servizio completo ai nostri clienti: dall’analisi dei processi, alla definizione della strategia evolutiva, all’implementazione delle piattaforme di gestione dei servizi di supporto (service desk, customer care, ecc.)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le sfide che attendono il gruppo a partire dalla seconda parte dell’anno?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Dobbiamo riuscire ad <strong>adattare ai tassi di crescita organica i modelli organizzativi </strong>che ci hanno permesso di portare valore ai nostri clienti. La scalabilità di tale modello è fondamentale per rispettare gli obiettivi di qualità e crescita in modo strutturale in coerenza con il piano triennale. <strong>Continueremo a sviluppare le nuove competenze</strong>, in linea con le evoluzioni del mercato e dei nostri clienti e per valorizzare quelle già presenti trasversalmente nel gruppo. E per concludere come abbiamo iniziato, <strong>mantenendo un ambiente costruttivo e sano</strong> in cui i giovani talenti che entrano a far parte del gruppo possano riconoscersi, trovare una guida nel percorso di carriera e sviluppare al meglio le proprie capacità.</p>
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		<title>Il processo di Induction</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/il-processo-di-induction/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1662</guid>

					<description><![CDATA[<p>La nostra direzione HR organizza periodicamente un evento di Induction per i colleghi entrati in azienda nell’arco del mese precedente.<br />
Abbiamo avuto modo di partecipare a uno di questi incontri, dove in quasi 3 ore Samuele Severi, HR Manager dell’area Sviluppo Carriere, e Lorenzo Amici, HR Talent Acquisition Specialist, hanno presentato ai neoassunti l’azienda, la sua filosofia, la sua struttura e la storia del gruppo, sottolineando il legame e l’integrazione con la realtà Nethex. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dentro il processo di onboarding: come funziona l’Induction dei neoassunti in Soft Strategy?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il processo di Induction viene indetto periodicamente  dalla nostra direzione HR per i colleghi entrati in azienda nell’arco del mese precedente. L’Induction è un programma studiato per<strong> introdurre le nuove risorse in azienda</strong>. Siano esse junior o senior, l&#8217;obiettivo è aiutarle a integrarsi in tempi rapidi con l’ambiente per favorire il processo del loro sviluppo professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo avuto modo di partecipare a uno di questi incontri.<strong>Samuele Severi</strong>, HR Manager dell’area Sviluppo Carriere, e Lorenzo Amici, HR Talent Acquisition Specialist, hanno presentato ai neoassunti <strong>Soft Strategy</strong>. <br>Hanno esposto anche la filosofia, la struttura e la storia dell&#8217;azienda che vede <strong><a href="https://www.softstrategy.it/chi-siamo/leadership/">Antonio Marchese</a></strong> quale azionista di riferimento. Dell&#8217;introduzione ha fatto parte anche il legame e l’integrazione con la realtà <a href="https://www.nethex.com/">Nethex</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il <strong>Welcome Day</strong>, il primo giorno in azienda, questa è la giornata dedicata ad una dettagliata company overview. Si parte da un canonico  giro di tavolo informale in cui tutti i dipendenti coinvolti hanno modo di presentarsi.<br>Soft Strategy crede nella valorizzazione delle persone, nella comunicazione interna, nella condivisione. Per questi motivi sono stati previsti una serie di interventi di figure rappresentative delle varie realtà del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandra Simoni</strong>, IT System Manager di Soft Strategy e Nethex, ha raccontato come “al di là dell’aspetto tecnico, il nostro è un lavoro stimolante. Dobbiamo essere sempre alla ricerca di nuove soluzioni. Dai sistemi GIS alla robotica, passando per il mondo dello sviluppo e infrastrutturale, oltre che all’analisi di dati. Per noi è decisivo e immediato mettere a frutto le competenze che, giorno dopo giorno, acquisiamo per rimanere all’avanguardia.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Formazione ed inserimento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Hard skills, dunque. Accanto alle quali non possono mancare quelle soft: l’azienda ha la parola “soft” nel suo nome, forse non a caso. Saper dunque leggere l’organigramma. Sapersi interfacciare efficacemente con i propri manager e con i colleghi. Saper gestire progetti e clienti. Nell’incontro, Samuele Severi ha spiegato l’importanza per i neoassunti di padroneggiare questi “saperi”. Ovviamente per qualsiasi problema si può contare sulla funzione HR, quello sui cui fare affidamento anche per tutti i processi riguardanti l’<strong>inserimento</strong>, la <strong>formazione</strong> e lo sviluppo della propria <strong>carriera</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio sulle soft skill, inoltre, da quest&#8217;anno i neoassunti possono contare su un welcome kit ad hoc. Un modulo di formazione e-learning che li accompagnerà nella loro integrazione. Nel kit, i junior troveranno efficaci pillole sugli ambiti “autoefficacia”, “vivere bene in gruppo, “valori e responsabilità”. I senior potranno apprendere come “gestire un team in smart working”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel focus sui percorsi di carriera, <strong>Samuele Severi</strong> ha tenuto a sottolineare come “siano le performance individuali e l’unicità del dipendente a determinare la crescita. Affinamento di capacità, competenze, autonomia, e conseguentemente di responsabilità. Essere in una impresa di medie dimensioni consente di valutare e premiare la meritocrazia in maniera tangibile”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro di valutazione delle performance, in quest’ottica, è il momento di riflessione necessario. Una sorta di pit-stop annuale per valutare il proprio percorso. Un confronto con il dipendente in termini di competenze di ruolo e cosa il dipendente può aspettarsi dall’azienda i termini di obiettivi di crescita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa essere consulenti di Soft Strategy?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, più nello specifico, <strong>cosa significa essere consulenti di Soft Strategy</strong>? Ne ha parlato <strong>Lorenzo Amici,</strong> esponendo alcuni degli elementi fondamentali che sviluppa un buon consulente. Tra questi, proattività, prendere le idee dei clienti e trasformarle in proposte strutturate; team working, con la sua capacità di integrare differenti know-how e background. Ad accompagnare il neoassunto nel processo di inserimento sono poi fondamentali l’accountability e la stewardship nella gestione delle risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ultimo aspetto interessante di questo programma di Induction sono state <strong>le testimonianze di due talent</strong>. Giancarlo Di Leo e Simone Falzi, stanno beneficiando, in aree diverse, del Talent Acceleration Program. Questo è un percorso di accelerazione della crescita manageriale per giovani risorse con eccellenti performance e ottime potenzialità di crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una crescita tuttavia rivolta potenzialmente a tutti. Come riporta Samuele Severi: “Le figure Junior e Senior che entrano in azienda possono contare su un’area di sviluppo risorse. Nel 2022 quest&#8217;area ha inserito più di <strong>150 persone con assunzione dirette</strong>, formato consulenti con più di <strong>100 certificazioni</strong> e <strong>11 mila ore di formazione</strong>. Crediamo nei talenti e li coltiviamo, è un impegno che ci prendiamo con ogni nuova risorsa che entra a far parte di questa realtà aziendale.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma di Induction si inserisce all’interno di un processo di onboarding che nei primi sei mesi prevede altri appuntamenti. Si instaura un ciclo continuo di feedback tra responsabile e neoassunto. Un sistema di monitoraggio e valutazione che accompagnano le nuove risorse nel loro inserimento in azienda. <br>L&#8217;obiettivo è crescere al meglio in Soft Strategy.</p>
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		<title>Soft Strategy Spa adotta lo standard SA8000</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-technology-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 15:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1649</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy S.p.A. ha deciso di adottare un Sistema di Gestione per la Responsabilità Sociale basato sui principi contenuti nello standard internazionale volontario SA8000, con l’obiettivo di ottenere la certificazione da parte di un Ente esterno indipendente. Lo&#160;Standard SA8000&#160;è una norma di applicazione volontaria basata sulle principali normative internazionali in materia di: Gli&#160;obiettivi principali&#160;dello standard sono : Questi sono&#160;i requisiti&#160;dello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy S.p.A. ha deciso di adottare un <strong>Sistema di Gestione per la Responsabilità Sociale </strong>basato sui principi contenuti nello <strong>standard internazionale volontario SA8000</strong>, con l’obiettivo di ottenere la certificazione da parte di un Ente esterno indipendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo&nbsp;<strong>Standard SA8000&nbsp;</strong>è una norma di applicazione volontaria basata sulle principali normative internazionali in materia di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>DIRITTI UMANI</strong></li>



<li><strong>LEGISLAZIONE SUL LAVORO</strong></li>



<li><strong>SALUTE E SICUREZZA</strong></li>



<li><strong>LIBERTÀ SINDACALE</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Gli&nbsp;<strong>obiettivi principali&nbsp;</strong>dello standard sono :</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la tutela dei lavoratori</li>



<li>il coinvolgimento progressivo e la partecipazione di tutto il personale che concorre a realizzare l’attività di un’azienda e delle “parti interessate” dalle attività dell’azienda stessa (dipendenti, clienti, fornitori e subfornitori, comunità ed Enti locali, sindacati, Organizzazioni non Governative, ecc.).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi sono&nbsp;<strong>i requisiti&nbsp;</strong>dello standard SA8000 e la loro traduzione nella nostra&nbsp;<strong>Politica aziendale di Responsabilità Sociale&nbsp;</strong>che trovate allegata alla presente:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td><strong>Requisiti SA8000</strong></td><td><strong>obiettivi</strong></td></tr><tr><td>Lavoro Infantile</td><td>non impiegare né promuovere il ricorso al lavoro di minori, non impiegando lavoratori di età inferiore ai 18 anni, accertandosi che lo stesso principio venga applicato, per quanto possibile, nella catena di fornitura</td></tr><tr><td>Lavoro Forzato e Obbligato</td><td>non obbligare né psicologicamente né fisicamente alcun dipendente, accertandosi per quanto possibile che lo stesso principio venga applicato nella catena di fornitura</td></tr><tr><td>Salute e Sicurezza</td><td>assicurare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con adeguate misure di prevenzione e protezione</td></tr><tr><td>Libertà di Associazione e Diritto alla Contrattazione Collettiva</td><td>rispettare e garantire tutti i diritti sindacali previsti dalla Contrattazione Collettiva Nazionale e dalle norme vigenti in materia di diritti dei lavoratori</td></tr><tr><td>Discriminazione</td><td>non tollerare comportamenti che possano rappresentare una qualunque forma di discriminazione nei confronti del personale sulla base di razza, nazionalità, appartenenza sociale, appartenenza politica, religione, orientamento sessuale, età, responsabilità famigliari e di qualunque altro aspetto che possa essere oggetto di discriminazione</td></tr><tr><td>Procedure Disciplinari</td><td>garantire il rispetto delle prescrizioni interne ricorrendo, se necessario, ai provvedimenti disciplinari che sono previsti dallo Statuto dei Lavoratori, ma senza alcuna forma di violenza, neanche verbale, ai danni di nessuno</td></tr><tr><td>Orario di Lavoro</td><td>garantire il rispetto delle prescrizioni del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) applicato</td></tr><tr><td>Retribuzione</td><td>garantire il rispetto delle prescrizioni del CCNL di riferimento applicato: ogni busta paga contiene i dettagli dei compensi e delle ritenute applicate</td></tr><tr><td>Sistemi di Gestione</td><td>assicurare che la Politica di Responsabilità Sociale sia disponibile e comunicata a tutte le parti interessate, davvero compresa e mantenuta attiva, nel miglioramento continuo delle prestazioni del sistema integrato</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Si informa che i lavoratori e tutte le parti interessate, nell’ambito dei requisiti indicati sopra, possono inoltrare al Social Performance Team Soft Strategy Technology, ai rappresentanti dei lavoratori, all’organismo di certificazione DNV e/o all’ente di accreditamento SAAS reclami e segnalazioni relative a situazioni critiche o proposte di miglioramento con le seguenti modalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Via Posta Ordinaria:<br>Soft Strategy S.p.A.</strong>, all’attenzione del Social Performance Team, Largo A. Fochetti. 30 &#8211; 00154 Roma<br><br></li>



<li><strong>Via Mail: </strong>all’indirizzo <a href="mailto:spt_bit@softstrategy.it">spt_bit@softstrategy.it</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Via Posta Ordinaria e/o via Mail dell’ente di certificazione: </strong>DNV Business Assurance Italia S.r.l.,Via Energy park 14, 20871 Vimercate (MB) -Tel.: +39 039 6899905, e-mail: <a href="mailto:milan@dnv.com">milan@dnv.com</a>;<br><br></li>



<li><strong>Via Posta Ordinaria e/o via Mail dell’ente di Accreditamento: </strong>SAAS, Social Accountability Accreditation Services, 15 West 44th Street, 6th Floor, New York, NY 10036, Phone: +1-212-684- 1414, Fax: +1-212-684-1515, e-mail: <a href="mailto:saas@saasaccreditation.org">saas@saasaccreditation.org</a>;<br><br></li>



