
Crescita Sostenibile e Innovazione AI: La Visione Strategica di Antonio Marchese, Owner del Gruppo Soft Strategy
Quest’anno il Gruppo Soft Strategy raggiungerà i 78 milioni di fatturato con una crescita prevista del 11% rispetto allo scorso anno. All’inizio delle attività del Gruppo avevi immaginato che le due aziende del Gruppo potessero crescere così tanto?
Sono molto soddisfatto del run rate di crescita dell’azienda. Cito ad esempio quella degli ultimi due anni: abbiamo chiuso il 2024 con un fatturato di oltre 70 milioni. Abbiamo un forecast di chiusura del 2025 di 78 milioni, +10% che avevamo pianificato con il top management. In questo contesto, la crescita organica del Gruppo è risultata coerente con le aspettative e con le prospettive di mercato.
La filosofia “People First” è argomento centrale della comunicazione aziendale: come si traduce in pratiche concrete nella gestione quotidiana, soprattutto mentre l’azienda cresce tanto rapidamente?
Una crescita “People First” significa scalare non solo in termini numerici. Vuol dire migliorare in termini di qualità dell’ambiente di lavoro, trasformando ogni fase di espansione in un’opportunità per rafforzare il capitale umano. Tutto ciò, si traduce in pratiche concrete mettendo le persone al centro dell’attenzione. Proponiamo il welfare aziendale, un corretto work-life balance, formazione continua e percorsi di crescita personalizzati. Questi sono elementi determinanti sia per un’espansione rapida che per trattenere talenti. Ci poniamo l’obiettivo di creare un ambiente inclusivo, motivante e produttivo, il tutto attraverso una visione a lungo termine. Trovo che sia un approccio più flessibile per scalare in modo sostenibile gli obiettivi.
Nel biennio 2023 e il 2024 sono state intraprese scelte strategiche di rilievo. In che modo queste decisioni si inseriscono in una visione unitaria e coerente di lungo periodo?
Le scelte strategiche del Gruppo nel biennio 2023-2024 si inseriscono in una visione più ampia. Questa visione si fonda su una crescita sostenibile e focalizzata sulle opportunità digitali per tutte e tre le practices (Advisory, Information Technology, Digital Operations). Il modello di business si basa su partnership, innovazione e valorizzazione del talento, per rispondere alle sfide del mercato. Vogliamo cogliere il potenziale dell’Intelligenza Artificiale come leva di crescita, mantenendo una solida gestione finanziaria, di concerto con l’azionista.
L’Intelligenza Artificiale è presente in quasi tutte le recenti progettualità del Gruppo: Service Desk Evoluto, Lyra, Innovative Solution Hub. Come viene gestito il tema IA dal punto di vista strategico?
Il Gruppo Soft Strategy è da sempre impegnato nello sviluppo e nell’immissione sul mercato di processi innovativi e ad alto tasso tecnologico. Sul tema dell’intelligenza artificiale, in questo momento, miriamo ad integrare tutte le esperienze maturate in un unico framework basato, come noto, su tre asset specifici:
- un motore di computer Vision basato su AI per l’analisi 2D e 3D che mira ad ottimizzare i processi di Manutenzione Preventiva e Predittiva;
- una piattaforma basata sull’AI basata generativa che consente di ottimizzare i processi di ricerca delle informazioni da fonti destrutturate;
- un tool in grado di processare i Big Data e utilizzarli per lo sviluppo di modelli predittivi e decisionali molto precisi basati su apprendimento supervisionato o non supervisionato.
È evidente che quanto sopra è uno stato dell’arte. Dobbiamo sicuramente arricchirlo nelle competenze, dall’ingresso recentissimo nel Gruppo di un manager appositamente dedicato all’AI ed all’Innovazione.
Che cosa ti ispira ogni giorno nella guida da azionista del Gruppo?
Il Gruppo è ispirato ogni giorno dalla visione di un futuro digitale etico e sostenibile. Mettiamo la persona al centro del progresso tecnologico e guidiamo la trasformazione digitale di aziende e istituzioni. Vogliamo offrire soluzioni innovative e responsabili, con un forte impegno verso inclusività, sostenibilità ambientale e crescita costante.
Come leggi l’evoluzione del settore pubblico italiano? Quali opportunità si possono cogliere?
La PA italiana, in un contesto di cronico sottodimensionamento dei propri organici, fenomeno accentuato negli ultimi 40 anni da ripetuti blocchi nelle assunzioni, ha fatto si, che il nostro Public Sector non sia messo bene per far fronte alla trasformazione organizzativa in atto, per effetto della rivoluzione digitale in corso.
In questo contesto, le opportunità che si possono cogliere sono la digitalizzazione dei servizi, il lavoro agile e l’intero processo di integrazione dell’intelligenza artificiale che sta investendo anche il settore pubblico.
Se immagini il Gruppo tra cinque anni, quali trasformazioni o traguardi vedi all’orizzonte?