<li>Mediante segnalazioni a RLSA 8000 (Rappresentante dei Lavoratori per SA 8000).<br></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In allegato, è possibile consultare la&nbsp;<strong>Politica per la responsabilità sociale d’impresa</strong>&nbsp;di&nbsp;Soft Strategy BIT S.p.A.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scarica il certificato:<br></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/Politica-per-la-Responsabilita-Sociale-DImpresa-SA-800093.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/Politica-per-la-Responsabilita-Sociale-Impresa-SA-8000.jpg" alt="" class="wp-image-1650"/></a></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Allarme Cybersecurity</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/allarme-cybersecurity/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 22:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1609</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel PNNR un fondo destinato alla difesa degli attacchi hacker dedicato alle imprese, cosa fare per accedere ai finanziamenti Allarme Cybersecurity. Ogni giorno solo in Italia si verificano 3 milioni di tentativi di infrazione dei server. Un numero che da solo basta a dare la dimensione del fenomeno. La cybersecurity è diventata un tema sempre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Nel PNNR un fondo destinato alla difesa degli attacchi hacker dedicato alle imprese, cosa fare per accedere ai finanziamenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Allarme Cybersecurity. Ogni giorno solo in Italia si verificano <strong>3 milioni di tentativi di infrazione dei server.</strong> Un numero che da solo basta a dare la dimensione del fenomeno. La <strong>cybersecurity</strong> è diventata un tema sempre più importante negli ultimi anni. Gli attacchi informatici rappresentano una minaccia reale non solo per cittadini e Pubbliche amministrazioni, ma anche per le<strong> imprese</strong> di tutto il mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La buona notizia è che la rete di protezione dagli attacchi ransomware è migliorata. Le conseguenze di un attacco informatico possono essere devastanti. Possono portare a danni finanziari, reputazionali e legali e le più esposte sono le piccole e medie imprese. In questo contesto, il <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (<a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/home.html">PNRR</a>) </strong>del governo italiano ha previsto un <strong>fondo per la difesa dagli attacchi hacker.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fondo del PNRR è stato pensato per sostenere le aziende nella <strong>prevenzione degli attacchi </strong>informatici. Le aziende possono finanziare <strong>attività di formazione </strong>del personale, l&#8217;acquisto di <strong>software e strumenti di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/#management-consulting">sicurezza informatica</a></strong>, nonché la consulenza specializzata di esperti del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fondo viene dunque visto come un importante passo avanti nella lotta contro gli attacchi hacker. Le imprese italiane sono spesso poco preparate ad affrontare queste minacce. Secondo alcuni recenti studi solo il <strong>18% delle aziende nazionali </strong>ha adottato una <strong>strategia di sicurezza informatica completa</strong>. Solamente il 25% dispone di una politica di gestione dei rischi connessi. Inoltre, appena il 31% delle industrie italiane ha un piano di emergenza in caso di attacco informatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Allarme Cybersecurity per le piccole e medie imprese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fondo per la cybersecurity mira a contribuire a colmare queste lacune, sostenendo l’intero settore nella creazione di politiche di sicurezza informatica efficaci e nella gestione delle conseguenze di un eventuale attacco. Inoltre, il fondo può rappresentare un&#8217;opportunità per le imprese italiane di migliorare la loro <strong>competitività a livello internazionale,</strong> dimostrando di essere attrezzate per affrontare questo tipo di minacce sempre più sofisticate ed imprevedibili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Allarme Cybersecurity specialmente per le piccole e medie imprese. Come dicevamo la prevenzione degli attacchi informatici non riguarda solo le grandi realtà. Il bersaglio principale sono le <strong>piccole e medie imprese (PMI).</strong>Queste ultime sono spesso meno attrezzate per affrontare le minacce informatiche, e allo stesso tempo rappresentano una preda appetibile per gli hacker. Prendiamo spunto dall&#8217;articolo &#8220;<em><strong><a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/2280">Small and medium-sized enterprises and cybercrime</a></strong></em>&#8221; dell&#8217;OCSE. Le PMI sono la stragrande maggioranza delle imprese in Europa e il 70% dei casi di attacchi informatici avvengono contro di loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come accedere al fondo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per ottenere i finanziamenti del fondo per la cybersecurity del PNRR, le imprese dovranno verificare se rientrano tra le <strong>categorie di beneficiari del fondo,</strong> che sono le imprese di qualsiasi dimensione e settore. Successivamente, dovranno presentare una <strong>domanda di finanziamento, che sarà valutata dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</strong>. E’ richiesta una <strong>analisi </strong>del rischio informatico: la società dovrà descrivere le minacce informatiche a cui è esposta e valutare il rischio che esse rappresentano per i propri dati e per i propri sistemi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dovrà poi descrivere le<strong> misure di sicurezza</strong> che intende adottare per far rientrare l&#8217;Allarme Cybersecurity i propri dati e i propri sistemi e indicare in dettaglio i costi delle attività previste nel piano di sicurezza informatica, come l&#8217;acquisto di software e strumenti di sicurezza informatica e la <strong>formazione del personale </strong>ed infine calendarizzare i tempi previsti per l&#8217;implementazione delle attività previste nel piano di sicurezza informatica. Una volta presentata la domanda di finanziamento, il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze valuterà la richiesta e assegnerà i finanziamenti disponibili in base alla loro disponibilità e all&#8217;efficacia del piano di intervento presentato dall&#8217;impresa.</p>
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		<title>Modello 231</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/modello-231/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 13:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1614</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con approvazione del Consiglio di Amministrazione del 31 marzo 2023, le società Soft Strategy S.p.A. e Soft Strategy Bit S.p.A. hanno adottato il Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del&#160;decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 e il Codice Etico Aziendale. Soft Strategy S.p.A. Soft Strategy Bit S.p.A.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con approvazione del Consiglio di Amministrazione del 31 marzo 2023, le società Soft Strategy S.p.A. e Soft Strategy Bit S.p.A. hanno adottato il Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ai sensi del&nbsp;<strong>decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231</strong> e il <strong>Codice Etico Aziendale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Soft Strategy S.p.A.</em></strong></p>



<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-99586d36-6d42-4af5-9b1e-ff7b22866e38" href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/modello-231-01-soft-strategy-spa.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Modello 231/01 Soft Strategy S.p.A.</a><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/modello-231-01-soft-strategy-spa.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-99586d36-6d42-4af5-9b1e-ff7b22866e38">Download</a></div>



<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-082ccbc0-4b2b-4a96-b639-d06c7ec9774e" href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/codice-etico-soft-strategy-bit-spa.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Codice Etico Soft Strategy S.p.A.</a><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/codice-etico-soft-strategy-bit-spa.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-082ccbc0-4b2b-4a96-b639-d06c7ec9774e">Download</a></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Soft Strategy Bit S.p.A.</em></strong></p>



<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-377d5831-8968-4a11-91a2-ef549475fed9" href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/modello-231-01-soft-strategy-bit-spa.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Modello 231/01 Soft Strategy Bit S.p.A.</a><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/modello-231-01-soft-strategy-bit-spa.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-377d5831-8968-4a11-91a2-ef549475fed9">Download</a></div>



<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-f68aa5ad-9d04-4483-931f-e9f69ce258de" href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/codice-etico-soft-strategy-spa.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Codice Etico Soft Strategy Bit S.p.A.</a><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/codice-etico-soft-strategy-spa.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-f68aa5ad-9d04-4483-931f-e9f69ce258de">Download</a></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>La seconda via</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/la-seconda-via/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 09:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1600</guid>

					<description><![CDATA[<p>“La seconda via”: il gruppo Soft Strategy-Nethex e il grande schermo “Il cinema è uno specchio dipinto”, rammentava Ettore Scola. Utilizzare le immagini per raccontare storie, raccontare storie per esplorare l’animo umano e riconoscersi, mettersi nei panni di un altro diverso da noi. Il cinema, e l’arte più in generale, agiscono come strumento per indagare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">“La seconda via”: il gruppo Soft Strategy-Nethex e il grande schermo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Il cinema è uno specchio dipinto”, rammentava Ettore Scola. Utilizzare le immagini per raccontare storie, raccontare storie per esplorare l’animo umano e riconoscersi, mettersi nei panni di un altro diverso da noi. Il cinema, e l’arte più in generale, agiscono come strumento per indagare noi stessi, come una lente di ingrandimento per scandagliare l’animo umano e scoprirne gli astrusi misteri, le abissali bellezze.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>gruppo Soft Strategy-Nethex</strong>, specializzato in outsourcing dei processi aziendali e soluzioni innovative di CRM, da sempre ha come propria stella polare quella di combinare&nbsp;<strong>competenze</strong>&nbsp;<strong>digitali</strong>&nbsp;e organizzative con&nbsp;<strong>sensibilitàumana</strong>, portando valore aggiunto e fungendo da agente di cambiamento e di miglioramento. Proprio per questo motivo il nostro&nbsp;<em>“one group”</em><strong>&nbsp;</strong>vanta un sostegno pluriennale nei confronti del cinema, in special modo quello indipendente e legato a tematiche culturali e sociali, vista la sua capacità pragmatica come mezzo comunicativo in grado di esistere ovunque ci sia uno schermo e la sua funzione di “specchio dipinto” dell’animo umano.Tale sostegno acquisisce reale sostanza grazie alla&nbsp;<strong>Angelika Vision</strong>, società di produzione cinematografica appartenente al gruppo Soft Strategy-Nethex. Nel 2009 il nostro azionista,&nbsp;<strong>Antonio Marchese</strong>, fonda la Angelika Vision insieme a&nbsp;<strong>Claudio Zamarion</strong>, direttore della fotografia di numerosi successi cinematografici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>mission</strong>&nbsp;della casa di produzione è in totale risonanza con quella della nostra realtà aziendale: combinare la grande esperienza e sensibilità artistica di Zamarion nel cinema con lo spirito pragmatico e organizzativo di Marchese nel campo aziendale per dare vita ad una realtà all’avanguardia, di successo, estremamente attenta ai propri destinatari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ultimo prodotto targato <a href="https://www.angelikavision.it/">Angelika Vision</a></strong> (insieme a Qualityfilm e RS productions, con il contributo del Ministero della Cultura e in collaborazione con RAI Cinema) è <strong><em>La Seconda Via</em></strong>, film uscito nelle sale cinematografiche il <strong>26 gennaio 2023</strong>: una data, questa, divenuta estremamente significativa in quanto lo scorso 5 maggio 2022 è stata istituita ufficialmente la “Giornata Nazionale della Memoria e del Sacrificio Alpino”. La regia de <em>La Seconda Via</em> è stata affidata ad <strong>Alessandro Garilli</strong>, autore che persegue la sua personale lotta nel voler documentare la ritirata degli alpini dalla campagna di Russia del 1943 in quanto, come da lui stesso dichiarato, “<em>in un’epoca dominata dai media visivi, non avere un’immagine è come non possedere un ricordo <a href="#_ftn1"><sup><strong>[1]</strong></sup></a></em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sceneggiatura spontanea, quella di Garilli, figlia di&nbsp;<strong>un’urgenza umana</strong>&nbsp;di documentare questa tragica esperienza, e documentandola tentare di “<em>asciugare le lacrime delle 100.000 madri che non hanno visto tornare i loro figli&nbsp;<a href="#_ftn2"><sup><strong>[2]</strong></sup></a></em>”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel gelido e sconfinato inverno russo del 1943, i superstiti al fallimentare tentativo di conquista di Mosca sono in rotta. I sopravvissuti della Compagnia 604 degli Alpini tentano disperatamente di trovare una via di ritorno verso casa, ormai distante migliaia di chilometri. Avvolti da una bianca oscurità e vinti da un gelo inesauribile, i sei sopravvissuti della compagnia scivolano in una dimensione onirica, una seconda via appunto, mista di sogni, incubi e ricordi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La Seconda Via</em></strong>&nbsp;racconta dunque a suo modo la storia degli alpini in ritirata dalla campagna di Russia. Come definito dal regista stesso: “<em>non un film di guerra, ma un film di uomini nella guerra&nbsp;<a href="#_ftn2"><sup><strong>[2]</strong></sup></a></em>.” Un’occasione per il gruppo Soft Strategy-Nethex per sostenere ancora una volta un’opera che punta a sondare l’animo umano e a sensibilizzare il pubblico su un tema così lontano da tutti noi, ma che non va dimenticato.</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph" id="_ftn1"><sup>[1]</sup>&nbsp;<em>Intervista al regista Alessandro Garilli su Ciak Magazine p.69</em></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph" id="_ftn2"><sup>[2]</sup><em>&nbsp;Intervista al regista Alessandro Garilli&nbsp;</em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yHcFD8HX_UY&amp;t=30s" target="_blank" rel="noopener"><em>https://www.youtube.com/watch?v=yHcFD8HX_UY&amp;t=30s</em></a></p>
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		<title>La formazione KeySS</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/la-formazione-keyss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 09:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1459</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy ha progettato una nuova esperienza di formazione per le soft skill di ruolo, fruibile online in modalità e-learning, grazie alla quale è possibile accedere a molti nuovi contenuti e ambiti di conoscenza che arricchiranno e potenzieranno le professionalità del gruppo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Allenare le capacità e mettere a frutto le competenze: Soft Strategy evolve attraverso la formazione KeySS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo Soft Strategy ha progettato una nuova esperienza di formazione per le soft skill di ruolo, <strong>fruibile online in modalità e-learning</strong>, grazie alla quale è possibile accedere a molti nuovi contenuti e ambiti di conoscenza che arricchiranno e potenzieranno le professionalità del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base della crescita del Gruppo c&#8217;è la <strong>crescita professionale di ciascuna risorsa</strong>, in <a href="https://www.softstrategy.it/lavora-con-noi/formazione-soft-strategy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Soft Strategy</a> fortemente sostenuta anche attraverso la formazione che fornisce gli argomenti e gli strumenti più adeguati per migliorare le performance di ruolo sia da un punto di vista tecnico che delle capacità trasversali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.nethex.com/formazione/">Gruppo</a> <strong>Soft Strategy ha introdotto il nuovo percorso KeySS</strong>, specifico per il miglioramento e consolidamento delle Soft Skill di ruolo, grazie alla piattaforma Skilla di Amicucci Formazione, la prima e-learning company italiana leader nello sviluppo di soluzioni ​innovative per la formazione e per la comunicazione interna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alle <strong>pillole formative multimediali</strong> di&nbsp;KeySS, ricche di contenuti diversificati, facili da usare e allo stesso tempo altamente efficaci e interessanti, <strong>ciascuna persona in azienda può&nbsp;sviluppare e consolidare il proprio know-how</strong> imparando in modo piacevole e leggero nel rispetto dei propri tempi ed esigenze formative.&nbsp;Il percorso formativo è stato infatti pensato per offrire libertà e autonomia nella fruizione dei corsi&nbsp;permettendo ad ognuno di divenire&nbsp;responsabile della propria crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Soft Strategy &#038; Maltego</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-maltego/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 14:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1482</guid>

					<description><![CDATA[<p>SoftStrategy is becoming an authorized Maltego reseller, providing intelligence analysis services and training throughout Europe and Italy as well.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Soft Strategy &amp; Maltego partner together to provide OSINT/SOCMINT consulting.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Investigators worldwide need to speed up and increase the precision of their investigations through easy data integration in a single interface, aided by powerful visualization and collaborative capabilities to quickly zero in on relevant information.​</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.maltego.com/"><strong>Maltego</strong> </a>is a comprehensive tool for graphical link analyses that offers real-time data mining and information gathering, as well as the representation of this information on a node-based graph, making patterns and multiple order connections between said information easily identifiable. With Maltego, you can easily mine data from dispersed sources, automatically merge matching information in one graph, and visually map it to explore your data landscape. Maltego offers the ability to easily connect data and functionalities from diverse sources using Transforms. Via the<strong> Transform Hub</strong>, you can connect data from over 30 data partners, a variety of public sources (OSINT) as well as your own data. The different editions of the <strong>Maltego Desktop Client</strong>, data integrations, deployment and infrastructure options, support services and learning and training formats enable you to tailor Maltego to your specific needs in terms of capabilities, data access, and other requirements.​</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Maltego Technologies GmbH</strong> is a company based in Munich, Germany, that manages all customer-facing operations of the Maltego software and invests in the development of new products to better meet the evolving needs of all Maltego users.​</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">SoftStrategy </a>is one of the companies in Europe to become an authorized Maltego reseller</strong>, providing <strong>intelligence analysis services</strong> and <strong>training</strong> throughout Europe and Italy as well.</p>



<p class="wp-block-paragraph">The Maltego partnership strenghtens Soft Strategy OSINT / SOCMINT partner ecosystem, including already <strong>ShadowDragon</strong>, a recognized leader in acquiring tailored content, including open-source, social media, and deep/dark web to support intelligence and proprietary protocol analysis and collection activities as well as providing training to government, military, and commercial organizations in complex investigations.</p>
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		<item>
		<title>Nasce P@gile</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/nasce-pgile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 12:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=943</guid>

					<description><![CDATA[<p>P@gile ha l’ambizione di costituire un polo per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni a beneficio della digitalizzazione della pubblica amministrazione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Digitalizzazione PA: Nasce P@gile, la nuova rete di imprese italiane</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La stima dell’inefficienza pubblica, secondo i dati di Confindustria Digitale, costa all’Italia circa 30 miliardi l’anno, pari a 2 punti di Pil. I benefici della digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana, invece, li ha calcolati il Politecnico di Milano: 25 miliardi di euro l’anno al bilancio dello Stato.</p>



<h5 class="wp-block-heading">(Fonte:&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2020/09/09/pa-per-digitalizzazione-nasce-rete-imprese-italiane_c25906e7-d10d-48af-9a7a-2d9723efa2b6.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ANSA</a>)</h5>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>P@gile</strong> ha l’ambizione – spiega Antonio Marchese, ad Soft Srategy BIT ed executive partner del Gruppo 100% italiano Soft Strategy – di costituire un polo di riferimento totalmente italiano per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative a beneficio della digitalizzazione della pubblica amministrazione per favorire e semplificare il rapporto cittadino-istituzioni nell’accesso ai servizi</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2020/09/09/pa-per-digitalizzazione-nasce-rete-imprese-italiane_c25906e7-d10d-48af-9a7a-2d9723efa2b6.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qui l’articolo completo</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Soft Strategy and ShadowDragon</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-and-shadowdragon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2020 12:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=948</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy will be licensed to sell the tools of the cybersecurity solutions by ShadowDragon needed to clients within Europe and Italy.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Soft Strategy and ShadowDragon partner together to provide advanced investigative training</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Rome, June 2020. <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> and <strong>ShadowDragon</strong> partner together to provide advanced investigative training.</p>



<p class="wp-block-paragraph">As the world has become more complex, many businesses have needed to adapt to a variety of threats. Public and private firms need training in investigating sophisticated threats to business and the community. <strong>SoftStrategy has become one of the first companies in Europe to become an authorized trainer and reseller</strong>, providing capability and training throughout Europe and Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ShadowDragon is a recognized leader in acquiring tailored content, including open-source, social media, and deep/dark web to support intelligence (OSINT/SOCMINT) and proprietary protocol analysis and collection activities as well as providing training to government, military, and commercial organizations in complex investigations. This relationship ensures investigative training is extended to all classes of customers that investigate and analyze sophisticated threats.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Additionally,&nbsp;<strong>Soft Strategy will be licensed to sell ShadowDragon tools</strong>&nbsp;needed to identify, monitor, map, and counter threats posed against clients within Europe and Italy.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">In Soft Strategy we believe that the ability to offer the worlds best investigative tools and training within our region will help fight crime and provide valuable insights for deep analysis on hard to solve problems. This addition expands the portfolio of capabilities to our clients.</p>



<p class="wp-block-paragraph">We are pleased to have the privilege of training the trainers to enable the greatest success to SoftStrategy and the customers they interact with. This diverse partnership is also enabling the capability to be transferred during a time when traveling is questionable. We had to be<br>able to work around the problems the world is presenting us; this partnership offers the solutions in many ways.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Daniel Clemens, ShadowDragon CEO</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>About ShadowDragon</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">ShadowDragon is a cybersecurity solutions developer that simplifies complex data collection, analysis, and monitoring of threats. ShadowDragon builds tools for augmenting investigations, integrates with OEM partners, and offers training in open source intelligence, long term investigations for governments and commercial companies. ShadowDragon has specialized in niche collection services for over a decade enabling success in the most complex investigations and attribution.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ShadowDragon was in&nbsp;Cheyenne, Wyoming. ShadowDragon has also opened RND offices in&nbsp;Austin, Tx;&nbsp;Birmingham, AL, and offices in&nbsp;Copenhagen, Denmark.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://yhoo.it/3fIyhiA">https://yhoo.it/3fIyhiA</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SDSS for ServiceNow</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/sdss-for-servicenow/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 12:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=953</guid>

					<description><![CDATA[<p>The Software Development Security Suite provides benefits for many stakeholders, such as developers, Head of software development and software Project Manager.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Our “Software Development Security” CertifiedApp available on ServiceNow Store</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy,</a> as a Technology Partner of Servicenow, has developed the <strong>Software Development Security Suite</strong> (hereinafter ‘SDSS’) for the ServiceNow platform.“SDSS” first module is the “Starter Pack”. It is a ServiceNow CertifiedApp.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>It extends ServiceNow visibility with information and metrics in SDLC security</strong>, providing analysis, monitoring, resolution of security findings.&nbsp;<em>“SDSS | Starter Pack”</em>&nbsp;provides benefits for many stakeholders, such as<strong>&nbsp;developers, Head of software development, Head of application, CTO, CIO, CSO and software Project Manager</strong>. It is a product&nbsp;<strong>dedicated to the integration of Application Security Testing operations</strong>, performed during the various phases of the software development cycle using third-party tools, in the ecosystem of the ServiceNow platform.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Unique features of Starter Pack are:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Normalization, correlation and deduplication of software security findings<br></strong>according to one single standard taxonomy, i.e. OWASP, across multiple SAST and DAST</li>



<li>Cross-reference between&nbsp;<strong>OWASP</strong>&nbsp;and&nbsp;<strong>NIST CWE</strong></li>



<li>Centralized application&nbsp;<strong>security testing</strong>&nbsp;platform.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Please find more details about our suite on&nbsp;<strong>Servicenow Store</strong>&nbsp;at:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2XzIiJ7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://bit.ly/2XzIiJ7</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Customer Identity Monetization</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/customer-identity-monetization/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 12:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=958</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il valore della Customer Identity Monetization è nella possibilità di aumentare la fiducia dei clienti con conseguenti possibilità di contatto commerciale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Customer Identity Monetization: Soft Strategy in partnership con Auth0</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a>, valorizzando il know-how dei propri Competence Center in materia di Digital Trust – dal Customer Consent Management e Privacy Right alla Digital Identity fino alla Automation, Data Monetization e Digital Marketing abilitanti al Customer Journey – ha avviato una partnership chiave con <a href="https://auth0.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Auth0</a>, come soluzione di riferimento nel proprio framework di <strong>Customer Identity Monetization</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore aggiunto della Customer Identity Monetization risiede nella possibilità di aumentare la fiducia dei cliente “consumer” rispetto alla corretta gestione delle proprie scelte di consenso e quindi nella possibilità di maggiore e più pertinente applicabilità di Analytics, con conseguenti possibilità di contatto commerciale proattivo e mirato, moltiplicazione del livello di&nbsp;<strong>Customer Engagement</strong>, aumento della&nbsp;<strong>Brand Loyalty</strong>&nbsp;e delle opzioni di&nbsp;<strong>Co-Marketing</strong>, nonché mitigazione del&nbsp;<strong>Churn</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Auth0 è un global leader nell’Identity-as-a-Service (IDaaS) e fornisce a migliaia di enterprise customer la propria Universal Identity Platform per le loro applicazioni web, mobile, IoT e interne. La piattaforma estensibile di Auth0 autentica e mette in sicurezza oltre 2.5 miliardi di login al mese, rendendola una soluzione molto gradita agli sviluppatori e considerata affidabile da molte global enterprise.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azienda ha la propria sede principale in Bellevue, stato di Washington, USA, e ha uffici in Buenos Aires, Londra, Tokyo, e Sydney. Auth0 supporta i suoi clienti in oltre 70 paesi nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ulteriori informazioni, visita&nbsp;<a href="https://auth0.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">auth0.com</a>&nbsp;segui&nbsp;<a href="https://twitter.com/auth0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">@auth0</a>&nbsp;su Twitter.</p>



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		<title>Robotic Data Correction™</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/robotic-data-correction/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 12:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=961</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rulex RDC permette l’identificazione intelligente e self-optimizing di errori e mancanze nei tracciati dati e la relativa correzione sempre più automatica.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Robotic Data Correction™: l’intelligenza artificiale di Rulex e Soft Strategy</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> Digital Trust – grazie al know-how in materia FinCrime del team Fraud &amp; Crime e del proprio Excellence Center su Anti-Money Laundering – ha ideato, progettato e realizzato con Rulex una soluzione verticale per la Robotic Data Correction di comunicazioni SWIFT</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://rulexrdc.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Rulex RDC</strong></a>&nbsp;permette l’identificazione intelligente e self-optimizing di errori e mancanze nei tracciati dati e la relativa correzione inizialmente controllata e via via sempre più automatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aumento del livello Data Quality delle comunicazioni&nbsp;<a href="https://www.swift.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SWIFT</a>, in particolare ad esempio al Beneficiary Name di una transazione, garantisce maggiori livelli di efficienza ed efficacia ai motori Fraud Detection e Fraud Investigation, operanti su questi particolari flussi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un video della soluzione è disponibile&nbsp;<a href="https://vimeo.com/346392518" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.rulex.ai/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rulex | The AI that tells you why™</a>&nbsp;– società con sede a Boston e con Ricerca e Sviluppo a Genova, ha sviluppato una piattaforma di Intelligenza Artificiale riconosciuta dal MIT come una delle più innovative al mondo. L’azienda ha come obiettivo quello di&nbsp;<strong>democratizzare gli “Advanced Analytics”</strong>&nbsp;in modo da permettere agli esperti di business e di processo di utilizzare l’IA per ottimizzare e automatizzare decisioni basate su regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rulex RDC non necessita di competenze matematiche o di programmazione ed è in grado di produrre previsioni comprensibili per l’essere umano. Le soluzioni XAI Rulex sono implementate a livello globale in una varietà di settori, dall’ambito manifatturiero, a quello bancario, assicurativo e delle telecomunicazioni, e tra i suoi numerosi clienti vanta una società di produzione globale Fortune 50.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Sim swap fraud</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/sim-swap-fraud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 13:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1180</guid>