Le linee guida del Piano industriale che ci siamo dati, con il Management Team nel 2022, quando sono diventato Owner unico del Gruppo, mirava ad una crescita sostenibile con target specifici per Ricavi, Ebitda, cash flow operativo, obiettivi che sono stati negli ultimi tre anni, peraltro pienamente traguardati.
La strategia, che non è cambiata, si concentra su sviluppo sostenibile (anche attraverso le ineludibili acquisizioni, da cui mi aspetto molto sia in termini di differenziazione dell’offerta che in termini di break down dei ricavi), attrazione e benessere delle persone, innovazione tecnologica, supportata da piani di welfare e investimenti in aree a valore aggiunto, confermando l’impegno ESG e l’espansione in mercati ad alta crescita.
Guardando ai nostri competitors – sia quelli italiani consolidati che i player internazionali – quale credi sia il nostro vero fattore differenziante?
Sicuramente l’offerta sinergica delle nostre tre practices, difficilmente concentrate in un unico Gruppo, non è facile da individuare.
Altro fattore decisivo è la corporate governance. Abbiamo formato una squadra di top e middle management assolutamente eccellente. Queste selezioni sono la conseguenza anche della circostanza che l’azionista ritiene che si possa crescere, solo ed esclusivamente attraverso il coinvolgimento di un Management esterno di qualità, in grado poi di guidare – a partire dal Capo azienda Emanuele Candela – al meglio tutte le declinazioni del Gruppo.
Approccio commerciale teso a valorizzare non tanto competenze di management presentation, quanto i nostri case study, le nostre referenze, in modo tale che il potenziale cliente si possa fare un’idea del tipo di lavoro che facciamo e dei risultati che otteniamo, questo li aiuta a prendere una decisione informata e per noi è un fattore differenziante, rispetto ai nostri competitors, veramente significativo.
Il consiglio migliore che hai ricevuto e quello migliore che hai dato?
Non credo di aver mai dato un buon consiglio ad alcuno e comunque, chi mi frequenta, eventualmente avrà avuto modo lui di ragionare a riguardo, per quanto attiene il consiglio migliore che ho ricevuto, tra i tanti buoni maestri che ho avuto la fortuna di incontrare, credo che la frase migliore sia sempre quella di prestare maggiore attenzione all’ascolto degli altri, piuttosto che alla propria esposizione.
Se dovessi assumere una persona domani, quali sarebbero le tre qualità non negoziabili?
Senza scomodare Goleman, le tre prime soft skill essenziali (tra le altre, che non sono poche ed altrettanto importanti) per un corretto processo di hiring sono a mio parere: intelligenza emotiva e lavoro di squadra, etica del lavoro e proattività. Insieme ad altre, costituiscono a mio parere l’attrezzatura minima necessaria per costruire rapporti positivi in azienda al fine di traguardarne gli obiettivi al meglio.
Quale è stata la decisione più difficile che hai preso come imprenditore?
Sono un imprenditore di prima generazione, però già alla terza esperienza dopo aver costituito, sviluppato e venduto le altre due che continuano a crescere e svilupparsi nei nuovi loro contesti.
L’attuale Gruppo Soft Strategy è frutto di una startup Nethex (nel 2009) e di un’acquisizione Soft Strategy (nel 2015) quindi, come potete immaginare, nel corso degli ultimi anni, di decisioni difficili ne sono state già prese tante e quello che qui mi preme trasferire sono due cose, un concetto ed una prassi comportamentale:
la “solitudine” (in certi momenti) dell’imprenditore, quando deve prendere una decisione che non è solo frutto di letteratura ma di una costante (connessa con il suo ruolo e le sue responsabilità) che periodicamente si presenta; la necessità del “confronto”, mantenere spazi di dibattito autentico e franco, soprattutto con i colleghi con i quali ti confronti spesso, è essenziale e preziosa.
Qual è, secondo te, la qualità più importante per essere un leader efficace oggi?
L’”umiltà”, perché favorisce le relazioni in azienda e quindi le varie connessioni, riduce lo stress ed in buona sostanza crea le premesse per un percorso di successo, in un contesto di vera leadership.
Se potessi cambiare una sola cosa nel mercato italiano della consulenza, quale sarebbe?
Non ho la competenza giusta e quindi non ho la presunzione di poter dire cosa andrebbe cambiato nel mondo della consulenza, credo che sarebbe utile in generale un maggiore “ascolto” delle persone e quindi anche dei reali needs dei clienti.
Qual è l’aspetto del nostro Gruppo di cui sei più orgoglioso?
L’”elegante competenza media”, un knowledge che si manifesta in modo garbato, anche attraverso i comportamenti, l’educazione, il rispetto, l’attenzione ai dettagli, sintomo di armonia e intelligenza emotiva.
Per che cosa vorresti che il Gruppo fosse ricordato?
Per la cultura aziendale che trasmette.
Qual è il rischio maggiore per chi fa impresa oggi?
L’instabilità
Il Gruppo Soft Strategy in una parola?
Orgoglio