					<description><![CDATA[<p>È un tipo di frode particolarmente sofisticata e grave che può essere considerata una conseguenza del furto di identità. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Cybersecurity: sim swap fraud. Conti svuotati dalle schede telefoniche</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se all’improvviso il vostro smartphone non si collega più alla rete telefonica senza un valido motivo, è il caso che controlliate i vostri conti bancari.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Proviamo ad ipotizzare un caso non troppo lontano dalla realtà: ci troviamo a Milano, è una calda giornata di luglio. Il cellulare di Antonio Rossi, nome di fantasia, improvvisamente non si collega più alla rete mobile togliendogli la possibilità di ricevere e fare telefonate o di postare il suo disappunto sul suo social preferito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente la reazione di Antonio dopo aver inutilmente riavviato inutilmente il telefono varie volte sarà la classica imprecazione “Maledetta Tecnologia! Non funziona mai niente come dovrebbe, ma ora mi sentono! Oh se mi sentono!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta tornato a casa, Antonio chiama il servizio clienti del proprio operatore telefonico da un altro telefono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ma Sig. Rossi, non vedo alcun problema con la sua nuova SIM: sta funzionando correttamente”.<br>“Quale nuova SIM? Io non ho chiesto nulla!”<br>“Si Sig. Rossi, Lei ha richiesto un duplicato della sua SIM dal nostro punto assistenza di Via Roma a Caserta”<br>“Ma io non ho mai messo piede a Caserta! È un errore! Risolvetemi il problema!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi lasciamo immaginare come sia finita questa conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appena messo termine a questa spiacevole conversazione con il proprio operatore telefonico, il Sig. Rossi riceve una chiamata dalla propria banca che, solo ora, dopo ore di tentativi infruttuosi di contattarlo al suo numero di cellulare, riesce ad avvisarlo che il suo conto corrente è stato bloccato dato che si stanno verificando delle attività insolite: sono stati prelevate diverse migliaia di euro ed è stato richiesto un prestito di altri 20.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno, dopo aver rubato l’identità digitale del Sigr. Rossi, sta cercando di accaparrarsi tutto ciò che poteva raggiungere online.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Lo scenario di cui parliamo potrebbe essere l’esempio di una frode particolarmente sofisticata chiamata “SIM Swap Scam”” ci spiega Alessandro Rossetti, Intelligence Team Leader di Soft Strategy, che afferma che questo tipo di reato sta verificandosi sempre più spesso anche nel nostro paese: “Non sono in possesso di statiche precise, ma ogni anno ho <a href="https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/comunicato-stampa-operazione-sim-swap.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">notizia</a> di un numero sempre crescente di questo tipo di frode”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Rossetti ci spiega che generalmente, dopo aver individuato la vittima, i criminali si procurano i dati personali della vittima sui vari Social Network. Successivamente, tramite documenti falsificati ad hoc, hanno la possibilità di recuperare una copia della SIM card della vittima per poi ottenere dalla banca le credenziali per operare sul conto corrente e per superare l’autenticazione a due fattori nelle operazioni di home banking.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<a href="https://www.fbi.gov/contact-us/field-offices/sanfrancisco/news/press-releases/fbi-san-francisco-warns-the-public-of-the-dangers-of-sim-swapping" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I primi casi si sono verificati negli Stati Uniti</a>&nbsp;e già dal 2015 si è avuta notizia dei primi casi in Italia di cui ricordo in particolare un’<a href="https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/comunicato-stampa-operazione-sim-swap.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine della Polizia Postale</a>&nbsp;su una frode informatica ai danni di una banca on-line ai cui clienti, residenti in varie parti d’Italia, erano stati sottratti 300.000,00 euro” dice Rossetti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il numero di telefono è quasi sempre utilizzato come secondo fattore nel processo di autenticazione in due fasi specialmente ora che le <a href="https://quifinanza.it/soldi/banche-nuove-regole-per-il-conto-corrente-e-la-sicurezza-online/275335/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">banche stanno abbandonando il vecchio sistema</a> delle chiavette dispositive”, conferma Francesco Faenzi, Direttore della Business Unit Digital Trust di Soft Strategy.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">È un tipo di frode particolarmente sofisticata e grave che può essere considerata una conseguenza del furto di identità. Oggi giorno la raccolta illecita di dati personali personale e password può essere fatto portata a termine con metodi diversi a partire dal cosiddetto “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Web_scraping" target="_blank" rel="noreferrer noopener">web scraping</a>” dei social network, tramite cui si raccoglie una grandissima quantità di dati personali pubblici, tramite la diffusione di software malevolo negli store dei vari produttori telefoni o tramite reti WiFi libere preparate ad hoc in posti particolari come ad esempio la lobby di un hotel o un bar particolarmente grande. Queste app, una volta installate, riescono ad estrarre tutte le informazioni utili dallo smartphone e spedirle su server appositamente predisposti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossetti raccomanda di prestare sempre particolare attenzione a ciò che decidiamo di diffondere online e cosa installiamo nei nostri smartphone. Può consigliando di avere una certa cautela nell’utilizzare connessioni Wi-Fi aperte e nell’evitare di utilizzare password troppo semplici od ovvie, ammette che queste misure possono solo mitigare il rischio di essere compromessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, Rossetti afferma che anche se l’operatore telefonico ha implementato un protocollo rigoroso per quanto riguarda la consegna di nuove copie delle schede SIM ai propri clienti che vengono attivate solo dopo l’esibizione di un documento di identità dell’intestatario. Tutte queste misure sono nulle se un rivenditore telefonico è complice dei truffatori come nel&nbsp;<a href="https://www.ilmessaggero.it/italia/sim_clonate_azzerati_conti_bancari_campania-4056037.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caso accaduto ad Alassio</a>, provincia di Savona, ai danni di un imprenditore che ha visto sparire più di 20mila euro dal suo conto corrente grazie anche alla complicità di un dealer campano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per mitigare questo rischio Faenzi ritiene che la conferma dell’identità debba passare attraverso sistemi di sicurezza sempre più forti come ad esempio l’avvalersi dei propri dati biometrici o di token fisici. Raccomanda infine di curare particolarmente la sicurezza delle proprie password conservandole con tutte le sicurezze del caso: utilizzando appositi password manager o dispositivi di sicurezza a due fattori inziando ad abituarsi all’idea di adottare una chiave di sicurezza hardware per i siti di maggior importanza per l’utente come l’home banking o i social network.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/CS_frode-sim-swap.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Download Comunicato Stampa</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Smart Building</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/smart-building/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 12:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=963</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy con la sua verticalizzazione aziendale Bit  ha realizzato soluzioni dedicate alla sicurezza dei dipendenti in ambienti lavorativi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Smart Building: le soluzioni innovative di Soft Strategy Bit</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le soluzioni innovative progettate dai centri di Competenza IoT, Analytics e Human-Experience First di Soft Strategy Bit hanno l’obiettivo di garantire benessere, sicurezza fisica e semplificazione dell’interazione uomo-macchina all’interno degli spazi lavorativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> con la sua verticalizzazione aziendale Bit – specializzata nell’ideazione e implementazione di soluzioni software innovative – ha realizzato soluzioni dedicate alla <strong>sicurezza dei dipendenti in ambienti lavorativi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ospite speciale nella nostra sede lo scorso 23 Marzo è stato il <strong><a href="https://youtu.be/8kEItwLHtOU">Tg2</a></strong>, al quale abbiamo raccontato come le soluzioni software implementate da <strong>Soft Strategy Bit</strong> si integrano per garantire sicurezza e monitoraggio ambientale per il miglioramento delle <strong>condizioni lavorative in ufficio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi e il conseguente efficientamento dei&nbsp;<strong>percorsi in ambienti chiusi</strong>, inoltre, sono nel totale rispetto delle regole dettate dal nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ratio ratio-16x9"><iframe title="Servizio TG2 WEEKEND DEL 23 MARZO  2019" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/8kEItwLHtOU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
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		<item>
		<title>VII Edizione del Master CESMA</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/vii-edizione-del-master-cesma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 12:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1177</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il primo master in Italia con l’obiettivo di formare esperti qualificati che siano in grado di pianificare, implementare strategie e piani di marketing.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Parte la VII edizione del CESMA, il Master che forma i nuovi data scientist.</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Soft Strategy e Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma assieme per formare esperti di Big Data.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, ottobre 2019 – Data Scientist, analisti in grado di trasformare in conoscenza i Big Data. Viene spesso definita come una delle professioni del futuro, ma già oggi i professionisti in grado di gestire e analizzare questi dati sono richiestissimi e contesi dalle aziende. Il prossimo 3 febbraio 2020 partirà all’<strong>Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong>SAS</strong>, la settima edizione del Master di II livello in Customer Experience &amp; Social Media Analytics.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il primo master in Italia che ha l’obiettivo di formare proprio i Data Scientist, esperti altamente qualificati che, nell’ambito del settore Sales &amp; Marketing di organizzazioni pubbliche e private, siano in grado di pianificare, implementare e monitorare strategie e piani di marketing. Per il secondo anno consecutivo&nbsp;<strong>Soft Strategy</strong>&nbsp;fa parte delle aziende che promuovono questo Master, fornendo ai candidati più meritevoli borse di studio a copertura parziale dei costi di iscrizione, in aggiunta all’opportunità di accedere alle borse INPS per figli di dipendenti pubblici e alle borse istituite dalle Regioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conferma che il Master forma professionalità richieste dalle aziende è data dai livelli di collocazione dei ragazzi che negli anni scorsi hanno frequentato il Master. Tutti i 90 studenti delle edizioni precedenti hanno trovato occupazione subito dopo lo stage. Il 70% a tempo indeterminato, il restante 30% a tempo determinato o con contratti di apprendistato della durata di più di 24 mesi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Sin dalla nascita della nostra <strong>Line of Business Digital</strong> ci siamo dedicati a progetti innovativi in grado di comprendere e sfruttare il valore contenuto nei dati, strutturati e non, a vantaggio dei nostri clienti”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Spiega&nbsp;<strong>Antonio Marchese</strong>,&nbsp;<strong>executive partner di Soft Strategy</strong>. “Gli Analytics rappresentano per le grandi organizzazioni in cui operiamo lo strumento fondamentale per il recupero di efficienza produttiva e la riduzione dei rischi, il fattore moltiplicativo e di accelerazione del ritorno sugli investimenti, la soluzione per una migliore conoscenza ed ingaggio delle proprie customer base”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Crediamo fortemente in questo Master, che ci permette di continuare nella strategia di crescita attraverso l’assunzione di giovani talenti, che non devono essere “cervelli in fuga”, in cerca di prospettive migliori all’estero, bensì la principale garanzia di successo delle aziende sul mercato”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il Master del Dipartimento di Economia e Finanza coniuga sapere economico, aziendale, statistico e informatico, in una prospettiva interdisciplinare che offre ai nostri giovani le chiavi di accesso per interpretare una realtà sempre più complessa”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Dice&nbsp;<strong>Simone Borra</strong>,&nbsp;<strong>direttore del Master</strong>&nbsp;. “La stretta collaborazione con SAS testimonia l’interesse dell’università verso una formazione orientata non solo a sviluppare le conoscenze ma anche le abilità e le competenze dello studente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti gli iscritti parteciperanno alle&nbsp;<strong>certificazioni SAS base programming</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>SAS Viya Machine Learning</strong>&nbsp;e al termine delle lezioni tutti i discenti svolgeranno uno stage retribuito di 5/6 mesi presso aziende nazionali o internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SAVE THE DATE</strong>. Il 2 dicembre, presso l’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma avrà luogo l’Open Day e sempre nei primi giorni di dicembre, sul sito www.master-cesma.it verrà pubblicato il bando di ammissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i requisiti di ammissione e il bando di partecipazione consultare il sito&nbsp;<a href="http://www.master-cesma.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.master-cesma.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Soft Strategy alla Federico II di Napoli</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-alla-federico-ii-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 10:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=913</guid>

					<description><![CDATA[<p>I giovani potranno incontrare i responsabili delle risorse umane, consegnare il curriculum e acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Job Meeting 2018: Soft Strategy alla Federico II di Napoli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lavoro, orientamento e formazione il&nbsp;<strong>16 ottobre 2018</strong>&nbsp;presso l’Università Federico II – Scuola Politecnica e delle Scienze di Base insieme ai professionisti del Gruppo di Soft Strategy per promuovere l’inserimento dei giovani in azienda attraverso le giornate dedicate al job meeting, un innovativo percorso guidato che conduce alla consapevolezza delle proprie competenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa occasione i giovani potranno&nbsp;<strong>incontrare i responsabili delle risorse umane di Soft Strategy</strong>, consegnare il proprio curriculum e, attraverso presentazioni aziendali e colloqui individuali, potranno acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini e conoscere i percorsi di carriera e le opportunità di stage e di lavoro offerte dall’azienda.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“<em>Le professioni digitali sono tra le più richieste dal mondo del lavoro nell’era dell’industria 4.0 </em>– spiegano <a href="https://www.softstrategy.it/lavora-con-noi/"><strong>Samuele Severi </strong>e<strong> Priscilla Cucchiella</strong></a><strong> (rispettivamente “People development” manager e “Recruiting” di Soft Strategy</strong>) – <em>Il futuro è digitale, ma è necessario riuscire ad individuare saperi hi-tech specializzati che sappiano tenere e superare il passo veloce del settore in cui operiamo</em>”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni scrivi a&nbsp;<a href="mailto:recruiting@softstrategy.it">recruiting@softstrategy.it</a>.<br>Se invece sei interessato alle posizioni aperte, visita la pagina&nbsp;<a href="https://softstrategygroup-careers.mua.hrdepartment.com/hr/ats/JobSearch/viewAll" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carriere</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ICT Security Academy 2018</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/ict-security-academy-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 13:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1183</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il percorso è strutturato per formare i partecipanti su Data Protection &#038; Cyber Security indirizzandoli con un approccio tipico del management consulting.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">ICT Security Academy, riapre l’accademia per i futuri esperti in Data Protection &amp; Information Security</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Aperte le iscrizioni per la terza edizione del programma di formazione di Soft Strategy</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti di Data Protection e Cyber Security sono la nuova frontiera del mercato del lavoro: figure professionali sempre più richieste, che hanno l’opportunità di dare sfoggio delle proprie capacità all’azienda per poi essere assunti. È questo il metodo di assunzione di maggior successo che Soft Strategy ha adottato per premiare il talento attraverso l’<strong>ICT Security Academy</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso è accessibile a laureandi e neolaureati in ingegneria, informatica o in discipline tecnico-scientifiche con la passione per il mondo del&nbsp;<strong>Digitale</strong>, delle&nbsp;<strong>Tecnologie Innovative</strong>, della&nbsp;<strong>Privacy</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Cyber Security</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei interessato ad entrare in un team di Management Consulting che collabora con grandi aziende e in contesti internazionali? Allora&nbsp;<strong>Soft Strategy Management Consulting</strong>&nbsp;è l’azienda che fa per te!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sta per partire la terza edizione della ICT Security Academy: un&nbsp;<strong>percorso formativo gratuito di 200 ore</strong>&nbsp;strutturato in più moduli, con formazione in aula, interventi e testimonianze di esperti del settore e manager di primarie aziende italiane, che approcceranno il tema in maniera interdisciplinare utilizzando la didattica attiva e laboratoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso, che si terrà interamente nell’ headquarter di Soft Strategy a Roma, è strutturato per formare i partecipanti su Data Protection &amp; Cyber Security indirizzandoli verso le tematiche con un approccio gestionale e manageriale tipico del management consulting, in particolare su:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Privacy e GDPR</li><li>ISO 27001, NIST, ENISA ecc.</li><li>Information Risk Governance</li><li>Information Security Solutions and Models</li><li>Cyber Security Testing</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come partecipare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per entrare a far parte della terza edizione della ICT Security Academy di Soft Strategy, accedendo a un percorso di formazione gratuito di 200 ore, basta navigare nella pagina&nbsp;<a href="https://softstrategygroup-careers.mua.hrdepartment.com/hr/ats/JobSearch/viewAll" target="_blank" rel="noreferrer noopener">carriere</a>&nbsp;di questo sito.</p>
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		<title>Soft Strategy al RomHack 2018</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-al-romhack-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 12:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=983</guid>

					<description><![CDATA[<p>RomHack ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dell’uso della rete e accrescere l’interesse verso il mondo della sicurezza informatica.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Soft Strategy all’evento RomHack 2018 con la nuova LoB Digital Trust</h2>



<h4 class="wp-block-heading">“Attacco e Difesa: scenari reali e lavoro di squadra”, sarà questo il leitmotiv di&nbsp;<a href="https://www.romhack.io/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RomHack</a>, l’evento di Cyber Security, del quale Soft Strategy è partner tecnico e che si terrà il 22 settembre presso la Link Campus University di Roma.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione nasce dalla omogeneità tra il programma dell’evento e le competenze che la nuova <strong>LoB Digital Trust di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a></strong> mette in campo, rispondendo alle esigenze di gestione della fiducia e del rischio cyber poste dalla Digital Transformation. Il perimetro di servizi della nuova Line of Business abbraccia infatti Offensive Security, Digital Identity e Privacy Consent &amp; Rights Management, DevOps &amp; Data Security, Fraud &amp; Crime e Smart World Safety.</p>



<p class="wp-block-paragraph">RomHack, con un&nbsp;<a href="https://www.romhack.io/program.html#" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programma ricco di incontri</a>&nbsp;a partire dalle 10:30, ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dell’uso della rete e accrescere l’interesse verso il mondo della sicurezza informatica, sempre più centrale oggigiorno, sia dalla prospettiva “utente”, che da quella di business. Cyber Security ed Ethical Hacking gli argomenti più gettonati nei panel dell’evento, ma non mancheranno i momenti di demo testing e social time.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>«</em><em>Abbiamo deciso di supportare l’evento perché offre ad una vasta platea (giovani appassionati, subject matter expert, responsabili di aziende e istituzioni), la possibilità di informarsi sullo stato dell’arte della sicurezza e delle minacce di natura cyber che affliggono l’ecosistema digitale che già oggi esiste, che tutti noi usiamo come cittadini, consumer e in azienda e sul quale si fondano la promessa sia di un business più dinamico che (in parte significativa) di un mondo migliore»</em><em> – dichiara </em><strong><em>Francesco Faenzi, direttore della nuova LoB Digital Trust di Soft Strategy</em></strong></p>
</blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>«Le tecnologie digitali e l’onda della <strong>Digital Transformation</strong>» – continua – «Stanno creando nuovi modelli e opportunità di business e un’aspettativa di incremento della qualità della vita, ma stanno anche amplificando l’esposizione alle minacce cyber. La Digital Transformation ha successo se gli stakeholder del processo (aziende, istituzioni, clienti, fornitori, partner, comunità, ecc.) hanno fiducia nelle sue componenti tecniche, nella sua architettura, nei suoi modelli di governance e di operation, ecc. Un numero impressionante di eventi negli ultimi anni (data breach, gravi indisponibilità di servizi digitali essenziali e frodi finanziarie, ecc.) ha dimostrato che l’attuale framework di tecnologie Internet-based, algoritmi e things non è trustable.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>I servizi e le competenza della <strong>LoB Digital Trust</strong> sono la risposta a questa esigenza e a questi fenomeni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La sicurezza è un elemento costitutivo fondamentale del <strong>Digital Trust</strong>, insieme a privacy, affidabilità, certezza degli interlocutori, certezza delle aspettative, rispetto della volontà degli individui, garanzia di etica nei comportamenti e nelle azioni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>RomHack è un momento importante di sensibilizzazione altamente qualificata su scenari reali di minaccia nel mondo digitale, quindi pienamente in linea con il framework di Digital Trust in cui crediamo e su cui professionalmente ci impegniamo.»</em></p>
</blockquote>
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		<title>Nuovo AD per InnovatesApp, società del Gruppo Soft Strategy</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/nuovo-ad-innovatesapp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 13:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[no-display]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1187</guid>

					<description><![CDATA[<p>L' ingresso in InnovatesApp conferma come il Gruppo Soft Strategy sia diventato un polo di attrazione per importanti professionalità presenti sul mercato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>InnovatesApp nomina Maurizio Russo nuovo Amministratore Delegato ed Equity partner.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Maurizio Russo arriva ai vertici della società del Gruppo Soft Strategy dopo aver ricoperto il ruolo di Direttore Commerciale South Europe, Middle East e Africa della divisione Consulting di SAP SE. Nei 17 anni trascorsi in SAP, Maurizio Russo ha ricoperto diversi ruoli manageriali nelle divisioni Software, Consulting ed Education, conseguendo costantemente risultati superiori agli obiettivi prefissati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo ingresso in InnovatesApp conferma come il Gruppo Soft Strategy sia diventato un polo di attrazione per importanti professionalità presenti sul mercato che decidono di unirsi in veste sia di manager sia di azionisti per&nbsp;<strong>accompagnare le imprese nella digital transformation</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo testimonia anche la crescita raggiunta dal Gruppo Soft Strategy in questi anni, nonché l’ambizione di conseguire ulteriori significativi progressi nel consolidamento e arricchimento del portafoglio clienti e servizi attuale. In tal senso&nbsp;<strong>Maurizio Russo avrà l’obiettivo di sviluppare il business della società InnovatesApp</strong>&nbsp;che, completato il triennio di startup, ambisce a diventare un partner di riferimento di SAP e dei suoi clienti nel perseguimento dell’obiettivo strategico di implementazione della&nbsp;<em>SAP’s intelligent Enterprise</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Gruppo Soft Strategy cresce</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>Gruppo Soft Strategy composto al 100% da aziende italiane&nbsp;</strong>ha di recente approvato il bilancio di chiusura in esercizio 2017 con un valore complessivo cumulato di fatturato di 17,5M€, registrando una crescita rispetto al 2016 del 23% (14,2M€).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo eccellente risultato, che replica la crescita avvenuta lo scorso anno, ha avuto risultati maggiormente significativi nei mercati Telecomunicazioni, Trasporti e Pubblica Amministrazione. Particolare attenzione da parte del mercato cui si rivolgono le aziende del gruppo, Soft Strategy e InnovatesApp, è stata rivolta ai servizi offerti a contenuto strategico, tecnologico e innovativo quali: Privacy &amp; Security, che ha registrato una crescita del 21%; SAP BI HANA, +41% e Digital Innovation, +79%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due aziende del Gruppo,&nbsp;<strong>Soft Strategy e InnovatesApp</strong>, hanno chiuso rispettivamente con un valore di produzione pari a 13,5M€ (di cui il 62% Management Consulting e 38% per Digital Services) e 4,0M€.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gruppo oggi&nbsp;<strong>conta oltre 250 dipendenti, 7 sedi in Italia</strong>, continua ad investire su giovani talenti (<strong>54 assunti under 29 di cui il 39% quote rosa</strong>) e su senior del settore ICT (<strong>33 assunti di cui il 40% donne</strong>) per proseguire nella creazione di servizi a valore aggiunto per le imprese, assicurando una integrazione tra le diverse line of business che risulta vincente perché in grado di supportare sinergicamente le aree di business dei clienti.</p>
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		<title>Soft Strategy al CESMA</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-al-cesma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 10:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=920</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un approfondimento sui punti cardine dello scandalo Facebook/Cambridge Analytica, per comprendere più a fondo la regolamentazione Europea della social security.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Privacy, Big Data e GDPR: docenza Soft Strategy al Master CESMA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Antonio Di Ronza, partner di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> e Responsabile della service line aziendale <strong>Data Protection Compliance Risk &amp; Security</strong>, ha tenuto il 16 aprile presso il master <a href="http://www.master-cesma.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CESMA</a> dell’Università di Tor Vergata Facoltà di Economia una docenza che ha affrontato i temi di Privacy, Big Data e Global Data Protection Regulation (GDPR).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo speech ha visto la partecipazione attiva degli studenti, che grazie alla profonda conoscenza della materia da parte di Antonio Di Ronza hanno ripercorso – oltre alla esposizione di diversi casi reali in ambito – i punti cardine dello scandalo Facebook/Cambridge Analytica, potendo così comprendere più a fondo le caratteristiche della nuova regolamentazione Europea e il concetto olistico – tra privacy, normative e tecnologia – di social security.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lezione tenuta da Antonio Di Ronza si inserisce in un percorso modulare che gli studenti hanno iniziato a febbraio 2018 e che li sta conducendo verso la specializzazione in&nbsp;<strong>Data Scientist</strong>, figura fondamentale nel panorama professionale attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Brain at work Roma</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/brain-at-work-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 11:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=923</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy intende offrire un’opportunità concreta ai giovani che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Brain at Work Roma Edition. 21 marzo 2018: Soft Strategy c’è</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“Premiamo il talento e valorizziamo il merito”</em></strong>. Così Antonio Marchese, Executive Partner di Soft Strategy spiega la scelta dell’azienda di partecipare ad uno degli appuntamenti più attesi di recruiting, talent acquisition ed employer branding: <strong>Brain at Work Roma Edition</strong>, si terrà il 21 marzo al Centro Congressi Frentani in Via dei Frentani, 4.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">I giovani diplomati e laureati potranno incontrare i responsabili delle risorse umane di Soft Strategy, consegnare il proprio curriculum e, attraverso presentazioni aziendali, workshop, colloqui individuali, convegni tematici e tavole rotonde, potranno acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini e conoscere i percorsi di carriera e le opportunità di stage e di lavoro offerte dall’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy, specializzata nel settore del management consulting e dei servizi Digital, intende offrire così un’opportunità concreta ai giovani che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro:&nbsp;<em>“Le professioni digitali sono tra le più richieste dal mondo del lavoro nell’era dell’industria 4.0”&nbsp;</em>– spiega Priscilla Cucchiella (Human Resources Recruiting di Soft Strategy) –&nbsp;<em>“Il futuro è digitale, ma è necessario riuscire ad individuare saperi hi-tech specializzati che sappiano tenere e superare il passo veloce del settore in cui operiamo”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per partecipare all’evento gratuito “Brain at Work – Rome edition” registrati su&nbsp;<a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-career-day-brain-at-work-roma-edition-21-marzo-2018-40899680044" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eventbrite</a>.</strong></p>
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		<title>Il TG3 incontra Soft Strategy</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/il-tg3-incontra-soft-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 13:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=968</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy – Advisory &#038; Digital ha realizzato due soluzioni per la conversione degli edifici in smart building e la rubrica Pixel del Tg3 le racconta.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Smart Building: il TG3 incontra Soft Strategy. Microclima e Indoor Positioning: due applicazioni che consentono di migliorare la vita lavorativa all’interno di edifici di ultima generazione, sempre più intelligenti e ad altissima tecnologia.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy </a>– Advisory &amp; Digital</strong> ha realizzato due soluzioni per la conversione degli edifici in smart building e la rubrica  Pixel del Tg3 ne racconta nel dettaglio le caratteristiche peculiari e i benefici dal punto di vista del lavoratore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Microclima negli ambienti lavorativi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La piattaforma IoT realizzata dalla BU Digital di Soft Strategy consente di monitorare il microclima nell’ambiente di lavoro grazie a dei sensori che misurano diversi parametri, quali temperatura, umidità, Co2, livello di illuminazione, quantità di polvere e qualità dell’aria, livello di inquinamento acustico e conteggio delle persone negli ambienti. La piattaforma è in grado di calcolare un&nbsp;<strong>indice di benessere</strong>, sulla base dei valori ottimali che devono caratterizzare l’ambiente di lavoro in ufficio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Indoor Navigation</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda applicazione disponibile per smartphone permette di orientarsi facilmente all’interno di spazi indoor. Tra le funzioni disponibili, l’app permette di localizzare persone in difficoltà in ambienti chiusi, o guidare verso uscite di sicurezza in situazioni di pericolo utilizzando il percorso più breve o quelli privi di barriere architettoniche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“I vantaggi dell’applicazione ” </em>spiega Martin, technical leader della Service Line Digital IoT <em>“sono il controllo degli standard di sicurezza negli ambienti, l’aumento del benessere percepito dalle persone negli spazi monitorati e quello dell’efficienza energetica dell’edificio.”</em></p>
</blockquote>
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		<title>Come diventare Data Scientist</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/come-diventare-data-scientist/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 14:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1189</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy investe sul futuro e punta tutto sui giovani talenti mettendo a disposizione borse di studio per i Data Scientist più capaci.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Data Scientist cercasi: come diventare scienziati dei dati</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Soft Strategy investe sul futuro e punta tutto sui giovani talenti. Sono state messe a disposizione due borse di studio per i Data Scientist più capaci grazie all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Al via il Master in Customer Experience &amp; Social Media Analytics.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roma, Febbraio 2017</strong>&nbsp;– Studiare e poi spendere il proprio talento senza pensare di dover lasciare il proprio Paese è possibile se si individua il modo giusto per farlo. Uno di questi è riuscire a capire qual è il settore più gettonato sul mercato del lavoro: gli scienziati dei dati, ad esempio, rappresentano una delle figure professionali più richieste.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Data Scientist: chi sono</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>Data Scientist</strong>&nbsp;sono dei veri e propri scienziati dei dati, capaci di estrarre informazioni utili dai Big Data. La loro è una professionalità altamente richiesta tra nel mondo digitale delle aziende digital, si stima infatti che nei prossimi due anni ci sarà una domanda di queste figure superiore del 40-60% rispetto all’offerta da parte delle aziende, compresi i più blasonati motori di ricerca, social network e multinazionali della consulenza.&nbsp;<strong>L’estrazione di significato dai dati grezzi</strong>&nbsp;richiede una conoscenza specifica e&nbsp; risorse umane eccellenti sulle quali molte aziende hanno deciso di investire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il caso di&nbsp;<strong>Soft Strategy – Advisory &amp; Digital</strong>, che punta tutto sulla formazione di giovani talenti. Riporta la data di oggi, infatti, la cerimonia di inaugurazione del Master di II livello “Customer Experience &amp; Social Media Analytics”, realizzato dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che ha proprio l’obiettivo di formare Data Scientist.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Master CESMA: Come diventare Data Scientist</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«<a href="http://www.master-cesma.it/home/242-747/cesma-2017-2018" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il master ha un’importanza strategica</a>»</em>&nbsp;ha spiegato Francesco Vollono, Direttore Marketing di Soft Strategy, intervenendo questa mattina alla cerimonia alla quale era presente anche il Manager HR Samuele Severi&nbsp;<em>«perché si è dato come obiettivo la formazione di giovani talenti laureati, la maggior parte in Economia, nella&nbsp;<strong>professione che risulta essere maggiormente strategica</strong>&nbsp;per l’attuale sistema produttivo del Paese, che attraversa in pieno l’onda dell’industria 4.0.»</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy, già partner SAS, punta decisamente sulla formazione di questo tipo di figure professionali per imboccare la strada del contrasto alla disoccupazione giovanile e, contemporaneamente, garantirsi dei futuri professionisti di successo per le sue attività di business e per i suoi principali clienti operanti nel settore pubblico e privato. Questi ultimi, infatti, inoltrano frequentemente richieste di<strong>&nbsp;tecnici competenti&nbsp;</strong>specializzati in questo settore ancora poco conosciuto, in grado di&nbsp;<strong>manipolare, analizzare ed estrarre dai dati</strong>&nbsp;le informazioni critiche (insight) per il business, il saving dei costi produttivi e i processi di decision making».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le borse di studio di Soft Strategy</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I candidati più meritevoli riceveranno&nbsp;<strong>due borse di studio messe a disposizione da Soft Strategy</strong>&nbsp;a copertura parziale dei costi di iscrizione, in aggiunta alle 5 borse di studio offerte da INPS e alle due di Accenture.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«<strong>Il Master CESMA</strong>&nbsp;del Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università di Roma Tor Vergata»&nbsp;</em>ha concluso il Direttore del corso, Simone Borra&nbsp;<em>«riparte con la sua quinta edizione dopo aver selezionato accuratamente un gruppo di giovani neo laureati pronti a intraprendere un percorso multidisciplinare che offrirà loro le chiavi di accesso per interpretare una realtà che si configura sempre più complessa. La stretta collaborazione con SAS e con i Partner che ci supportano, Accenture e Soft Strategy, testimoniano l’interesse dell’università verso una formazione orientata non solo a sviluppare le conoscenze ma anche quelle abilità e competenze subito spendibili nel mercato del lavoro. Noi puntiamo a valorizzare la formazione e la creatività dei nostri studenti, per prepararli all’analisi e alla valorizzazione dei big data».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/CS_formazione-data-scientist.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Download Comunicato Stampa</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Gli Smart Building secondo Soft Strategy</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/gli-smart-building-secondo-soft-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 13:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy è specializzato nella fornitura di soluzioni IoT per la conversione degli edifici in smart building, una realtà tecnologica in costante evoluzione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli&nbsp;<strong>smart building</strong>&nbsp;sono una realtà tecnologica in costante evoluzione grazie all’<strong>IoT</strong>: l’internet delle cose è entrata negli edifici, offrendo nuove prospettive di living e sbloccando opportunità legate alla gestione delle facility, impensabili fino a pochi anni fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Soft Strategy – Advisory &amp; Digital</strong>&nbsp;si sta specializzando nella fornitura di soluzioni IoT per la conversione degli edifici in smart building: se dal punto di vista della human experience ha già realizzato un sistema di&nbsp;<strong><a href="https://www.softstrategy.it/indoor-positioning-soft-strategy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indoor positioning/navigation</a></strong>, da quello ambientale sta sperimentando una soluzione legata alle condizioni climatiche indoor.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Microclima</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie all’avanzamento tecnologico è possibile monitorare l’insieme dei&nbsp;<strong>fattori fisici/ambientali</strong>&nbsp;che, unitamente ad attività metabolica e abbigliamento indossato, caratterizzano gli scambi termici tra un ambiente e le persone al suo interno. Tenere sotto controllo questi dati è una practice importante: le situazioni di disagio a essi legate – come livelli di umidità e sbalzi di temperatura –&nbsp;possono avere un impatto negativo sulla salute fisica e sul benessere psicologico delle persone, soprattutto nei luoghi di lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Smart Building &amp; Building Automation</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere o lavorare all’interno di edifici in grado di monitorare tali fattori,&nbsp;capaci di mantenerli su soglie accettabili e, ancor più, di migliorarli, è l’obiettivo principale del progetto&nbsp;in fase di sperimentazione nella sede centrale di Soft Strategy a Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>soluzione</strong>&nbsp;ruota intorno a un piccolo single-board computer, che attraverso un insieme di sensori raccoglie i dati nei diversi ambienti interni dell’edificio e li invia nativamente verso una piattaforma cloud realizzata su infrastruttura leader di mercato. Sulla piattaforma i dati vengono elaborati e resi disponibili per essere analizzati, inoltre possono essere consultati dagli utenti attraverso una dashboard di sistema e, in futuro, essere automatizzati al fine di correggere parametri non adeguati (ad esempio spegnere l’aria condizionata se la temperatura ambientale è minore di 18°).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Temperatura, umidità, Co2, livello di illuminazione, quantità di polvere e qualità dell’aria sono i parametri base costantemente misurati, ai quali si aggiungono livello di inquinamento acustico e conteggio delle persone all’interno degli ambienti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivi della sperimentazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Avere a disposizione questi dati offre una serie di possibilità nella&nbsp;<strong>gestione dell’edificio</strong>&nbsp;e vantaggi per gli utenti. Il&nbsp;<strong>risparmio energetico</strong>&nbsp;dovuto all’automazione degli apparati di ventilazione rispetto ai livelli di umidità, temperatura e numero di persone, o il processo di sound-masking&nbsp;(che permette di avere ambienti acusticamente confortevoli) sono solo alcune delle “conseguenze smart” del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Gli obiettivi del progetto sui quali il team Soft Strategy si sta concentrando”&nbsp;</em>spiega Martin, project manager del progetto&nbsp;<em>“sono il controllo degli standard di sicurezza negli ambienti, l’aumento del benessere percepito dalle persone negli spazi monitorati e quello dell’efficienza energetica dell’edificio.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Secondo l’osservatorio Internet of Things del politecnico di Milano”</em> ricorda inoltre <strong><a href="https://www.nethex.com/chi-siamo/leadership/">Antonio Marchese</a></strong>, Executive Partner di Soft Strategy <em>“il mercato dei servizi IoT ha un trend in crescita del 40% in Italia, e noi siamo tra le aziende italiane che si sta posizionando nella fornitura di soluzioni di building automation, che ha il 18% del mercato dei servizi IoT.”</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/smart-building-iot-solutions.jpg" alt="smart building iot solutions" class="wp-image-974"/></figure>
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		<title>I nuovi Data Scientist</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/i-nuovi-data-scientist/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 14:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1193</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il primo master in Italia che forma Data Scientist capaci di trasformare in conoscenza i Big Data ed esperti che operino nel settore Sales &#038; Marketing.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Università di Tor Vergata e Soft Strategy formano i nuovi Data Scientist</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il Master CESMA – Customer Experience &amp; Social Media Analytics è realizzato dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in collaborazione con SAS e la partecipazione di Soft Strategy.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roma, Novembre 2017</strong>&nbsp;– Il prossimo 5 febbraio partirà all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” a Roma, in collaborazione con SAS, la quinta edizione del Master di II livello in Customer Experience &amp; Social Media Analytics. E’ il primo master in Italia che ha l’obiettivo di formare Data Scientist, scienziati dei dati capaci di trasformare in conoscenza i Big Data, ed esperti altamente qualificati che operino nel settore Sales &amp; Marketing. Da quest’anno anche Soft Strategy fa parte delle aziende che promuovono questo Master, fornendo ai candidati più meritevoli due borse di studio a copertura parziale dei costi di iscrizione, in aggiunta alle 5 borse di studio offerte da INPS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>4 dicembre</strong>&nbsp;avrà luogo l’<strong>Open Day</strong>&nbsp;presso l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” nell’Aula Magna della Facoltà di Economia e sempre&nbsp;<strong>nei primi giorni di Dicembre verrà pubblicato il bando</strong>&nbsp;sul sito del Master che darà il via alle procedure di ammissione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il programma didattico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La didattica full time del Master alterna momenti di lezione frontale, esercitazioni pratiche e testimonianze aziendali. L’approccio pratico consente agli studenti di provare in laboratorio le conoscenze teoriche acquisite anche grazie alla presenza di esperti di SAS e di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> che trasferiranno agli studenti le loro competenze maturate presso i clienti. I corsi sono contenuti in quattro macro moduli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Generale</strong>, per acquisire concetti di Management, Programming Tools, SAS Data Management, Advanced Statistical Reasoning</li>



<li><strong>Analytics</strong>, con i corsi di Data Mining &amp; Web Mining e Big Data Exploration &amp; Visualization</li>



<li><strong>Social Media Analytics</strong>, con il Text Mining, la Sentiment Analysis e la Social Network Analysis</li>



<li><strong>Customer Experience</strong>, per le tecniche di ’ottimizzazione delle Campagne di Marketing e Real Time Decision Management</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti gli iscritti parteciperanno alla&nbsp;<strong>certificazione SAS</strong>&nbsp;e al termine delle lezioni tutti i discenti svolgeranno uno&nbsp;<strong>stage retribuito</strong>&nbsp;di 5/6 mesi presso aziende nazionali o internazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Simone Borra, Direttore del Master</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>“Questo Master specializza i nostri giovani laureati in una delle professioni più promettenti del XXI secolo, il data scientist. Il Master del Dipartimento di Economia e Finanza coniuga sapere economico, aziendale, statistico e informatico, in una prospettiva interdisciplinare che offre ai nostri giovani le chiavi di accesso per interpretare una realtà sempre più complessa. La stretta collaborazione con SAS testimonia l’interesse dell’università verso una formazione orientata non solo a sviluppare le conoscenze ma anche le abilità e le competenze dello studente. Noi scommettiamo su una generazione che sappia con la sua preparazione, creatività e intuizione cogliere quei weak signals che diventeranno nel futuro le vere novità.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Da sempre crediamo nei giovani, nella loro voglia di scoprire, sperimentare e imparare cose nuove per migliorare se stessi e il mondo che li circonda. Per noi i giovani sono i veri protagonisti di domani, per questo è importante investire in progetti per creare e diffondere le competenze necessarie per la digital transformation. Siamo entrati nell’era dell’economia basata sui dati, dove gli analytics sono ovunque, in ogni aspetto della nostra vita privata e lavorativa e il Master Cesma è un percorso accademico in grado di costruire una professionalità concretamente spendibile sul mercato del lavoro. Siamo orgogliosi di collaborare con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” per formare i Data Scientist di domani, supportando i giovani interessati a cogliere le affascinanti opportunità offerte dai dati e dalla loro analisi”&nbsp;</em>afferma&nbsp;<strong>Marco Icardi, Regional Vice President SAS e CEO SAS Italia</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La partecipazione di Soft Strategy</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em><br>“Da quest’anno Soft Strategy, attraverso la partnership strategica con SAS e la collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, intende investire sensibilmente su uno degli ambiti fondamentali del cosiddetto Future of Everything – </em>afferma <strong>Antonio Marchese, executive partner di Soft Strategy</strong>.<em> – Sin dalla nascita della nostra Line of Business Digital ci siamo dedicati a progetti innovativi in grado di comprendere e sfruttare il valore contenuto nei dati, strutturati e non, a vantaggio dei nostri clienti. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli <strong>Analytics</strong> rappresentano per le grandi organizzazioni in cui operiamo lo strumento fondamentale per il recupero di efficienza produttiva e la riduzione dei rischi, il fattore moltiplicativo e di accelerazione del ritorno sugli investimenti, la soluzione per una migliore conoscenza ed ingaggio delle proprie customer base. Crediamo fortemente in questo Master, che ci permette di continuare nella strategia di crescita attraverso l’assunzione di <strong>giovani talenti</strong>, che non devono essere “cervelli in fuga”, in cerca di prospettive migliori all’estero, bensì la principale garanzia di successo delle aziende sul mercato.”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i requisiti di ammissione e il bando di partecipazione consultare il sito&nbsp;<a href="http://www.master-cesma.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.master-cesma.it</a></p>
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		<title>ICT Security Academy 2017</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/ict-security-academy-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 13:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1197</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il programma di formazione targato Soft Strategy per i futuri esperti di Information Security Management.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Sono aperte le iscrizioni per l’ICT Security Academy 2017, il programma di formazione targato Soft Strategy per i futuri esperti di Information Security Management.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sei un&nbsp;<strong>neolaureato</strong>&nbsp;in Ingegneria, Informatica o con indirizzo tecnico-scientifico e vuoi entrare nel mondo della sicurezza informatica?&nbsp;<strong>Join us!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È in partenza l’edizione 2017 della ICT Security Academy: un&nbsp;<strong>percorso formativo gratuito di 192 ore</strong>&nbsp;strutturato in più moduli, con formazione in aula, interventi e testimonianze di esperti del settore e manager di primarie aziende italiane, che approcceranno il tema in maniera interdisciplinare utilizzando la didattica attiva e laboratoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso, che si terrà interamente nel headquarter di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> a Roma, è strutturato per formare i partecipanti sulle tematiche della <strong>Cyber Security</strong> e <strong>Data Protection</strong> con un taglio gestionale e manageriale. Dopo una prima fase di introduzione su Sicurezza e Project Management nei sistemi informativi, il corso prevedrà moduli specifici incentrati su temi quali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Codice Privacy, Provvedimenti del Garante Privacy e GDPR</li>



<li>ISO 27001 ed altri standard di settore</li>



<li>Information Risk Governance</li>



<li>Security Solutions</li>



<li>Cyber Security Testing</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Esperti di Data Protection e Cyber Security sono tra le figure professionali più richieste dal mercato del lavoro, professionalità altamente specializzate che Soft Strategy è in grado di formare proprio grazie alla sua Academy, offrendo loro&nbsp;<strong>opportunità di inserimento</strong>&nbsp;e crescita direttamente all’interno del proprio ecosistema aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Academy, in partenza a Novembre 2017, grazie all’approfondimento di specifiche tematiche di project management, renderà i partecipanti in grado di sostenere l’esame per la&nbsp;<strong>certificazione</strong>&nbsp;<strong>CAPM</strong>&nbsp;(Certified Associate in Project Management) del&nbsp;<strong>PMI</strong>&nbsp;(Project Management Institute).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le iscrizioni sono aperte</strong>: basta navigare sulla pagina&nbsp;<a href="https://softstrategygroup-careers.mua.hrdepartment.com/hr/ats/JobSearch/viewAll" target="_blank" rel="noreferrer noopener">carriere</a>&nbsp;del sito e cliccare su&nbsp;<a href="https://softstrategygroup-careers.mua.hrdepartment.com/hr/ats/Posting/view/16" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo annuncio</a>.</p>
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		<item>
		<title>I Career Day del 2017</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/i-career-day-del-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 11:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=928</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il calendario dei career day 2017 di Soft Strategy – Advisory &#038; Digital, partecipa ai 5 eventi di recruiting.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Career Day 2017: i prossimi eventi di Soft Strategy</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 18 Ottobre al 14 Novembre Soft Strategy partecipa a 5 eventi di recruiting.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario dei&nbsp;<strong>career day 2017</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Soft Strategy – Advisory &amp; Digital</strong>&nbsp;è pronto.<br>Gli incontri avverranno presso Università e centri congressi in tutta Italia. Scopri dove e quando.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>18/10/2017</strong>: Brain at work <strong>Roma</strong> (info su <a href="http://www.brainatwork.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.brainatwork.it</a>)</li>



<li><strong>18/10/2017</strong>: Job Meeting Federico II <strong>Napoli</strong> (info su <a href="http://www.jobmeeting.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.jobmeeting.it</a>)</li>



<li><strong>26/10/2017</strong>: Job Fair Sant’Anna di <strong>Pisa</strong> (info su <a href="http://www.santannapisa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.santannapisa.it</a>)</li>



<li><strong>27/10/2017</strong>: Career Day Università della Calabria – <strong>Cosenza</strong> (per info scrivi a recruiting@softstrategy.it)</li>



<li><strong>14/11/2017</strong>: Career Lab Università degli studi di <strong>Firenze</strong> (per info scrivi a recruiting@softstrategy.it)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La volontà di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> di incontrare i giovani che si affacciano al mercato del lavoro, offrendo loro una reale <strong>opportunità di carriera, </strong>sottolinea l’interesse dell’azienda nel costruire da subito un percorso di crescita con il candidato; proiettandolo in una realtà lavorativa dove obiettivi sfidanti, formazione e responsabilità sono i pilastri su cui costruire il proprio futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni scrivi a&nbsp;<a href="mailto:recruiting@softstrategy.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recruiting@softstrategy.it</a>.<br>Se invece sei interessato alle posizioni aperte, visita la pagina&nbsp;<a href="https://softstrategygroup-careers.mua.hrdepartment.com/hr/ats/JobSearch/viewAll" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carriere</a>&nbsp;di&nbsp;softstrategy.it.</p>
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		<item>
		<title>Soft Strategy sempre più Agile</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-sempre-piu-agile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 12:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=976</guid>

					<description><![CDATA[<p>Focus dell’intensa giornata di talk è stato l’incontro tra la cultura agile con il mondo delle aziende pubbliche e private.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Soft Strategy testa e consolida il suo know how su Agile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso 16 settembre <strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> – Advisory &amp; Digital</strong> ha partecipato come uditore alla seconda edizione dell’<strong>Agile Business Day</strong>, che si è svolto presso gli spazi del Campus San Giobbe dell’<a href="https://www.unive.it/">Università Ca’ Foscari</a> di Venezia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Focus dell’intensa giornata di talk è stato l’incontro tra la cultura agile con il mondo delle aziende pubbliche e private, le quali si stanno ormai dimostrando sempre più consapevoli dei vantaggi ottenibili con l’adozione di&nbsp;<strong>metodologie agili</strong>&nbsp;per la gestione e l’innovazione del loro business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fil rouge dei panel del&nbsp;<strong>#ABD2017</strong>&nbsp;è stato il grande peso dato alla necessità di comprensione del cambiamento, e alla rapidità di risposta che oggi le aziende devono dimostrare. Affrontare processi di trasformazione, infatti, significa per molte organizzazioni una sostanziale rivisitazione del proprio modo di operare e un cambiamento a livello organizzativo, strategico e culturale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Modelli organizzativi: un approccio “a colori”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’attuale gestione delle organizzazioni ha raggiunto i propri limiti, e la giornata si è aperta proprio affrontando l’<strong>evoluzione dei modelli organizzativi,&nbsp;</strong>associandoli metaforicamente a diversi&nbsp;<strong>colori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal&nbsp;<strong>rosso</strong>, impulsivo proprio delle prime organizzazioni, si è passati a un colore&nbsp;<strong>ambra</strong>, di organizzazione conformista denotata da gerarchie formalmente definite; a un colore&nbsp;<strong>arancio</strong>, in cui sono aspetti importanti l’innovazione, la responsabilità e la meritocrazia; per arrivare al&nbsp;<strong>verde</strong>, pluralistico, dove sono fondamentali valori quali il trasferimento di delega, di poteri e una prospettiva multi stakeholder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che è emerso come evoluzione attuale è uno stadio racchiuso nel paradigma&nbsp;<strong><em>Teal</em></strong>, dove auto-organizzazione, intuitività e co-evoluzione convivono. Il valore aggiunto di questo paradigma è dato da un approccio all’engagement: che crei le condizioni per far emergere da sé le motivazioni, in modo che queste siano significative per le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata si chiude con&nbsp;<strong>Holacracy</strong>: la descrizione di una organizzazione agile, che racchiude in sé l’insieme dei concetti esposti adattandoli allo scenario della trasformazione digitale. La metafora, in questo caso, è passare da un’organizzazione vista come una macchina che fa quello per cui è progettata, a una organizzazione vista come&nbsp;<strong>organismo che evolve</strong>&nbsp;e cambia in base all’ambiente mutevole in cui è inserita.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Agile: risultati e prossimi obiettivi per Soft Strategy</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In virtù di questo trend anche Soft Strategy ha deciso di investire sul tema agile, cominciando nel 2016 un percorso formativo strategico che, ad oggi, gli permette di annoverare tra le sue fila un elevato numero di risorse certificate&nbsp;<strong>Agile/Professional Scrum Master</strong>, attualmente impiegate in progetti di governance e trasformazione digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti dei temi toccati nei talk dell #ABD17, a dimostrazione di questo posizionamento formativo, si sono rivelati specchio dell’operatività quotidiana di Soft Strategy: il valore del coinvolgimento degli stakeholder nelle fasi del design thinking del prodotto/servizio, l’importanza della frequenza dei rilasci e l’approccio “time boxed” sono proprio alcune delle practice che Soft Strategy mette oggi in campo con i propri Clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“L’adozione di metodologie agile per la gestione dei progetti”</em>&nbsp;sottolinea Matteo, manager della service line&nbsp;<a href="https://www.softstrategy.it/topics/people-organization/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IT Strategy &amp; Governance</a>,&nbsp;<em>“da a Soft Strategy la possibilità di garantire un time to market strategico e, soprattutto, la garanzia per i nostri Clienti dell’implementazione di prodotti o servizi market fit”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“L’ABD17 è stata per Soft Strategy l’occasione giusta per testare il proprio know how sui temi agile”</em>, afferma Antonio Marchese, Executive Partner di Soft Strategy&nbsp;<em>“condividendo best practice con i professionisti del settore e assistendo a talk estremamente coinvolgenti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Soft Strategy obiettivo a breve periodo è quello di ottenere certificazioni&nbsp;<strong>PMI-Agile Certified Practioner</strong>, così da consolidare ed espandere il know how su metodologie lean, kanban e test-driven development.</p>
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		<item>
		<title>Indoor Navigation</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/indoor-navigation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 13:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1203</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un navigatore che permette di muoversi attraverso la realtà aumentata del proprio smartphone. Non è fantascienza, ma la nuova frontiera dell’indoor positioning.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Indoor Navigation: la Realtà Aumentata secondo Soft Strategy</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Milano, luglio 2017 –&nbsp;</em>Un navigatore che ti permetta di muoverti con sicurezza all’interno di un aeroporto straniero, di una metro, o che ti aiuti a destreggiarti tra i mille corridoi di un ufficio pubblico. Il tutto attraverso la realtà aumentata del proprio smartphone. &nbsp;Non è solo fantascienza, bensì la nuova frontiera dell’<strong>indoor positioning</strong>, sistema di localizzazione che permette di orientarsi all’interno di edifici e interagire con le strutture stesse, trasformati in veri e propri&nbsp;<em>smart bulding</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a>, azienda specializzata nel settore del management consulting e dei servizi Digital, ha messo a punto una<strong> app</strong> dedicata proprio all’<strong>Indoor Positioning &amp; Navigation</strong>, in grado di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Localizzare l’utente negli spazi al chiuso con un livello di precisione fino a un metro.</li>



<li>Offrire all’utente un’esperienza di navigazione indoor in <strong>Augmented Reality</strong></li>



<li>Accompagnare l’utente nel raggiungimento di PoI (Point of Interest) precedentemente selezionati</li>



<li>Mostrare all’utente informazioni rispetto alla propria posizione sotto forma di notifiche di prossimità, sfruttando le possibilità offerte dal <strong>Phisycal Web</strong></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole di Antonio Marchese</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“La service line Digital di Soft Strategy è specializzata nello sviluppo di queste soluzioni, sempre più personalizzate.”</em> – racconta <strong><a href="https://www.nethex.com/chi-siamo/leadership/">Antonio Marchese</a></strong>, vicepresidente di Soft Strategy – <em>“Sfruttando le nuove tecnologie come le infrastrutture Beacon BLE (Bluetooth Low Energy), siamo in grado di aprire di fatto nuovi orizzonti di user experience, mai immaginati prima.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso lo schermo del proprio smartphone sarà dunque possibile ricevere indicazioni e informazioni sul punto di interesse, semplicemente inquadrando il percorso con la fotocamera. L’app si serve della tecnologia&nbsp;<strong>iBeacon</strong>, basata sul Bluetooth: questa tecnologia consente ai dispositivi bluetooth situati all’interno di una struttura (un “beacon” e uno smartphone, ad esempio) di trasmettere e ricevere piccoli messaggi entro brevi distanze e percepire i più piccoli spostamenti (cosa che il GPS non è in grado di fare), funzionando in pratica come un radar, e ricostruendo in questo modo la realtà aumentata del sistema di Indoor Positioning.</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Azienda 100% italiana,&nbsp;<strong>Soft Strategy Advisory &amp; Digital&nbsp;</strong>è specializzata nel settore del management consulting e dei servizi Digital, per la fornitura di servizi professionali alle imprese di medie e grandi dimensioni nei mercati di Telecomunicazioni, Energia, Trasporti e Pubblica Amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nata nel 2006, Soft Strategy conta ad oggi oltre&nbsp;<strong>180 dipendenti&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>4 sedi in Italia&nbsp;</strong>(a Roma, Bologna, Genova e Matera) e una sede a Rio de Janeiro.</p>
<p>The post <a href="https://www.softstrategy.it/indoor-navigation/">Indoor Navigation</a> appeared first on <a href="https://www.softstrategy.it">Soft Strategy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Indoor Positioning e A/R</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/indoor-positioning-e-a-r-le-soluzioni-ioe-di-soft-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 12:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=980</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy ha realizzato e testato un sistema di indoor positioning basato su tecnologia iBeacon, sviluppando un app per smartphone.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Indoor Positioning e A/R: le soluzioni #IoE di Soft Strategy</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se poco più di 10 anni fa avere un navigatore satellitare nella propria auto poteva sembrare un optional fantascientifico, la parola “<em>smartphone</em>” non era neanche nel nostro vocabolario quotidiano. Ora ci spostiamo in totale tranquillità su strade mai percorse, raggiungendo luoghi, case, alberghi, ristoranti e location d’interesse con una semplicità che ormai consideriamo scontata, almeno quanto trovare una rete wireless a disposizione dei nostri device.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Superare i limiti del GPS: l’Indoor Positioning è realtà.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi l’avanzamento tecnologico&nbsp;che ognuno di noi porta in tasca, unito all’ampia gamma di dispositivi intelligenti che ricadono nell’enorme calderone&nbsp;dell’<strong>Internet of&nbsp;Things,</strong>&nbsp;ha attivato nuovi scenari applicativi indoor grazie alla diffusione di infrastrutture&nbsp;<strong>Beacon&nbsp;BLE</strong>&nbsp;(Bluetooth Low Energy), aprendo di fatto ad un nuovo orizzonte di user experience. Ed ecco che, se raggiungere un’aeroporto con il navigatore satellitare è la normalità per un viaggiatore, orientarsi al suo interno e interagire con i servizi della struttura&nbsp;è una realtà emergente che presto sarà alla portata di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Leggi anche</strong>:&nbsp;Techrunch.com-&nbsp;<a href="https://techcrunch.com/2017/05/25/gatwick-airport-now-has-2000-beacons-for-indoor-navigation/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gatwick Airport now has 2,000 beacons for indoor navigation.</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Soluzioni Indoor Positioning &amp; Navigation: un trend tecnologico in crescita.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per questo, nell’ambito dell’offerta dei&nbsp;<a href="https://www.softstrategy.it/digital-internet-of-everything/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servizi Digital IoE</a>,&nbsp;Soft Strategy ha realizzato e testato nella sua sede di Largo Fochetti a Roma un sistema di&nbsp;<strong>indoor positioning</strong>&nbsp;basato su&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/IBeacon" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>tecnologia iBeacon</strong></a>, sviluppando un&nbsp;<strong>app&nbsp;</strong>per smartphone capace di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Localizzare l’utente negli spazi al chiuso</strong>&nbsp;con&nbsp;un livello di precisione fino a un metro.</li>



<li>Offrire all’utente un’esperienza di&nbsp;<strong>navigazione indoor</strong>&nbsp;anche in&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Augmented Reality</strong></a></li>



<li>Accompagnare l’utente nel raggiungimento di&nbsp;<strong>PoI</strong>&nbsp;(Point of Interest) precedentemente selezionati</li>



<li>Mostrare all’utente informazioni contestuali rispetto alla propria posizione sotto forma di&nbsp;<strong>notifiche di prossimità</strong>, sfruttando le possibilità offerte dal&nbsp;<strong>Phisycal Web</strong></li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/indoor-positioning.jpg" alt="indoor positioning" class="wp-image-981" style="width:334px;height:auto"/></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Verso gli Smart building con Soft Strategy Advisory &amp; Digital</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli sviluppi di questo trend tecnologico consentono di trasformare edifici, impianti e punti di aggregazione in veri e propri&nbsp;<strong>smart building</strong>: luoghi connessi alle persone, che migliorano l’esperienza di orientamento dei visitatori, aumentano sicurezza e soddisfazione degli utenti, influiscono positivamente sulla produttività dello staff ed abilitano nuovi obiettivi di marketing e comunicazione per le attività presenti nell’edificio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La service line Digital di Soft Strategy è specializzata nello sviluppo di queste soluzioni, attivando esperienze personalizzate per gli utenti che operano in una struttura o visitano un’area o un negozio e fornendo contenuti custom, marketing mirato e funzionalità dei servizi location based all’avanguardia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.nethex.com/chi-siamo/leadership/">Antonio Marchese</a> – Vicepresidente di Soft Strategy Advisory &amp; Digital</strong></p>
</blockquote>
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		<title>Imprese in crescita</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/imprese-in-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 14:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=1206</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leader nel management consulting e nella fornitura di servizi di consulenza alle imprese di Telecomunicazioni, Energia, Trasporti e Pubblica Amministrazione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>ICT in crescita del 60%. I fattori determinanti per la crescita di un’azienda: specificità, innovazione e permeabilità al cambiamento, risorse (umane).</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Imprese in crescita con l&#8217;ICT in testa. Tra queste, sicuramente c&#8217;è <a href="https://www.nethex.com/chi-siamo/leadership/">Soft Strategy</a>. Azienda 100% italiana, <strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a></strong> è leader di settore nel <strong>management consulting</strong>, specializzata nella fornitura di servizi professionali di consulenza alle imprese di medie e grandi dimensioni nei mercati di Telecomunicazioni, Energia, Trasporti e Pubblica Amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla presenza di un’offerta di servizi di consulenza diversificata in specifiche aree di servizio e a forti investimenti in termini di risorse umane, l’Azienda ha chiuso il 2016 con un valore della produzione pari a&nbsp;<strong>oltre 10.5 milioni di euro, in crescita del 60%</strong>&nbsp;rispetto all’anno precedente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto, che è stato reso possibile grazie a 3 fattori principali – commenta il Vicepresidente Antonio Marchese – la presenza di un’offerta di servizi di consulenza consolidata negli anni con specifiche aree di servizio, forti competenze in termini di risorse umane e la creazione di una nuova offerta di servizi ICT verticali rivolti alla Digital Transformation e all’innovazione”</em>.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Mossa vincente dell’azienda è stata infatti la creazione a fine 2015 di una nuova linea di business di <strong>servizi ICT verticali rivolti alla Digital Transformation</strong>, per accompagnare le aziende nei processi di innovazione e trasformazione digitale, con soluzioni in ambito <a href="https://www.nethex.com/chi-siamo/leadership/">Data Analytics</a> per prendere decisioni in tempi rapidi su grandi moli di dati e con l’evoluzione e miglioramento della user experience dei propri clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro fattore chiave della crescita dell’azienda è la grande attenzione alla ricerca e alla sperimentazione, che portano Soft Strategy ad investire in nuove aree, quali l’Internet of Everything (l’interconnessione di dispositivi, persone e dati), il mobile, la security, la geolocalizzazione indoor, l’e-commerce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nata nel 2006, Soft Strategy conta ad oggi oltre 180 dipendenti e 4 sedi in Italia (a Roma, Bologna, Genova e Matera) e una sede a Rio de Janeiro. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Lean Startup Program</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/lean-startup-program/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 13:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=931</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disgain, la startup supportata da Soft Strategy nella partnership con la Open Innovation Community Peekaboo, un’idea innovativa nel campo della Cybersecurity.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">DisGain trionfa al Lean Startup Program, Soft Strategy festeggia con loro.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si è conclusa nel migliore dei modi l’avventura di&nbsp;<strong>Disgain</strong>, la startup supportata da&nbsp;<strong>Soft Strategy</strong>&nbsp;nella&nbsp;partnership con la Open Innovation Community&nbsp;<strong>Peekaboo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad Ottobre 2016 Soft Strategy si proponeva, con sano spirito di <strong>innovazione</strong>, di sostenere un team di startupper che puntavano alla definizione e all’implementazione di un’idea innovativa nel campo della <strong>Cybersecurity</strong>, 3 mesi dopo quell’idea ha vinto la <a href="http://peekaboo.vision/lean-startup-program/">seconda edizione</a> del <strong>Lean Startup Program</strong> organizzato da <a href="http://peekaboo.vision/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Peekaboo</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La startup, formata da Andrea Silvi, Stefano Rosati e Riccardo Maestri, ha ideato un protocollo di comunicazione innovativo per risolvere le problematiche di sicurezza nelle quali noi tutti possiamo incappare con&nbsp;l’inserimento di password o dati sensibili durante l’utilizzo di&nbsp;servizi online. Come ci sono riusciti? Affiancando al loro protocollo di comunicazione una tastiera virtuale “single-use” dinamica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DisGain&nbsp;</strong>(<a href="http://www.disgain.com/landing/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui il loro sito</a>), di fatto, crea una soluzione completamente diversa e innovativa nella battaglia all’hacking, proponendo una visione “Server side” opposta a quella “Client side” caratteristica di molti player operanti nel settore della&nbsp;<strong>sicurezza informatica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a></strong> conclude un 2016 nel segno del cambiamento e dell’innovazione, rendendosi protagonista di un’operazione di scouting perfettamente riuscita.</p>
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		<item>
		<title>Career Day 2016</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/career-day-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 13:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=934</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si rinnova l’appuntamento per Soft Strategy all’International Career Day, l’incontro tra neolaureati e aziende pronte ad assumere i giovani talenti del futuro.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">International Career Day 2016: Soft Strategy c’è</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 22 novembre 2016 si rinnova l’appuntamento per Soft Strategy all’<strong>International Career Day</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento, dopo la tappa di Milano dello scorso aprile, approda a Roma nel Centro Congressi Frentani (via Frentani, 4) e vedrà l’incontro tra&nbsp;<strong>neolaureati</strong>&nbsp;di numerose realtà universitarie e&nbsp;un panel di aziende pronte ad assumere i&nbsp;<strong>giovani talenti</strong>&nbsp;del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy ricerca prevalentemente&nbsp;<strong>laureati in Ingegneria ed Economia</strong>, con un percorso di studi brillante e un’ottima conoscenza dell’inglese. La spiccata capacità di analisi e l’attitudine al team working, inoltre, saranno caratteristiche che attiveranno un canale di comunicazione preferenziale tra il candidato e l’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La volontà di Soft Strategy di incontrare i giovani che si affacciano al mercato del lavoro, offrendo loro una reale&nbsp;<strong>opportunità di carriera,&nbsp;</strong>sottolinea&nbsp;l’interesse dell’azienda nel costruire da subito un percorso di crescita con il candidato; proiettandolo in una realtà lavorativa dove&nbsp;<strong>obiettivi sfidanti,</strong>&nbsp;<strong>formazione</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>responsabilità</strong>&nbsp;sono i pillar quotidiani su cui costruire&nbsp;il proprio&nbsp;<strong>futuro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni sull’International Carreer Day di Roma visita il sito&nbsp;<a href="http://www.internationalcareerday.it/">www.internationalcareerday.it</a>. Se invece sei interessato alle posizioni aperte, visita la pagina&nbsp;<a href="https://www.softstrategy.it/carriere/">Carriere</a>&nbsp;di&nbsp;<a href="https://www.softstrategy.it/">softstrategy.it</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Formazione ISM</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/formazione-ism/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 13:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=937</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un percorso formativo strutturato in più moduli al termine del quale i partecipanti potranno sostenere l'esame per la certificazione CAPM.</p>
<p>The post <a href="https://www.softstrategy.it/formazione-ism/">Formazione ISM</a> appeared first on <a href="https://www.softstrategy.it">Soft Strategy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> ha attivato un programma di formazione gratuita in ICT Security Management, per potenziare la propria Service Line <a href="https://www.softstrategy.it/security/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Data Protection Compliance Risk &amp; Security</a>.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione in ambito ISM (Information Security Management) sta acquisendo un ruolo sempre più centrale. Il percorso formativo, strutturato in più moduli, prevede lezioni frontali, interventi di esperti e un project work finale. Al termine del percorso i partecipanti avranno approfondito anche tematiche di <strong>project management</strong> e saranno così in grado di sostenere l’<strong>esame per la certificazione CAPM</strong> (Certified Associate in Project Management) del <strong>PMI</strong> (Project Management Institute) e potranno entrare a far parte del team di Soft Strategy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso è rivolto a laureati Inoccupati o disoccupati, residenti o domiciliati nella <a href="https://www.regione.lazio.it/">Regione Lazio</a> e prevede un rimborso spese di circa 300,00 €.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consulta il Bando Ufficiale della Regione Lazio in&nbsp;<strong><a href="https://www.softstrategy.it/wp-content/uploads/bando-soft-strategy_proroga.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PDF</a></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">INFORMATION SECURITY MANAGEMENT</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Elenco Moduli</strong></td><td><strong>Titolo del modulo</strong></td><td><strong>Ore</strong></td></tr><tr><td>Modulo n. 1</td><td>I Sistemi Informativi e la gestione della Sicurezza</td><td>6</td></tr><tr><td>Modulo n. 2</td><td>Project Management nei sistemi informativi</td><td>48</td></tr><tr><td>Modulo n. 3</td><td>ISO 27001/02 ed ISMS (Framework)</td><td>18</td></tr><tr><td>Modulo n. 4</td><td>Information Risk Management/Assessment (ISO 27005)</td><td>24</td></tr><tr><td>Modulo n. 5</td><td>Security Architecture and Solution</td><td>12</td></tr><tr><td>Modulo n. 6</td><td>Normativa Privacy e provvedimenti del Garante della Privacy</td><td>12</td></tr><tr><td>Modulo n. 7</td><td>Cybersecurity Testing</td><td>12</td></tr><tr><td>Modulo n. 8</td><td>Analisi Standard ENISA/Cobit for SOX/NIST</td><td>12</td></tr><tr><td>Modulo n. 9</td><td>Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro – D. Lgs 81/08</td><td>8</td></tr><tr><td><strong>Totale ore aula</strong></td><td></td><td><strong>152</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti interessa?&nbsp;<a href="https://www.softstrategy.it/offerta-lavoro/ict-security-academy-f101/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Clicca qui per candidarti</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Soft Strategy incubatrice di innovazione</title>
		<link>https://www.softstrategy.it/soft-strategy-incubatrice-di-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adminLuca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 12:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.softstrategy.it/?p=990</guid>

					<description><![CDATA[<p>Soft Strategy rafforza la sua scommessa sui giovani talenti avviando una partnership con la Startup Community Peekaboo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Soft Strategy conferma la propria vocazione all’innovazione ed al contempo rafforza la sua scommessa sui giovani talenti.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Soft Strategy si conferma un incubatrice di innovazione. Come? Avviando una partnership con la Startup Community <strong><a href="http://peekaboo.vision/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Peekaboo</a> </strong>nella seconda edizione del <strong><a href="http://peekaboo.vision/lean-startup-program/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lean Startup Program</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo di <a href="https://www.softstrategy.it/cosa-facciamo/">Soft Strategy</a> per questa edizione è chiaro: instradare un progetto volto allo scouting, alla definizione e all’implementazione di nuove idee e soluzioni nel campo della <strong>CyberSecurity</strong> insieme a un gruppo di giovani talenti selezionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stay tuned for more info.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ratio ratio-16x9"><iframe title="PITCH DAY PEEKABOO - 17/05/2016" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/rF4NhfmXc5I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
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